Chi è il matto in questa storia?

Tanto scappo lo stesso - Romanzo di una matta di Alice BanfiQuando Eleonora non andava a dormire, e girava troppo da una stanza all’altra» ecco il rimedio. Ogni sera, ogni maledetta sera che due infermieri l’accompagnavano a letto, lei non opponeva nessuna resistenza, diceva solo: «No, no, no, per favore. No.» Poi le legavano polsi e caviglie con delle fascette di cuoio spesse, chiuse con una chiave.» È Alice, Alice Banfi, che nel suo libro. Tanto scappo Lo stesso – Romanzo di una matta, ci racconta di quel micro mondo infernale a forma di corridoio, fatto di tante porte e, a ogni porta, una persona, un matto. Tutti, per un motivo o per l’altro, legati, mani e piedi, al letto. Negli anni ‘60, in Italia, si faceva così. Quando scendeva la notte, i manicomi si svuotavano e i lacci, le cinghiature diventavano più tese e dure.

Il libro di Alice Banfi, però, è del 2008. E non racconta l’Italia di quarant’anni fa, ma gli ospedali di Milano, oggi. Sembra che in questa città non ci si possa permettere di essere matti. C’era un’infermiera triestina che qualche volta dava i numeri, soffriva di. attacchi nervosi. Un giorno è passata per Milano e ha avuto una delle sue crisi. Si è ritrovata legata, su una barella dell’Ospedale Niguarda. Da quel giorno, evita di passare per Milano. «Per gli anziani, è ancora peggio. In Lombardia, un paziente con disagi psichici, anche acuti, quando supera i 65 anni, non ha più diritto all’assistenza psichiatrica come tutti gli altri malati, ma deve farsi curare da un geriatra. Insomma, la Regione ha deciso che se sei anziano vali meno degli altri», spiega Luigi Benevelli, psichiatra mantovano ed ex parlamentare Pci. «La situazione lombarda è disastrosa. In molti ospedali, i pazienti sono legati, le porte blindate e regnano gli psico-farmaci», aggiunge Benevelli.

Ma non è solo una storia lombarda. Nel 2006, a Cagliari, nel reparto psichiatrico di un ospedale cittadino, il Santissima Trinità, muore per un’embolia venosa, dopo essere stato legato in un letto per sette giorni, Giuseppe Casu. Il signor Casu, che di mestiere faceva il venditore ambulante a Quartu, benché senza licenza, era stato sottoposto a TSO, Trattamento sanitario obbligatorio, ovvero il ricovero coatto, perché si trovava in uno «stato di agitazione psicomotoria», aveva cioè dato in escandescenze, nel corso di un’operazione anti ambulanti delle guardie municipali. Segni dell’aria che tira?
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Cronache pazzesche dal Festival Resistente / 3

Il corridoio come un treno di Alice Banfi(Premessa: cronache non proprio in ordine cronologio. Ma del testo che cos’è l’ordine?) Io e l’Editorus siamo in un hotel super chic in località da me sconosciuta. Avevo ancora un ombra di dubbio sulla follia di Baraghini, quando alle 6 del mattino mi sveglia. Ora non ho dubbi, è matto completo! Mi preparo velocissimamente, corro a far colazione: tre bicchieri di latte freddo e tre di acqua bevuti tutti d’un fiato senza nemmeno sedermi. Ripartiamo: treno per Firenze, io dormo! Arrivati a Firenze aspettiamo di venir recuperati da un autista d’eccellenza, Ettore Bianciardi, che ritarda di due ore perché sta facendo la valigia…

Ore? “Non lo so.. non ho il senso del tempo!”, siamo tutti in auto diretti a Pitigliano. Un delirio! Tra me ed Ettore che parliamo alla velocità della luce, urlando a più non posso, Baraghini sta diventando sordo, e non riesce a parlare… Soffre di logorrea lenta (caso rarissimo!), così si lascia travolgere dalle nostre parole e parolacce come treni in corsa. Momento tragico: mi scappa la pipì! Mi scappa e non c’è un posto, non c’è un cesso, non c’è niente!

“Mi scappa, mi scappa!”
Ed Ettore: “No, dai, tienila!”
Baraghini individua un parcheggio: “Andiamo là, ti copriamo e la fai”. Ma nel parcheggio c’è una roulotte, un uomo e una donna che spinge un ragazzo in carrozzella.
“Eh, no! Non posso farla qui, non sta bene”.
Ettore: “Ma non è veramente handicappato! Finge per aspettare le piscione come te e guardargli il culo”.
Scoppia a ridere Baraghini, rido anche io. “Aiuto… Mi scoppia la vescica!”
Ettore: “No, non ridere!”
“E tu non farmi ridere!”
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Cronache pazzesche dal Festival Resistente / 2

Il corridoio come un treno di Alice BanfiMiracolo miracolorum! Nessuno mi sveglia ed apro gli occhi alle 11 e 30 come dio comanda!
Mi alzo, mi guardo intorno: niente e nessuno a parte le cicale.
Cerco del latte per far colazione, ma ché, non c’è niente… solo coca cola, bene mi accontento e ne bevo due, sigaretta in bocca e poi doccia gelata in cortile.
Sono sveglia e ora?
Trovo un bigliettino di Baraghini: “riposati più che puoi e quando sei pronta chiamami che ti vengo a prendere”.
Ah! facile a dirsi… chiamo… il telefono di Baraghini non prende!
Aspetto e fumo.
Drininrin! Drinirin! (suoneria del cazzo!), rispondo, è Baraghini!
“Allora, quando vuoi recupero un’auto e ti vengo a prendere, richiamami quando sei pronta”. Mette giù… che furbo! “ma chiamami TU! che il tuo cellulare non prende!!!!”
Passa un’ora e finalmente mi richiama, trova un’auto, un autista e mi preleva. Ah, mi ha portato anche il latte… un litro! Lo bevo a canna, poi mi stufo e passo alla birra… e meno male che ho lo stomaco delicato!
Eccoci di nuovo a Pitigliano. Stappo un’altra birra e mi siedo s’un muretto.
Marcello mi presenta due persone. Ma sono Raffaella e Rosario! Due napoletani, diversissimi tra loro.
Raffaella autrice di Santa Precaria è una donna vera, sorridente biondona, piccola ma con due tette così! Bella carnosa, mi vien quasi da morderla!
Più composto, Rosario autore di Mal’aria, ha gli occhi dolci è uno che non si fa notare, ma in compenso la sua splendida bambina neonata mi si mangia… mi lecca tutta la faccia, ha la lingua prensile, mi lubrifica un occhio, mi sbava tutta e… no! La lingua nel naso no!
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Cronache pazzesche dal Festival Resistente / 1

Il corridoio come un treno di Alice BanfiPrimo giorno: Mantova giovedì 4 settembre, sede di Rete 180, La voce di chi sente le voci. Arrivo, lo spazio all’aperto è già pieno di gente, incontro qualche amico, abbracci, saluti… Apro il mio valigione a rotelle, trolls, troller, come diavolo si chiama! Tiro fuori le magliette stampate con il manifestino del festival, trovo un buco su’n banchetto e le affido alle ragazze di “Depression is Fashion!”. Guardo il banchetto dei libri, vedo quello di Gianna, quello di Peppe, altri e il mio… poche copie, l’avevo previsto! Eh! Eh! (Vecchia volpe trentenne!)

Così estraggo una decina di libri dal mio troller, infine tiro fuori il mio fantastico tutù di tulle rosa doppio strato e lo infilo sopra ai pantaloni. Sono pronta … mmm … manca qualcosa: La Birra! Mi indicano un bar, corro, compro tre birre, ri-corro indietro, arrivo e incontro Simona!

“Dottoressa! Quanto tempo! L’ho aspettata tanto”.
“Ti avevo detto che sarei venuta, ma non sono dottoressa!”.
“Ma sì, dottoressa, come sta?”
“Bene, bene… Sai dove posso mettere le birre?”
“Ma certamente, dottoressa, gliele metto in frigo”.
“Grazie, Simona”.
“Si figuri, è un piacere!”.

Mi allontano con il mio tutù svolazzante, birra in mano e sigaretta in bocca. Bevo, fumo, fumo, bevo… Mi guardo in giro, Carlo mi aspetta per l’intervista.
“Un attimooo!”, lo faccio aspettare, ri-fumo, ri-bevo, ri-fumo.
“Eccomi!”.
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Pitigliano 2008 parte oggi da Mantova

VI Festival della Letteratura ResistenteComincia oggi l’edizione 2008 del Festival della Letteratura Resistente e questa scelta concretizza un lavoro di sinergia tra Stampa Alternativa e Rete 180 durante tutto l’anno che ha segnato l’anniversario della Legge 180. Nel Club 180 in via Monte Grappa, proprio di fronte al Parco di Palazzo Te, verranno presentati due dei libri che Marcello Baraghini ha messo nel catalogo 2008 per ricordare, alla sua (e nostra) maniera, la Legge che ha chiuso i manicomi e che ha riportato la cura della malattia mentale nel circuito della civiltà.

Ci sarà Alice Banfi col suo Tanto scappo lo stesso che ormai è un classico e un cult che testimonia con la leggerezza del paradiso il viaggio all’inferno di ricoveri psichiatrici subiti ripetutamente in luoghi di chiusura e di segregazione. E tutto questo non trent’anni fa e non nel terzo mondo, ma quasi in diretta nel tempo attuale e nell’ospedale della città di Milano.

E ci sarà Gianna Schiavetti, un’eterea settantenne senza età con la forza di un’adolescente, autrice di La schizofrenia non esiste, e se esistesse io vorrei averla: questo libro è il diario surreale e concreto allo stesso tempo, dei trentatre Trattamenti Sanitari Obbligatori che l’autrice ha subito negli ultimi dieci anni. TSO: per la maggior parte delle persone è una sigla senza significato, ma per alcune rappresenta il problema principale dell’esistenza, l’incubo con cui si confrontano di giorno in giorno.
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Un “sette in condotta” per “Matti Chiari, Amicizia Lunga”

VI Festival della Letteratura ResistenteCi sarò anch’io al VI festival della letteratura resistente Matti Chiari, Amicizia Lunga. Purtroppo arriverò in tarda mattinata del sabato 06 settembre e mi aspetta alle ore 16,00 la presentazione del mio romanzo storico Mal’aria! insieme ad Alice Banfi con Tanto scappo lo stesso e Raffaella R. Ferrè con Santa precaria. In mattinata spero di non perdermi Ettore Bianciardi che farà un resoconto sui Bianciardini un anno dopo e presenterà i nuovi quattro del Burkina Faso. E di sicuro non mi perderò la notte anarchica al circolo Veltha ARCI dove Alessio Lega e Rocco Marchi si esibiranno in Canta che non ti passa - Canzoni di autori in rivolta, e Marco Rovelli e Marco Giromini con gli intramontabili Canti anarchici.

Cosa mi ha spinto ad accettare l’invito di Marcello Baraghini, oltre la presentazione del mio romanzo, la passeggiata piacevole in Maremma, con la buona cucina, i buoni libri e la buona compagnia della combriccola di Stampa Alternativa? Alice Banfi, la sua testimonianza di matta. La sua cartolina di promozione dell’evento a ricordare la legge 180 a mo’ di festa con i colori vivaci che solo una matta può riconoscere come i più identificativi di una vita vissuta in un certo modo. E ho dato una sbirciata alla sua cartolina, ed evidenti sono le citazioni dei due libri Tanto scappo lo stesso e Santa precaria.
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Matti chiari, amicizia lunga: VI Festival della Letteratura Resistente

VI Festival della Letteratura ResistenteIl 4, 5 e 6 settembre, tra Mantova, Pitigliano ed Elmo di Sorano avrà luogo il VI Festival della Letteratura Resistente, un evento libero, aperto, festoso, riflessivo e senza sponsor ideato e realizzato da Marcello Baraghini, editore di Stampa Alternativa. Il tema di quest’anno saranno gli scrittori matti per ricordare e festeggiare, alla nostra maniera, il trentennale della legge 180 di Franco Basaglia, l’artefice di una delle poche vere rivoluzioni sociali e culturali avvenute nel nostro Paese.

E in onore di Basaglia, abbiamo scelto il titolo Matti chiari, amicizia lunga che aprirà giovedì 4 settembre a Mantova, perché lì c’è Rete 180 - La voce di chi sente le voci, animata dagli ospiti del Centro psicosociale “Carlo Poma”, un esempio unico di luoghi aperti, contrari alla contenzione e all’abuso di psicofarmaci. Un modello ideale della psichiatria italiana e un’esperienza che si avvia ormai al suo quinto anno di vita, dove psichiatri e pazienti si confrontano senza gerarchie.

Così nascono e vengono presentati i libri di Gianna Schiavetti e di Alice Banfi, entrambi pubblicati da Stampa Alternativa e che danno voce alla follia senza pregiudizi e soprattutto con una visione dall’interno. Non mancano poi le opinioni di esperti come Giovanni Rossi, primario del Centro ed editore di Rete 180, ed Enrico Baraldi, viceprimario e direttore artistico della medesima radio nonché nostro autore, e infine Peppe Dell’Acqua, allievo di Franco Basaglia e autore sempre per Stampa Alternativa del suo straordinario successo Non ho l’arma che uccide il leone.

L’importanza dei temi affrontati nella sede di Rete 180 ha fatto sì che questa giornata di apertura del VI Festival della Letteratura Resistente sia segnalata come evento collaterale nel programma del Festival della Letteratura di Mantova. Da venerdì invece si prosegue nella consueta cornice maremmana, a Pitigliano che ne è la culla, ed Elmo di Sorano, la sola oasi che poteva ospitare una notte di voci e canti anarchici.

Programma:
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Se mi siedo son perduto

Diversamente scrittoriTanto per non ripetermi, a me il quinto Festival Resistente è piaciuto. Non fosse altro che per i tredici nuovi libri che in quei giorni ho messo in cantiere. Punto. Ma se mi sfiorasse l’idea di sedermi e vivere di rendita piuttosto mi sputerei in faccia, allo specchio. E allora si cambia, si ricomincia. Ma da dove? Dalla data spostandolo a fine giugno? E perché? Oppure dal numero dei giorni? Uno di più o uno di meno? Oppure ancora da una non-stop che duri ventiquattro ore? E dove? Ancora a Pitigliano, Elmo e dintorni? Per invitare a venire un sacco di scrittori di Stampa alternativa e per far loro dire e fare che cosa? Estendere ad altri scrittori, ma chi li sceglie? E per far lor fare cosa? E chi paga? Per non parlare di chi, oltre a me e agli altri amici militanti, ci mette anche lavoro (che non sia solo masticar tortelli della Luciana Bellini conditi con formaggio).

Quindi ora sono alla ricerca di una nuova modalità e di nuovi contenuti che se non saranno adeguati ad una “svolta” qualitativa magari si finirà per rimandare di un anno. Dove sta scritto che il festival debba essere annuale? Nuove modalità e nuovi contenuti soprattutto - aggiungo io - se accompagnati da strategia, fattibilità e disponibilità militante. Una cosa però voglio dirla subito: mi piacerebbe farlo diventare il Festival Luciano Bianciardi. Per quanto lo ami, per quanto mi abbia “guidato” in tutte le mie scelte editoriali, per quanto mi stia ancora oggi condizionando, per quanto il regime culturale, pure essendo una strategia elaborata da un “grande vecchio”, continui accanitamente a ignorarlo, se non a mistificarlo, per paura o per pavidità, non importa.

Tour italiano di John Sinclair

Prosegue il tour italiano del film Twenty to Life: The Life & Times of John Sinclair curato da Steve Gebhardt. Dopo l’anteprima mondiale al recente Diversamente scrittori, quinta edizione del Festival Resistente a Elmo di Sorano, il prossimo appuntamento sarà a Genova, all’interno degli eventi in programma per la notte bianca. Venerdì 14 settembre, alle ore 19 e con ingresso libero, il film verrà proiettato al Garibaldi Café, alla presenza di Marta Matteini (coordinatrice), del regista Gebhardt e dello stesso Sinclair. Sabato 15, invece, nello spazio dedicato alla poesia (a partire dalle ore 17 in Spianata Castelletto) John Sinclair si produrrà in una performance poetica accompagnato dal chitarrista Fabio Ragghianti.

Il confessionale dello scrittore: dialogo uno a uno

Il confessionale dello scrittorePsicofarmaci agli psichiatri, dopo l’elettrizzante presentazione al Festival Resistente di Pitigliano (del festival potete leggere qualche iniziale considerazione anche qui e qui), è diventato uno dei casi letterari di provocazione al Festivaletteratura di Mantova. Rete 180 infatti, la radio che trasmette dal Centro Psichiatrico di Mantova, ha installato in una piazza ai limiti dei luoghi ufficiali (blindatissimi) del Festivaletteratura, il Teatro più piccolo del mondo, come si vede nella foto. All’interno di questo teatro, in pratica un confessionale adibito a spazio di presentazione degli autori, si sono presentati uno dopo l’altro quasi trenta scrittori esclusi dalla manifestazione ufficiale.

Il confessionale dello scrittoreEssi hanno avuto la possibilità-privilegio di colloquiare con un solo fortunato ascoltatore, perché di un solo posto a sedere il teatro era fornito. E, in fondo, perché la lettura è un fatto personale, in un rapporto straordinario e intimo tra chi ha scritto e chi tiene il libro aperto davanti a sé. Ben diverso, più sentito e raccolto rispetto alle presentazioni oceaniche del Festivaletteratura, è stato l’impatto emotivo di questa iniziativa come autori e spettatori ci hanno testimoniato al termine della loro esperienza. E, a chiudere la manifestazione del Rete180offestival” ci ha pensato Enrico Baraldi col suo Psicofarmaci agli psichiatri.
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Aspettando il festival: un pranzo da matti senza marchi ed etichette

La scrittrice Luciana Bellini durante l'edizione 2006 del Festival - Foto di Stefano PaciniAttenzione, prima di proseguire con la lettura, vi devo invitare a leggere una doverosa premessa, il comunicato stampa che segue e che vi introduce allo stuzzicante argomento che voglio trattare. E portate pazienza per la lunghezza di questo testo, vi assicuro che ne vale la pena:

Non ci sarà abbastanza tempo né abbastanza spazio per presentare Psicofarmaci agli psichiatri sabato mattina al Magazzino Giustacori e soprattutto non ci sarà abbastanza spazio nei cuori e nelle menti dei presenti per conoscere la follia in diretta di Rete 180, la radio nata nel Centro per la Salute Mentale di Mantova. Per questo l’incontro con la follia genuina, ben diversa da quella contraffatta dei notiziari sensazionalistici e dei salotti televisivi edulcoranti, proseguirà nello stesso luogo col Pranzo NO-DOC. Autore, editore, protagonisti del libro e protagonisti lettori siederanno allora attorno allo stesso tavolo per continuare il discorso.

E ancor più per rimanere orgogliosamente fuori dalle logiche dei cibi DOC, dei codici a barre che imprigionano i libri e gli alimenti garantendo soprattutto la loro contraffazione, la loro riproducibilità senz’anima, il loro perfetto allineamento col consumismo massificante. Mangeremo solo cibi NO-DOC, fuori dalle grandi catene della distribuzione, fuori dalle leggi delle etichette, tirati fuori per l’occasione dai forzieri dei contadini e consumati insieme senza barriere tra chi serve e chi mangia, tra chi parla e chi ascolta, tra chi ha scritto e chi ha letto, tra chi cura e chi è curato. Perché solo in uno scambio di questo tipo, in uno scambio NO-DOC, la salute (quella mentale di una testa che resiste a pensare e quella del corpo di una bocca che resiste a mangiare cibi non imposti dalla pubblicità) può guadagnarci e non viene avvelenata.

Diversamente scrittoriInsomma, vedete, l’abbiamo pensata bella Enrico Baraldi e io per arricchire il già succulento carnet di presentazioni, incontri e performance che questo fino settimana terranno banco con il quinto Festival della letteratura resistente. Dunque rilanciamo e sul piatto buttiamo un “pranzo da matti”. Domani, 8 settembre, infatti, si presenta e si dibatte intorno al libro di Enrico, quel Psicofarmaci agli psichiatri degno certamente di un diversamente scrittore come lui. E così ecco che gli fa il paio un bel pranzo NO-DOC, tutto di roba rigorosamente priva di codice a barre e della manipolazione che il marchio DOC, invasivo e arrogante, ha introdotto per cambiare sapori, gusti e sensibilità. Pane, formaggio, uva, vino. Come quando i sapori avevano bisogno di questo e di poco altro per esaltarsi.
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Aspettando il festival: sbrigati sennò perdiamo la memoria

Diversamente scrittoriA Pitigliano, dove si svolge il Festival della Letteratura Resistente, i primi anni veniva il sindaco Alberto Manzi, eletto a furor di popolo, pieno di straordinarie idee e determinato a realizzarle, dalla parte dei cittadini. Fu stroncato a metà del suo mandato da un male cattivo. Io credo però che abbia contribuito ad essergli fatale il dolore di non poter realizzare il suo sogno di buon governo a causa, innanzitutto, dall’ostilità della sua stessa coalizione composta in gran parte da fannulloni.

Nella televisione di Bernabei, Alberto, con la sua trasmissione Non è mai troppo tardi, unificò l’Italia attraverso la lingua, insegnandola e divertendo, così bene da far registrare un record: non c’era riuscito nemmeno Garibaldi. Lo ricordo sempre, Alberto, che fece sognare per un attimo la comunità a fianco della mia.

Alberto ManziLo ricordo sollecitarmi a fare in fretta, a darmi da fare per recuperare quanta più memoria viva possibile prima che fosse “troppo tardi”. Adesso il recupero della memoria, per così dire, avviene fondamentalmente nei capannelli che si fermano a Pitigliano o a Sorano intorno agli annunci mortuari per commentare e tirare gran sospiri (se di rammarico o di sollievo non ve lo so dire).

Tutto il resto è superficie, sfratti (i dolci locali), tortelli e salsicce alla brace. E così, tortellando e salsicciando, tra poco, con la scomparsa degli ultimi anziani, verrà sepolta anche la memoria degli umili, con buona pace di amministratori, preti e signorotti con villoni, piscine e fuoristrada.

Sbrigati Marcello, mi ripeteva quasi ossessivamente. Ecco allora che vengono presentati al festival il quinto libro di memoria viva di Luciana Bellini, Racconti raccontati, e quello di Guido Gianni, All’armi siam ridicoli. E poi, poco dopo, la rassegna Stregoneria e di nuovo ancora la canapa italiana e poi vai con gli artigiani degli antichi mestieri che hanno animato il mercato di Sorano appena concluso. E così, proseguendo per complottare e pensare a nuove presenze nelle strade e nelle piazze di paesi e frazioni.

Aspettando il festival: fuori dal Grande Circo Mediatico

Diversamente scrittoriSon sicuro che quei pochi o tanti che ci leggono son cittadini di quel Paese Reale ogni giorno più distante e indifferente a quel Paese Ufficiale della politica, dell’economia e dello spettacolo che più si consocia e diventa regime più nefasto e violento. Opera sotto i riflettori del Grande Circo Mediatico, sempre accesi, dalle televisioni, dalle radio e dai giornali patinati e dai quotidiani.

E gli intellettuali? Gli scrittori? Sono consociati anche loro, hanno occupato gli strapuntini per apparire e scrivere sotto forma di fiction e di concupiscenza stilistica. Il sociale non li riguarda, il Paese Reale nemmeno. Loro, i Baricchi, e quelli della sua scuola, pensano e scrivono pensando alla televisione per esservi ospitati e non dire nulla, ossequiosi e noiosi. Gli altri, gli intellettuali e gli scrittori problematici e critici, invece, sono invisibili, non esistono per il Regime.

Mara come me - Omicidio il comunità di Marco SalviaLa tradizione della letteratura sociale di cui è ricco perfino il fascismo li pubblichiamo noi e quelli che son freschi di stampa li abbiamo invitati al nostro festival. Perché ad accoglierli tutti non ci sarebbe bastato nemmeno un mese intero. Tra i diversamente scrittori, che li chiamo, ne cito uno, ma vale per tutti gli altri.

Marco Salvia, con il suo Mara come me - Omicidio in comunità, già quattro anni fa denunciava le nefandezze nelle comunità terapeutiche come quella di don Gelmini. Quel libro lo abbiamo mandato a decine di giornalisti che, come supponevamo, nemmeno lo hanno segnalato, fosse solo una riga. Adesso Marco, il diversamente scrittore, porta i suoi racconti dal “ventre” della camorra con L’ultimo sangue assieme alle foto di Stefano Renna, dove c’è più sangue rispetto anche ad altri che gli somigliano.

Psicofarmaci agli psichiatri di Enrico BaraldiHo detto di Marco, ma potevo dire di Enrico Baraldi che punta il dito sulla psichiatria di Regime, quella degli psicofarmaci, quella per far stare buoni gli insofferenti che ormai sono tanti ma tanti e che cercano di scappare dal Gran Circo Mediatico e di Regime. Il circo, una prigione costruita dalle sbarre del codice a barre, un codice che non troverete accanto al prezzo da un centesimo di euro apposto ai nostri piccoli e grandi Bianciardini.

Aspettando il festival: ve la do io la vera letteratura

Festival di Pitigliano 2006 - Da sinistra a destra: John Giorno, John Sinclair e Marcello Baraghini. Foto di Alberto PrunettiIn attesa che a Pitigliano prenda il via di quinto Festival della Letteratura Resistente (7-9 settembre prossimi), inizio a pubblicare qualche domanda e relativa spiegazione su un evento che, nato dal nulla e concepito come risposta ad eventi più ricchi e blasonati, costituisce una bocca d’ossigeno nello stereotipato mondo dell’editoria italiana. Le spiegazioni saranno pubblicate in più post da qui al 7 settembre e costituiranno nel loro insieme un dossier su Diversamente Scrittori.

In vista del prossimo festival, innanzitutto iniziamo dalla sua storia. Come nasce e che percorso ha compiuto in questi anni?

Sono editore per indignazione con gran fortuna per me e per la mia vita. Mi indigno, mi incazzo per tutto quello che non va, trovo la valvola di sfogo nei “miei” libri, nelle iniziative e tanto per citarlo di nuovo, nel Festival di Pitigliano.

Diversamente scrittoriMi indigno con quelli di Mantona, partito dal basso, umilmente, e che col tempo divenne quello dei Nobel, dei primi nelle classifiche dei libri più venduti e di quegli infamoni del marketing delle grosse case editrici. Un festival dove, oltre a proporre fuffa letteraria, si paga tutto, perfino l’aria intorno a Tiziano Ciabatta quando la mattina va al bar a fare colazione.

Ve la do io la vera letteratura, pensai tra me, e mi misi al lavoro per un evento all’opposto, esattamente all’opposto. Nacque così il “mio” festival internazionale della letteratura resistente (chiaro il concetto?) e prese corpo l’idea di dedicarlo agli ultimi, additirittura agli analfabeti, più o meno, ma con un vissuto degno di molto più del Nobel. La contadina, il tombarolo, il cocciaio e il carbonaio raccontarono la loro vita nelle loro lingue. Quei racconti divennero Libri e loro, quindi, Scrittori.

Oplà. Ecco il sogno da occhi aperti, il sogno di provare a riscrivere le regole della letteratura dopo che quella migliore del Novecento era stata spazzata via dagli scrittori delle fiction e dagli stili appesi al filo della beffa nei confronti dei lettori. E i lettori - aggiungo io - da allora hanno cominciato a non comprare più libri-novità.

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Diversamente scrittori: informazioni di servizio

Diversamente scrittoriComunicazione di servizio per chi intende essere presente dal 7 al 9 settembre a Pigliano e Sorano per la quinta edizione del Festival della Letteratura Resistente.

Le informazioni in merito a pernottamenti, alloggi e logistica possono essere richieste alla signora Santa dell’Ufficio Informazioni di Sorano. Il numero di telefono da chiamare è lo 0564-633099 e gli orari in cui farlo i seguenti: la mattina dalle 10 alle 13 e il pomeriggio alle 14 alle 19.30. Inoltre per pasti veloci e spuntini, Marcello consiglia di rivolgersi al Jerry Lee Bar di Pitigliano che si trova in via Roma 28.

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