La fine del copyright: un mercato culturale aperto a tutti

La fine del copyright di Joost Smiers e Marieke van SchijndelOggi il copyright garantisce agli autori il controllo esclusivo sull’uso di un numero sempre maggiore di espressioni artistiche. Spesso non sono gli autori i titolari di tali diritti, ma le imprese culturali cresciute a dismisura, che controllano contemporaneamente la produzione, la distribuzione e la promozione su ampia scala di film, musica, teatro, letteratura, musical, soap-opera, spettacoli, arti figurative e design. Per tale motivo, queste imprese sono in grado di esercitare un vasto controllo su ciò che vediamo, ascoltiamo o leggiamo, sul contesto in cui ciò avviene, e soprattutto su ciò che “non potremo” vedere, ascoltare o leggere.

Va da sé che la naturale diffusione dei contenuti digitali potrebbe portare alla riorganizzazione di questo scenario controllato in maniera rigida e finanziato in misura eccessiva. Ma non possiamo esserne così sicuri. Il volume degli investimenti nell’industria dello spettacolo è considerevole e le attività sono diffuse a livello mondiale. La cultura è un prodotto redditizio per eccellenza. Al momento non vi è motivo per ipotizzare che gli odierni giganti dell’industria culturale possano rinunciare facilmente al predominio sul mercato, sia per quanto riguarda il settore delle opere tradizionali sia per quello digitale.

Il nostro è quindi un tentativo di suonare un campanello d’allarme. Quando un numero limitato di multinazionali esercita un forte controllo sul settore collettivo della comunicazione culturale, è a rischio la democrazia stessa. La libertà di comunicare che spetta a ciascuno di noi e il diritto individuale di partecipare alla vita culturale della propria comunità (come sancito nella Dichiarazione universale dei Diritti Umani) può indebolirsi di fronte al diritto esclusivo di alcuni manager e investitori, che mirano soltanto al raggiungimento dei propri obiettivi ideologici ed economici.
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“Scrivi la città”: antologia libera nata insieme ad Arcireport

Scrivi la cittàArcireport, il settimanale dell’Arci, aveva annunciato un po’ di tempo fa Scrivi la città, il concorso letterario che aveva lanciato insieme alla casa editrice Stampa Alternativa. Come già accaduto per Creative Commons in noir, uscita nell’ottobre 2008, anche questa iniziativa editoriale muoveva da un punto preciso: oltre al tema del concorso, i partecipanti dovevano essere consapevoli che il libro, diventato un Millelire da poco in circolazione, sarebbe stato rilasciato con una licenza Creative Commons, questa nello specifico. Così, mentre è in corso l’organizzazione della cerimonia di premiazione dei quindici vincitori, ecco che sia su carta che in rete sono disponibili i testi che sono stati selezionati dalla giuria. Di seguito ecco le parole che introducono questa nuova antologia:

ArcireportLa città è un incrocio di vie e persone. La città è palazzi e tetti e storie che si toccano e intrecciano o che si sfiorano senza mai incontrarsi. La città è solitudine e incontro. Paura e solidarietà. Memoria e oblio. Passato e futuro. La città sono megalopoli immense abitate da estranei o piccoli centri di provincia dove tutti si conoscono. “Città” è questo e mille altre cose ancora.

Per questo, quando la redazione di Arcireport ha deciso di indire un concorso per racconti brevi in Creative Commons, ha scelto come titolo “Scrivi la città”. Perché, attraverso le narrazioni che ci sarebbero giunte, volevamo provare ad allacciare le maglie delle metropoli, immaginarie e reali, nelle quali viviamo la nostra contemporaneità. Quello che ci è arrivato, attraverso gli oltre sessanta racconti che trovate interamente pubblicati sul nostro blog e in parte in questa selezione scelta dai nostri giurati, è un caleidoscopio del quale è impossibile dare una definizione univoca, ma che vi invitiamo a leggere e interpretare, convinti che ci troverete anche voi quella ricchezza di vite, idee e sensazioni che noi vi abbiamo scorto.

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Alla scoperta della cultura libera

Creative Commons: manuale operativo di Simone AliprandiPer le fonti ufficiali sono 130 milioni le opere d’ingegno licenziate ad oggi sotto una qualsiasi licenza Creative Commons. Un successo straordinario vista la giovane età delle licenze libere inventate dal professor Lawrence Lessig (era il dicembre 2002) che con la loro “doppia C” hanno attecchito su pagine web, cd, libri o musica diffusi in tutto il mondo. Eppure non mancano doppi dubbi e luoghi comuni sul loro utilizzo. Per provare a fugarne alcuni Simone Aliprandi ha scritto una guida preziosa ad uso di videomaker, musicisti, scrittori e fotografi amatoriali e non spiegando loro cosa fare per tutelare le proprie opere, quali licenze scegliere, in base a quali obiettivi, dove pubblicarle e come. Il tutto corredato con esempi pratici che spiegano anche come districarsi nei meandri della legislazione italiana. Il libro, promosso da Arci e comune di Modena, è anche liberamente scaricabile dal sito di Stampa Alternativa (sezione Libera Cultura) e corredato di videolezioni disponibili sul sito Copyleft-Italia.
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Creative Commons in Noir: sabato la presentazione a Bologna

Creative Commons in NoirCreative Commons in Noir nasce come un concorso letterario declinato sotto una duplice chiave: la passione per il mistero e quella per la libertà di cultura. Gli autori che hanno deciso di mettersi in gioco sono stati sessantotto e i loro lavori sono stati passati a una giuria che ne ha selezionati dieci. E da questi ha preso vita l’antologia, uscita nella collana Euro/Millelire, che si andrà a presentare sabato 15 novembre, alle 18, presso la Libreria Irnerio di Bologna (via Irnerio, 27 – 051.25.10.50). All’incontro parteciperanno:

  • Marcello Baraghini, direttore editoriale di Stampa Alternativa
  • Marco Gallorini, ideatore e organizzatore del Copyleft Festival
  • Jadel Andreetto, ensemble narrativo Kai Zen
  • Bruno Fiorini, ensemble narrativo Kai Zen

Tra i vincitori che hanno confermato la loro presenza (ma chi volesse essere presente e dare la sua adesione ha sempre tempo per farlo), ci sono:

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Stampa Alternativa festeggia il Linux Day con due libri liberi

Ubuntu per tutti di Riccardo CavalieriCreative Commons: manuale operativo di Simone AliprandiDue libri di taglio decisamente aperto: sono Ubuntu per tutti! – Dall’installazione all’utilizzo della più diffusa distribuzione Linux di Riccardo Cavalieri e Creative Commons: manuale operativo di Simone Aliprandi e verranno presentati domani, 25 ottobre, a Modena (presso il dipartimento di economia), nell’ambito delle iniziative locali per il Linux Day (qui il pdf del programma completo). Con il patrocinio del Comune di Modena (Assessorato alle Politiche Giovanili), Università di Modena e Reggio Emilia e in collaborazione con le biblioteche comunali e l’associazione Conoscerelinux, la presentazione avverrà nel corso della sessione mattutina. Di seguito ecco il testo che illustra i due volumi, entrambi frutto del lavoro comune intrapreso da Arci, Comune di Modena e Stampa Alternativa (dai prossimi giorni saranno scaricabili dal sito Libera Cultura):

Ubuntu per tutti! – Dall’installazione all’utilizzo della più diffusa distribuzione Linux di Riccardo Cavalieri
Questo volume spiega tutti su installazione e utilizzo di UBUNTU – il sistema operativo basato su Linux che rappresenta una delle più importanti e affermate novità informatiche degli ultimi anni. Il sistema è oggi pienamente disponibile per un uso multipiattaforma – Intel x86 (IBM-PC compatibili), AMD64 e PowerPC (Apple iBook e Powerbook, G4 e G5) – e aderendo pienamente ai principi del software Free e Open Source, fornisce una vastissima gamma di software liberamente fruibile e dal codice aperto. Inoltre l’utente Ubuntu può sempre contare su una vasta comunità online che fornisce supporto attraverso forum, guide e siti, oltre a poter mantenere ad esempio sia Ubuntu che Microsoft Windows sul medesimo PC, per decidere ad ogni avvio, e senza alcuna difficoltà, con quale sistema lavorare. Un manuale completo, agile e adatto sia ai nuovi utenti che a quelli più scafati!

Creative Commons: manuale operativo di Simone Aliprandi
Ecco un manuale operativo senza fronzoli e tecnicismi dedicato al progetto e alle licenze Creative Commons. Iniziativa attualmente assai articolata e localizzata ormai in quasi una cinquantina di Paesi del mondo e sostenuto da illustri intellettuali di varie provenienze. Obiettivo primario del progetto è promuovere un dibattito a livello globale sui nuovi paradigmi di gestione del diritto d’autore e diffondere strumenti giuridici e tecnologici (come le licenze e tutti i servizi a esse connesse) che permettano l’affermazione di un modello “alcuni diritti riservati” nella distribuzione di prodotti culturali. Inoltre, la realizzazione di questo libro è stata l’occasione per tradurre finalmente in italiano interessanti testi divulgativi e materiali esplicativi finora disponibili solo sul sito di Creative Commons inglese. Uno strumento utile e dinamico per chiunque voglia saperne di più, e soprattutto applicare al meglio, queste licenze aperte.
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