Un “sette in condotta” per “Matti Chiari, Amicizia Lunga”

VI Festival della Letteratura ResistenteCi sarò anch’io al VI festival della letteratura resistente Matti Chiari, Amicizia Lunga. Purtroppo arriverò in tarda mattinata del sabato 06 settembre e mi aspetta alle ore 16,00 la presentazione del mio romanzo storico Mal’aria! insieme ad Alice Banfi con Tanto scappo lo stesso e Raffaella R. Ferrè con Santa precaria. In mattinata spero di non perdermi Ettore Bianciardi che farà un resoconto sui Bianciardini un anno dopo e presenterà i nuovi quattro del Burkina Faso. E di sicuro non mi perderò la notte anarchica al circolo Veltha ARCI dove Alessio Lega e Rocco Marchi si esibiranno in Canta che non ti passa – Canzoni di autori in rivolta, e Marco Rovelli e Marco Giromini con gli intramontabili Canti anarchici.

Cosa mi ha spinto ad accettare l’invito di Marcello Baraghini, oltre la presentazione del mio romanzo, la passeggiata piacevole in Maremma, con la buona cucina, i buoni libri e la buona compagnia della combriccola di Stampa Alternativa? Alice Banfi, la sua testimonianza di matta. La sua cartolina di promozione dell’evento a ricordare la legge 180 a mo’ di festa con i colori vivaci che solo una matta può riconoscere come i più identificativi di una vita vissuta in un certo modo. E ho dato una sbirciata alla sua cartolina, ed evidenti sono le citazioni dei due libri Tanto scappo lo stesso e Santa precaria.
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Matti chiari, amicizia lunga: VI Festival della Letteratura Resistente

VI Festival della Letteratura ResistenteIl 4, 5 e 6 settembre, tra Mantova, Pitigliano ed Elmo di Sorano avrà luogo il VI Festival della Letteratura Resistente, un evento libero, aperto, festoso, riflessivo e senza sponsor ideato e realizzato da Marcello Baraghini, editore di Stampa Alternativa. Il tema di quest’anno saranno gli scrittori matti per ricordare e festeggiare, alla nostra maniera, il trentennale della legge 180 di Franco Basaglia, l’artefice di una delle poche vere rivoluzioni sociali e culturali avvenute nel nostro Paese.

E in onore di Basaglia, abbiamo scelto il titolo Matti chiari, amicizia lunga che aprirà giovedì 4 settembre a Mantova, perché lì c’è Rete 180 – La voce di chi sente le voci, animata dagli ospiti del Centro psicosociale “Carlo Poma”, un esempio unico di luoghi aperti, contrari alla contenzione e all’abuso di psicofarmaci. Un modello ideale della psichiatria italiana e un’esperienza che si avvia ormai al suo quinto anno di vita, dove psichiatri e pazienti si confrontano senza gerarchie.

Così nascono e vengono presentati i libri di Gianna Schiavetti e di Alice Banfi, entrambi pubblicati da Stampa Alternativa e che danno voce alla follia senza pregiudizi e soprattutto con una visione dall’interno. Non mancano poi le opinioni di esperti come Giovanni Rossi, primario del Centro ed editore di Rete 180, ed Enrico Baraldi, viceprimario e direttore artistico della medesima radio nonché nostro autore, e infine Peppe Dell’Acqua, allievo di Franco Basaglia e autore sempre per Stampa Alternativa del suo straordinario successo Non ho l’arma che uccide il leone.

L’importanza dei temi affrontati nella sede di Rete 180 ha fatto sì che questa giornata di apertura del VI Festival della Letteratura Resistente sia segnalata come evento collaterale nel programma del Festival della Letteratura di Mantova. Da venerdì invece si prosegue nella consueta cornice maremmana, a Pitigliano che ne è la culla, ed Elmo di Sorano, la sola oasi che poteva ospitare una notte di voci e canti anarchici.

Programma:
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Se mi siedo son perduto

Diversamente scrittoriTanto per non ripetermi, a me il quinto Festival Resistente è piaciuto. Non fosse altro che per i tredici nuovi libri che in quei giorni ho messo in cantiere. Punto. Ma se mi sfiorasse l’idea di sedermi e vivere di rendita piuttosto mi sputerei in faccia, allo specchio. E allora si cambia, si ricomincia. Ma da dove? Dalla data spostandolo a fine giugno? E perché? Oppure dal numero dei giorni? Uno di più o uno di meno? Oppure ancora da una non-stop che duri ventiquattro ore? E dove? Ancora a Pitigliano, Elmo e dintorni? Per invitare a venire un sacco di scrittori di Stampa alternativa e per far loro dire e fare che cosa? Estendere ad altri scrittori, ma chi li sceglie? E per far lor fare cosa? E chi paga? Per non parlare di chi, oltre a me e agli altri amici militanti, ci mette anche lavoro (che non sia solo masticar tortelli della Luciana Bellini conditi con formaggio).

Quindi ora sono alla ricerca di una nuova modalità e di nuovi contenuti che se non saranno adeguati ad una “svolta” qualitativa magari si finirà per rimandare di un anno. Dove sta scritto che il festival debba essere annuale? Nuove modalità e nuovi contenuti soprattutto – aggiungo io – se accompagnati da strategia, fattibilità e disponibilità militante. Una cosa però voglio dirla subito: mi piacerebbe farlo diventare il Festival Luciano Bianciardi. Per quanto lo ami, per quanto mi abbia “guidato” in tutte le mie scelte editoriali, per quanto mi stia ancora oggi condizionando, per quanto il regime culturale, pure essendo una strategia elaborata da un “grande vecchio”, continui accanitamente a ignorarlo, se non a mistificarlo, per paura o per pavidità, non importa.

Tour italiano di John Sinclair

Prosegue il tour italiano del film Twenty to Life: The Life & Times of John Sinclair curato da Steve Gebhardt. Dopo l’anteprima mondiale al recente Diversamente scrittori, quinta edizione del Festival Resistente a Elmo di Sorano, il prossimo appuntamento sarà a Genova, all’interno degli eventi in programma per la notte bianca. Venerdì 14 settembre, alle ore 19 e con ingresso libero, il film verrà proiettato al Garibaldi Café, alla presenza di Marta Matteini (coordinatrice), del regista Gebhardt e dello stesso Sinclair. Sabato 15, invece, nello spazio dedicato alla poesia (a partire dalle ore 17 in Spianata Castelletto) John Sinclair si produrrà in una performance poetica accompagnato dal chitarrista Fabio Ragghianti.

Il confessionale dello scrittore: dialogo uno a uno

Il confessionale dello scrittorePsicofarmaci agli psichiatri, dopo l’elettrizzante presentazione al Festival Resistente di Pitigliano (del festival potete leggere qualche iniziale considerazione anche qui e qui), è diventato uno dei casi letterari di provocazione al Festivaletteratura di Mantova. Rete 180 infatti, la radio che trasmette dal Centro Psichiatrico di Mantova, ha installato in una piazza ai limiti dei luoghi ufficiali (blindatissimi) del Festivaletteratura, il Teatro più piccolo del mondo, come si vede nella foto. All’interno di questo teatro, in pratica un confessionale adibito a spazio di presentazione degli autori, si sono presentati uno dopo l’altro quasi trenta scrittori esclusi dalla manifestazione ufficiale.

Il confessionale dello scrittoreEssi hanno avuto la possibilità-privilegio di colloquiare con un solo fortunato ascoltatore, perché di un solo posto a sedere il teatro era fornito. E, in fondo, perché la lettura è un fatto personale, in un rapporto straordinario e intimo tra chi ha scritto e chi tiene il libro aperto davanti a sé. Ben diverso, più sentito e raccolto rispetto alle presentazioni oceaniche del Festivaletteratura, è stato l’impatto emotivo di questa iniziativa come autori e spettatori ci hanno testimoniato al termine della loro esperienza. E, a chiudere la manifestazione del Rete180offestival” ci ha pensato Enrico Baraldi col suo Psicofarmaci agli psichiatri.
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