Cuba, i racconti e la realtà

Almeno il pane, Fidel di Gordiano LupiNelle scorse settimane, ha continuato a far parlare di sé il libro di Gordiano Lupi, Almeno il pane, Fidel. Dopo la risposta che l’autore ha dato a Valerio Evangelisti e alla recensione apparsa su Carmilla Online, ora è la volta di un’intervista a Lupi sulla rivista telematica Bazar Web e firmata da Lorenzo Botton. Il nodo è ancora saldamente incentrato sull’indifferenza dell’informazione “ufficiale” rispetto alle notizie raccolte nel libro, oltre che alla vita reale, concreta, di alcuni suoi cittadini. Si legge infatti:

Secondo Lei cosa di ciò che ha scritto è ignorato dall’informazione?

Più di qualcosa che ho scritto è una cosa di carattere personale, che pensavo avrebbe un po’ scandalizzato le persone italiane. Mia moglie è cubana, ma anche cittadina italiana, a seguito non solo della pubblicazione di questo libro, ma anche di una serie di articoli su Cuba in cui racconto la mia verità (… non ho la pretesa che sia l’unica, ma racconto il mio punto di vista), si è vista togliere il permesso di tornare a Cuba. Le ha telefonato l’ambasciata dicendole che non poteva più tornare a Cuba, o meglio, poteva tornarci ma non uscirne più. Non aveva più il permesso da parte dello stato cubano di risiedere all’estero. Questo comporta che non potrà più vedere i suoi familiari, nemmeno per un lutto di famiglia o per un altro evento di qualsiasi tipo, finché non cambierà la situazione a Cuba. Di questo non se ne sono occupate né la stampa né le autorità italiane; ho provato ad interessare il ministro degli esteri, a parlare con l’ambasciatore italiano a Cuba ma nessuno ha mosso un dito per aiutarla.

Per leggere l’articolo completo: Intervista a Gordiano Lupi.

Ancora Cuba: il dibattito si allarga

Almeno il panel, FidelAncora su Almeno il pane, Fidel di Gordiano Lupi, lo scrittore Valerio Evangelisti pubblica su Carmilla Online una lunga recensione del libro e aggiunge così una autorevole voce al dibattito in corso.

Partendo da posizioni che definisce di laicità nei confronti del regime castrista, Evangelisti costruisce un confronto, seppur a distanza, con Lupi in merito a diversi passaggi del volume: tra questi, il “patto” tra governanti e governati, la creazione di riserve per il turismo, i punti di vista assunti stando tra gli umili e nei palazzi del potere, le contraddizioni tra percezioni esterne al paese e politiche interne. Pur non risparmiando opinioni talvolta anche profondamente critiche, come accade per esempio in merito al riferimento al lavoro di Alain Ammar e alle sue rivelazioni sulla morte di Salvador Allende, lo scrittore bolognese afferma: Continua

Cuba, quel che viene vissuto è legittimo

Almeno il panel, FidelPubblicato su Aprile Online lo scorso primo febbraio, l’articolo Cuba e l’imbarazzo della sinistra sta suscitando un certo dibattito. Argomento del pezzo è il libro Almeno il pane, Fidel di Gordiano Lupi e l’autore torna a dire:

Pare che a sinistra si voglia rimuovere il problema di una Cuba priva di libertà, dove per andare in galera basta essere in disaccordo con il regime. Pare che non si possa dire che Fidel Castro è un dittatore e che Cuba è uno Stato di polizia dal quale la gente scappa alla ricerca della libertà.

A questo sfogo-appello di Lupi hanno risposto in parecchi e, se alcuni commenti sono in aperta polemica le parole dello scrittore, ce ne sono altri che invece con la posizione presentata nel libro paiono concordi. Particolamente interessante la testimonianza di Roberto Pereira, cittadino cubano, che racconta la sua storia e vi aggiunge alcune opinioni: Continua

Chi dice Cuba, dice cuore e rivoluzione

Almeno il panel, FidelAlmeno il pane, Fidel, l’ultimo libro di Gordiano Lupi, qualche malumore lo sta creando. Soprattutto nell’autore che si stupisce o, meglio, si altera di fronte all’evidente silenzio della “sinistra ufficiale” di fronte al suo lavoro, ripreso invece dalla controparte politica, che non tiene conto nemmeno di ciò che Lupi ha messo in gioco personalmente, nel descrivere ciò che descrive. Qui di seguito riportiamo una parte del suo intervento dal titolo, Cuba, la sinistra e chi non vuol sentire raccontare la verità comparso sul sito Comune di Pignataro.

Pare che non si possa dire che Fidel Castro è un dittatore e che Cuba è uno Stato di polizia dal quale la gente scappa alla ricerca della libertà. Il mio libro e i precedenti articoli sono costati a mia moglie il divieto di rientrare a Cuba e l’obbligo a rimanere all’estero “illegale” come controrivoluzionaria […]. In compenso vedo sbucare da ogni parte promozioni sui libri dei soliti personaggi che raccontano la favola di un regime cubano in sintonia con la popolazione. Continua

Il caso Fidel e Lupi

Almeno il panel, FidelDel libro Almeno il panel, Fidel di Gordiano Lupi si parla sul canale cultura e spettacoli di Libero.it per mano del giornalista Mariano Sabatini all’interno della rubrica Media & Rimedia del 10 novembre scorso. In un articolo più ampio intitolato Giuliano Ferrara & Oreste De Formari, la strana coppia diventerà un dvd allegato al Foglio, si racconta di come il anti-guida su Cuba stia diventando un piccolo caso. E non solo perché si è proceduto con la ristampa a pochi giorni dall’uscita, ma anche per il silenzio con cui i media hanno generalmente accolto il lavoro di Lupi. Si legge infatti al paragrafo Mangiatori di bambini/2:

Prima di cedere la poltrona di direttore dei Gr Rai al collega Caprarica, il destrorso Bruno Socillo ha fatto in tempo ad approvare e realizzare – per voce del suo redattore De Turris – un’intervista allo scrittore Gordiano Lupi, autore di “Almeno il pane Fidel” (ed. Stampa Alternativa). Il pamphlet con le verità più scomode sulla Cuba di Castro sta diventando un piccolo caso. Mentre Lupi per il suo precedente libro sui grandi delitti era stato chiamato ospite a Uno Mattina e da Augias, stavolta incontra un muro di gomma. Quello che si rivela come un fiero anti-Minà sostiene che persino “Il Tirreno mi ha detto no a ogni promozione e articolo. La Nazione idem”. La longa mano di Fidel.

Ritratto di un periodo speciale

Almeno il panel, FidelIl libro di Gordiano Lupi, Almeno il panel, Fidel, appena uscito per i nostri tipi, sta aggiungendo un livello di attenzione non indifferente. Una delle manifestazioni è la recensione - che riportiamo - pubblicata sul numero 666 del 3/9 novembre 2006 dell’Internazionale nella sezione “Libri”.

«Un ritratto a tutto tondo della società cubana nei tempi del cosiddetto “periodo speciale”, cioè dopo la fine del sussidio sovietico. Lupi racconta come mangiano (poco) i cubani e come si vestono, come celebrano le feste e quali fiabe raccontano ai figli. E, soprattutto, descrive gli espedienti fantasiosi e disperati – l’arte dell’inventare – che adottano per tirare avanti tra stipendi da fame, blackout continui e il fiato sul collo della polizia di Fidel Castro, cercando di sfruttare più o meno legalmente l’unica vera fonte di ricchezza: il turismo».

Alla ricerca della vera Cuba

Almeno il panel, Fidel«La mia è una sorta di anti-guida, non racconto la Cuba del turismo sessuale e nemmeno quella dei giornalisti amici del regime». Queste la parole di Gordiano Lupi nell’intervista Lupi, il noir e Cuba concessa a Milano Nera. È un dialogo che si concentra sulla produzione letteraria e saggistica dello scrittore toscano. Il quale, in merito al libro Almeno il pane, Fidel, dice ancora:

Cerco di andare oltre le ideologie e le favole (non hanno altro nome) raccontate dai frequentatori delle stanze del potere come Gianni Minà, Diego Armando Maradona e i marxisti da salotto televisivo. La mia Cuba è quella della povera gente che soffre, lotta e spera, quella del popolo che sopravvive con una manciata di dollari di stipendio al mese, mentre una lattina di Coca Cola (che, nonostante l’embargo, si trova a ogni angolo di strada) costa un dollaro. Una Cuba vera, reale, come l’ho conosciuta nei miei numerosi viaggi e dove - purtroppo - né io e né mia moglie potremo più tornare. Il motivo? Un eccesso di democrazia castrista… Pare che il lider maximo non apprezzi molto chi racconta le cose che non vanno nel suo paese…

Il testo completo dell’intervista Lupi, il noir e Cuba