Storie straordinarie sull’ambiente, ambientiamoci.

img_dg_newphp.jpeg L’ecologia è un’austera disciplina scientifica che studia i rapporti fra gli esseri viventi e l’ambiente circostante, l’economia della natura; come tale è un’avventura ricca di persone, piante e animali, di campi coltivati e fabbriche che producono beni utili o rifiuti inquinanti, di invenzioni e inventori, di successi e sconfitte.
Giorgio Nebbia, studioso della produzione delle merci e dell’energia, dell’ambiente e dei movimenti per un mondo migliore, sostiene che negli oltre 40 anni in cui ha insegnato questi argomenti all’Università, preparava le sue lezioni in forma di racconti e storie. A 85 anni, professore emerito, ha voluto raccogliere alcuni di questi racconti in questo libretto Ambientiamoci con l’obiettivo di stimolare fantasia e passione nei lettori, immaginari ascoltatori di lezioni che non tiene più.
Fra i protagonisti di queste storie si trovano giganti come la fragile chimica polacca Marie Curie che ha scoperto le origini della radioattività ottenendo due premi Nobel, e l’economista quacquero americano Kenneth Boulding che ha ironizzato sul ”prodotto interno lordo”, la divinità adorata dai suoi colleghi come (falso) indicatore del benessere; si trova un altro chimico Linus Pauling, pacifista che ha contestato le bombe nucleari, anche lui due premi Nobel, e ha marciato per protesta davanti alla Casa Bianca, prima di entrarci invitato a cena da Kennedy (che ordinò la cessazione dei test nucleari nell’atmosfera). Anzi, il primo a insegnare ecologia in Italia nel 1923, è stato dimenticato nel suo Paese benché fosse noto e apprezzato nell’Unione Sovietica e nell’America Latina. Continue reading

Cani, gatti e tribunali

QUATTRO ZAMPE IN TRIBUNALEGli animali domestici fanno parte della nostra vita. Ci regalano gioia, affetto, calore. Condividono con noi la loro esistenza. E, sempre più spesso, vengono coinvolti anche loro nelle nostre beghe e nei nostri litigi. Finendo talvolta, inconsapevolmente, nelle aule dei tribunali.

In particolare nei condomini la lite è sempre più “bestiale”. Secondo l’Associazione nazionale degli amministratori d’immobili, infatti, il 92% dei soci afferma di aver affrontato almeno una volta una disputa sugli animali. In almeno un terzo dei casi gli animali sono solo un pretesto per attaccare briga con i vicini. Dietro ci sono ben altre questioni irrisolte, o semplicemente l’antipatia e la voglia di bisticciare.

Gli esempi non mancano. Ha fatto scalpore, recentemente, la storia di Tobia, cucciolone di 15 mesi, un bel carattere e quasi 100 chili di peso. La sua “colpa” è proprio questa: secondo alcuni condomini pesa troppo. Per questo il mastino inglese extralarge si vede “chiudere” la porta dell’ascensore. Nel vero senso della parola. Il condominio impone alla padrona il divieto di portarlo in ascensore, costringendo entrambi a fare cinque piani di scale a piedi. Ma la padrona di Tobia non si arrende. E ricorre a un’associazione per trovare una soluzione. Anche perché, dice, “l’ascensore viene pulito e profumato ad ogni uso”. Risultato: le parti trovano un accordo conciliativo (come è sempre opportuno fare in casi di questo tipo!), sul presupposto che Tobia non supera i 250 chili, peso massimo tenuto dall’ascensore, e che imporre l’obbligo allo stesso cane di salire/scendere cinque piani può cagionagli un danno fisico, come dichiarato dal suo veterinario con tanto di certificato medico. Tutto è bene ciò che finisce bene.

Spesso per piccole questioni domestiche e controversie tra vicini si arriva addirittura all’intervento legale. Sarebbe da evitare, comportando parecchie scocciature e un notevole dispendio di soldi e tempo (oltre che un intasamento dei meccanismi della Giustizia, che già ha i suoi problemi di risorse). Il ricorso al tribunale è necessario invece nei casi più gravi. La denuncia va fatta scattare di fronte a episodi di maltrattamento, avvelenamento o uccisione. Ma il più delle volte le controversie possono essere risolte o evitate con un po’ di buon senso da parte degli interessati. Per tutelare i diritti degli animali (ed essere consigliati su come procedere per dirimere le questioni e far valere i propri diritti nei confronti del vicinato e degli amministratori, molto spesso non a conoscenza di tutte le normative di tutela animale) è spesso sufficiente rivolgersi ad un’associazione animalista del territorio e/o all’Ufficio Diritti Animali del Comune, laddove presente.
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Cannabis, arriva l’ecomanuale di coltivazione indoor

L'erba di casa è sempre più verde di Luther CannabisÈ appena uscita la nuova guida alla coltivazione indoor di cannabis L’erba di casa è sempre più verde di Luther Cannabis, un “collettivo di esperti e ricercatori con l’obiettivo di divulgare una corretta e rigorosa informazione nei confronti della pianta più perseguitata della storia: la cannabis”. Il libro è edito da Stampa Alternativa e fornisce informazioni sulle tecniche della coltivazione fai-da-te e sugli usi terapeutici della sostanza. Prefazione di Fabrizio Rondolino, direttore responsabile della rivista culto Dolce Vita, dedicata agli stili di vita alternativi e alla cultura della canapa.

Questa la presentazione del libro:

71,5 milioni di cittadini europei consumano regolarmente cannabis, dichiara la CEE (Comunità Economica Europea), e i consumatori sono in continua crescita. L’Italia è ben rappresentata, come lo è per i numerosi esercizi commerciali che propongono semi e kit per la coltivazione. Questo libro-manuale descrive e permette, passo dopo passo, fase dopo fase, grazie alla straordinaria sequenza fotografica a colori e puntuali didascalie, la coltivazione indoor, a casa propria. Perdipiù rigorosamente ecologica ed economica. L’introduzione di Fabrizio Rondolino, come del resto il libro, è una testimonianza di libertà e una spallata all’ipocrisia e al proibizionismo.

Qui è possibile leggere in anteprima tre capitoli tratti dal libro.
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In sella a una bici ribelle

Bici ribelle di Luigi BairoDue ruote che girano sono uno stile di vita, un modo di percepire il mondo, sono conoscenza, contribuiscono ad una rivoluzione: due ruote delineano la bicicletta. Il genio di Leonardo la disegnò, gli uomini sono riusciti ad usarla solo verso la fine del 1800, dipinte di bianche nella seconda metà degli anni ’60 erano un segno di lotta al consumismo e rispetto verso la natura, oggi la bicicletta è ancora un centro di attrazione, un mezzo di rinnovamento e di protesta.

Saranno quelle due ruote che girano grazie ai muscoli, che a loro volta si alimentano di aria, che fanno della bicicletta un vorticoso centro di interesse, oltre che valido mezzo di trasporto. Saranno quegli ingranaggi tanto semplici quanto funzionali ad aver acceso, ancora una volta, la voglia di raccontare di Luigi Bairo gli infiniti “percorsi di fantasia, resistenza e libertà” in Bici Ribelle. Insegnante e scrittore l’autore non è nuovo all’argomento, dopo l’esordio con Bici e libertà del 1997 ritorna ad illustrare la filosofia della bicicletta.

Mezzo non violento e solidale, la due-ruote rappresenta un pratico strumento per riappropriarsi di un mondo che appartiene sempre meno all’uomo e sempre di più alle auto; costa poco ed ci permette di mantenere il corpo in salute e soprattutto la bicicletta è la porta verso la felicità. Il volume traccia la nascita del mezzo, la sua filosofia, un’etica snella che pedalata dopo pedalata arriva ai vietcong, alle staftette partigiane, ci racconta la straordinaria avventura in giro per il mondo dell’anarchico Luigi Masetti, la passione ciclo-patafisica di Alfred Jarry, il ciclo-viaggio psichedelico di Albert Hofmann, fino alle attuali critical mass.

“Datti da fare, ma con calma”, agisci, ma senza compiere azioni brusche, ecco qual è il segreto della bicicletta. Se nelle città italiane solo nel 2005 sono morti 317 ciclisti, Bairo ci dice come sopravvivere, come muoversi, quali pericoli ci sono e come vestirsi, oltre a suggerirci un ventaglio di modelli adatti ad ogni uso.
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Quattro zampe in tribunale: quando la questione assume anche una prospettiva storica

Quattro zampe in tribunale di Claudia Taccani ed Edgar MeyerNel corso della storia umana è capitato più volte di vedere gli animali (anzi, gli altri animali: non dimentichiamo che apparteniamo al regno animale anche noi) alla sbarra. Dal pappagallo monarchico al merlo sovversivo, non si contano le storie di imputati “speciali”, regolarmente dotati di avvocato.

L’epoca d’oro – si fa per dire – dei processi agli altri animali non poteva che essere il Medioevo. Qualche eco è arrivata fino a noi. Un esempio? La chiesa di Falaise, in Francia, custodisce l’affresco della pubblica esecuzione per strangolamento di una scrofa infanticida, avvenuta nel 1336. Nei processi, in genere, il problema delle difficoltà di comunicazione tra specie e specie veniva affrontato con modalità non particolarmente favorevoli al reo: secondo i criteri dell’epoca, negli interrogatori si usava infatti la tortura, e le grida dell’animale venivano equiparate a confessione. Allo stesso modo, nei processi per bestialità, l’animale che dimostrava di riconoscere l’uomo era considerato per questo consenziente.

Un problema più complesso era quello dei complici: erano da considerare tali gli animali che avevano assistito al misfatto senza impedirlo? Sì, fu la tesi del pubblico ministero a un processo che si tenne in Borgogna il 5 settembre del 1379 contro tre scrofe che avevano ucciso un malcapitato pastorello. Da giustiziare era dunque tutta la mandria. Poiché però le carni degli animali condannati a morte non potevano poi essere utilizzate a scopo alimentare e la mandria era comunale, il rischio concreto era quello di lasciare l’intero villaggio di Jassey senza rifornimenti invernali. E così il priore fece un ricorso al duca Filipo l’Ardito, ottenendo una grazia di massa.

I tempi bui non sono tuttavia finiti con la fine del Medioevo. Infatti, se Victor Hugo ci narra della capretta di Esmeralda, processata per stregoneria con la sua proprietaria, Voltaire riferisce di un cavallo giudicato per reati analoghi nel 1610 per colpa di un padrone che gli aveva insegnato esercizi un po’ troppo complicati e che sfuggivano alla comprensione dei contemporanei.
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