Biga rapita: Rutelli e D’Alema denunciati alla Procura della Repubblica
Mercoledì 5 dicembre 2007, il sindaco di Monteleone di Spoleto, Nando Durastanti, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto, per denunciare le eventuali violazioni penali, con particolare riferimento ai comportamenti omissivi dei ministri dei beni culturali e dei ministri degli Esteri, a partire dal 2004. Per quanto riguarda i beni culturali, sono chiamati in causa i ministri Giuliano Urbani e Rocco Buttiglione, che facevano parte del precedente governo di Silvio Berlusconi, e Francesco Rutelli, ministro in carica con il governo di Romano Prodi. Per gli esteri, sono coinvolti Franco Frattini, ministro del precedente governo e il ministro in carica, Massimo D’Alema. I ministri citati nell’esposto alla Procura della Repubblica entrano a pieno diritto nella storia della Biga rapita, perché sono accusati dalle autorità amministrative di Monteleone, della provincia di Perugia e dalla Regione Umbria, di essersi rifiutati di tentare ogni operazione, legale e diplomatica, per rientrare in possesso del carro etrusco che il Metropolitan Museum di New York detiene illegalmente dal 1903.
Il ricorso alla Procura della Repubblica è stato preparato e scritto dagli avvocati Iolanda Caponecchi e Tito Mazzetta. L’esposto del sindaco di Monteleone parte dalla diffida inviata al Metropolitan Museum dall’avvocato Tito Mazzetta, con studio legale ad Atlanta, Georgia,Usa, il 18 ottobre 2004, nell’interesse del Comune, con la quale veniva richiesta la restituzione delle “Biga rapita”. In seguito, il sindaco aveva interessato lo Stato, scrivendo direttamente al ministro degli Esteri, Franco Frattini, e al titolare del dicastero dei Beni culturali, Giuliano Urbani. L’istanza del sindaco Durastanti era sostenuta dalla Regione Umbria e da tutti i comuni umbri. Successivamente, la Regione, di propria iniziativa, si rivolgeva ai due ministri con una istanza firmata dalla presidente, Maria Rita Lorenzetti. I due ministri, Frattini e Urbani, pur riconoscendo l’originaria appartenenza del bene al patrimonio culturale di Monteleone, negavano l’intervento dello Stato sulla scorta di due specifiche argomentazioni: regolare alienazione della biga al Met e impossibilità di applicazione al caso concreto dell’accordo Italia-Stati Uniti del 2001 in materia di beni archeologici.
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Lettera aperta e provocatoria (per Rutelli) al ministro della Cultura di Atene: “Perché non si occupa anche del ritorno della Biga?”
La biga di Monteleone di Spoleto, l’Apollo Sauroktonos e l’Atleta di Lisippo non torneranno in Italia. La biga resterà nel padiglione etrusco nelle nuove sale dell’arte ellenica e romana del Metropolitan Museum di New York, inaugurate lo scorso 20 aprile. L’Apollo Sauroktonos continuerà a far bella mostra di sé e a gloria del suo autore Prassitele nel museo di Cleveland, Ohio, Usa. L’Atleta di Fano, opera di Lisippo, rimarrà sotto stretta scorta nelle sale del Getty Museum di Malibù, Los Angeles, California.
La sorte assegnata alle tre grandi opere, tutte trafugate dall’Italia e poi illegalmente trasferite negli Stati Uniti, è ormai certa e definitiva. Il ministero dei Beni culturali italiano ha inserito di fatto queste tre opere nell’elenco dei reperti sottratti al nostro patrimonio ed esclusi dal programma di recupero studiato e deciso un anno fa dal ministro Francesco Rutelli e dai suoi collaboratori. È vero che anche la sorte di molte altre opere italiane, di varia epoca, trafugate negli Stati Uniti e inserite nel programma di recupero non sembra molto incoraggiante, ma almeno da un punto di vista formale fanno ancora parte della lista che, prima o poi, verrà presentata per l’ennesima volta ai direttori dei prestigiosi musei americani nel tentativo, sempre più disperato, di rivendicarle.
Per quanto riguarda le due statue dell’Apollo di Prassitele e dell’Atleta di Lisippo, i direttori dei musei di Cleveland e del Getty dovranno ancora affrontare l’iniziativa delle autorità greche. A differenza del nostro ministro Rutelli, il responsabile del dicastero della Cultura di Atene, Jorgos Voulgarakis, ha sferrato, con il sostegno del primo ministro Costas Karamanlis, un’offensiva a tutto campo per riportare in patria reperti e opere d’arte rubate alla Grecia e sparse in moltissimi musei stranieri.
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Lettera aperta al sindaco (riconfermato) della “biga rapita”
Caro sindaco Nando Durastanti, prima di tutto complimenti per la vittoria della sua lista “Insieme per Monteleone”, che ha ottenuto quasi il 65 per cento dei voti. I cittadini hanno voluto premiarla per quello che ha fatto nei cinque anni del mandato nell’interesse del paese. Adesso ha di fronte altri cinque anni di impegno e di lavoro, con un programma pieno di promesse da mantenere. Ai cittadini di Monteleone, quattro anni fa, aveva fatto una bella promessa, annunciata a mezzo mondo attraverso i dispacci delle agenzie di stampa. Aveva dichiarato con i toni dell’ufficialità che la sua giunta avrebbe fatto tutto il possibile, e magari qualcosa di più, per tentare di riportare a Monteleone la biga rapita.
Ricorda le frasi, condite con un po’ di sana enfasi popolare, con cui lei, signor sindaco, dichiarava guerra al Metropolitan Museum di New York? Monteleone contro il colosso di Fifth Avenue, niente di meno. Eppure lei ebbe il coraggio di farlo, scatenando la fantasia di molti giornalisti inglesi e americani che cominciarono a scrivere della lotta di Davide contro Golia e di tante altre giocose invenzioni retoriche. C’era un signore molto importante, a New York, seduto sulla prestigiosa poltrona di direttore del Metropolitan Musem che leggendo quelle cose sui giornali anglosassoni, non poteva fare a meno di sobbalzare sul suo scranno. Continua
L’inerzia di Roma e l’orgoglio di Atene
La creazione del Partito democratico, le polemiche con il premier Romano Prodi, le dispute sulla scelta del segretario del nuovo partito e sulla data di nascita, gli spettacolari incontri con i registi italiani in vista del varo della nuova legge sul cinema, i proclami sulla diffusione della cultura. Ecco, più o meno in ordine sparso, sono questi gli impegni ai quali si sta dedicando con grande generosità il vicepremier e ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli. Ma nel programma del suo dicastero c’era, ai primissimi posti, un altro impegno sul quale il ministro diceva di voler puntare molto.
Era il capitolo del recupero delle opere d’arte e dei reperti archeologici trafugati dall’Italia ed esposti nei più importanti musei d’Europa e d’America. Su questa operazione il ministro ci aveva scommesso la sua notorietà di politico tenace, in grado di tenere testa a chiunque tentasse di ostacolare i suoi buoni propositi. Ci sono opere e reperti rubati dai grandi musei privati degli Stati Uniti? Bene, diceva il ministro: ce li faremo restituire, con le buone o con le cattive. Ci sono stati viaggi e incontri, colloqui più o meno privati con direttori di musei famosi al di là dell’Oceano. Ma questa attività diplomatica per ora non ha dato i frutti sperati.
Il ministro Rutelli ha avuto a disposizione un’occasione d’oro da sfruttare sul piano internazionale per dimostrare come il governo italiano tenga veramente a riportare in patria i beni rubati. L’occasione gli è stata offerta dalla biga di Monteleone di Spoleto, il famoso carro etrusco che risale al VI secolo a.C., un’opera unica al mondo, che fu trafugata nel 1903 dal banchiere JP Morgan per donarla al Metropolitan Museum di New York. La situazione era favorevole per un buon colpo, non c’era che approfittarne. Continua
Biga rapita: il fronte si rompe
Il fronte della biga rapita si è rotto e Stampa Alternativa continua la sua battaglia. La coalizione americana che si batte per mantenere la biga rapita al Metropolitan Museum di New York si è consolidata, e dopo l’inaugurazione dei nuovi padiglioni del 20 aprile appare più salda e compatta. Quella italiana, che rivendica la restituzione della biga rapita, si è rotta in due e appare più debole di prima. Ecco le ultime notizie dal fronte della battaglia per la biga di Monteleone di Spoleto.
Cominciamo dagli Stati Uniti. C’è stato un periodo durante il quale la stampa americana più schietta e onesta si era schierata, nella disputa Europa-Usa per il recupero delle opere d’arte rubate, con i paesi depredati. I giornali considerati di ispirazione liberal, che sono quelli più importanti del paese, si erano distinti per aver pubblicato una serie di articoli e di inchieste che denunciavano senza mezzi termini le ruberie dei grandi musei privati americani a spese di molti paesi: Italia, Grecia, Turchia, Egitto. E quando si trattava di decidere cosa fare delle migliaia delle opere e dei reperti trafugati, scrivevano che c’era soltanto un’unica via: riconsegnarli ai paesi d’origine. Questo scrivevano il “New York Times”, il “Los Angeles Times”, il “Wall Street Journal”, il “Boston Globe”, “The New Yorker”.
Poi la situazione è cambiata. Si avvicinava la data, fatidica del 20 aprile 2007: il Metropolitan Museum aveva annunciato l’inaugurazione delle nuove gallerie da dedicare alle opere dell’arte ellenica e romana, e un padiglione dell’arte etrusca. In questo padiglione sarebbe stata esposta, dopo sette anni di lavoro di restauro, la biga di Monteleone. Il direttore del Metropolitan Museum, Philippe de Montebello, temeva che l’azione intrapresa dall’avvocato Tito Mazzetta per conto del comune di Monteleone, potesse porre fine al suo sogno di esibire il carro più bello del mondo. Continua
Manifestazione pro-biga: le immagini
Dopo la manifestazione di venerdì scorso per richiedere il rientro in Italia della biga etrusca trafugata e finita negli Stati Uniti, arrivano le immagini dell’appuntamento romano davanti al ministero dei beni culturali. Le immagini sono state scattate da Marisa Angelini, assessore alla cultura a Monteleone di Spoleto.
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“Ridateci la biga!” ha fatto arrabbiare il ministro
La manifestazione di protesta davanti al ministero dei Beni culturali, che si è svolta ieri mattina, ha avuto molto successo. Alle 11, le autorità di Monteleone di Spoleto e almeno duecento cittadini si sono ritrovati in via del Collegio Romano, sotto le finestre del ministro Rutelli. C’erano i vessilli della città e la banda comunale. E i dimostranti hanno innalzato cartelloni e striscioni dove, in italiano e in inglese, si chiedeva l’intervento del ministro per il ritorno della “biga rapita” in Italia.
Oltre al sindaco di Monteleone, Nando Durastanti, e l’assessore alla cultura, Marisa Angelini, era presente anche l’avvocato Tito Mazzetta, arrivato per l’occasione da Atlanta, dove vive e lavora nel primario studio legale della capitale della Georgia. L’avvocato che cura gli interessi di Monteleone nella disputa aperta con il direttore del Metropolitan Museum, Philippe de Montebello, è stato a lungo intervistato da una troupe della Cnn che è arrivata dalla redazione europea di Londra per riprendere le fasi più calde della manifestazione e per farsi spiegare da Mazzetta quali saranno le prossime mosse studiate per portare il Met davanti al tribunale federale di New York. Continua
La regione Umbria sostiene i ribelli di Monteleone
La presidente della regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, si schiera a fianco dei cittadini di Monteleone e della giunta comunale che oggi, 20 aprile, sono davanti al ministero dei Beni culturali per protestare contro l’inerzia del ministro Francesco Rutelli nella battaglia per il ritorno della biga rapita in Italia. Ha detto Maria Rita Lorenzetti alla vigilia della spedizione romana dei monteleonesi, in un messaggio inviato al sindaco Nando Durastanti:
Anche se non posso esserci fisicamente, idealmente sono con voi e condivido pienamente la vostra iniziativa, La biga di Monteleone”, ha scritto la presidente, “rappresenta uno dei reperti più preziosi e prestigiosi al mondo ed è una testimonianza archeologica di eccezionale valore artistico. La sua rilevanza storica e culturale per l’Umbria è di tale portata che è giusta e condivisibile ogni iniziativa per il recupero di questa opera al nostro patrimonio regionale e nazionale. Condivido quindi la manifestazione e la richiesta al governo italiano di attivare tutte le iniziative politiche, giuridiche e diplomatiche affinchè sia richiesta la restituzione della biga sia al Metropolitan Museum sia al governo degli Stati Uniti.
Finalmente la biga davanti al tribunale federale

Credo che sia giunto il momento di presentare una citazione contro il Metropolitan Museum presso il tribunale federale dei New York, volta al riconoscimento dei diritti dello Stato italiano, della regione Umbria e del comune di Monteleone al possesso e quindi al ritorno della Biga d’oro di Monteleone di Spoleto in Italia.
Appena sbarcato all’aeroporto romano di Fiumicino, proveniente da New York, l’avvocato Tito Mazzetta, che cura gli interessi del comune di Monteleone nella vertenza che lo vede contrapposto al Metropolitan Museum di New York, mi ha spiegato la sua linea d’azione nel tentativo di riportare la biga rapita in Italia. E mi ha autorizzato a riferirne al Fronte della comunicazione di Stampa Alternativa, alla vigilia della manifestazione di protesta organizzata davanti al ministero dei Beni culturali.
La nuova strategia elaborata dall’avvocato di Atlanta imprime alla storia del carro etrusco una svolta clamorosa e decisiva. Continua
Monteleone: la lettera del ministero al sindaco
A Monteleone è giunto dagli Stati Uniti anche l’avvocato italo-americano Tito Mazzetta che aveva denunciato il Metropolitan Museum di New York per la detenzione illegale della biga. Ecco dunque che ormai ci sono tutti in vista della manifestazione di venerdì prossimo. Intanto, dopo il volantino, pubblichiamo un altro documento (sempre in formato PDF): si tratta di una lettera inviata dal capo di Gabinetto del ministero per i beni e le attività culturali, Gabriella Palmieri, al sindaco di Monteleone, Nando Durastanti, in cui si spiega perché evitare la via giudiziaria per il recupero del carro etrusco. Peraltro si invita il primo cittadino del comune in provincia di Spoleto a non avviare contenziosi per non arrecare danno a una eventuale “politica lungimirante” per il futuro. Ecco i link:
La biga rapita: conto alla rovescia per la manifestazione
Mancano tre giorni alla manifestazione organizzata per venerdì prossimo dal comune di Monteleone davanti al ministero, in via del Collegio Romano, proprio quella che il ministro Francesco Rutelli tenterebbe di boicottare, come raccontava ieri Mario La Ferla, l’autore del libro La biga rapita. L’obiettivo è quello di riportare in Italia il reperto trafugato dagli Stati Uniti e, in vista dell’importante appuntamento di venerdì prossimo, raduniamo un po’ di materiale:
- innanzitutto il volantino che sarà distribuito il 20 aprile davanti al ministero dei Beni culturali
E poi i post pubblicati su questa vicenda nelle ultime settimane e riuniti nella nuova categoria Dossier Monteleone:
- Rutelli tenta di bloccare la manifestazione di protesta
- La biga rapita: restauro italiano e mancanza di critica
- Aridatece Bottai
- La Biga Rapita sul New Yorker
- Attacco al Metropolitan: secondo round per la biga rapita
- L’ultima dall’America: è imperialista chi richiede le opere d’arte rubate
- La provincia di Perugia: la biga torni in Italia
- Gli Usa ammirano l’Italia, ma non chi la governa
- Tra Kabul, Beirut e Vicenza, c’è una biga di troppo
Rutelli tenta di bloccare la manifestazione di protesta
Mentre il Getty Museum restituisce reperti alla Grecia. il ministro dei beni culturali Francesco Rutelli sta tentando di bloccare la manifestazione di protesta organizzata per venerdì prossimo dal comune di Monteleone davanti al ministero, in via del Collegio Romano. Il vicepremier teme che la manifestazione, ormai pronta in ogni particolare (manifesti, volantini, striscioni e slogan), possa danneggiare la sua immagine di politico tuttofare. Così ha deciso di passare al contrattacco.
Venerdì 13 ha convocato il suo capo di Gabinetto per studiare un’azione, decisa ma non clamorosa, per stoppare l’iniziativa di Monteleone. Il capo di Gabinetto ha inviato un fax al sindaco del piccolo centro umbro, Nando Durastanti, per informarlo che il governo sta facendo di tutto per trattare con i musei americani allo scopo di recuperare le opere d’arte rubate. E ha aggiunto che iniziative come quelle di Monteleone potrebbero sortire effetti soltanto negativi. Il ministro infine ha invitato il sindaco Durastanti a un incontro al ministero dove i funzionari preposti saranno a disposizione per illustrare le difficoltà per il recupero della biga. Continua
La biga rapita: restauro italiano e mancanza di critica
Ci inviano dal CNR (e intanto ci aveva segnalato anche l’amico Angelo Vitale) un comunicato stampa - che riportiamo interamente sotto - relativo al restauro della biga di Monteleone. Ora consideriamo che sia un ottimo biglietto da visita il fatto che le operazioni di recupero del reperto siano opera di italiani, ma consideriamo altrettanto che sia fuori luogo il tono trionfalistico relativo alla location, Metropolitan Museum di New York, nel quale ci è finito per ragioni che sarebbero tutt’altro che da celebrare. Le considerazioni ai lettori.
La Biga da Monteleone di Spoleto messa a nuovo
Dal 20 aprile presso il Metropolitan Museum di New York sarà possibile ammirare la Biga da Monteleone di Spoleto completamente restaurata. È il risultato del lavoro di un team di restauratori del museo con la partecipazione di Adriana Emiliozzi dell’Iscima – Cnr.
Il principesco carro da parata proveniente da Monteleone di Spoleto, risalente al VI secolo a C. e conservato nella sezione etrusca delle nuove Greek and Roman Galleries del Metropolitan Museum of Art di New York, torna a ‘risplendere’ nella sua originaria struttura, grazie al lavoro dei restauratori del museo e di Adriana Emiliozzi ricercatrice dell’Istituto di studi sulle civiltà italiche e del Mediterraneo antico (Iscima) del Consiglio nazionale delle ricerche. La biga di Monteleone (vedi foto allegata) è rivestita da lamine sapientemente sbalzate e finemente incise, già incrostate di avorio, che narrano episodi della vita dell’eroe omerico Achille. Il suo ritrovamento, come spesso accade, si deve alla casualità: “La tomba infatti fu scoperta l’8 febbraio 1902 da un contadino, in località Colle del Capitano, dove si estende un sepolcreto che va dalla fine dell’Età del Bronzo al VI sec. a.C.” spiega la Emiliozzi. “Oltre al carro, nella grande fossa già ricoperta da un tumulo monumentale era deposto un ricco corredo di vasellame bronzeo che lascia identificare il defunto come ‘capo’ della comunità di uno dei vari siti di transito attraverso l’Appennino, nell’alta Sabina”.
Aridatece Bottai
“Siamo incazzati neri e queste cose non le sopportiamo più!”. Ricordate Howard Bill, il “profeta pazzo” della Ubs americana, che nel memorabile film Quinto potere di Sidney Lumet (1976) invitava la gente a manifestare la propria rabbia contro le ipocrisie e gli inganni della classe politica? Se l’avete ancora in mente, è un bene per voi e per chi vi sta vicino. Se invece lo avete dimenticato, è un peccato mortale, perché ogni volta che vi sentite ingannati non potete rifarvi ad una “incazzatura” classica, tanto nobile quanto liberatoria. Io quel film non me lo sono dimenticato, ricordo anzi alla perfezione la predica di Bill che invitava i telespettatori “incazzati neri” ad affacciarsi alle finestre per gridare tutta la loro rabbia. Oggi, ai tempi della vittoria in Senato del governo di centrosinistra che vuole rifinanziare l’intervento armato in Afghanistan e dell’apoteosi del pubblico ministero Henry John Woodcock che ha trasformato la procura di Potenza nell’ “Isola dei famosi”, sarebbe rischioso o per lo meno impopolare affacciarsi alla finestra per gridare il proprio schifo. Perché l’acquiescenza al potere e il bieco conformismo hanno appiattito ogni cosa, tanto che gli ex pacifisti sono diventati dei rispettabilissimi guerrafondai e i giudici ammalati di ostentazione appaiono eroi risorgimentali agli occhi dei media e della massa.
Io, invece, mi voglio affacciare alla finestra per gridare la mia rabbia e la mia delusione, perché sono “incazzato nero” con il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, e il suo ascoltato consigliere, il professor Salvatore Settis, presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali. E dico subito perché ce l’ho con loro: non hanno fatto niente, ma proprio niente, di quanto avevano pomposamente promesso nel momento di sedersi sulle loro poltrone. Continua
La Biga Rapita sul New Yorker
Grazie ad Angelo per la sua segnalazione, riproponiamo il lancio dell’Ansa che annuncia l’attenzione del New Yorker per la biga rapita e per l’omonimo libro di Mario La Ferla.
La biga d’oro finisce su “New Yorker”
Perugia - La Biga d’oro sul patinato “New Yorker”. Il prestigioso settimanale statunitense si sta intereressando della storia del prezioso reperto etrusco che la piccola Monteleone di Spoleto sta cercando di riavere dal Metropolitan Museum, che tornerà ad esporla, dopo un restauro durato sette anni, il 20 aprile prossimo. Per quella data dovrebbe uscire un ampio servizio del “New Yorker”, che si sta interessando di come questo carro di 2.600 anni fa, ritrovato all’ inizio del Novecento in un campo di Monteleone, sia arrivato negli Stati Uniti.
Un libro di Mario La Ferla (”La biga rapita”) ricostruisce la storia, e proprio La Ferla è stato intervistato dal settimanale newyorchese, che avrebbe fatto altrettanto con i dirigenti del Met. Questi ultimi, alle pressanti richieste del Comune di Monteleone per riavere la Biga, hanno più volte risposto che “sarebbe come se il Louvre dovesse rimandare in Italia la Gioconda”.










