Civiltà Dea

“La civiltà della Dea” (1° volume), copertina La civiltà della Dea (2° volume), copertina

Qui un’ampia presentazione del secondo volume, a cura di Mariagrazia Pelaia (novembre 2013).

La civiltà della Dea è l’opera più importante di Marija Gimbutas. La studiosa ricostruisce il mondo dell’antica Europa neolitica in base a uno straordinario repertorio di dati archeologici scaturiti da numerose campagne di scavo nel bacino balcanico e mediterraneo meridionale.

Il libro propone una tesi rivoluzionaria che cambia la tradizionale visione della storia del continente europeo. Viene rintracciata la realtà di un’antica Europa pacifica, egualitaria e portatrice di una spiritualità fortemente legata alla terra. Una civiltà dove la Grande Madre guida i popoli verso una convivenza pacifica, cambiando così gli attuali paradigmi culturali e scientifici che considerano la guerra e il dominio maschile una connotazione di progresso della civiltà.

“You’ve done a wonderful job with this Italian edition. I am very pleased that Marija’s magnum opus will be available to Italian readers”
Con queste parole Joan Marler, stretta collaboratrice di Marija Gimbutas e curatrice di The Civilization of the Goddess, ha salutato l’uscita del primo volume dell’edizione italiana.

“Marija Gimbutas rivela il volto ‘femminista’ dell’Europa tra Paleolitico e Neolitico segnata dal culto della Dea madre: quattro millenni senza guerre e senza patriarcato”: così Emanuele Trevi presenta il libro in una recensione sul Corriere della Sera (inserto “La Lettura”) del 19 agosto 2012

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LE DEE E GLI DEI DELL’ANTICA EUROPA

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“Questo libro splendidamente illustrato raccoglie una documentazione archeologica che difficilmente può essere trovata altrove”.
Mircea Eliade

Scritto nel 1974 e riveduto e aggiornato nel 1982, questo volume determinò la notorietà dell’Autrice.
La civiltà europea fiorita fra il 6500 e il 3500 a.C. – molto prima della civiltà greca e di quella giudaico-cristiana – non è stata un mero riflesso delle culture confinanti del Vicino Oriente, ma una cultura autonoma dotata di un suo carattere originale. L’immaginario mitico dell’epoca matrilineare rivela quali fossero le prime concezioni che l’umanità aveva del cosmo, dei rapporti tra uomo e natura e tra maschio e femmina: con al centro la Grande Dea che incarnava il principio creatore come fonte e scaturigine di tutto. Attraverso lo studio delle sculture, dei vasi e degli oggetti di culto provenienti dall’Europa sud-orientale, Gimbutas descrive una cultura che si strutturava intorno al villaggio, prima di essere travolta e dispersa dagli Indoeuropei patriarcali.

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LA CIVILTA’ DELLA DEA e LE DEE E GLI DEI DELL’ANTICA EUROPA A MACERATA

Nell’ambito della manifestazione “Scintillando” organizzata da Daniela Saltari e Nunzio Cocco (Associazione Scintille) si è tenuta a Macerata l’8 settembre 2017, ore 17.30-20, presso la Sala Castiglioni della Biblioteca comunale la conferenza pubblica: Gli studi e le scoperte dell’archeologa Marija Gimbutas – La civiltà della Dea, relatrice Mariagrazia Pelaia.

Scintillando 2017 Programma ridotta

“Scintillando” è una manifestazione nel ciclo di eventi di “Macerata d’estate”, a cura del Comune, e si segnala per l’intento pedagogico di fondo: accompagnare la teoria con pratiche per ristabilire un equilibrio fra mente, psiche e corpo, ricostituendo la totalità del processo emotivo-conoscitivo-operativo così come auspicava la Dea neolitica della vita-morte-rinascita, signora del ciclo, dea della terra ma anche del cielo, emanazione sacra di un cosmo che è un solo grande organismo vivente. Questo concetto si è ben associato al seminario di Danzaterapia animato da Daniela Saltari il giorno dopo.

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Particolarmente intelligenti e originali gli interventi del pubblico. Fra le domande: “Come mai le lettere dell’alfabeto hanno forma geometrica?”, “Come mai non hanno lasciato scritto nulla?”, “Perché le antiche civiltà hanno edifici così monumentali come i megaliti?”, “Qual è la differenza fra Dea Madre e Grande Dea?”. Fra le testimonianze spicca quella di una bambina, Anastasia, intervenuta in compagnia di sua madre: ha riferito di conoscere già Marija Gimbutas e le civiltà neolitiche europee grazie alla sua insegnante, che a scuola ne ha parlato. I tempi pian piano cambiano…

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Sabato 9 settembre nella sede apsp-ircr che ha messo a disposizione il magnifico giardino di Villa Cozza, si è tenuto un laboratorio di ceramica neolitica a cura di Stefano Panzarasa. Fra le riproduzioni realizzate una bellissima pintadera, uno stampo per pani rituali di origine sarda. Di età nuragica, ma con evidenti radici neolitiche.

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L’iniziativa potrebbe essere una forma di rieducazione emotiva necessaria sia alle donne che agli uomini delle nostre società patriarcali. Una meditazione sui simboli di una cultura che riverisce il femminile e in cui vi è eguaglianza di genere (pare che nel Neolitico europeo ci fossero riusciti)…

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LA CIVILTA’ DELLA DEA e LE DEE E GLI DEI DELL’ANTICA EUROPA A BOLZANO

Il 19 maggio 2017 si è tenuto a Bolzano presso il Centro Upm (Un Punto Macrobiotico) di via Verona un incontro con Mariagrazia Pelaia sul tema: “L’Antica Europa e la sua eredità nel mondo attuale”.

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Il nesso tra l’età neolitica e la macrobiotica si evidenzia nella scritta sul magnifico grembiule di cotone rosso indossato dal personale attivista del Centro: “Il cibo è Vita”. Molte statuette neolitiche probabilmente ritratte in contesto rituale indossano un grembiule!

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Nell’Antica Europa (7000-3500 a.C.) che ha inventato l’agricoltura e che dedicava i suoi riti allo svolgimento del ciclo agrario annuale, il cibo era sacro, così come la Vita. Queste popolazioni svolgevano i loro riti accanto al forno dove cuocevano il pane (la gran parte delle statuette della Dea neolitica sono state trovate nelle vicinanze immediate), il culto si svolgeva in casa, o in alcuni edifici che in poco si discostavano dalle abitazioni circostanti del villaggio, dove al pianterreno si trovava sempre un forno per pane e ceramica. Dunque, la cucina ha un’importanza notevole nella vita dei nostri antenati anticoeuropei.

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L’agricoltura nasce in quest’epoca e si potrebbe dire che il contenuto di piatti e scodelle neolitici (sempre molto belli e riccamente decorati) è macrobiotico. Cereali, legumi e verdure sono la base della dieta. Fra i cereali il triticum con alcune varietà, il farro, il miglio, l’orzo e in misura minore avena e segale. Tra i legumi, lenticchie e piselli erano i preferiti insieme alla roveja, legume estinto dei monti Sibillini che sta piano piano rientrando nell’uso.

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LA CIVILTA’ DELLA DEA A TREIA (MC)

Il 25 aprile 2017 nell’ambito della festa dei precursori del locale Circolo vegetariano si è tenuta una presentazione di La civiltà della Dea insieme a Le Dee e gli Dei dell’Antica Europa di Marija Gimbutas, a cura di Mariagrazia Pelaia (curatrice e traduttrice).

Qui un approfondimento a cura di Paolo D’Arpini, organizzatore dell’evento:

http://www.terranuova.it/Blog/Riconoscersi-in-cio-che-e/Mariagrazia-Pelaia-presenta-a-Treia-La-Civilta-della-Dea-dell-archeologa-Marija-Gimbutas

Dopo la presentazione una tavola rotonda liberamente ispirata sul tema del femminile, moderata da Caterina Regazzi. L’archeologo classico Enzo Catani ha apprezzato la Gimbutas come antropologa, con interessanti osservazioni, per esempio sulla difficoltà di trattare senza fonti scritte temi come la religione. Le altre relatrici hanno preferito una riflessione più soggettiva sui temi proposti, riportandoci al presente o tempi più vicini (le Sibille e altri ritrovamenti archeologici della zona di epoca molto più recente).

Ricordiamo che l’ipotesi sul femminile nell’opera di Gimbutas non ha prettamente una valenza di rivalutazione del genere, quanto quella di evidenziare in modo specifico una cultura neolitica in territorio europeo organizzata intorno al femminile sacro (matricentrica o matrilineare) che si configura come vera e propria civiltà. Esplicitamente assumendo che la nostra civiltà occidentale patriarcale non è l’unica nella storia del pianeta. Il che potrebbe essere per noi una speranza di cambiamento possibile.

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Al mattino si è svolto un laboratorio di ceramica ispirato all’Antica Europa con Stefano Panzarasa (geologo e musicista), a cui hanno partecipato donne, uomini e anche un bambino e una bambina.

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La scultrice Petra Lange ha portato le sue piccole dee di pietra, sottolineando che il suo rapporto con la Terra proviene esclusivamente da un contatto diretto con il materiale, senza nessuna conoscenza degli antecedenti archeologici.

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LA CIVILTA’ DELLA DEA A VITERBO
Il primo luglio 2015 nell’ultima edizione di “Caffeina” presso “Viterbo sotterranea” in piazza della Morte si è tenuta la presentazione dell’opera di Marija Gimbutas, che per una svista di stampa del programma è stata attesa come autrice, come se fosse ancora vivente. Magari è un segno positivo per l’accoglienza del suo messaggio!
L’incontro è stato introdotto da Anna Saleppichi per Stampa Alternativa.

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Il pubblico che ha gremito la cripta del museo dedicato alla rete viaria sotterranea della città, si è dimostrato molto attento e attivo e ha posto diverse domande sull’opera di Marija Gimbutas e sulla sua ipotesi dell’antica Europa, che in molti nell’accademia danno per superata, posizione forse diplomatica per non affrontare una seria discussione.

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Molta curiosità per il tema dell’importanza del messaggio della Gimbutas nell’età contemporanea.
A tale proposito si rimanda a un testo in cui quest’ultima tematica viene esposta a grandi linee: La civiltà della dea di Marija Gimbutas: un messaggio di pace dal neolitico europeo.
http://goo.gl/3TpxTs

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LA CIVILTA’ DELLA DEA A TORINO
8 maggio 2015 ore 18.30 – la Libreria La Fenice, via Porta Palatina, 2, in collaborazione con l’associazione Laima organizza un incontro con Mariagrazia Pelaia: “La Civiltà della Dea di Marija Gimbutas: un Messaggio di Pace dal Neolitico Europeo” e con Luisa Spagna: “La danza segreta delle Yogini. Il tempio di Hirapur” (Venexia 2015). Introduce Morena Luciani.
L’associazione ha appena dato alle stampe gli Atti del convegno: “Marija Gimbutas: Vent’anni di studi sulla Dea”:
http://www.associazionelaima.it/marija-gimbutas-atti-del-convegno/

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pubblico interno

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LA CIVILTA’ DELLA DEA A CITTA’ DI CASTELLO
Il 21 marzo 2015 a Città di Castello (Pg) nella sala polivalente “S. Filippo” del I° Circolo didattico (Via Borgo inferiore, 7) in occasione dell’Harmony Day 2015 Australia workshop rivolto a Genitori, Alunni, Docenti, Educatori e Dirigenti Scolastici si è svolta la presentazione del libro di Marija Gimbutas, con il saluto e la presenza di Massimo Belardinelli (Dirigente scolastico) e Andreina Ciubini (Assessore alle politiche sociali comune di Città di Castello).
La scuola di Città di Castello ha integrato l’antica Europa nei suoi programmi scolastici ed è recente un viaggio di scambio con la Bulgaria, uno dei luoghi in cui la testimonianza neolitica ha lasciato le tracce più evidenti. La scuola organizza anche seminari di riproduzione delle ceramiche neolitiche a cura dell’archeologa sperimentale Narayana Cassini.
In programma l’intervento di Mariagrazia Pelaia: “Genitori che cambiano – L’Europa delle madri: ruoli e funzione dei genitori dalle antiche radici comuni preindoeuropee ad oggi”.
A seguire l’intervento musicale di Stefano Panzarasa, guida ecologica: “Presentarsi, conoscersi, suonare, cantare, danzare per e sulla nostra Madre Terra”.
Nell’intervallo interventi e condivisioni dei partecipanti : Il cibo per nutrire ed educare nelle diverse culture. Esperienze di cucina etnica, ecozoica e creativa.
Nel pomeriggio: “La nostra Madre Terra”: laboratorio di ceramica con Stefano Panzarasa.
La giornata è stata di intenso scambio, nella scuola di Città di Castello si sta svolgendo un interessante esperimento pilota per preparare i cittadini europei e non solo italiani del futuro, con una spiccata consapevolezza ecologica. Un ritorno alle radici per capire quali passi compiere verso una grande svolta planetaria.

Per le foto si ringrazia Giuseppina Masini e per la cucina Giuseppina Chierchini (personale ATA).

Il programma completo si trova a questo link:
https://docs.google.com/document/d/1CMrwEGWHWNJGQFzNhp3RYLKuu5A4P6IFVMz789KHozE/edit

Alcune foto della giornata
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LA CIVILTA’ DELLA DEA A ORVINIO

Presentazione secondo volume di Civiltà della Dea e seconda ristampa primo volume, 22 agosto 2014, a Orvinio (Ri) a cura di Mariagrazia Pelaia, in occasione della prima Settimana dell’era ecozoica.

La presentazione è stata preceduta da una performance di land art di Stefano Panzarasa: una doppia spirale realizzata con farinaccio nel campetto da calcio. La doppia spirale è uno dei motivi ricorrenti nell’arte rupestre e ceramica neolitica.

La spirale rappresenta il ciclo vitale e l’energia in dispiegamento, la sua duplicazione in opposta chiralità raffigura il passaggio da un ciclo vitale all’altro, il momento della rinascita, momento topico della massima importanza per una civiltà basata sulla vicinanza ai cicli della natura in cui vita morte e rinascita si susseguono senza soluzione di continuità, e la morte non viene temuta come fine del tutto ma solo tappa di passaggio, ritorno al mondo degli antenati da cui si torna nuovamente nel mondo dei vivi. In questo caso la doppia spirale emblema di una società pacifica ed egualitaria occupa uno spazio competitivo dove si svolge un gioco conflittuale che in sostanza rappresenta una guerra simbolica.

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MARIJA GIMBUTAS: VENT’ANNI DI STUDI SULLA DEA

Convegno in memoria di Marija Gimbutas a Roma, 10 maggio 2014 (Casa internazionale delle Donne), organizzato da Luciana Percovich in collaborazione con l’associazione Laima. Questo è il programma: http://convegni.associazionelaima.it/2014/

Al mattino interventi di Joan Marler, allieva, collaboratrice e custode della memoria di Marija Gimbutas, Harald Haarman (che prosegue la sua ricerca sull’Old European Script) e Mariagrazia Pelaia con una intervista alla figlia di Marija, Zivile Gimbutas. Nel pomeriggio interventi di studiosi e studiose di archeologia e archeomitologia, su recenti ricerche in cui riemerge l’antica Europa italica.

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=643943362354742&set=a.605530362862709.1073741828.602254556523623&type=1&theater

Oltre all’alto livello dei singoli interventi, un complimento all’ottima organizzazione. Presenza di libreria con grande numero di pubblicazioni specifiche (fra cui il secondo volume di Civiltà della Dea, esaurito in poco tempo) e rare, ottimo servizio di traduzione consecutiva, mostra d’arte concomitante. La memoria di Marija Gimbutas è stata degnamente celebrata. Gli atti sono in corso di raccolta e pubblicazione.

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LA CIVILTA’ DELLA DEA A PADOVA

Il 7 marzo 2014, presso palazzo Moroni, sala Paladin, si è tenuta una conferenza pubblica: In memoria delle scoperte al femminile – Marija Gimbutas e la civiltà della Dea, il lavoro e la passione di una vita che possono cambiare la storia.

Leggiamo dal volantino dell’evento: “Autorevoli studiose e studiosi affermano che i suoi studi sulla cosiddetta ‘civiltà della Dea’ costituiscono una tesi rivoluzionaria che può cambiare radicalmente i vecchi punti di vista sul nostro passato. Il modo stesso in cui concepire quella che definiamo civiltà, il rapporto fra donne e uomini e fra l’umanità e il nostro pianeta, la cui stessa sopravvivenza risulta oggi compromessa…

Nella ricorrenza dei vent’anni dalla scomparsa di questa donna così straordinaria e ancora così scarsamente conosciuta, L’Associazione Culturale Chandra Itinerari Yoga, in collaborazione con L’Assessorato alla Partecipazione del Comune di Padova, il Gruppo Toponomastica Femminile e L’Associazione Armonie di Bologna, propone alla Cittadinanza una conferenza per conoscere e contribuire a divulgare i contenuti e il fascino della sua opera”.

La conferenza è stata aperta da Silvia Clai, Assessora alla Partecipazione, Comune di Padova e sono successivamente intervenute Mariagrazia Pelaia, traduttrice e autrice impegnata nella divulgazione di temi ecopacifisti e matristico-gilanici, Elena Di Filippo Balestrazzi, archeologa e professoressa dell’Università di Padova, e Nadia Cario, referente regionale di Toponomastica femminile (il gruppo ha proposto l’intitolazione di una strada di Padova a Marija Gimbutas, la proposta è al vaglio delle autorità competenti).

Un folto pubblico ha ascoltato con molta attenzione gli interventi e ha proposto interessanti riflessioni, fra cui una studiosa di teologia che ha manifestato l’intenzione di acquisire questi nuovi dati sul Neolitico europeo nel suo prossimo lavoro di ricerca.

Si ringrazia Chiara Massellani per le foto

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LA CIVILTA’ DELLA DEA ALLA BIBLIOTECA NAZIONALE DI ROMA

http://www.bncrm.librari.beniculturali.it/index.php?it/790/eventi/408/marija-gimbutas-la-civilta-della-dea-il-mondo-dellantica-europa

Quest’anno le presentazioni del secondo volume della Civiltà della Dea assumono il carattere di una vera e propria commemorazione a venti anni dalla scomparsa di Marija Gimbutas, avvenuta nel 1994. L’incontro – svoltosi l’11 febbraio 2014 – si è quindi aperto con i primi fotogrammi del documentario sulla sua vita, Signs out of Times di Starhawk e Donna Read (Belili Production).

Giuliana Zagra ha portato i saluti della Biblioteca Nazionale. Era presente in sala Gianluca Parisi (ufficio stampa), che ha seguito nei minimi dettagli la preparazione preliminare dell’evento.

In programma l’intervento delle seguenti relatrici: Barbara Barich (Università “La Sapienza”), Rossana Dedola (School of Analiytical Psychology, Zurigo), Maria Antonietta Fugazzola Delpino (archeologa MIBAC) e Mariagrazia Pelaia (traduttrice e curatrice del volume). L’incontro è stato moderato da Luciana Marinangeli (scrittrice). Stefano Panzarasa ha eseguito dal vivo una statuetta ispirata alla Dea Uccello, cultura Dimini (5000 a.C. ca.).

Barbara Barich, assente per improrogabili impegni professionali, ha inviato una nota commemorativa che è stata letta dopo i saluti della Biblioteca.

Ecco il testo:
“Marja Gimbutas, grande personalità dell’archeologia del ‘900, dette un importante contributo a costruire un disegno organico, di grande respiro delle culture neolitiche europee partendo dalle sue terre dell’Europa orientale.
La tradizione in cui la studiosa si formò è quella di Gordon Childe e di Grahame Clark, gli autori che gettarono le fondamenta di una preistoria dei popoli e della visione storico-culturale che è arrivata fino a noi e che ha rappresentato la base della moderna rivoluzione nella ricostruzione storica. Con Gimbutas si andò ancora oltre e il risultato lo vediamo anche nel Volume La Civiltà della Dea, edito con molta perizia e grande sensibilità dalla curatrice, Mariagrazia Pelaia.
Marija Gimbutas è stata uno dei primi autori capace di proporre un disegno complessivo delle culture neolitiche europee. Essa ha potuto trarre vantaggio dalla fortunata opportunità di lavorare con dati di prima mano dall’Europa orientale (fino alle regioni settentrionali baltiche non facilmente accessibili anche come fonti bibliografiche) e inoltre dalle sue ricerche in Italia meridionale. Come i grandi autori la Gimbutas non si sofferma sugli aspetti tecnologici e tipologici ma ce li presenta in contesto, ormai depurati da ogni problematicità di definizione: il lettore quindi può godere di una descrizione chiara, oggettiva, generalmente affiancata da un amplissimo corpus illustrativo”.
Il messaggio della professoressa Barich sintetizza l’intento della giornata, al tempo stesso presentazione della prima traduzione italiana della Civiltà della Dea e commemorazione.

La prof.ssa Dedola si è soffermata sulle tracce della Dea neolitica nella cultura popolare sarda. La prof.ssa Fugazzola Delpino ha descritto la sua scoperta del sito neolitico italiano di La Marmotta nei pressi del Lago di Bracciano, offrendo diversi spunti comparativi con la Gimbutas. L’incontro è stato ottimamente moderato da Luciana Marinangeli, che si è soffermata sull’importanza simbolica dell’antica Europa anche nel nostro presente. Infine, Mariagrazia Pelaia ha presentato un sintetico profilo del secondo volume di Civiltà della Dea e della sua autrice.

Il pubblico ha partecipato molto attivamente, con numerosi interventi e domande.

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20 ANNI DALLA SCOMPARSA DI M. GIMBUTAS: SI TORNERÀ A PARLARE DELLA CIVILTÀ DELL’ ANTICA EUROPA?

Non è facile commemorare un personaggio controverso, discusso e in parte oggi caduto nell’oblio come Marija Gimbutas. Non tutti sono infatti d’accordo sulla sua importanza nella revisione del passato della civiltà umana. Eppure la sua scoperta dell’antica Europa neolitica affascina ancora oggi: una civiltà che ha preceduto la nostra, che quindi non è l’unica come finora abbiamo presuntuosamente ritenuto. E oggi si propone come una delle poche possibilità di speranza per tentare un cambio di paradigma.

Fra 7000 e 3500 avanti Cristo, l’età Neolitica, in un territorio che va dal Baltico alla penisola iberica, dalle isole britanniche al Mediterraneo, una civiltà pacifica, matrilineare, con un forte senso del sacro e un grande rispetto della natura, ha dato vita a un modello di società creativo con alti risultati e progressi come la nascita dell’agricoltura e della ceramica. Una società in equilibrio con l’ambiente naturale e rispettosa dei generi e delle diverse generazioni. Una società in cui il sacro riveste lineamenti femminili, una grande Dea che è la stessa natura e l’intero cosmo, in un meraviglioso sincronismo che veniva venerato da grandi attività rituali e grandi impegni architettonici come i resti delle strutture megalitiche risalenti a questo periodo testimoniano.

Marija Gimbutas ha raccolto un imponente materiale documentario, fatto di reperti, statuette, datazioni al radiocarbonio nella sua carriera prima di traduttrice a Harvard e poi di docente all’UCLA. E questo le è stato riconosciuto dal mondo accademico, che la considerava un’autorità nel campo dell’archeologia neolitica dell’Europa orientale. Gli indoeuropeisti hanno accolto la sua ricostruzione delle invasioni Kurgan che hanno portato alla fine di questa civiltà come quella più convincente per spiegare la diffusione della nuova cultura protoindoeuropea, che ha sostituito un substrato autoctono. Tracce di questo rimangono nelle varie lingue europee.

Quello che è stato più contestato è l’interpretazione del suo materiale. L’archeologia accademica attuale rifiuta di trarre dati sulla religione e sul sacro che non derivino espressamente da fonti scritte. L’ampliamento degli strumenti di indagine nella sfera mitico-simbolica ha portato Marija Gimbutas a fondare una nuova materia interdisciplinare denominata archeomitologia. Joseph Campbell ha affermato che avrebbe riscritto The Masks of God (1959-68) se gli fosse stata nota l’opera della Gimbutas.

Come conclude Ernestine Elster in un articolo pubblicato sul numero di marzo 2013 di “Prometeo” (Le nuove scoperte dell’archeologia neolitica), è qui che gli studiosi sono attesi per una attenta disamina, superando l’aprioristico rifiuto del passato. In questo anniversario speriamo si riapra di nuovo una possibilità di dialogo fra questa grande studiosa e gli studiosi di oggi, in particolare archeologi, archeoastronomi e studiosi della preistoria, nell’interesse comune di un ampliamento delle nostre prospettive sul più antico passato, per avviarci con maggiore consapevolezza verso il futuro in un momento così critico per la storia del nostro pianeta, o meglio per la storia della specie umana su questo pianeta.

Mariagrazia Pelaia

2 febbraio 2014
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LA CIVILTA’ DELLA DEA A BOLZANO

Il 19 ottobre 2013 ore 17.30, presso la Biblioteca della Donna-Centro documentazione e informazione della Donna (Frauenzentrum), in piazza Parrocchia 16, si è tenuta la presentazione del secondo volume di Civiltà della Dea di Marija Gimbutas, a cura di Mariagrazia Pelaia e Anna Schgraffer. Questo secondo incontro (un anno prima è stato presentato nel medesimo luogo il primo volume) è stato seguito da un pubblico molto vivace e curioso, che ha posto numerose e interessanti questioni, tra cui quella dell’esistenza di uno studio archeologico locale in cui si trovino riscontri dell’antica Europa. A chiusura sono stati letti alcuni landay di Mariagrazia Pelaia, dedicati alle donne afghane, in gemellaggio con l’iniziativa di 100Thousand/poets for change che si è tenuta a Bologna il 28 settembre ai giardini del Guasto.

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LA CIVILTA’ DELLA DEA A MARTINA FRANCA

Domenica 8 settembre 2013, alle ore 18.30, alle Officine Dragare in via Machiavelli 2, nel centro storico di Martina Franca, si è tenuto l’incontro culturale “Memoria ritrovata”, con la presentazione del libro La civiltà della Dea di Marija Gimbutas e l’intervento di Mariagrazia Pelaia, curatrice e traduttrice.
La presentazione è stata preceduta e introdotta da una performance teatrale tratta da Mysterium Lunae di Daniela Giummo con Lucia Zotti, Paola Chiarelli ed Emilia Pulito. Nella stessa occasione è stata allestita la mostra fotografica dei ritratti della Dea Uccello di Stefano Panzarasa (geologo, ceramista e fotografo), che ha riprodotto dal vivo una di queste statuette. Un evento di grande complessità culturale e artistica, davvero multimediale, seguito con grande trasporto e partecipazione dai numerosi intervenuti. La serata si è proposta come manifesto del pensiero di Dragare (che si ispira anche alla figura di Joyce Lussu). Il gruppo porta avanti un progetto complesso molto innovativo che mette insieme il centro studi, la cura del corpo, l’attenzione al cibo, una sartoria e una zona accoglienza con un’impronta comunitaria al femminile.


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LA CIVILTA’ DELLA DEA A ORVINIO (RI)

Il 23 agosto 2013 presso la sala multimediale dei soggiorni di San Michele nell’ambito della prima settimana ecozoica organizzata nel parco dei monti Lucretili si è svolta la presentazione della Civiltà della Dea, primo e secondo volume, a cura di Mariagrazia Pelaia. Si ringrazia Maurizio Forte per il supporto logistico e organizzativo e per il servizio fotografico.

L’incontro è stato preceduto dalla proiezione di Signs out of time (Messaggi dal passato), il documentario-intervista sulla vita e le opere di Marija Gimbutas, con la sua partecipazione diretta.

Il libro è stato presentato nel corso del dibattito che ha avuto spunto dal video, con un pubblico molto curioso e attivo che ha posto diverse domande alla relatrice.


Nel frattempo Stefano Panzarasa ha eseguito una riproduzione di una statuetta neolitica, una Dea Uccello della Cultura Dimini, 5000 a.C. ca.

Alla fine si è brevemente introdotto anche il saggio-cd a cura di Stefano Panzarasa, L’orecchio verde di Gianni Rodari, mettendo in rilievo la comune visione ecopacifista delle due opere e dei due autori. Le utopie rodariane sembrano infatti una proiezione verso il futuro dell’antica Europa matristica riscoperta da Marija Gimbutas.
Stefano Panzarasa ha eseguito dal vivo due canzoni contenute nel cd ivi allegato, La filastrocca dell’orecchio verde e Il cielo è di tutti.


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LA CIVILTA’ DELLA DEA A MONTEROTONDO (RM)

Presso il Cortile del Palazzo comunale, l’8 agosto 2013 si è tenuta la presentazione a cura di Mariagrazia Pelaia, ospite della manifestazione organizzata dal Comune di Monterotondo e dalla Grafica Campioli International Art Gallery, Un mito senza tempo: la ruota di medicina nell’ambito dell’Estate Eretina.

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L’evento ha visto una performance artistica live di Emilio Anselmi Mitia insieme a un gruppo di artisti che hanno reso omaggio allo spirito dei nativi americani.

La civiltà della Dea ha proposto la visione affine dei nativi dell’antica Europa, splendida civiltà pacifica legata alla natura e all’arte (7000-3500 a.C. ca.), spazzata via dalle ondate di invasioni Kurgan (fra 4400 e 3000 a.C.), popolazione protoindoeuropea che ha fatto (finora) scomparire le nostre più antiche radici culturali.

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Durante il pomeriggio e nel corso della serata Stefano Panzarasa ha eseguito due riproduzioni della Dea Uccello della cultura Dimini in Grecia (5000 a.C. ca.).

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LA CIVILTÀ DELLA DEA ALL’UNIVERSITÀ DEL SALENTO (LECCE)

Lo scorso 17 maggio La civiltà della Dea è stata presentata a Lecce, presso l’Università del Salento, Dipartimento di Studi Umanistici, in occasione di un convegno internazionale: “The creative word. Partnership Studies in World Literatures”. Il convegno era organizzato dall’Università di Udine (Antonella Riem, Stefano Mercanti) e dall’Università del Salento (Maria Renata Dolce). Qui il programma dell’evento:
http://all.uniud.it/wp-content/uploads/programma-lecce-ultimo.pdf
Il convegno rientra nelle attività di ricerca del Partnership studies group fondato nel 1998 dalla prof. Antonella Riem insieme a un gruppo di studiosi.
Mariagrazia Pelaia ha presentato il seguente intervento: “La parola creativa e la Dea dell’antica Europa. Una lettura della Civiltà della Dea di Marija Gimbutas basata sul modello dominanza-partnership”.
Abstract: L’opera di Marija Gimbutas, che nella Civiltà della Dea (1991) trova sistemazione definitiva poco prima della morte della grande archeologa e studiosa lituana, è essenziale per la nascita degli studi della partnership. È interessare analizzare l’opera ispiratrice di questa nuova visione e interpretazione della storia umana, applicando ad essa criteri in certo qual modo da lei stessa a suo tempo ispirati.
Nel libro della Gimbutas la parola creativa è quella dell’archeologa che cerca di descrivere con le parole a sua disposizione una realtà sorprendente, un mondo così diverso dal nostro che a lungo è stato invisibile ai colleghi che l’hanno preceduta.
L’opera si divide in due parti: dal capitolo 1 al capitolo 6 (edizione italiana: primo volume) troviamo un database di culture, siti e reperti europei neolitici. Prevale lo “stile scientifico”. La seconda parte della trattazione dal capitolo 7 al 10 (edizione italiana: secondo volume) presenta l’ipotesi della civiltà “Antica Europa”. Il settimo capitolo esamina la religione, l’ottavo la scrittura, il nono la struttura sociale e il decimo analizza le cause della fine di questa civiltà.
Per ognuno di questi capitoli vengono selezionati alcuni casi emblematici di parola creativa.

Di seguito alcune foto scattate in occasione del convegno.

Università di Lecce, cortile Banchetto con i libri Mariagrazia Pelaia durante l’intervento relatori_convegno.jpg ilpubblico.jpg

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LA CIVILTÀ DELLA DEA A MONTESILVANO (PESCARA)

L’Associazione Culturale La Città delle Donne, il Centro di cultura delle Donne Margaret Fuller, L’ Associazione Mila DonnAmbiente, L’ Associazione OliS e la Libreria On The Road hanno organizzato la presentazione, con il supporto di HG News (media partner) e il patrocinio del Comune di Montesilvano.
La presentazione si è tenuta presso la sede comunale di Palazzo Baldoni, nella Sala Di Giacomo lo scorso 12 aprile.
Erano presenti la curatrice del libro, Mariagrazia Pelaia e Luciana Percovich. L’incontro è stato coordinato da Giusi Di Crescenzo. Si ringraziano Michele Meomartino per l’organizzazione e Helvia Gianantoni Carocci per il supporto logistico.
L’incontro è stato molto partecipato, sia per numero che per interventi nel successivo dibattito, grazie al lavoro di diffusione dell’opera di Marija Gimbutas già compiuto dalle associazioni organizzatrici sul territorio. Un incontro da ricordare.
Link all’evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/286014074862387/
Video-reportage a cura di HG News:
http://www.hgnews.it/articoli/read/id/1336/Montesilvano-ospita-la-Civilt-della-Dea.html

Manifesto della presentazione

Foto 1

Foto 2

Foto 3

Foto 4

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LA CIVILTA’ DELLA DEA ALLA LIBRERIA DELLE DONNE DI BOLOGNA

La Libreria delle Donne di Bologna insieme alle associazioni Armonie e Gruppo Marija Gimbutas hanno organizzato la presentazione che si è tenuta il 2 febbraio scorso a Bologna con Mariagrazia Pelaia.

Presentazione Bologna 1

L’incontro è stato introdotto da Alessandra Casarini della Libreria delle Donne.

Presentazione Bologna 2

Per Armonie è intervenuta Luisa Vicinelli e per il Gruppo Marija Gimbutas Patrizia Argentieri.

Presentazione Bologna 3

Il pubblico numeroso è stato molto partecipe, ha sommerso le relatrici di commenti e domande anche non strettamente pertinenti al tema trattato dal libro della Gimbutas, indirizzandosi anche verso i temi della spiritualità e della politica femminili come alternative concrete, in questo caso matristiche. Il testo si è presentato come un’occasione per discutere sul presente, nonostante che tratti temi lontani da noi migliaia di anni… un’attualità quindi stupefacente.

Presentazione Bologna 4

Accanto alla riproduzione della Dea Uccello di Stefano Panzarasa abbiamo acceso una candela per una doppia ricorrenza: la festa della Candelora e l’anniversario della morte di Marija Gimbutas. Una coincidenza davvero singolare! D’altra parte a Bologna c’è da sempre una realtà femminile molto vivace e pulsante, ben espressa dalle associazioni presenti sul territorio.

(Le fotografie sono state scattate da Sandra Capri)

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LA CIVILTA’ DELLA DEA A VILLA GIULIA

Sabato 15 dicembre 2012 si è svolta a Roma, a Villa Giulia, la presentazione congiunta del libro di Marija Gimbutas (di origini lituane) e di Hõbevalge dell’autore estone Lennart Meri, scrittore, regista e politico, già Presidente della Repubblica di Estonia.

L’evento era inserito nel progetto “Luce dalle Terre dell’Ambra. Dalle rive del Baltico al Mediterraneo”, promosso dalle Repubbliche baltiche della Lituania, Lettonia ed Estonia e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, finalizzato a far conoscere la cultura di questi Paesi attraverso un fil rouge rappresentato proprio dalla via dell’ambra che, fin dall’antichità, collegava le rive del Baltico, territorio principale di estrazione, con il Mediterraneo ed, in particolare, con l’Etruria.

Sono intervenuti il Professor Adomas Butrimas (che ha conosciuto personalmente Marija Gimbutas), Anna Saleppichi (editor di Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri), i traduttori Mariagrazia Pelaia e Daniele Monticelli, l’archeologa Simona Rafanelli e lo scrittore Angelo Tonelli.
Alcune foto scattate durante l’incontro, coordinato da Gianni Glinni (responsabile culturale dell’Associazione Italia-Estonia).

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LA CIVILTA’ DELLA DEA A PIU’ LIBRI PIU’ LIBERI 2012

Alla presentazione del 7 dicembre (2012) sono intervenute Mariagrazia Pelaia, traduttrice e curatrice del volume, Luciana Marinangeli, psicologa, saggista ed esperta di astrologie orientali, Nadia Tarantini, giornalista, scrittrice, docente in corsi e seminari di scrittura, Barbara Barich, Professore associato di Etnografia preistorica dell’Africa all’Università “La Sapienza” di Roma.
L’incontro è stato coordinato da Anna Maria Crispino, giornalista professionista, direttora ed editrice della rivista culturale “Leggendaria”.
Ecco alcune immagini dell’evento.

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REPORTAGE PRESENTAZIONI ottobre-novembre 2012

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ORVIETO, Libreria Parole ribelli, 5 ottobre 2012 ore 17.30

http://it-it.facebook.com/events/360433480704961/

La presentazione di Orvieto è stata accolta da un pubblico caloroso e attento. Oltre alla traduttrice e curatrice Mariagrazia Pelaia, affiancata da Giovanni Feo, erano presenti Stefano Panzarasa in qualità di ceramista della Dea e Angelo Leone e Anna Saleppichi per Stampa Alternativa.

Parole ribelli

La presentazione

Mariagrazia Pelaia e Giovanni Feo

Stefano Panzarasa

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FERRARA, La Resistenza, centro sociale, 18 ottobre 2012 ore 21.00

http://laresistenza34.wordpress.com/2012/10/13/giovedi-18-ottobre-aperitivo-jazz-e-presentazione-di-2-libri/

http://www.estense.com/?p=251061

Anche qui pubblico attento ed entusiasta, e ottima accoglienza con cena offerta dalla Pentola vegana. La presentazione è stata doppia, oltre alla Civiltà della Dea (Mariagrazia Pelaia) anche l’Orecchio verde di Gianni Rodari (Stefano Panzarasa) e il binomio ha funzionato bene: l’utopia di un mondo giusto e migliore declinata al passato (Gimbutas) e al futuro (Rodari), rappresentata nel presente dalla cena vegan e dal centro sociale. Le notizie orali dell’antica Europa si sono alternate all’accompagnamento musicale di Stefano Panzarasa.

I due libri

Il pubblico

Stefano Panzarasa e Mariagrazia Pelaia

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BOLZANO, Bibliodonna, 20 ottobre 2012, ore 17.30

http://www.bibliodonnafrau.org/BDF_programma.pdf

A cura di Anna Schgraffer, con Mariagrazia Pelaia, Marina Manganaro e Gerda Gius. A inizio presentazione sono stati proiettati i primi 15 minuti di Signs out of time (Messaggi dal passato), il documentario sulla vita della Gimbutas. Stefano Panzarasa ha fatto la riproduzione di due statuette. Anche qui pubblico attento e abbastanza folto, con molte domande interessanti.
A concludere, una poesia di Heide Goettner-Abendroth, musicata da Stefano nella versione inglese, For Gaia. Debutto di Mariagrazia Pelaia come cantante, molto gradito dal pubblico che l’ha seguita facendo anche il coro!

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TORRE DEL LAGO PUCCINI, 29 ottobre 2012, ore 18 (fuori programma)

Presso il Cielo di Shambala (Rodolfo Salafico, Kayoko e Piuma), fra una lezione di yoga e una di taichi, per il gruppo di partecipanti a queste attività.

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BOLSENA, Libreria Le Sorgenti, sabato 3 novembre, ore 17.30

https://www.facebook.com/events/302561963190361/

https://www.facebook.com/events/502859633065904/

http://www.facebook.com/photo.php?fbid=406712846067445&set=a.291756744229723.66612.285728394832558&type=1&relevant_count=1

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=363354633754544&set=a.363354613754546.87985.247079368715405&type=1&theater

A cura di Katia Maurelli. Intervengono Mariagrazia Pelaia, Giovanni Feo e Sophie Vanth. Stefano Panzarasa fa ceramiche neolitiche dal vivo. Animato dibattito, pubblico folto e molto dialettico. A conclusione For Gaia della Abendroth, cantata da Mariagrazia con accompagnamento di Stefano.

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