“Il silenzio imperfetto”: Flores, hai sentito la notizia?

Il silenzio imperfetto di Aldo PennaNello specchietto retrovisore troneggiava l’Etna. Flores infilò distrattamente un cd nel lettore. Dopo Enna, con la sua rupe alta e selvaggia, l’autostrada si snodava tra terre riarse e fragili, colline impastate con lo zolfo che franavano verso valle.
Gli evocavano un West immaginario, selvaggio e pulito. Gli spettrali avamposti della sua città furono in vista due ore dopo. Mura sbrecciate di case non finite, catapecchie abbandonate e scheletri di industrie mai nate scorrevano al di là dei vetri. Fu preso da un vago senso di nausea. Sperava di trovarla diversa, Palermo, e ogni volta osservava, scoraggiato, la sua immobilità.

Le luci al neon della rotonda di Via Oreto gli segnalarono la fine dell’autostrada. Sterzando verso la città universitaria, si augurò di non arenarsi nel traffico serale. Il cielo iniziava a indossare il suo abito crepuscolare e lui desiderava solo arrivare a casa. Era stanco di quelle trasferte inutili, aveva bisogno d’altro: di perdere dieci chili, di riaccendere l’entusiasmo per la sua professione e trovare, dopo mesi di caparbia solitudine, una donna con cui condividere i vuoti in cui spesso sprofondava.

Arrivato a casa, tolse in fretta le scarpe, estrasse dal frigo una birra, accese la tv e si gettò di peso sul divano. Oltre al ronzio del televisore, regnava il silenzio, con le immagini che continuavano a scorrere. Si massaggiò la pancia. Aveva quarantacinque anni e da venti lavorava nello stesso quotidiano. Rimestare tra le macerie morali della sua città lo esaltava e deprimeva insieme, e di macerie d’ogni genere Palermo ne era ingombra.
Continue reading

Onda Pazza a Mafiettopoli 1/2

Onda Pazza 2 - Peppino Impastato e la Redazione di Radio AutNel 2008, in occasione del trentennale della morte di Peppino Impastato, abbiamo pubblicato Onda Pazza, otto trasmissioni satiro-politico-schizofreniche. Nell’introduzione di quel libro scrivevo che la trasmissione era divisa in due parti, una riguardava Mafiettopoli, cioè Terrasini, l’altra Mafiopoli, cioè Cinisi, e avvertivo che erano pubblicate solo le parti riguardanti Cinisi, per il ruolo dominante che in esse aveva Peppino. Con qualche ritardo, abbiamo adesso raccolto e pubblicato le parti riguardanti “Mafiettopoli”: questa parte di trasmissione era curata da me, da Faro Di Maggio e da Silvana, che a Terrasini vivevamo, conoscendone i problemi: Peppino si inseriva ogni tanto, con qualche battuta che ‘illuminava’ e rendeva più vivace la trasmissione.

Sono memorabili alcuni sketch come il discorso di san Francesco ai pesci, il progetto di ‘madonnizzazione’ del paese, dopo una delibera per l’installazione di tre statue della Madonna in tre siti paesani, nonché le vicende sotterranee che portavano frequentemente al cambio repentino di maggioranze in consiglio comunale.

Terrasini è una cittadina marinara a circa 2 km da Cinisi. I due paesi sono praticamente congiunti: addirittura Cinisi controlla metà del territorio di Terrasini, a causa di una discutibile interpretrazione del decreto con cui Ferdinando II di Borbone nel 1834 istituiva il comune di Terrasini-Favarotta “salvo restando i diritti di Cinisi”: e poiché il territorio di Cinisi, sotto il controllo dell’abbazia dei Benedettini, si estendeva sino al torrente Furi, dove era ubicato il sito marinaro di Favarotta, i cinisensi hanno preteso di governare sino a quel confine. Col tempo una parte di Terrasini si è estesa verso Cinisi, con cui ha in comune la stazione ferroviaria, e ne sono nati una serie di conflitti territoriali relativamente ai servizi civici, alcuni dei quali sono erogati dal comune di Terrasini (iscrizione alle liste elettorali, pagamento tributi, locali scolastici ecc.), mentre altri sono di competenza di Cinisi.
Continue reading

“Il silenzio imperfetto”, il trailer dell’introduzione di Antonio Ingroia



Il silenzio imperfetto di Aldo PennaNon solo un canale Youtube e uno spazio dedicato su Facebook. Ma ora anche un trailer per l’introduzione al libro di Aldo Penna, autore del romanzo Il silenzio imperfetto.

L’introduzione è stata scritta da Antonio Ingroia, già nostro autore con il suo C’era una volta l’intercettazione – La giustizia e le bufale della politica. Intervenire, in questo caso, è un modo per raccontare la Sicilia, ma anche l’Italia intera, da un altro punto di vista, usando come strumento la narrazione.
Continue reading

Onda pazza 2: da noi è il re che si dice da solo “sono nudo”

Onda Pazza 2 - Peppino Impastato e la Redazione di Radio AutChe uno dica la verità e gli chiudano la bocca, gli taglino la lingua, gli trasferiscano l’anima altrove, in questo paese fa fatica a smuovere coscienze e storie. Perché? Perché mai deve succedere, è successo e succede ancora? Forse perché qui da noi attraverso un generoso e frenetico lavorio di occulte intelligenze il popolo, col tempo, si è trasformato in pubblico? E che tu alla fine sia stato nominato dalla mafia o da una giuria di opinionisti ex-calciatori, ex-canterini italici molto quotati negli Urali, ex-ministri cocainomani, ex-squillo di lusso… beh, tranquilli: è solo un cambio di genere, non di consumo.

All’uscita di un feretro da una chiesa, è usanza cattolico-televisiva in Italia applaudire il trapassato, sia questo eroe o presentatore. Nello stesso istante spero che nell’Aldilà ci sia, guidato dallo scomparso, soprattutto nel primo caso, un boato di fischi, risate e vaffanculo. Spero? Ci voglio credere. Ci devo credere; perché qui è l’unico modo per rimanere almeno di buon umore in un paese che non è esattamente quello della favola di Andresen. Da noi è il re che già si dice addosso e per primo: “Sono nudo”. E il popolo non si indigna, addirittura applaude e qualcuno anche si spoglia.

Leggere le pagine che verranno dopo queste vi farà bene. A me che di mestiere racconto storie, faccio il comico, mi riporta alla realtà, alla terra, alla strada. Anche io cerco di dire qualche volta una piccola verità divertendomi e cercando di divertire. Ma dai, al massimo a me tolgono la telecamera e il divertimento. Gli eroi stanno da un’altra parte e in queste pagine che verranno ne troverete uno, che poi incredibilmente, nonostante tutto, si divertiva anche.
Continue reading

Mafia: un fenomeno che trasforma e adegua se stesso alla realtà che cambia

Il silenzio imperfetto di Aldo PennaMolti libri hanno affrontato il rapporto mafia-politica, in genere all’interno di saggi che partivano dall’esame di fatti oscurati o tralasciati dalla cronaca. In questo bel libro, invece, che è un romanzo, la mafia si muove sullo sfondo, per poi rivelarsi nella sua crudezza ed efferatezza. Fenomeno che muta, cambia, si adatta. Le strategie mafiose attraverso gli anni sono cambiate: dallo stragismo alla tregua, dalla guerra allo Stato alla trattativa con lo Stato, dalla contrapposizione alla convivenza.

Uno spirito di convivenza che ha finito per permeare sempre più la società siciliana e nazionale, al punto da far dire a un ministro che con la mafia bisogna convivere. Il risultato è stato, ed è, che abbiamo oggi una mafia apparentemente più “civile”, meno sanguinaria, che torna nei salotti buoni della società e perfino nel circuito delle istituzioni. Nel libro di Aldo Penna, attraverso una trama avvincente, emerge l’intreccio tra poteri legali e poteri criminali che ha caratterizzato la cronaca di questi anni.

Cambia il modo di pensare e di essere dei mafiosi, sempre meno rozzi e analfabeti. Nel libro, come nella realtà, il mafioso è moderno e arcaico insieme. Si intende di finanza e ama le tradizioni, scala le maggiori imprese del Paese, ma si rifugia nel luogo dove è nato. Falcone diceva alla fine degli anni ‘80 che la mafia era entrata in borsa. E allora, oggi possiamo dire che la mafia non solo è entrata in orsa, ma riesce a incrementare le proprie ricchezze, in relazione alla sua capacità di immettere denaro sporco nei canali leciti. Cosa Nostra ha innovato le sue strategie di arricchimento illecito e di riciclaggio, entrando nel circuito della grande economia globalizzata.
Continue reading