Via Tigli

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di Francesca de Carolis

E’ d’estate che ci si accorge dell’universo-carcere. Quando il caldo è così caldo che dentro le celle diventa tortura che si aggiunge a tortura. ( segue su L’altra riva )

Via dei Tigli, dunque…

tigli1.jpeg SE QUESTA NON E’ TORTURA…

21 giugno 2015 In via dei Tigli da mesi si trema, si trema per via dei trasferimenti annunciati dopo l’annunciata chiusura delle sezioni di alta sicurezza di alcune carceri. Ma a chi importa? A chi importa del destino di persone in carcere già da decenni, e che vedranno spezzati percorsi faticosamente compiuti? e delle loro famiglie che in altri luoghi più lontani dovranno cercali per già difficili incontri? Qualcuno, fra queste persone considerate nulla più che pacchi che cose… mi ha scritto… leggete.. (continua su L’altra riva.

tigli1.jpeg Dieci anni per un diritto…

18 giugno 2015 Ogni tanto, comunque qualche piccola buona notizia. Piccola, perché ci sono voluti dieci anni di ricorsi per il riconoscimento di un diritto. ma tant’è… La storia di Giovanni Farina, dal carcere di Catanzaro… che si augura adesso che la sua vita sia meno crudele di come sia stata fino ad oggi… leggete, su L’altra riva

tigli1.jpeg DIO PERDONA, MA L’UOMO…?

5 giugno 2015 In via dei Tigli arrivano , senza sosta, lettere, dal buio… Ascoltate questa, che ha mandato Giovanni Zito, dal carcere di Padova. Giovanni, il gigante buono… su L’altra riva

tigli1.jpeg IN SARDEGNA, DUNQUE…

26 MAGGIO 2015 . E così da via dei Tigli sono partita per la Sardegna, per portare in giro con, “Tuttala verità, totu sa beridadi, storia di un sequestro, la storia di Mario Trudu…ne è valsa davvero la pena. ascoltate un po': Correndo dunque su e giù per la Sardegna… ( continua su “L’altra riva” )

tigli1.jpeg RITORNO ALLA TERRA…

22 maggio 2015. Partendo dunque, per la Sardegna, per portare la voce di Mario Trudu alla sua terra… con in tasca la lettera che mi ha dato, da leggere per lui, che da anni chiede di poter almeno essere trasferito in un carcere vicino casa… Ma la risposta è sempre “no”. La lettera, dunque… acoltate (su L’altra riva )

tigli1.jpeg UN CARDO FRA LE SPINE…

8 MAGGIO 2015 . Alla fine, a Siena, a far la parte di Mario Trudu che non ha avuto il permesso per essere presente alla presentazione del suo libro… ma si sa, in via dei Tigli sono solo sbarre e mura… quindi in qualche modo ne sono diventata la sua voce, e questa la lettera che mi ha affidato per il pubblico venuto lì per lui, nell’aula Magna dell’Università…Ascoltate… ( continua su L’altra riva)

tigli1.jpeg L’ETERNA PENA…

4 maggio 2015 … ascoltate questi versi.… “Ond’io vivo ogni speranza è spenta, solo il tormento mi tiene compagnia, è una morte infausta, troppo lenta, il giorno è fatto solo d’agonia”, da “Il bene e il male”, di Giuseppe Zagari. Ergastolano. Ostativo.
Ecco, quando ho saputo del suo trasferimento dal carcere di Padova, sono andata a cercare la lettera che mi aveva scritto, qualche tempo dopo averlo incontrato, nel corso di un seminario tenuto due anni fa lì dentro. L’ho ancora fisso nella mente. Quel suo viso sofferente, come corroso da un grande, impronunciabile tormento. Poche parole, durante l’incontro. Ma poi mi arriva una lettera, con i versi che ho citato, e il racconto dei motivi di quel grande tormento che gli si leggeva in faccia. Che non vi svelerò, perché di così intimi percorsi, che ancora mi chiedo perché abbia voluto affidarmeli… Il bene e il male, dunque. All’alba di un giorno di qualche settimana fa… ( segue su L’altra riva)

tigli1.jpeg PENSANDO A MARIO TRUDU…

29 aprile 2015 Seguendo il cammino del libro di Mario Trudu, “Tutta la verità, storia di un sequestro”, in attesa della presentazione, il 7 di maggio, all’Università di Siena, per parlare di carcere e scrittura… aprendo, così, per distrarmi un po’, un libro di un poeta molto amato… ritrovando una pagina sottolineata… “poter ridere, ridere, ridere traboccantemente,/ ridere come un bicchiere versato,/ assolutamente pazzo solo di sentire,/ assolutamente lacero dello strusciarmi contro le cose, / la bocca ferita a forza di mordere cose, / le unghia sanguinanti a forza di afferrarmi a cose,/ e poi datemi la cella che vorrete, che mi ricorderò della vita”. Le pagine, aperte a caso, che mai si aprono a caso…

tigli1.jpeg L’OCHINO DI DIO…

9 APRILE 2015 La notizia è che Gianna, Gianna Schiavetti l’autrice di “La schizofrenia non esiste, e se esistesse la vorrei avere”, è tornata a condurre su Radio 180 la sua trasmissione, con la quale per anni ha condotto una personale battaglia contro manicomi e contenzioni varie che popolano le vie dei Tigli del mondo… Nei giorni scorsi è riaffiorata la sua storia, parlando di lei nel giorno dedicato ai poeti e alla poesia. perché piene di poesia sono sempre le sue parole… ascoltate su L’altra riva)

tigli1.jpeg CRIMINI …

16 marzo 2015. Su via dei Tigli, la notizia di marzo è che a fine mese devono chiudere gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, vergogna della vergogna del sistema penitenziario che abbiamo. Eppure sentenze ancora spediscono persone negli OPG. La storia che vi racconto è di quelle che non si vorrebbero mai leggere. La storia di un ragazzo, diciannove anni appena, che conosce la contenzione da quando ne aveva dodici. Oggi un giudice lo manda in un OPG. Ascoltate…. lo abbiamo chiamato Stefano

tigli1.jpeg ANDRUSZ, CHE NON AMAVA I FAGIOLI…

7 marzo 2015 Un libro, che ho mandato a una persona chiusa dietro uno dei muri che costeggiano via dei tigli, qualche isolato più a nord… Le fiabe zigane, di una bella raccolta di Jerzy Ficowski, pubblicata in Italia negli anni ‘80, colpita, fra le tante, dalla storia di Andrusz, che non amava i fagioli… Deliziosa… Andrusz era un povero ragazzo che gli Zingari trattavano davvero male, affidandogli lavori molto ma molto pesanti… “ora gli ordinavano di portare le fascine in un bosco lontano,…, ora di togliere tutte le pulci dal pelo dei cani”. Andrusz se la passava male con gli Zingari. “Lo facevano lavorare come fosse un trovatello o uno Zingaro con fissa dimora, o che so io”. Avete letto bene… ” come se fosse uno Zingaro con fissa dimora“! Ah, gli Zingari… sempre ricordando di quando volavano come gli uccelli… E cittadino italiano zingaro è la persona dietro quelle mura cui ho mandato il libro. Mi dicono che legge molto, che attraverso i libri cerca di capire il mondo … cerca di capire, immagino, anche la sua storia… In quali migliori mani far finire quelle fiabe….

tigli1.jpeg A MORSI …

6 marzo 2015 quattro brevi versi, dalle pagine che mi arrivano, come morsi, dal carcere di Catanzaro, con le lettere di Giovanni Farina.Sono anime esistenti/ Murate… / Davanti a una porta /Che nasconde ogni verità./…

tigli1.jpeg QUALE MEDEA …

12 febbraio 2015 Ragionando, di luoghi comuni che diventano prigioni, della nostra mente e non solo… abituandoci a pensare accettabili prigioni di ferro e cemento dove buttarvi dentro la gente… e presto ad aspettarci che così debba essere… Ragionando, sulle mistificazioni della Storia… Un pensiero all’altra Medea, non quella che, disumana, ci è stata consegnata da Euripide… Ma Medea Medea… quella che, racconta chi èandato indietro indietro nel tempo, piuttosti che assassina, fu vittima che mai uccise i suoi figli… Ascoltate, per restituire a Medea ciò che è di Medea….

tigli1.jpeg VI RACCONTO LA MIA TREMENDA STORIA …

2 febbraio 2015 Il cammino della storia di Mario Trudu va avanti. “Tutta la verità, storia di un sequestro”, è in libreria. Ma ascoltate cosa Mario dice di sé e della sua “tremenda storia”, nell’intervista dell’ultimo numero della rivista “Una città“. Questo è solo un assaggio. L’intera intevista, su L’altra riva. “Quetsa carcerazione ifinita, impossibile da raccntare….”

tigli1.jpeg PORCA GUERRA …

23 gennaio 2015 Pensieri, dalla galera profonda. Da carcere di Catanzaro GIovanni Farina, (ricordate? che aveva ricordato una vicenda della guerra che quasi sembrava un racconto di Natale..) ha ben apprezzato la lettura di “Porca Guerra , benedetta Pace“, il diario sulla Prima guerra mondiale ripescato da un vecchio baule, sull’onda della ritrovata memoria che ha portato quest’anno il centenario.E mi ha mandato una bella lettera, a commento… ascoltate…
“… Mi sono emozionato ( continua su L’altra riva)

tigli1.jpeg MENO MALE E’ LUNEDI’ …

19 gennaio 2015 Anche in via dei Tigli si va al cinema… Dall’appunatmento domenicale di Remo contro… “Appunto su di un film. Una delle cose che piacciono a me… tutto a rovescio, a cominciare dal titolo: “Meno male è lunedì”. Sì, perché se prassi vorrebbe che per tutti si pensi al lunedì come alla fine dello spazio di libertà che sabato e domenica ci dovrebbero riservare, per i protagonisti di questo film, che è piuttosto documentario, è lì che inizia la gioia. La gioia di un lavoro. Sì, perché i protagonisti sono tredici persone recluse, nel carcere bolognese della Dozza, per essere precisi. E per loro si è compiuto un piccolo grandissimo miracolo…. ( segue su L’altra riva )

tigli1.jpeg IL SOGNO DI MARIO …

16 gennaio 2015 A fine mese in libreria l’autobiogtafia di Mario Trudu, “Totu sa beridadi, tutta la verità, storia di un sequesto”, per le edizioni di Syampa Alternativa, dopo che con Strade Bianche, abbiamo liberato le sue parole…. Un racconto tremendo e bello insieme ( se è possibile usare questo aggettivo per il racconto di una vita sigillata in carcere…). Nell’attesa, questo stralcio di lettera nella quale Mario, che dopo tanto tempo ha ottenuto un avvicinamento-colloquio di un mese alla sua famiglia, descrive l’arrivo in Sardegna. Così, per darvi un’idea della forza del suo narrare…

“Finalmente mi trovo in terra sarda. Prima di dire qualcosa di qui, ti descrivo un po’ le sensazioni che ho provato nell’ultima parte del viaggio. Da come ho avvistato la mia terra da sopra l’aereo, ho provato sensazioni indescrivibili, vedere da sopra le nuvole la mia terra ero assalito da una gioia che non so descrivere…. ( continua su l’altra riva)

tigli1.jpeg OLTRE IL SILENZIO …

10 gennaio 2015 In via dei Tigli iniziamo l’anno con un lavoro che arriva dalla Sicilia… e che si adi buon auspicio..Un testo che, parlando di educazione, carcerazioni ed dintorni, riprende anche le testimonianze del nosttro “Urla a bassa voce“… A proposito di quest’Italia, tanto migliore della rappresentazione che in genere se ne fa… Ascoltate: “Un muro alto, grande immenso. Si perde oltre l’orizzonte. Un uomo, in piedi davanti al muro, prende una pietruzza e la tira contro il muro. Un uomo vuole abbattere il muro. La gente lo guarda e ride. Passano i giorni e le notti. Quell’uomo è sempre davanti al muro e continua a turargli la pietruzza contro. Passano gli anni e la gente ignora quell’uomo che resta sempre e poi sempre davanti al muro. Un giorno un bimbo si sveglia. C’è qualcosa di diverso attorno. Finalmente è entrato il sole. Quell’uomo ha abbattuto il muro…. ( segue su L’altra riva )

tigli1.jpeg CANTO SOTTERRANEO …

22 dicembre 2014 Un pensiero di Natale… Visto che siamo lì lì che è quasi Natale, e un po’ di commozione fa bene a tutti… una piccola storia che ha il sapore di un Canto di Natale, come me l’ha raccontata in una sua lettera Giovanni Farina, ergastolano nel carcere di Catanzaro ( forse l’ho già accennato, da qualche tempo scambio parole, e con interesse e piacere, con persone “molto ma molto cattive”…) . E’ la storia di un altro Giovanni, reduce di guerra, che aiutava nei lavori di campagna, e che della guerra continuamente ricordava episodi…
Ecco: “Una notte eravamo in trincea, splendeva nel cielo una luna piena che si vedeva oltre il filo spinato, e anche il volo di un piccolo uccello notturno. Avevamo paura a sporgerci per non rischiare di fare da bersaglio a qualche cecchino. Mentre regnava il silenzio più assoluto, sentimmo il pianto di un bimbo. . ( segue su Remocontro e o l’altra riva )

tigli1.jpeg ANCORA CARMELO, OMBRA FRA LE OMBRE …

20 dicembre 2014 Questa mattina, all’incontro con Papa Francesco, in Vaticano…. e va bene… pensavamo che un ergastolano potesse avere il permesso di andare in udienza dal Papa. E perché no? La Papa Giovanni XXIII aveva dato disponibilità per l’accompagnamento e il tutoraggio… E invece no…Grande delusione e grande vuoto. Il tribunale di sorveglianza, non ha neanche risposto alla sua domanda… Le amare riflessioni di Carmelo, uomo che si vuole per sempre “ombra”, ci arrivano con questa lettera, da una finestra buia di Via dei Tigli…. ( segue su L’altra riva )

tigli1.jpeg CARO CARMELO TI SCRIVO…

16 dicembre 2014Il tempo vola velocissimo, siamo già a oltre metà mese, e la fine dell’anno incombe. Tremendamente immobile il tempo delle carcerazioni, dove nulla accade. Non accade, ad esempio, che Carmelo Musumeci riesca ad ottenere un permesso, da uomo libero, sia pure per lo spazio di qualche ora…per esserci alla presentazione di un suo libro, ad esempio… ancora attende, ad esempio, risposta, per andare in udienza dal Papa… Non soquanto gli sia di consolazione, ma a fronte di tanto mondo ottuso, in via dei Tigli gli è arrivata una bellissima lettera. Da Giulia, studentessa, che poco prima lo aveva incontrato in carcere. Caro Carmelo, mi chiamo Giulia…. (segue su L’altra riva)

tigli1.jpeg ANCORA MARIO TRUDU

4 dicembre 2014 Il tempo vola… anche in via dei Tigli… il tempo corre anche per chi è inchiodato al tempo fermo della carcerazione a vita. E son tre mesi che fra una corsa e l’altra non sono riuscita ad andare fin lì. Ma oggi, infine, in partenza, per San GImignano, per le ultimi aggiornamenti dell’autobiografia di Mario Trudu, Totu sa Beridadi. Dopo Strade Bianche si riparte per l’avventura nelle collane di Stampa Alternativa… con questo libro dove Mario racconta “la sua tremenda” vicenda. Usa proprio questo termine… da leggere perché come pochi ci danno il senso del tempo eterno che è una carcerazione come questa senza speranza di uscire, e non c’è redenzione che valga… ne riparleremo presto…

tigli1.jpeg IL FUTURO DI LUCIANA.

27 novembre 2014 Sbirciando sulla pagina di Facebook di Luciana Corinna Luberti.. che così annunciava l’incontro per la presentazione del suo “D’amore, d’eroina, di galera”, il 25, a Padova: “c’è gente che viene da Roma o più in là, per vedere la presentazione del mio libro…questa cosa mi dà da pensare( orribile sequenza di parole).. Questo libro è diventato un amico reale, ha fatto tanto per me. E’ la testimonianza che non ho vissuto invano certi percorsi. Questo amico mi ha fatto viaggiare fra gente diversa e sognare cose perfette, realizzabili. Potrebbe essere l’inizio di un altro nuovo percorso. Perchè no? Ne ho cambiate tante di pelli…agli amici! “E c’è tutta lei in queste parole, … ( segue su L’altra riva )

tigli1.jpeg MURI SASSOLINI E PRIGIONI…..

18 novembre 2014 Dal sito di RemoContro, e che già dal titolo è tutto un programma, una pagina a firma di “Gatto randagio”, ennesimo travestimento di chi curiosa qua e là fuori luoghi comuni e costrizioni… sbirciando, a volte, sbirciano oltre le inferriate delle celle… Qualche giorno fa, fnita la retorica a proposito del famoso storico Muro abbattuto… incimpando in altri mattoni… Leggete pure .RemoContro, sito amico di Via dei Tigli…

tigli1.jpeg SE IL PAPA HA ASCOLTATO…

12 novembre 2014 In via dei Tigli arrivano domande, tante… Più volte dal carcere sono arrivati pensieri rivolti a questo nuovo Papa, soprattutto dopo che nel luglio dell’anno scorso ha abolito l’ergastolo nel suo Stato del Vaticano. Così all’inizio della scorsa estate avevamo pensato di raccogliere domande che persone condannate all’ergastolo avessero voluto rivolgergli. Gliele abbiamo spedite.
Ora che Papa Francesco con parole forti si è pronunciato non solo contro l’ergastolo ma anche contro tanti aspetti della detenzione, dagli OPG alle carceri di alta sicurezza, rendiamo pubblica la lettera e le domande che gli abbiamo mandato, avendo letto nella sua pronuncia una chiara risposta anche a tante delle nostre domande”. DUnque, Caro papa Francesco…. ( segue su “L’altra riva”)

tigli1.jpeg sTEFANO E GLI ALTRI…

1 novembre 2014 In via dei Tigli arriva la notizia della sentenza di appello che ha assolto tutti gli imputati accusati della morte di Stefano Cucchi… giusto giusto alla vigilia del giorno dei morti… pensando a una giustizia che dichiara il suo fallimento se pure, come sottolinea la difesa della famiglia, dai processi emerge che comunque un pestaggio c’è stato…pensando a quelli per i quali neanche ad un processo si è riusciti ad arrivare… quelli per i quali ancora le famiglie si dannano, inascoltate… Qua e là a volte se ne legge… brevi notizie che si perdono nel web, che non “sfondano” le pagine dell’informazione “ufficiale”. Proviamo ricordarli? Proviamo a metterli insieme in un elenco? Facendo i nomi e i cognomi? Raccontando le loro vicende, perché anche per noi non si perdano…

tigli1.jpeg VAGABONDANDO FRA LE STELLE …

26 ottobre 2014 E ora che Papa Bergoglio è uno dei nostri “più illustri seguaci”, il più illustre, direi… festeggiamo con questo scritto che manda dal carcere di Catanzaro Claudio Conte, con il quale ci scambiamo opinioni e libri, e che a proposito de “Il vagabondo delle stelle”, splendido libro di Jack London, sulla ferocia del sistema carcere, ma soprattutto sulla grandezza dell’Uomo, scrive questa riflessione… Così, giusto per ricordare quante potenzialità sprechiamo, condannando a morire al mondo… dunque:
“Il vagabondo delle stelle” è un romanzo “spirituale”, che rompe la tradizione “d’avventura” che caratterizza i racconti di London, indimenticabile autore di “Zanna Bianca”….( segue su l’altra riva)

tigli1.jpeg PENSIERO INSISTENTE…

19 ottobre 2014 Risveglio triste, questa domenica mattina in via dei Tigli, con il pensiero, insistente, alle persone incontrate nel carcere di Badu ‘e carros, in quello di Tempio… Tornando a casa già trovando le loro lettere, piene dello stupore per il fatto che qualcuno si sia messo in cammino e abbia attraversato il mare per andarli a trovare, qualcuno qualsiasi, qualcuno che sa di “realtà normale” e così un po’ di normalità ( che cosa preziosa!) sembra di aver loro regalato… Seguendo il volo delle tortore fuori della mia finestra, e mai riuscendo a dimenticare la tristezza degli uccelli in gabbia… aprendo, una pagina a caso di Scarceranda, l’agenda che mi regalato Mario Trudu: “Confinare gli esseri viventi in spazi inferiori a quelli dettati dalla legge a favore degli animali… Siamo bravissimi a condannare il prossimo e ad assolvere noi stessi. Ci ricordiamo mai di quelle persone senza presente né futuro, vittime del loro passato? Tutto questo lo chiamiamo giustizia?” e una firma che non decifro. buon domenica a tutti…

tigli1.jpeg SE LO STATO NON RISPETTA LA LEGALITA’

14 OTTOBRE 2014 Nel numero di ottobre della rivista “Una città”, questa mia intervista ad Andrea Pugiotto, che è costituzionalista e molto si batte per il miglioramento delle condizioni del carcere e per l’abrogazione dell’ergastolo. Un bellissimo intervento, il suo… ascoltate:
Quando e perché ha scelto di fare della questione carceraria e in particolare dell’ergastolo non solo il suo filone principale di studio, ma anche una vera e propria battaglia civile? “Provo a rispondere muovendo da un dato giuridico. Nel nostro ordinamento penale esiste un principio secondo il quale, quando si ha il dovere giuridico di impedirlo, non evitare un reato equivale a cagionarlo. Analogamente, avere una competenza (cioè un sapere) e non fare nulla, è un grave peccato di omissione o, per noi laici, una grave responsabilità personale. Nasce da qui, da questa consapevolezza, l’urgenza non solo di studiare e di scrivere, ma anche di trovare strumenti inediti ed efficaci in grado di veicolare il proprio sapere in una battaglia di scopo”. Non accade spesso fra i membri dell’Accademia… ( segue su l’altra riva )

tigli1.jpeg INFERNI…

12 ottobre 2014 Tornando, da un giretto per la Sardegna ( e questo giustifica il silenzio di questi giorni…), un po’ di mare, un po’ di carceri, molte interessanti e apprezzabili persone… emozioni e sguardi e parole che ancora non so come raccontare… fra le lettere che trovo al rientro a casa, quella di Giovanni Zito, dal Due Palazzi di Padova, che mi manda questa poesia. C’è dentro molto, forse tutto… ascoltate… “L’inferno…/ Adesso capisco cosa vuol dire l’inferno… ( segue su L’altra riva )

tigli1.jpeg TOTU SA BERIDADI, INFINE…

22 settembre 2014 E infine, la presentazione di Pitigliano, di “Totu sa beridadi”, tutta la verità, storia di un sequestro”, di Mario Trudu (STrade Bianche). Accanto a una sedia vuota. Il posto di Mario. E questo è stato il suo intervento:
“Gentilissimo pubblico, non potendo essere presente, affido queste mie poche righe di ringraziamento per tutti voi, alla mia cara amica Francesca. Ancora una volta devo rivolgermi agli amici, affinché parlino al posto mio. Ma forse questo… ( segue su L’altra riva )

tigli1.jpeg TORNANDO DA SAN GIMIGNANO

17 settembre 2014 Tornando, da un nuovo incontro con Mario Trudu, nel carcere di San Gimignano… Dopo aver sperato ( e davvero, che matta, ci avevo creduto), che dopo trentacinque anni di carcere gli potessero essere concesse alcune ore di permesso per esserci, alla presentazione del suo libro. E sotto sotto, forse un po’ aveva cominciato a sperarci anche lui, anche se avevo dovuto insistere un pochino perché inoltrasse la sua domanda. E oggi un po’ mi sento in colpa per aver alimentato una speranza che meglio di me lui sapeva illusa. Insomma niente permesso. ( segue su L’altra riva)

tigli1.jpeg OBELISCHI, NUVOLE E GABBIE…

7 settembre 2014 Un pensiero vagabondo… pensiero che in realtà m’attanaglia ogni volta, d’estate, tornando dalle brevi corse al mare d’Ostia, entrando a Roma dalla Cristoforo Colombo… C’è un’immagine che mi turba e disturba, come una sorta di cazzotto nell’occhio… Si tratta di un obelisco di bronzo, per la cronaca opera di Arnaldo Pomodoro… Che è cosa, se è permesso avere opinioni dissonanti, pur con tutto il rispetto per un maestro dell’arte contemporanea, che ogni volta m’inquieta e m’inquieta molto… guardate anche voi: un tozzo obelisco a forma conica dall’umore del ferro, che si avvita su se stesso e che sa di chiodi, di colpi, di ferite… Cerco dei dati: più di venti metri di altezza per un diametro di circa sette… Un trapano, ha suggerito qualcuno… Peggio, mi viene ogni volta da pensare… una sorta di pene osceno, a punta, per meglio per provare a penetrare il cielo… osceno e presuntuoso e indifferente di maschia violenza… ( segue su L’altra riva )

tigli1.jpeg SCARCERANDA

2 settembre 2014 L’agenda di Via dei Tigli, si chiama Scarceranda. Prenotatela per il prossimo anno… A me l’ha regalata Mario Trudu…
… leggo oggi la poesia che introduce il mese di settembre. Eccola, di Egi Nazeraj: “Vola pietra vola, / vola verso le case dei miei boia, / vola che la mia voce è così sola / tra le sbarre con la rabbia e con la noia. // Ascoltami padre, / ascolta la mia voce, / il tuo mondo non mi dà pace, / mi tortura per colpa di una croce. // Un giorno insegnerò ai miei figli, / gli insegnerò a voler sognare, / senza imporgli i miei consigli, / perché la libertà è poter pensare”.
Chissà da quale carcere, chissà da quale pena… Egi Nazeraj… avvicinandoci all’autunno…

tigli1.jpeg PENSANDO A SCIASCIA…

30 agosto 2014 Una polemica a latere, aproposito di carceri e di scrittore… Leggendo, della polemica a proposito di “Malerba” il romanzo sulla vita di Giuseppe Grassonelli, da più di venti anni in prigione per una serie di omicidi commessi in Sicilia tra la fine degli anni Ottanta e gli inizi dei Novanta, ergastolano ostativo perché mai diventato collaboratore di giustizia… ( segue su L’altra riva)

tigli1.jpeg L’ASSASSINO DEI SOGNI

25 agosto 2014 Via dei Tigli, affollata di lettori…. L’assassino dei sogni… appena uscito è già esaurito. Fantastico Millelire!!!! E allora con ancor più piacere condivido il commento che mi ha mandato Grazia Frisina… , la ricordate? “Questa mia bellezza senza legge”… il suo linguaggio, la poesia… Dunque Grazia Frisina, poeta, a proposito dell’”Assasino dei sogni” scrive: “Un’amicizia epistolare, che si rafforza, lettera dopo lettera, con l’andatura lenta delle parole scritte. Parole che diventano malta, cemento che salda, congiunge pensieri, confidenze, sogni, emozioni. ( segue su L’altra riva )

tigli1.jpeg DE PROFUNDIS- 2

22 agosto 2014 Contunuando la rilettura del de profundis… L’altra riva

tigli1.jpeg DE PROFUNDIS

19 agosto 2014 Riprendendo in questi giorni in mani il de profundis…. (segue su L’altra riva)

tigli1.jpeg IMPRONTE

15 agosto 2014 Pensiero bislacco di ferragosto… Ripensando alle impronte sulla spiaggia, la mattina che ancora la folla non arriva.. Impronte di gabbiani che segnano percorsi… di spedizioni, d’incontri, nascosti, immagino, nella notte… ieri mattina, sul litorale di Castel Porziano, dove la spiaggia è libera e bellissime dune scampate agli stabilimenti segnano il confine con l’asfalto… le impronte la mattina sul presto ancora svelano il passaggio come di gran folla in adunata. Percorsi intrecciati, avanti e indietro, verso destra, verso sinistra e con inversioni improvvise, quasi a confondere chi volesse seguirli per sorprenderne il segreto… ( segue su L’altra riva)

tigli1.jpeg RIBELLINO

13 agosto 2014 Leggere, questa bellissima lettera che ci arriva dal carcere profondo. La scrive Gino Rannesi, una delle voci di “Urla a bassa voce”… la lettera, dal blog Urla dal silenzio… “Unitamente a questo scritto si pubblica una foto che raffigura un gruppetto di bambini che all’epoca dello scatto frequentavano la prima elementare. Fra i bambini ritratti nella foto (il primo da sinistra della prima fila) vi è anche colui che a suo tempo in certi ambienti veniva indicato con l’appellativo di “ribellino”. ..( segue su L’altra riva)

tigli1.jpeg SVELARE L’IMPOSSIBILE

7 AGOSTO 2014 Ragionando di immagini e di dolore… “Non serve a nulla mettere queste immagini orrende…”. Un post sulla mia pagina FB dopo aver condiviso l’immagine del corpo di una bambina che mani, tutt’intorno, cercano di estrarre dalle macerie di un bombardamento… Non serve proprio a nulla? E perché questa è più “orrenda” di altre? Magari solo formalmente più “pulite”… Vi ho molto pensato, molto vi avevo pensato anche prima, sempre ne rimango lacerata … eppure, eppure, il dubbio mi è sempre rimasto…. che perdiamo il significato reale delle cose… che dimentichiamo cosa significhi un bombardamento, ad esempio… e questo vale da qualsiasi punto di vista lo si guardi. Da buona ignorante fino a relativamente poco tempo fa pensavo che morire sotto un bombardamento significasse né più né meno che avere una botta in testa… poi, leggendo di Dresda, ho saputo di quello che accadde ai tedeschi soffocati nei rifugi, e che a chiunque sotto un bombardamento può accadere, allora ho cominciato a distinguere … (segue su L’altra riva )

tigli1.jpeg STORIA DI LOU

3 agosto 2014 e via dei Tigli si affolla di letture… E’ in libreria “D’amore, d’eroina, di galera”. Libro di Luciana Luberti, edito da Stampa Alternativa, che ho avuto il piacere di leggere di prima mano… quando ancora era solo l’ipotesi di un libro e Marcello Baraghini, con l’entusiasmo travolgente di quando ha qualcosa che gli piace tanto fra le mani, mi ha invitato a condividere… E, tempo due giorni, l’ho letto tutto d’un fiato anch’io, catturata, soprattutto, da una scrittura che mai mente. La storia: Luciana negli anni ’80 era una giovane eroinomane. Le giornate tese ad un solo obiettivo: procurarsi da vivere, che significava anche (continua su L’altra riva)

tigli1.jpeg L’ASSASSINO DEI SOGNI

31 luglio 2014 e ancora piovono libri, da oggi in via dei Tigli ,“L’Assassino dei sogni”, lettere fra un filosofo e un ergastolano, Carmelo Musumeci e Giuseppe Ferraro, curato per la collana Millelire. Il “distillato” di due anni di scambio epistolare, che registra incontri, speranze, battaglie, discussioni, (…) momenti di abbandono. Dal giugno del 2009, al luglio del 2011. Da estate a estate, il racconto dell’inverno e dell’inferno della vita in prigione, ma anche della prigione che può diventare anche la vita fuori. Un confronto anche fra scritture. Sincopata quella dell’ergastolano, complessa e ampia quella del filosofo… (segue su l’altra riva )

tigli1.jpeg LA STORIA NASCOSTA- 4 fine

25 luglio 2014 e dunque … “ciò mi portò a pormi molte domande…. continua su “L’altra riva”…

tigli1.jpeg LA STORIA NASCOSTA- 3

21 luglio 2014 Continuando… ““…. e andò avanti per circa tre ore; dopo qualche ora iniziai a non prestare più attenzione ma non glielo feci notare, sia per educazione, sia perché avevo visto nei suoi occhi una luce di liberazione… (continua su L’altra riva )

tigli1.jpeg LA STORIA NASCOSTA- 2

19 luglio 2014 Il racconto di Pasquale De Feo, dunque… “Mio padre mi raccontò che vicino al forno a legna della casa, o meglio di quello che ne restava, aveva trovato un’iscrizione che riguardava il nostro capostipite. Riportava il grado di nobiltà e il paese dove abitava prima di ribellarsi, era un paese cilentano. Con l’aiuto di un nipote, … ( continua su L’altra riva )

tigli1.jpeg LA STORIA NASCOSTA

17 luglio 2014 Da oggi, e per qualche giorno, vi racconto una storia… Anzi ce la racconta Pasquale De Feo, che dal carcere di Catanzaro me l’ha mandata… Pasquale, con il quale ho un assiduo scambio di lettere, è stato condannato all’ergastolo, ostativo… classe 1961 è in carcere dal 1983, pensate… è più il tempo della vita trascorso in carcere che fuori… qualsiasi cosa abbia commesso a 21 anni, pensateci un pò…. Quello che mi ha colpito in lui, la sua voglia di studiare per capire… per capire non solo il percorso e le ragioni della sua vicenda personale, ma anche quella della Storia, sì quella con la S maiuscola, nella quale la sua è inscritta… E questo racconto qualcosa di lui rivela… buona lettura.
“Ormai erano rimaste un mucchio di pietre, qualche muro in piedi e alcune travi di castagno ancora visibili a dimostrazione che un tempo era stata una casa… ( segue su L’altra riva)

tigli1.jpeg FALLIMENTI

10 luglio 2014 Riflettendo… sulle immagini che nelle ultime ore ho condiviso su facebook… e rivedendole, e confrontando, e chiedendomi dell’accostamento che ne è nato… imbarazzandomene subito un po’… Le prime: un mucchietto di quattordici cuccioli di cane, recuperati dalla spazzatura nella quale erano stati buttati… Le seconde: i bambini straziati degli ultimi attacchi… Gaza, Siria… Rivedendo, queste immagini che istintivamente ho subito condiviso, le une e le altre, e trovandomele così una accanto all’altra in ininterrotta sequenza… Pensando che qualcuno se ne potrebbe adontare, di questo involontario accostamento, cui pure in fondo in fondo nell’anima non sento sia giusto in qualche modo rimediare… e chissà da dove viene questa nascosta certezza… E frugando e cercando, nella memoria e fra i libri e libretti che ho intorno, trovo le parole di Milan Kundera… (segue su L’altra riva)

tigli1.jpeg RICORDATE IL MASSACRO DI SAN SEBASTIANO?

2 luglio 2014 Questo viale ahimé s’affolla di troppi ricordi che piacerebbe non avere… Ma leggo della sentenza di Strasburgo che ancora condanna l’Italia, per il massacro di San Sebastiano… Chi se ne ricorda? A me aveva già rinfrescato la memoria il libro di Mario Trudu… ascoltate, cosa si dice su L’altra riva

tigli1.jpeg LA CAFFETTIERA

26 giugno 2014 e oggi, l’invito a fermarvi sotto uno di questi bellissimi tigli per leggere questa intervista a Mato Guidi, autore fra l’altro ( ricordate?) di “Cucinare in massima sicurezza”. Sull’ultimo numero della rivista “Una città”… Titolo La caffettiera, indovinate perché….
ecco … LA CAFFETTIERA, DUNQUE …

tigli1.jpeg VIAGGIO A SAN GIMIGNANO-il ritorno…

22 giugno 2014 Ah, altra breve, piccola notarella… pensando a percorsi, a prigioni altre… Rientrando, così come all’andata, con mezzi pubblici, e avendo scelto gli autobus, perché almeno una linea diretta e relativamente veloce Roma- Poggibonzi c’è… Preso alle 12,30 il tassì da Ranza a San Gimignano, e poi l’autobus da San Gimgnano a Poggibonzi. Poggibonzi, appunto… dove passa l’autobus della compagnia scelta. Con un po’ d’anticipo, per stare tranquilli. Così ho il tempo per un pranzetto, poi una sosta a un bar… dove ci sono alcune donne che ciarlano fra loro. Si capisce subito che sono dell’est, e a poco a poco praticamente tutti i tavolini del bar sulla piazzetta si affollano. Giovani, meno giovani, tutte come a godersi gli incontri per la pausa… in attesa della sera che verrà… a scambiarsi racconti in una lingua mista di italiano ed echi dell’oriente a noi più vicino. Ben vestite, come quando si va per un thè in visita alle amiche. Simpatiche e garbate, anche quanto allontanano un ragazzo nero venuto a vendere la sua mercanzia… e la ragazza nera che si affaccia dietro di lui neanche si avvicina. Insomma incroci di razze, e chi è un gradino più avanti.. e chi ha ancora tanta tanta strada da fare… e che stia fuori dal mio recinto…(segue su L’altra riva)

tigli1.jpeg VIAGGIO A SAN GIMIGNANO- 2

18 giugno 2014 se allungare il mio braccio potessi / di sessanta metri, ti tocco. / Gli occhi mi ridono in un pianto / è troppo forte la luce ch’emani, / alle narici mi arrivano gli odori / che cuore e cervello mi infiammano, / e quanti doni mi porti all’udito / il vento… o bosco, che fra le tue fronde / si culla e ti canta qualcosa, / ti sussurra pian piano all’orecchio / fai finta di niente, ma guarda / quel vecchio che sta alla finestra / che soffre, ma ti guarda estasiato… il canto di Mario, dunque… tre pagine fitte fitte di gioia inattesa e della tristezza di sempre, e sembra, questa gioia improvvisa, dono che possa all’improvviso essergli rubata via… per questo forse mi legge le parole a voce bassa bassa. Per paura, ho pensato, che qualcuno ascoltando provveda… (segue su L’altra riva )

tigli1.jpeg VIAGGIO A SAN GIMIGNANO

15 giugno 2014 Andando. Da Roma fino a San Gimignano, per andare a trovare Mario Trudu, che nel carcere di San Gimignano è stato trasferito… No, non a Nuoro dove aveva chiesto e sperava, per avvicinarsi dopo 34 anni alla famiglia, ma questa è un’altra storia. Dunque, andando da lui per la revisione ultima delle bozze del suo “Totu sa beridade”… a Ranza, per essere precisi, che è località a un pugno di chilometri dal bellissimo borgo di San Gimignano. Per la verità il nostro Mario si era affannato a fermarmi. Tre lettere in sequenza, a distanza di pochi giorni, mi aveva mandato, per dirmi che tutto bene e che per favore mi levassi dalla testa l’idea di arrivare fin lì, che è cosa davvero complicata, … ( segue su L’altra riva )

tigli1.jpeg TOTU SA BERIDADI

10 giugno 2014 e oggi si affaccia una poesia… dall’autobiografia di Mario Trudu, pronta per essere pubblicata da Strade Bianche di Stampa Alternativa… Mario Trudu, due condanne per sequestro di persona, del primo si dichiara innocente. Ma, come racconta, ritiene che vittima non siano soltanto i sequestrati. Ma anche chi, da trentatré anni in carcere senza alcuna prospettiva di uscirne vivo, più che scontare una pena, sembra subire una vendetta. “Totu sa beridadi”, tutta la verità… termina con questi versi.
Custu est cantu de mellus apu pothiu / pensari e iscriri de sa vida mia / sa beridadi est cantu narriri apu ‘offiu / totu sa beridadi cussa sola ebia / / Si o si n’ant ca in terra b’at justithia / fradis, creemi no esistit innodue / non cretais, a cussa ‘oxe de malithia / aihh! Justithia, ‘oxe a su ‘entu fue fue
///// Questo è quanto di meglio ho potuto /pensare e scrivere della mia vita / dire la verità è quanto sempre ho voluto / tutta la verità, quella solamente// Se dovessero dirvi che in terra c’è giustizia/fratelli credetemi, non esiste in nessun posto/ non credete a quella falsa voce/ ahh! Giustizia, voce che corre al vento…

tigli1.jpeg CROSTE E FORMAGGI

18 maggio 2014 Bislacco pensiero di domenica mattina… L’avevo già notata altra volta. Quella strana scritta sull’involucro di plastica di un pezzo di formaggio. Sì, di quelli che compri ahimé al supermercato già tagliato in spicchi… Sotto la specifica, latte, caglio, sale, temeperatura alla quale si raccomanda conservare, e una riga sopra la data di scadenza, questa frasetta: crosta non edibile. E ieri stavo giusto pensando di comprare un pezzettino di formaggio ( ancora per poco, giuro, prima di passare al vegano puro…) che mi ricade l’occhio su quell’avvertenza, scritta piccolo piccolo: crosta non edibile… La volta precedente c’era stato un piccolo dibattito a tavola sul significato all’inizio piuttosto oscuro di quell’edibile. Finché, un rigurgito di latino… ma già, edo, in latino mangiare. Non edibile… non mangiabile, dunque. Svelato l’arcano ti assalgono dubbi atroci: e di cosa sarà mai fatta questa crosta? Acido? Veleno? Colla? A parte la nostalgia del nonno che dai suoi bei pezzi di formaggio appena appena grattava un piccolo nulla dalla crosta con la lama di un coltello, e così insegnava che andava fatto… Il bislacco pensiero di questa mattina riguarda le parole e i significati… quelli furbescamente camuffati … perché nesuno se ne accorga… come si fa con le persone che non ci piacciono e che pensiamo pericolose…, e nascondiamo ben bene nelle prigioni… Prigioni di significati, per nasconderne l’onta. Troppo pericoloso liberarare certi significati… Immaginate la reazione davanti a una crosta sfacciatamente non commestibile. Magari qualcuno si interroga sulla materia e sulle materie, come è successo a me, che a quel pezzo di formaggio non mi sono più accostata,e mi guarderò bene dal farlo in futuro…

tigli1.jpeg A PROPOSITO DI MARIO TRUDU

10 maggio 2014 Un aggiornamento, a proposito di Mario Trudu… in carcere dal 1979, gli ultimi dieci anni a Spoleto, che da tempo chiede un avvicinamento all famiglia in Sardegna… ne abbiamo parlato… abbiamo parlato soprattutto della strana risposta avuta dal Ministero, e cioè che il viaggio per andare in Sardegna, nel caso, se lo sarebbe dovuto pagare… risposta di cui non abbiamo testo scritto, ma siamo sicuri che Mario è persona che sa quel che dice ( e quel che legge)… e che comunque nessuno ha ufficialmente smentito…. Mario Trudu, dunque… sappiamo oggi che è stato trasferito. Ma non in Sardegna, come sperava. Si trova ora nel carcere di San Gimignano. Forse c’era una cella libera? Leggevo giusto nei giorni scorsi di un documento dell’Amministrazione penitenziaria che dice che “deve essere assicurato, nella misura più ampia possibile, l’accoglimento delle istanze di trasferimento dei detenuti”… e “pare congruo fissare un termine di sessanta giorni entro cui fornire una risposta al detenuto, che decorreranno dall’acquisizione da parte dell’Ufficio competente di tutti gli elementi necessari alla decisione”. Allora, pensando a san Gimignano… pensando, chissà, ad una tappa d’avvicinamento… alle insondabili vie della burocrazia… ad altra pagina da aggiungere alla sua biografia…

tigli1.jpeg UN RICORDO

8 maggio 2014 Capitandomi fra le mani le foto di Eyal, e le parole che avevo scritto per lui… per le sue foto intendo, una particolarmente mi era rimasta nel cuore… ( possibile vederla su l’altra riva), e queste le parole che ne erano nate…
“Certo che gli aveva creduto, quella prima sera che lui le aveva detto, vieni con me, ogni notte ti porterò a ballare…. E aveva ballato, quella prima notte, per tutto il tempo del buio, avvinghiata alle note del suo violino.
Certo che lo aveva seguito, la mattina dopo, quando lui le aveva doetto, vieni con me, ti porteò, quest’estate a passeggio per il mondo. E in ogni strada, in ogni piazza, era andata con lui.
Restava, appena discosta, gelosa custode della custodia del prezioso violino di lui. Attenta alla gente che si fermava ad ascoltarlo suonare. Gelosa da subito di quel suo uomo, così alto, e forte, e bello, che ogni notte era solo per lei.
Certo, sapeva, gli zingari tessono col canto prigioni. Ma la sua prigione aveva così belli, lunghi capelli…
Certo, adesso, non crediate, non la incanta più. E’ solo per quel suo corpo disfatto, che lui più non vede, se trattiene sulle labbra una smorfia, se ingoia, asciutto, il pianto…”
Come vedete sempre spuntano, nascoste, prigioni…

tigli1.jpeg PRIMO MAGGIO???

1 maggio 2014 Non c’entra nulla, forse, con il primo Maggio… Ma è che alla pagina del primo maggio dell’agenda che mi è stata regalata quest’anno da Mario Trudu, Scarceranda ( pensate un pò), leggo una poesia… gli ultimi versi: “… Resto un frutto avvelenato senza misura / le oscene consuetudini / stanno diventando normalità. // Il tempo che mi hanno dato / quello che si sono presi / mi lascia senza scampo. // Tutto questo non è poesia / non è neanche un lamento (ormai) / è solo memoria /memoria, di una vita senza uscita”. L’autore, Emidio Paolucci. Il titolo: Tutto questo non è poesia. Potrebbe essere un canto, da far riecheggiare in piazza San Giovanni, insieme a tutto il resto… Sfogliando l’agenda, noto solo oggi che il disegno alla prima pagina, il profilo di una fortezza che si staglia sul nulla mentre qualcuno saluta di qua dal fino spinato, ha questa firma: Nessuno, 2007. Buon primo maggio a tutti. Con l’augurio di questo volo… (vedi volo su l’altra riva)

tigli1.jpeg A PROPOSITO DI INFORMAZIONE E CARCERE E MAFIE…

23 aprile 2014 Alcune riflessioni, dopo aver visto il video che per alcuni giorni è comparso sulla pagina di Repubblica on line. Titolo: come si ordina un omicidio. Nelle immagini Giovanni Di Giacomo, che darebbe l’ordine al fratello di uccidere alcuni esponenti mafiosi. Giuseppe Di Giacomo, il fratello, verrà poi ucciso prima di portare a termine il mandato… Un racconto che fa orrore, per la crudeltà e la ferocia. Giusto inorridirsi e sapere. Eppure, mi sono chiesta, è giusto che l’informazione su quanto avviene in carcere, a proposito di boss e appartenenti o ex appartenenti a vario titolo a organizzazioni criminali sia solo questa? Dare in pasto solo brandelli d’informazione, quella che fa più effetto, quella che fa più orrore? Io penso che non basti e che non sia neanche giusto. Non basta ad aiutarci a capire situazioni complesse come quelle del mondo della criminalità e delle mafie. Mentre rimane un racconto che, piuttosto che aiutarci a capire e ragionare su strade possibili, si limita ad assecondare l’attesa di un’opinione pubblica già così incline a pensare che sempre e solo di mostri si tratti, mostri irredimibili, che la pena degli altri, sempre e comunque coincida con la nostra sicurezza, e che si getti pure la solita chiave… ( segue su l’altra riva)

tigli1.jpeg INCONTRO CON MARIANNA ADANTI

18 aprile 2014 La prima volta che l’ho vista, a Caserta per un incontro su carcere e dintorni, mi ha colpito la sua figura minuta, che pure avanzava sulla sua strada a passi decisi. Marianna Adanti, professione dirigente penitenziario, attualmente presso la Casa Circondariale di Benevento. Uno scricciolo, ho pensato, appena appena un dondolio, sui tacchi alti. Immagine sottile che è rimasta, rincontrandola per parlare della sua scelta: il mestiere del carcere. Perché per quanto retorico possa sembrare in un paese dove di questi tempi 85 sulle 206 carceri sono dirette da donne, senza contare vice e direttori aggiunti, la domanda in fondo in fondo rimane: ma come, una donna a dirigere una struttura che più maschile non si può… a guidare luoghi dove sembra che tutto, a partire dal respiro, abbia il sapore aspro del ferro… “Ma io volevo essere direttore di carcere da quando studiavo all’università…”. (suegue su L’altra riva )

tigli1.jpeg ULTIME DAL CARCERE

5 aprile 2014 Una notizia che arriva in via dei Tigli dal carcere di Spoleto, di evidente gravità. E riguarda Mario Trudu, sì, l’ergastolano la cui autobiografia uscirà entro l’estate, in Strade Binanche. La notizia, dunque: la subordinazione della concessione di un avvicinamento-colloquio alla copertura da parte del detenuto del pagamento delle spese di viaggio, scorta e annessi compresi. E’ la risposta che il Ministero avrebbe dato a Mario Trudu, ergastolano, al 35esimo anno di carcerazione, che chiede un avvicinamento sia pur temporaneo alla famiglia, in Sardegna. Da tempo non incontra la sorella, in difficoltà per motivi di età e di salute, mentre gli incontri con gli altri familiari sono stati molto rari per via, oltre che della distanza, delle non floride condizioni economiche, che impediscono trasferimenti frequenti. È la prima volta che ci giunge notizia di una simile richiesta. Ci chiediamo se esiste, e da quando, una disposizione del Ministero che subordini i trasferimenti alla copertura della spesa da parte del detenuto, o se quanto meno leghi questa richiesta al superamento di un tetto di costo. Cosa che, oltre che violazione di un diritto, visto che null’altro osterebbe al trasferimento, comunque sembra essere fortemente discriminatoria. Segue riflessione su L’altra riva

tigli1.jpeg LETTERE OSTATIVE

27 marzo 2014 In via dei Tigli arrivano lettere, come questa, che si affaccia dal numero di questo mese della rivista “una città”… la manda Alfredo Sole….
“Qual è la funzione del carcere? Punitiva, logicamente, ma non è solo questa. Se lo fosse si rischierebbe che il detenuto, dopo aver scontato il suo reato, tornerebbe in libertà con una volontà delinquenziale rinforzata e con un odio che scaricherebbe sulla società. Il carcere ha una duplice funzione. Da una parte afflittiva, che tuttavia non deve mai sconfinare nella disumanità. Dall’altra parte ha la funzione di rieducare il detenuto. Sentiamo spesso questa parola: rieducare. Ma come funziona? Non ci si può di certo aspettare un trattamento fantascientifico di lavaggio del cervello, né un’equipe di esperti conoscitori della mente umana e detentori della assoluta certezza del confine fra bene e male, tale da poterla trasferire al detenuto e renderlo un saggio asceta. Allora, come funziona? Sinceramente è un mistero anche per me che in carcere ci vivo da 23 anni. (continua su l’altra riva)

tigli1.jpeg ANCORA PER COLLINS…

15 marzo 2014Diomio, quanta gente passeggia per via dei Tigli… Collins Osaro Igbinoba, ad esempio, è ancora qui. Ricordate la sua storia? Finito nel Centro di identificazione e di espulsione di Bari dopo aver scontato più di quattro anni di carcere, e dal Cie tirato fuori grazie all’impegno di Salvatore Bandinu, lo scrittore sardo che nel carcere di Isili l’aveva conosciuto, e insieme avevano raccontato la sua storia… il progetto letterario “La cella di Gaudì”… Oggi Collins è in cerca di lavoro. Urgentemente. Deve mantenere una madre, una moglie e una figlia di 9 anni, in Africa, mentre in Nigeria non può tornare perché lì la sua vita è a rischio, perché cristiano, in un momento in cui ci sono scontri tra musulmani e cristiani. E intanto aspetta che il giudice stabilisca se può o no rimanere in Italia… (segue su L’altra riva )

tigli1.jpeg UNA FIABA ZIGANA

8 marzo 2014 Un pensiero, per questo 8 marzo… con la parete sfondata di questa gabbietta… ( vedi su l’altra riva ) leggendo di una fiaba zigana… la storia di uno Zingaro, disperato perché non riesce a vendere le sue gabbiette… bellissime, ma che nessuno compra perché da esse ogni uccello poteva tornare facilmente in libertà… perchè…”Non potevo certo fare una prigione per gli uccelli, delle gabbie senza via d’uscita!” … Finché compare un vecchio dalla barba grigia che regala allo Zingaro un gabbia con un meraviglioso uccellino con la testolina rossa, le zampine bianche e le alucce nere… un uccellino magico, naturalmente, di quelli che sanno esaudire i desideri… ma Zingaro e uccellino finiscono nella prigione di un avido principe… la storia si complica, ma per farla breve … infine ricompare, a liberarli, il vecchio dalla barba grigia… che si scopre essere il protettore dei nomadi, protettore del volo degli uccelli e dei vagabondaggi degli Zingari… ah, se il mondo fosse più Zingaro… buon 8 marzo a tutti..

tigli1.jpeg ABITARE LA MENZOGNA

4 marzo 2014 In via dei Tigli si leggono libri…
“Di fuori, il palazzo della Mammadraga era bellissimo; dentro però una spelonca, con le pareti e le volte tutte affumicate, e un puzzo di carne bruciacchiata che ammorbava…”. Prendendo a prestito l’immagine attraente e pure subito paurosa di un racconto di Luigi Capuana, Antonella Lia ci introduce ad “Abitare la menzogna”, con una fiaba. Di quelle che conducono lungo i sentieri anche bui della vita, e che della vita svelano tranelli e mostruosità, indicando così la via per affrontarli… Purché si cerchi di imparare a guardarli bene in faccia, e non costruire la montagna di bugie sotto le quali sotterrare le cose brutte, le cose dolorose, i ricordi che sanguinano… ( segue su L’altra riva )

tigli1.jpeg UN FLASH

28 febbraio 2014 Ascoltando parlare di donne e di violenza… si affaccia oggi su via dei Tigli il ricordo di un’immagine di donna buttata in terra. Chiusa nella cella di sicurezza del comando della polizia municipale di Parma, nell’estate di alcuni anni fa, cinque anni fa… Non se ne vede il viso, con la testa schiacciata nell’angolo sul pavimento. Ha le braccia torte abbandonate sotto la parete. Indosso solo una canottiera rossa. E macchie di polvere sulle lunghe gambe, da gazzella abbattuta da bracconiere. Perché nigeriana, perché prostituta, perché pericolosissima. Colpevole, ogni giorno, di essere l’oggetto del gioco degli esuberanti maschi nostrani. Colpevole, chissà quante volte, di essere stata violentata. Colpevole, e questo è davvero imperdonabile, di non essere ancora morta ammazzata, da uno qualsiasi dei presunti perbenissimi acquirenti di corpi che girano a piede libero… la foto fece il giro di tg e pagine di giornali, tante polemiche… per la polizia in terra si era buttata lei.. e comunque “era stata trattata con rispetto”… non ricordo, non so come è andata a finire… ma quella immagine non mi si allontana dalla testa…

tigli1.jpeg UN INCONTRO

23 febbraio 2014 Tornando, la volta scorsa, dal carcere di Spoleto, dopo ancora un incontro con Mario Trudu per l’avventura della sua autobiografia… pensando e ripensando di prigioni e prigionie e di ansie di libertà… un incontro, in sala d’aspetto della stazione… Una donna lì ad aspettare il treno per tornare al paese, dall’aria accogliente e un po’ imbarazzata, mi confida a un tratto che vorrebbe tanto dare dei soldi anche solo per un caffè a quell’uomo così dimesso che sul sedile di pietra più in là ha tutta l’aria di avervi passato la giornata e chissà se anche la notte. “Vorrei…, (continua su L’altra riva)

tigli1.jpeg VITE OSTATIVE, STORIA DI PASQUALE

12 febbraio 2014 In via dei tigli si leggono lettere… come quelle “ostative” che arrivano alla rivista “Una città”, che ha ospitato le testimonianze di “Urla a bassa voce”. Questa è la storia di Pasquale. “Mi chiamo Pasquale Zagari, sono detenuto presso il carcere di Opera dopo aver espiato parte della pena in regime speciale di 41 bis. Attualmente mi trovo in regime di Alta Sicurezza dove ho appena finito di scontare l’isolamento diurno di un anno.
Ho l’età anagrafica di 50 anni e posso dire che il più della mia vita l’ho trascorsa da detenuto in quanto in detenzione continua dal 1988. La mia condizione è resa ancora più dura e terribile perché tutto ciò che sto passando è immeritato e privo di significato. Questo mio scritto, forse, serve più a me stesso, ha certamente un effetto catartico perché mi fa ricordare chi sono e per cosa non devo mai smettere di credere, con la speranza che prima o poi questo incubo possa finalmente terminare.
Nelle mie condizioni di recluso, molto spesso, non si riesce a percepire il lento incedere del tempo, tutto rimane uguale a se stesso, in un freddo grigiume che mi circonda; grigiume delle pareti della cella, dei confini che delimitano l’area del passeggio, della faccia degli altri sventurati come me. Il grigio ormai costituisce la costanza del mio vivere, cieli grigi, mura grigie, facce grigie, vita grigia, senza più colore e senza più senso. Non so quando ho iniziato a fare l’amore con il male, ma è stato tutto così naturale ed inconsapevole; perché tutto intorno a me appariva così orrendamente ingiusto. ( segue su L’altra riva e continua …..)

tigli1.jpeg ANCORA RECINTI

6 febbraio 2014 L’abbiamo capito o no che viviamo tutti in una grande prigione? Matrix insegna… Me lo ha ricordato Claudio Conte, che è un ergastolano, ( ricordare le immagini che ci ha regalato per Urla a Bassa voce? ) entrato in carcere a 18 anni, oggi ne ha 43 ed è ancora lì e, se qualcosa nelle norme non cambia, non ha speranza di uscirne… E da lì mi ha mandato tre cartelle per spiegare, norma dopo norma, passaggio dopo passaggio, interpretazione dopo interpretazione, cosa esattamente è l’ergastolo ostativo, e come ci si è arrivati… Il commento, in conclusione, sono le parole che Morpheus rivolge a Neo: Matrix è il mondo che ti è stato messo addosso per nasconderti la verità… E comincio ad esserne piuttosto convinta anch’io, anche se c’è un altro aspetto, in qualche modo riguarda il polo opposto, che pure credo bisogna tener d’occhio: sono convinta che … ( segue su l’altra riva)

tigli1.jpeg RITORNI

22 gennaio 2014 Questa è una nota molto, molto personale. Su via dei Tigli, dove la strada si allarga in uno spiazzo, ci sono alcune panchine appoggiate al bordo di una bassa siepe… L’avevo notato da tempo, seduto sulla panchina di centro. Un vecchio. Dismesso mi viene da dire. Con una lunga barba grigia, in un cappottone enorme a chiudere il suo enorme corpo. Spesso piuttosto sbrindellato e sporco, e con una scia di puzza un po’ tutto in torno… A volte ordinato come rimesso a nuovo, come capita quando qualcuno i barboni ha cura di ripulirli. Anche se in silenzio, sembra avere confidenza con i luoghi e la gente del posto. A volte scompare dalla panchina per comparire al un tavolino di bar più in là sulla via. E sempre legge… libri, giornali soprattutto, con aria assorta e compresa, a capo chino, che è difficile guardarlo bene in viso. Ma un giorno, … (segue su L’altra riva )

tigli1.jpeg PRIGIONI…

16 gennaio 2014 Su via dei Tigli si affacciano finestre che, a guardarle dalla strada ti chiedi, stupito, cosa ci facciano lì. Finestre qualsiasi di case qualsiasi con dietro, immagini, la vita ordianaria dell’ordinarietà. Eppure, eppure… Qualche volta basta provare a salire quelle scale. Come per entrare, ad esempio, negli appartamenti dell’edificio di via Tasso, al numero 145, nel rione romano dell’Esquilino, a un passo dalla basilica di San Giovanni. Un palazzo come tanti, con appartamenti come tanti lì intorno. Ma nei mesi dell’occupazione nazista di Roma ( dall’11 settembre del 1943 al 4 giugno 1944) quell’edificio venne utilizzato come carcere del Comando della Polizia di Sicurezza. Salite, e mettetevi in ascolto, perché c’è una voce dei luoghi che è più forte di quante parole si riesca a mettere insieme. Negli appartamenti di via Tasso, trasformati in luoghi di detenzione e tortura, il dolore e lo strazio di quei giorni è ancora tutto lì, e ti salta addosso. Impossibile non sentirne le voci. Non c’è neanche bisogno di chiudere gli occhi. Basta lasciare che lo sguardo scivoli intorno. Sulle finestre murate, a chiudere al mondo. Sui pochi ritagli di stoffa, di quel che resta di abiti macchiati di sangue. Sulle scritte graffiate dell’intonaco di una cella. E tutto è ancora più atroce, se i disegni fiorati sulle pareti, la cappa di una cucina, un lavello di marmo grigio, di quelli che c’erano un tempo, ricordano il tempo “normale” della vita che pure lì era stata. Quasi a ricordarci ancora una volta la banalità del male. Che arriva a insediarsi nei luoghi della vita che pensiamo tranquilla e li trasformano nell’incubo della più atroce delle prigioni. Il male. Accomodato in un salotto, seduto al tavolo della cucina di casa, dietro la porta di quello stanzino, dove, entrati, si riponevano i cappotti…

tigli1.jpeg DEL SUICIDIO IN CARCERE

5 gennaio 2013 Su via dei Tigli, un altro nome affiora sulle lapidi che spuntano qua e là ai bordi della strada. Francesco Scarcella, di 42 anni, originario di Castellamonte. Si è impiccato alla grata del bagno della cella con un sacchetto di cellophane attorcigliato e fatto passare attraverso le sbarre. Il primo suicida di quest’anno. Era in carcere per estorsione, a Ivrea. Il primo suicida dell’anno che a volte non vale neanche la pena di un nome e cognome. Ho dovuto scorrere molte pagine di molti siti “d’informazione”, prima di trovare qualcuno che ritenesse di dover farne il nome… Uccidendolo, non finiremo mai di ripeterlo, per la seconda volta. Perché non c’è nulla di peggio che scomparire nell’indistinto… Un pensiero, a Francesco Scarcella, con questa poesia: “Posso immaginarmelo/ tranquillamente crepato nel cuore / squassato nell’animo e tremante / davanti a tanto ferro grigio. (segue su L’altra riva)

tigli1.jpeg CANCELLATE

2 gennaio 2014 Passeggiando per via dei Tigli… camminando camminando sul limite del nuovo anno… con l’animo sbarrato da mille e mille inferriate e cancelli. Quante e quali sbarre delle nostre prigioni quotidiane… basta guardarsi intorno… basta guardarsi dentro. Ma c’è un recinto di sbarre che più di ogni altra recinzione, ogni volta che vi inciampa lo sguardo, mi rattrappisce il cuore. Andate a vedere. Alle spalle della basilica di Santa Maria Maggiore. L’ampia scalinata costruita a coronamento dell’abside è chiusa da un’alta cancellata metallica. Particolarmente brutta, fra l’altro, composta com’è di tasselli agganciati l’uno all’altro, come fosse limitazione provvisoria, il tempo, chissà, di una manifestazione sgradita, di una deviazione per lavori in corso… Ma non ricordo più da quanti anni è lì, una delle tante sedimentate provvisorietà cui così in fretta sappiamo abituarci… ( continua su L’altra riva )

tigli1.jpeg LA MARCIA DI NATALE

18 dicembre 2013 A Pompei fin verso la fine degli anni Settanta veniva allestito il Presepe dei figli dei carcerati, una struttura sotterranea e labirintica, dove in molte scene c’erano solo suppellettili e strumenti di lavoro, sedie, forni, cesti, botti, sacchi di farina… dove la presenza dei soli oggetti della realtà quotidiana e l’assenza di personaggi creava un senso di inquietante disagio. Bene ce lo racconta Roberto De Simone nelle sue pagine sul presepe napoletano, che della vita (e della morte che nella vita siamo così bravi a portare) tutto ci narra. Per quel cenno sotterraneo, che ricorda chi è in carcere, non c’è più spazio nei nostri presepi, un po’ meno ricchi di simbologie e verità. Ma la brutta verità del carcere rimane, nelle sue peggiori articolazioni ed espressioni, e per ricordarlo il 25 ci sarà la marcia per l’amnistia, voluta dai Radicali, ma che giorno dopo giorno va affollandosi di “parteciperò”. Parteciperò anch’io, magari dietro lo striscione contro l’ergastolo di quelli della Comunità Papa Giovanni XXIII, e con un “voto” in più, perché se l’affollamento delle nostre carceri è una “prepotente urgenza”, e ben venga il decreto del governo, oggi il rischio è che questo lasci in ombra altri, altrettanto gravi, momenti critici della pena e della sua esecuzione.
(segue su L’altra riva)

tigli1.jpeg URLA

14 dicembre 2013 Urla a bassa voce, arrivano nelle immagini del video che Claudio Conte ci regala, dal carcere di Catanzaro… guardate … ascoltate… quante Urla

tigli1.jpeg ANGELI E DIAVOLI

5 dicembre 2013 Le mura che sul nostro viale s’affacciano pulsano di voci, sapete… Ascoltate questa, che arriva sussurrata dal carcere di Opera, a Milano. E’ quella di Alfredo Sole che ci narra una storiella di stampo medievale, pericolosa, sottolinea, per quei tempi… Dunque.

Dio creò il Paradiso e gli angeli, ma questi si rivelarono non di poco stress per un dio che doveva continuamente intervenire su tutti i problemi che creavano. Così decise per rilassarsi di creare un posto lontano dal paradiso, un posto dove poter trascorrere il tempo da solo, lontano da quelle pesti. Creò la Terra, un giardino tutto per lui. Ci prese gusto e sempre più spesso si assentava dal paradiso. Gli angeli si insospettirono e uno di loro lo seguì. Nascosto sopra una nuvola spiava Dio. (segue su l’altra riva)

tigli1.jpeg LA VIRTU’ DELLA DISOBBEDIENZA

3 dicembre 2013 Dopo le ultime tristi cronache dalle prigioni. Ragionando, di pene e di prigioni, guardandosi dentro e guardandosi intorno, interrogandosi sul lato buio delle regole, perché anche norme dettate da governi capita si traducano in comportamenti, o giustificano comportamenti, che di fatto violano diritti umani… Come è possibile? A rispondere mi è venuta incontro la figura di Antigone, ricordate?, l’eroina di Sofocle, che si oppone alla legge del re che vieta di dare degna sepoltura al nemico, a colui che ha tradito: che il corpo rimanga in pasto a uccelli e cani! Antigone, sappiamo, segue il comandamento morale, la legge degli dei, e pur sapendo di mettere in gioco la sua vita copre di sabbia il corpo di Polinice, celebrando così il rito funebre. E Creonte la condanna a morire… Antigone, eroina, figura intoccabile, almeno io credevo fosse diventata, del nostro orizzonte culturale… E invece no… (segue su l’altra riva)

tigli1.jpeg SE L’INCHIOSTRO E’ SANGUE

30 novenbre 2013 In via dei Tigli, compaiono pagine, scritte col sangue… Con le immagini di un corpo marchiato con sangue e lividi come di carne morta che affiora sulla pelle… Ci vuole stomaco, sì, molto, ma l’invito è andarle a guardare, le foto di Federico Perna, morto tre giorni fa a Poggioreale, a 34 anni. La madre ne ha autorizzato la pubblicazione. Morto per “tortura di stato”, accusa. E non a torto, viene da pensare, se il suo Federico da tempo stava male. Storia di ordinaria tossicodipendenza, viene da pensare, se per chi si avvia su quel percorso è così facile entrare nel circuito impazzito delle nostre legali nefandezze: mesi e anni di carcere sballottato da un istituto all’altro, per cumulo di vari, piccoli reati, non era un santo, piccola criminalità, si dice… Tossicodipendente, ammalato, epatite C che diventa cirrosi epatica, molto debilitato… comunque in carcere. ( segue su L’altra riva)

tigli1.jpeg NEGRO, UN COLPEVOLE PERFETTO

24 novembre 2013 Vi ricordate di Roverto Cobertera, l’uomo di colore con doppia cittadinanza domenicana e statunitense condannato all’ergastolo? Un nero, nsomma, un colpevole perfetto… Ne avevamo parlato qualche mese fa, al primo appuntamento in via dei Tigli. Come è andata a finire? Lascio la penna a Biagio Campailla e Carmelo Musumeci della Redazione di “Ristretti Orizzonti”, dal carcere Due Palalzzi, a Padova. “… Per dimostrare la sua innocenza la scorsa estate Roverto aveva portato avanti uno sciopero della fame per due mesi e mezzo e per le sue condizioni di salute era stato ricoverato all’ospedale per ben due volte. Per lui la Redazione di “Ristretti Orizzonti” aveva lanciato un appello esortandolo a interrompere il digiuno e chiedendo al Presidente della Camera dei deputati di intervenire in tal senso. Tempo fa, dopo che ci aveva confidato che voleva iniziare di nuovo lo sciopero della fame per riaffermare la sua innocenza gli avevamo detto: Roverto, se sei innocente, vale solo per te, per noi e per chi ti crede. A molti là fuori non interessa sapere se tu sei innocente. Gli basta sapere che non eri uno stinco di santo, oltretutto sei pure negro. Ai buoni basta poco per farti sparire dalla società. ( segue su L’altra riva)

tigli1.jpeg UNA PRIGIONE LUNGA 33 ANNI

15 novembre 2013 Tornando, dal carcere di Spoleto, dopo aver rivisto con Mario Trudu le ultime pagine della sua autobiografia… con nelle orecchie e negli occhi ancora quell’ultima frase, che è possibile risposta a domande sul senso della pena.. o almeno invito a provare a immedesimarsi… prima di decidere se è giusto che un uomo, quasiasi sia il reato che abbia commesso, debba rimanere inchiodato al momento della condanna… anticipando le ultime parole del libro che verrà … “Questo libro l’ho scritto fra il 2000 e il 2002, in quegli anni avevo tanto da lamentarmi, ma oggi siamo al 15 novembre del 2013 e ancora mi tengono chiuso in quel carcere “buono “ di Spoleto. Sono sequestrato in mano di questo mostro disumano dal maggio 1979, trentatré anni, lascio a voi immaginare… dove vi trovavate nel 1979? cosa facevate? solamente tornando indietro con la mente potete riuscire a capire quanto sono lunghi trentatré anni”.

Cosa facevate nel 1979?

tigli1.jpeg IO CI SARO’

12 novembre 2013 Io ci sarò, un libro che in Via dei Tigli immagino possa sentirsi un po’ come a casa, perché è storia di un viaggio che spezza le catene del timore e della rassegnazione. Storia di Ezio, ragazzo “speciale”, e della sua famiglia felicemente imperfetta, raccontata da mamma Letizia. Letizia Nucciotti, che per Stampalternativa ha scritto due libri di cucina che proprio solo libri di cucina non sono, pagine direi piuttosto di alchimie di vita, e che qui si dichiara felicissima “dell’essere riconosciuta non perché barista, veterinaria, o autrice di un paio di libri di cucina, ma essenzialmente perché mamma di Ezio”, in un mondo dove la diversità è un marchio non facile da portare in giro, e spesso diventa prigione, magari prima ancora di sbattere contro i muri che noi altri ci affrettiamo a costruirvi intorno. Insomma… la prima cosa che ti fa venire voglia di tenere fra le mani questo libro e riprenderlo ancora e ancora è il disegno in copertina. Ed Ezio, l’Eziolino che Io ci sarò, è tutto lì. In quella casa-casa grande e rassicurante come un seno o un ventre di madre. .. ( segue su L’altra riva)

tigli1.jpeg PERCORSI

4 novembre 2013 Dal sito, comedonchisciotte.org , Martina Gerosa mi gira un articolo con l’elenco dei nomi delle 30 persone che da luglio sono morte nelle nostre belle carceri, suicidi o morti per vaga e indefinita malattia. Li riporto, perché sul ciglio di via dei Tigli, anche quando non ce ne accorgiamo, spesso spuntano lapidi… e perché bisogna farli, i nomi e i cognomi, perché nessuno muoia nell’indistinto. Nomi da pronunciare, lapidi da sfogliare… cercando di leggere la storia che ognuna sigilla… , come pagine di un ( ahimé, ahiloro) lungo racconto…
Corso Egidio 81 anni 26-ott-13 Malattia, carcere di Ferrara
Italiano anonimo 43 anni 20-ott-13 cause “ancora da accertare” carcere di Avellino
Nuvoletta Angelo 71 anni 20-ott-13 Malattia, carcere di Parma
Occania Amedi 41 anni 19-ott-13 cause “ancora da accertare” carcere di Teramo
Nahri Said 33 anni 17-ott-13 Suicidio, carcere di Pesaro ( segue su l’altra riva )

tigli1.jpeg LA PENA DEL FINE PENA MAI. PERCORSI

30 ottobre 2013 Un invito … al Salone dell’Editoria Sociale Porta Futuro, via Galvani 108 Roma, per chi conosce, dalle parti di Testaccio. Sabato 2 novembre, fra le 14.30 alle 16, in Sala B, un appuntamento per discutere di: La pena del fine pena mai. Percorsi. Con Stefano Anastasia ( Associazione Antigone), Marcello Baraghini, Rita Bernardini ( Radicali italiani), Nadia Bizzotto (Comunità Papa GIOvanni XXIII), prednedo spunto dalle testimonianze di “URLA A BASSA VOCE. Dal buio del 41 bis e del fine pena mai” a cura di Francesca de Carolis, ( Stampalternativa 2012), testimonianze di 37 persone condannate ad un effettivo fine pena mai, ergastolo aggravato dall’ostatività. 37 voci di ergastolani, da decenni in carcere, quasi tutti passati per il carcere duro e il 41bis, senza prospettiva di uscirne. Pongono domande sul senso della pena, spunto per dialogare con Stefano Anastasia, di Antigone, e Rita Bernardini, dei Radicali italiani, intorno a una questione di cruciale importanza che rischia di essere messa in ombra dall’emergenza imposta dall’affollamento delle carceri, che pure esige soluzioni immediate. E’ di qualche settimana fa la presentazione della proposta di legge per l’abolizione dell’ergastolo da parte di due esponenti del PD, mentre continua la raccolta di firme per il referendum radicale perché venga superato il concetto di pena come vendetta sociale: il dettato costituzionale vuole come finalità della detenzione la rieducazione del condannato, un principio di civiltà giuridica in chiara contraddizione con il carcere a vita e il “fine pena mai”,
Intanto dalle mura di una pena infinita, continuano ad arrivare testimonianze che sono anche percorsi di scrittura che Stampalternativa ha deciso di accogliere.
Giulia Urso leggerà testimionianze dal carcere.

tigli1.jpeg NEL NOME DELLA ROSA…

23 ottobre 2013 In attesa dell’autobus che dal carcere di Maiano porta alla stazione di Spoleto. Lo sguardo cade sull’aiuola spartitraffico con le rose che, accidenti!, non ci sono più… Decapitati, i cespugli, dalla potatura d’autunno. Pazienza, torneranno più belle e più forti in primavera. E nell’attesa, della primavera e dell’autobus, mi si mette a fuoco nella mente una notiziola che mi era arrivata con la lettera di uno dei “miei” ergastolani. A dire la verità l’avevo subito accantonata come non letta quasi… come il cervello, non volendone sapere, avesse registrato solo lettere sfocate. Eppure è lì, nero su bianco, e non trovo aggettivi. Giudicate voi: “… ieri mi ha scritto Davide, mi diceva che l’area educativa ha ritenuto pericoloso per l’ordine e la sicurezza leggere il libro della biblioteca del carcere “Il nome della rosa” di Umberto Eco”… ( segue su l’altra riva)

tigli1.jpeg I VOLTI DELLA PENA

19 ottobre 2013 In via dei Tigli, arrivano libri che incrociano i nostri percorsi. L’ultimo, appena letto, importante per imparare a guardare nelle “zone buie della pena e della sua esecuzione”, a chiederci se le nostre prigioni e quello che vi accade dentro, così funzionali alla società che abbiamo costruito e quindi in qualche modo suo specchio, luogo dell’organizzazione di un pezzo dello spazio sociale, è davvero quello che vogliamo… guardandoci intorno, guardandoci un po’ anche dentro.
Volti e maschere della pena. Opg e carcere duro, muri della pena e giustizia ripartiva”, a cura di Franco Corleone e Andrea Pugiotto.
Volti e maschere…, titolo drammaticamente bello ( sempre che “bello” sia aggettivo proprio parlando di pene), per quella che è una tappa della battaglia condotta per la riforma della giustizia penale e “del suo precipitato in corpi umani nell’inferno delle carceri”, dove gli uomini, si ricorda, sono ridotti a cose. Volume che nasce da un ciclo di incontri svolti a Ferrara intorno ai tanti volti della pena, e sui suoi mascheramenti, dall’urbanistica penitenziaria, all’internamento negli ospedali psichiatrici giudiziari, alla tortura “democratica” del 41bis.
Un libro militante, è vero. E perché no.( segue su L’altra riva) .

tigli1.jpeg NICHOLAS

10 ottobre 2013 In via dei Tigli arrivano lettere… lettere di storie private che il pubblico sappia… per questo leggo per voi questa lettera che mi ha mandato, dal carcere di Opera, Gino Rannesi, ricordate? anche lui in “Urla a bassa voce”, Girolamo per gli amici GIno, il padre di Nicholas. Ascoltate:
“Oggi per me è stata una giornata molto dura. Stamattina ho fatto 3 ore di colloquio, tra i presenti, come sempre, l’unico grande amore della mia vita. Nicholas è il suo nome. Nicholas è mio figlio, ha 10 anni, la sua nascita è stata fortemente voluta. Nicholas, è stato concepito con il metodo FIVET (fecondazione assistita), a suo tempo mi trovavo detenuto presso il carcere di L’Aquila e sottoposto al regime del c.d. carcere duro, il 41 bis. Ciò nonostante grazie a uomini di buona volontà sono riuscito a fare “evadere” una parte di me, una sostanza organica composta da una moltitudine di spermatozoi. Questi arrivati a destinazione hanno fatto il proprio dovere, a distanza di 9 mesi mi trovai tra le braccia il bambino più bello che i miei occhi avevano mai visto, Nicholas per l’appunto. Quello per me è stato un giorno memorabile ma in cuor mio sapevo che ci sarebbe stato un prezzo da pagare, sapevo che prima o poi qualcuno mi avrebbe presentato il conto.
Orbene, stamattina quel tanto temuto conto è arrivato, salatissimo… (segue su “L’altra riva“)

tigli1.jpeg IL SANGUE DELLE ROSE

4 ottobre 2013 Solo una breve nota, un piccolo pensiero, nel percorso di incontri con Mario Trudu, nel carcere di Spoleto, per parlare e discutere e definire le pagine della biografia alla quale stiamo lavorando… All’uscita noto che nel triangolo d’aiuola che fa da piccolo spartitraffico d’ingresso è sono piantati cespugli di rose. Un pugno di colore, così carichi di rose rosse… E’ la quarta volta che arrivo davanti ai cancelli della Casa di reclusione di Maiano, e sempre solo, gli altri giorni, la mia mente aveva fotografato il grigio degli edifici, la tristezza della cancellata, le sue rughe di ruggine. Mi sono avvicinata per toccare… carnosa fioritura d’autunno… possibile? Solo oggi “ho visto”… Forse perché il cielo era dell’azzurro delle belle giornate d’autunno, forse perché contenta, come lo era Mario Trudu, del lavoro finora fatto, e la vita inizia a scorrere nelle vene del racconto… un bellissimo bouquet rosso sangue…

tigli1.jpeg LETTERE DAL CARCERE

1 ottobre 2013 A proposito di scritture dal carcere. Un invito, a leggere la lettera di Giovanni Farina ( anche lui fra gli autori di “Urla a bassa voce”), inviata dal carcere di Catanzaro e pubblicata nella rubrica “lettere ostative” dell’ultimo numero della bella rivista “Una città” (n.205 pag.44) Ancora un urlo, sussurrato, che ci ricorda quale atroce pena corporale sia la detenzione. Ascoltate…

“Ho letto il libro “Urla a bassa voce”, curato da Francesca de Carolis, e qualche altro articolo da lei scritto in qualche rivista. Non mi piace essere ripetitivo, sappiamo che l’ergastolo ostativo è una condanna a vita, che si esce di galera solo da morti. Ma sentiamo dire da molti “saggi”, che possono dare informazioni in televisione, che l’ergastolo in Italia non c’è. Il Codice Penale lo prevede, ma continuo a sentire dai “saggi” che vivono fuori dalle mura di un carcere, e lo dicono con convinzione, che nessun recluso condannato all’ergastolo sconta questa pena, ma che si esce dopo pochi anni di prigione. Il giornalista Bruno Vespa, al programma di Santoro, ha detto che la pena dell’ergastolo in Italia non c’è. Si vede che lui è più informato di chi l’ha subito e lo sta subendo da trenta, quarant’anni… La de Carolis cita spesso un argomento molto importante, sull’amore, sulla sessualità del carcerato. L’uomo in prigione non ne parla perché si è rassegnato a vivere la castrazione forzata che uno Stato retrogrado gli impone con le sue leggi. ( segue su L’altra riva )

tigli1.jpeg ANGELI CADUTI

23 settembre 2013 Cronache romane. Nei mesi scorsi erano state anche raccolte le firme. Tante firme. Ma sembra proprio non sia servita, la battaglia di residenti, esponenti del comitato San Giovanni e Porta Asinara, ecologici radicali, attivisti del centro sociale Scup, ecc, ecc…, per fermare la strage di alberi… Non è servito nemmeno incatenarsi ai tronchi, organizzare un nuovo presidio, lì, fra via Sannio e via Ippolito. Già all’alba le motoseghe sono state avviate, e le prime undici piante secolari sono state falciate via… Per i lavori della fantomatica linea C della metropolitana. Che dovrebbe attraversare un tratto del cuore storico di Roma… Per la capitale “moderna” che mai sarà. Basta guardarsi intorno, basta guardarsi dentro… Piano insensato, mi sussurra un esperto all’orecchio, il rapporto “costi-benefici”. Piano improbabile, se per anni è stato fermo l’altro cantiere più in là, proprio a ridosso della storica piazza San Giovanni… (segue su L’altra riva )

tigli2.jpeg INCONTRO A SPOLETO

16 settembre 2013 Infine l’ho incontrato, ma ne accennerò soltanto. Nel carcere di Spoleto. Mario Trudu, il più “antico” ergastolano del nostro “Urla a bassa voce”. 34 anni di prigione, e un pugno di ore di permesso. Tutt’intorno una grande cortesia e il privilegio di poter incontrare Trudu nella sala della biblioteca, che sembra sia una delle più fornite fra le biblioteche delle carceri italiane. E sicuramente un luogo gradevole, che fa dimenticare il grigio e il ferro che è più in là, all’esterno degli altri edifici… Ne accennerò soltanto, perché privata è la gioia assoluta che esprimeva il suo viso, di signore cortese,… l’abito compunto… il cioccolato e il caffè che insieme al computer dei suoi lavori mi ha portato dalla cella… ( continua su L’altra riva )

tigli2.jpeg PIAZZA LIBERA TUTTI

10 settembre 2013 Tornando, dal Festival della Letteratura Resistente di Pitigliano… ( per la cronaca ,“Piazza libera tutti” il titolo di quest’anno, per “due giorni di arte, musica, creatività, fantasia, indignazione, protesta, provocazione, ma soprattutto, di un futuro liberato da scorie di consumismo, rassegnazione e subordinazione”, parola di Marcello Baraghini, fondatore di Stampa Alternativa e animatore dell’Associazione “Strade Bianche”, che della manifestazione di Pitigliano è ideatore e regista).
Nuova occasione per parlare di ergastolo, ergastolani e della condizione estrema degli ostativi. Girando intanto intorno alle pagine di “Cucinare in massima sicurezza”, ricettario di ergastolani curato da Matteo Guidi, libro che ho molto amato anche perché molti degli autori, i cuochi alle prese con i fornelli dietro le sbarre, sono le stesse persone che intervengono nel libro che ho curato con i fine pena mai di “Urla a bassa voce”. E con questo ricettario danno una risposta a una delle prime domande che mi sono posta di fronte alle loro storie e alla loro prigionia estrema… Ma da dove si può mai suggere la linfa che tenga in vita una vita che si vuole morta, in un luogo che della vita è negazione? ( segue su L’altra riva )

tigli2.jpeg NUVOLE…

1 settembre 2013 Alcuni pensieri, sul cammino di questo nuovo progetto, per il racconto dei trentatré anni di carcere di Mario Trudu, ergastolano in quel di Spoleto.
Non è semplice, entrare in un carcere per incontrare un detenuto. Un ergastolano dei più cattivi, poi… Non è affatto semplice, occorre che la domanda sia formulata nella maniera migliore, occorre che dopo le verifiche arrivi un’autorizzazione e per questa è necessario che siano d’accordo tutti, educatori, direzione, magistrato di sorveglianza, comandante della polizia penitenziaria…
Credendo che il momento fosse finalmente arrivato, mi ero affrettata a prepararmi per l’incontro: letto e riletto il testo della sua autobiografia, stampata una prima parte per discuterne insieme, quale proposta di lavoro, cosa dire, un foglio zeppe zeppo di appunti, per avere le parole per dire, un libro da portare in dono, anche… Ma qualcosa ancora non va. Si rinvia dunque. Eppure, ( segue su L’altra riva )

tigli2.jpeg IL LIBRO CHE VERRA’

28 agosto 2013 E’ in cammino un nuovo progetto, per portare fuori dalle mura del carcere un’altra voce. Quella di Mario Trudu, uno dei testimoni di “Urla a bassa voce”, ricordate? quello in carcere da 32 anni, e ora sono già 33. Leggendo l’autobiografia che ha scritto in questi anni, ne anticipo un pensiero dal risvolto di copertina del volume che in carcere ha stampato, con tanto di foto e disegni. “Per decenni dentro una cella a sognare quei luoghi conosciuti da ragazzo, luoghi pieni di luce allegria e lavoro, sono riuscito attraverso le immagini che la mia mente produceva e continua a produrre, a distrarmi dal male che mi circonda, anche quando ho vissuto in una cella buia… riuscivo lo stesso a vedere il sole, e le immagini che la mia mente produceva sono talmente cariche che a volte dovevo chiudere gli occhi per non accecarmi”… E’ stata l’immagine che più mi ha colpito, spero la biografia possa diventare un libro, anzi , ne sono certa… così pieno di “accettate” ( se permettete cito Kafka), per “il lago ghiacciato della nostra anima”. Pagine dal carcere di Spoleto dove Mario Trudu, giorno dopo giorno, ora dopo ora, ha raccontato … Ne parleremo, passo dopo passo…

tigli2.jpeg A PROPOSITO DI COLLINS…

20 agosto 2013 Un aggiornamento, sulla vicenda di Collins Igbinoba, con cui avevamo chiuso il precedente intervento. Con Salvatore Bandinu aveva partecipato al progetto di scrittura in carcere dal quale è nato “La cella di Gaudì”. E’ ancora nel Cie di Bari, Bandinu lo ha sentito poco fa. Gli ha chiesto come si sentisse e gli ha risposto: “tradito, abbandonato e preso in giro”. “Mi ha ripetuto almeno una ventina di volte, scrive Bandinu, che lui avrebbe voluto una piccola opportunità in Italia, che in carcere ha lavorato e si è sempre comportato bene, che sarebbe potuto scappare ma non lo ha fatto. Non capisce come mai prima tutti lo cercassero per portare in giro un progetto mentre adesso che è lui ad avere bisogno, nessuno più si fa sentire. Non ho saputo cosa rispondere. O meglio, lo avrei saputo ma ho preferito omettere. ( segue su L’altra riva)

tigli1.jpeg STORIA DI ROVERTO

10 agosto 2013 C’è un uomo nel carcere di Padova che lo scorso 4 luglio ha iniziato uno sciopero della fame e della sete, per urlare, così, la sua innocenza… Ed è la sua storia la prima che incontriamo lungo il nostro viale, alberato di Tigli… Si chiama Roverto Cobertera. Per la cronaca, dominicano, con doppia cittadinanza, americana anche, condannato all’ergastolo per l’omicidio di un uomo, Tarik Saad Heddine, del Marocco, che sarebbe stato ucciso per un debito di droga da 30 euro. Insomma una storia di spaccio e traffico di stupefacenti. La condanna all’ergastolo arriva in appello, aggravando la condanna di primo grado, che era stata a 24 anni. Dell’omicidio Roverto Corbertera si è sempre dichiarato innocente.
I suoi giorni senza cibo e senza acqua sul suo diario, li racconta così:
“Oggi è il giorno 4 luglio, un gran giorno per l’America, è il giorno dell’Indipendenza del mio paese che penso che sia il miglior paese del mondo, dove i diritti dell’uomo vengono rispettati senza distinzione di colore e di razza. Oggi è iniziato il mio sciopero della fame e della sete per urlare la mia innocenza al di là del muro di cinta. Peso 82 Kg. Oggi ho fatto colloquio per la prima volta nell’ “Area verde” del carcere ed è stata una giornata bellissima e piena d’amore.” ( segue su L’altra riva )

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