L’urlo del Grande Vecchio
L’urlo del Grande Vecchio è il titolo della lunga recensione che TGCOM Libri dedica ad Hans Ruesch e al suo La figlia dell’imperatrice. Nell’articolo si legge tra l’altro:
Torna a farsi vivo a 93 anni, sopravvissuto a 30 anni di persecuzioni politiche, Hans Ruesch, scrittore e paladino di una lunga battaglia contro la vivisezione e le multinazionali farmaceutiche. L’ultimo lavoro dell’autore svizzero è “La figlia dell’Imperatrice”, il seguito del libro (“Imperatrice nuda”) che scandalizzò gli establishments di tutto il mondo. Allora denunciava le fondamenta della ricerca medica, con cui viene controllato il pianeta attraverso la vendita legalizzata di molti farmaci definiti veleni, oggi la resa dei conti. Implacabile, indemolibile scientificamente con la postfazione e il saggio di Marco Mamone Capria, docente di Storia ed Epistemiologia della Matematica e delle Scienze dell’Università di Perugia.
Il testo completo della recensione L’urlo del Grande Vecchio
RTSI: un documentario online sui farmaci
Come se ci si trovasse in una fase in cui sembra giunto il momento di dire basta ai potentati dell’industria farmacologica, l’argomento sono di nuovo i big pharma di cui parla Hans Ruesch. E a sollevarlo questa volta è la Radiotelevisione svizzera italiana che nel suo blog pubblica la notizia di un documentario realizzato da Serena Tinari e Harry Haener in cui si indaga sulla Swissmedic, l’autorità federale elvetica che vigila sui medicamenti e sul mondo della farmacologia. Online sono disponibili anche due video:
Bodyhack e le cure sanitarie sui bambini indiani
Oltre ad Hans Ruesh e al suo La figlia dell’imperatrice, ci sono altre persone in giro per il mondo che stanno denunciando casi di dubbia sanità sui pazienti presi in cura da strutture sanitarie. È il caso del giornalista e blogger Scott Carney, coautore del blog Bodyhack, inserito nel circuito di Wired News, che sta conducendo un’inchiesta aperta sulle cure oculistiche prestate ai bambini in India. E in particolare sta seguendo la vicenda di una bimba di Chennai deceduta forse in seguito a una cura farmacologica contro l’infertilità a cui la madre è stata sottoposta.
L’attualità della denuncia di Ruesch
Equivita è un’associazione che prende vita nel 1988 con la nascita del “Fondo Imperatrice Nuda contro la sperimentazione animale”. E oggi, con la pubblicazione del libro di Hans Ruesch, La Figlia dell’Imperatrice, torna a parlare dei motivi che hanno portato alla sua fondazione ridabendo ciò che nel volume dello scienziato svizzero viene denunciato senza mezzi termini: no alla vivisezione come pratica inutile e crudele, critica profonda all’industria del farmaco e della chimica che impongono, sperimentano e fanno profitti sulla pelle della gente, denuncia dell’asservimento della stampa internazionale ai potentati della medicina.
Di seguito riportiamo il comunicato stampa pubblicato da Equivita.
Il libro “Imperatrice Nuda” è l’indimenticabile documento di denuncia contro la sperimantazione animale comparso nel 1976 in Italia, che ha dato il nome alla nostra associazione, “Imperatrice Nuda contro la sperimentazione animale”, di cui il Comitato Scientifico EQUIVITA è organo operativo. Continua
Televisione e salute: c’è di che preoccuparsi
Una nota agenzia di stampa italiana batte oggi questa notizia: «Gli italiani sono attenti e curiosi quando si tratta di informarsi sulla salute e la loro sete di conoscenza è soddisfatta dai media. […] È raddoppiato in 3 anni l’uso della TV come fonte di informazioni […] mentre l’uso di internet è aumentato di 6,5 volte”. Le notizie, a dire la verità, sono due: quella buona è che la rete cresce come strumento di informazione e quella cattiva è che la televisione addirittura la farebbe da padrone. Per spiegare quest’affermazione non occorre ricorrere una volta di più a Popper, ma è sufficiente leggere La figlia dell’imperatrice di Hans Ruesch, già autore nel 1976 del libro “Imperatrice nuda” ritirato dal mercato editoriale italiano perché proponeva una critica profonda e inappellabile all’industria dei farmaci occidentali. Continua









