Influenza A: stop alle vaccinazioni di massa. Ricordate l’influenza aviaria?

Gaia ItaliaGli autori di un fortunato libro edito gli scorsi mesi, da “Stampa Alternativa” nella collana “I Libri di Gaia-Ecoalfabeto”, dal titolo FarmaKiller, intervengono a proposito dell’allarme per “l’influenza A”.

Il virus A/H1N1 ha scatenato la psicosi tra i cittadini e gli appetiti delle Big Pharma, le multinazionali del farmaco. Decine di milioni di dosi di vaccino sono pronte per essere somministrate, nonostante il vaccino non sia, al momento, né sicuro, né efficace. I vaccini anti influenzali hanno, generalmente, successo in tre casi su 10. A giudizio dei maggiori farmacologi italiani, inoltre, non esiste un sistema credibile e rigoroso di farmacovigilanza per verificare la reale efficacia dei vaccini una volta somministrati. La possibile mutazione del virus influenzale, inoltre, rischia di rendere il vaccino inutile proprio nel momento in cui è in corso la vaccinazione di massa.

Farmakiller - Business, follie e morti in nome della medicina e della scienza di Stefano Apuzzo e Marcello BaraghiniLa paventata “pandemia” del nuovo virus si trasformerà in affari miliardari per alcune solite note industrie farmaceutiche, per poi dissolversi nell’oblio, come accaduto per l’influenza aviaria. Gli autori di FarmaKiller, Stefano Apuzzo (già deputato e Presidente di Amici della Terra Lombardia) e Marcello Baraghini (fondatore di Stampa Alternativa), ricordano proprio l’esperienza dell’influenza aviaria e del relativo vaccino che invase i mercati e ripercorrono nel libro la storia di alcuni vaccini dagli effetti molto dubbi, quando non dannosi.

Molte malattie “storiche” hanno iniziato il trend calante nel mondo con il miglioramento delle condizioni di vita, di igiene e di alimentazione, ben prima dell’introduzione dei vaccini di massa. Per programmare una vaccinazione di massa occorre che si abbia di fronte una seria e pericolosa minaccia, non una influenza, simile a molte altre.

Le Big Pharma hanno bisogno di conquistare nuovi mercati per i propri farmaci: bambini, anziani, disagio e ansia, semplici influenze camuffate da “pandemie”. E gli Stati, tra cui quello italiano, stanno per regalare alle multinazionali del farmaco miliardi di euro. Un esempio della inutilità delle vaccinazioni massicce, riportato in FarmaKiller: dopo lo Tsunami del 2004, in Indonesia ricomparse la Polio, eppure ogni anno oltre il 90% della popolazione era stata vaccinata. Come mai? Forse centravano le condizioni igienico-sanitarie della popolazione, a seguito del disastro ambientale e sociale?
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Un errore che riconosciamo e di cui ci scusiamo

Dobbiamo segnalare un errore di riproduzione sulla copertina di una nostra pubblicazione. È successo con il libro Farmakiller - Business, follie e morti in nome della medicina e della scienza di Stefano Apuzzo e Marcello Baraghini e il problema non sta nei contenuti, ma nella copertina: su di essa, infatti, è riportato un prodotto e la riproduzione, pur modificata graficamente, avrebbe dovuto essere sostituita prima di andare in stampa, cosa che non è avvenuta per una pecca operativa interna. E così ci scrive l’azienda, la ESI S.p.A. di Milano, per farci notare che:

la ESI S.p.A. non è, né è mai stata, un’azienda farmaceutica (non avendone autorizzazione ed in ogni caso interesse commerciale) bensì da oltre trent’anni è un noto produttore, a livello nazionale ed internazionale, di prodotti fitoterapici e dietetici, realizzati con prodotti naturali e componentistica che nulla ha da spartire con i medicinali tradizionali. [Inoltre], con sacrifici e per anni, ha inteso sviluppare prodotti a basi vegetali e naturali alternativi alle formule aggressive della farmaceutica tradizionale.

Ci teniamo dunque a scusarci con la ESI S.p.a. alla quale abbiamo già scritto, per tramite dello studio legale che la segue, per precisare che:

Farmakiller: il verminaio dell’industria farmaceutica e dei camici sporchi

Farmakiller - Business, follie e morti in nome della medicina e della scienza di Stefano Apuzzo e Marcello BaraghiniNello Martini, direttore dell’Agenzia del Farmaco (AIFA), la vecchia CUF di Poggiolini e De Lorenzo, è stato sospeso dall’incarico. L’inchiesta è della Procura della Repubblica di Torino e riguarda i ritardi con cui l’Agenzia interveniva per modificare i foglietti illustrativi dei farmaci o per ottenere il ritiro dal mercato di farmaci killer (come lo spray nasale che ha ucciso un bimbo in Francia).

A difesa del direttore dell’AIFA, come al solito, interviene il sodale e onnipresente, Silvio Garattini, egli stesso componente sia della vecchia CUF, sia dell’attuale Agenzia. Basta leggere le carte dell’inchiesta e le intercettazioni telefoniche per comprendere la gravità dei comportamenti dei dirigenti dell’AIFA e il rischio per l’incolumità pubblica. Tutte le truffe di Farmacopoli e i criteri che portano i farmaci sui banconi delle farmacie sono al centro del libro inchiesta FarmaKiller - Business, follie e morti in nome della medicina e della scienza, da pochi giorni in tutte le librerie e con la prefazione è di Beppe Grillo. Proprio in questi giorni, mentre riesplode lo scandalo di Farmacopoli, con un nuovo inquietante filone di corruzione e di farmaci pericolosi immessi e lasciati a lungo, nonostante le evidenze di pericolosità, sul mercato, esce il libro che, in circa 300 pagine, mette a nudo il verminaio dell’industria farmaceutica e del sistema di camici sporchi, truffe, malanni indotti e profitti stratosferici per poche multinazionali (le Big Pharma).
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Mala sanità su carta: il caso “Farmakiller”

Farmakiller - Business, follie e morti in nome della medicina e della scienza di Stefano Apuzzo e Marcello BaraghiniÈ appena uscito in tutta Italia FarmaKiller – Business, follie e morti in nome della medicina e della scienza, ultimo libro denuncia di Stefano Apuzzo, giornalista, scrittore e già parlamentare dei Verdi, e di Marcello Baraghini, storico editore di Stampa Alternativa. La prefazione è di Beppe Grillo.

Proprio in questi giorni, mentre riesplode lo scandalo di una Sanità avvelenata dalla logica del profitto, con un nuovo inquietante filone di corruzione e di farmaci pericolosi immessi sul mercato, esce il libro che, in circa 300 pagine, mette a nudo il verminaio dell’industria farmaceutica e del sistema di camici sporchi, truffe, malanni indotti e guadagni stratosferici per poche multinazionali (le Big Pharma).

L’inchiesta in corso della Procura della Repubblica di Torino, sta scoperchiando la fitta rete – un vero e proprio filone d’oro – di collusione e corruzione a danno dei malati e di tutti i cittadini. Farmakiller dimostra come l’Agenzia del Farmaco di oggi sia l’erede della vecchia CUF di De Lorenzo e Poggiolini e punta l’indice in maniera chiara e documentata – anche attraverso testimonianze dirette – sull’intreccio di connivenze, affari, bugie e “pandemie” create ad arte da scienziati furbacchioni e medici che tutto hanno a cuore fuorché la salute dei pazienti. Ecco come e perché ci si ammala nel “BelPaese”, ecco come si può e si dovrebbe evitare di cascare nella rete di chi ci vuole tutti malati, ecco come tenere i nostri bambini alla larga dai pericoli della moderna stregoneria farmaceutica, per non rimpinzarli di psicofarmaci.
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Farmakiller: business, follie e morti in nome della medicina

Farmakiller - Business, follie e morti in nome della medicina e della scienza di Stefano Apuzzo e Marcello BaraghiniI farmaci e le strutture ospedaliere a volte salvano la vita, altre volte la tolgono o la mettono a rischio. La paura di malattie e di mali oscuri, il bisogno di essere sempre in forma o di rimettersi in fretta da un malanno hanno creato un colossale business farmaceutico. Si usano farmaci per tutto: dal semplice mal di testa al disagio psicologico, dall’insonnia alla scarsa attenzione, ci sono farmaci per obesi e per anoressici. Nemmeno i bambini sfuggono al bombardamento chimico: sono in continua crescita i farmaci antidepressivi o calmanti destinati ai bimbi. Il nostro tempo terreno è scandito da pillole, gocce, bisturi, a partire dal parto, ormai sempre più medicalizzato.

Ma fanno bene tutte queste medicine? In gran parte no, spesso sono inutili; non di rado si dimostrano nocive o, addirittura, letali. I “casi” di farmaci dannosi o letali, venuti a galla negli scorsi decenni e di recente, dimostrano che non di “casi” si tratta, ma che vi è qualcosa di strutturale nel sistema medico-farmacologico che non funziona. In questo sistema il vero motore propulsore è ormai il profitto e non più la salute pubblica. I colossi della chimica e della famaceutica investono miliardi di euro per mettere a punto e per promuovere i nuovi farmaci. E il mercato e i danni ai pazienti fanno parte del cinico e macabro bilancio economico dei costi-benefici.

L’elenco dei farmaci killer, ritirati dal mercato solo dopo aver creato danni colossali, è lunghissimo. Gli scandali della malasanità, degli “errori” fatali, dello strapotere della lobby chimica, sono all’ordine del giorno. Nonostante ciò, poco o nulla cambia nelle farmacie, negli ospedali, nella legislazione e nei mass media, molti dei quali legati a doppio filo agli introiti pubblicitari dei colossi chimico-farmaceutici.
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Quando la salute è messa in pericolo dai farmaci

Farmakiller - Business, follie e morti in nome della medicina e della scienza di Stefano Apuzzo e Marcello BaraghiniCosa vuol dire essere in salute? La salute dipende dai farmaci, dalle cure disponibili o dalla tecnologia? No, dipende dal livello socio-economico, dal clima, dall’alimentazione. Essere sani significa convivere con qualche “acciacco”. Una volta era il malato che andava dal medico perché stava poco bene; oggi è il medico che ti dice “facciamo uno screening, sei sicuro di stare proprio bene?”

C’è bisogno di malati nuovi. Nel marzo 2004 le case farmaceutiche hanno abbassato le soglie delle tre malattie più diffuse nel mondo occidentale: l’ipertensione, il colesterolo e il diabete creando così, da un giorno all’altro, alcune centinaia di migliaia di “malati” nuovi. Il sano è colui il quale non sa ancora di essere malato. A Verona, su iniziativa di don Luigi Verzè, Rettore dell’Ospedale San Raffaele di Milano, è partito il progetto Qui Vadis?, ossia la creazione di una clinica per sani… Per sani!

Attraverso un microchip installato sotto la pelle, i medici potranno monitorare lo stato di salute del “paziente” sano in ogni momento e curarlo prima che nascano problemi. Nel frattempo potrai fare quello che vuoi: sciare, giocare a tennis, prendere un aereo, viaggiare… e tac! Un sms ti segnalerà: “Urgente, imminente insorgenza di emorroidi a grappoli, rivolgersi al nostro centro specialistico più vicino”.

I farmaci che tolgono la vita

L’elenco dei farmaci, spacciati per “miracolosi” e poi ritirati dal mercato perché velenosi o letali è fin troppo lungo. Ma ricordiamo almeno qualche caso più recente.
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Hofmann e la sintesi dell’LSD, 65 anni fa

Albert HoffmanRicorre in questi giorni il 65. anniversario della scoperta dell’LSD da parte del Dr. Albert Hofmann - che oggi ha 102 anni e vive a Burg/Rittimatte, al confine franco-svizzero. Si tratta della dietilamide dell’acido lisergico (LSD-25), assorbita accidentalmente dal giovane chimico il 16 aprile 1943 e ingerita come esperimento scientifico tre giorni dopo. A ricordo dell’importante evento, riportiamo di seguito l’appendice al volume Percezioni di realtà. Una panoramica su passato, presente e futuro di questa “medicina per l’anima”, con annessa sintesi dei festeggiamenti per i cento anni dell’illustre scopritore, celebrati con un Simposio Internazionale sull’LSD svoltosi a Basilea nel gennaio 2006 alla presenza dello stesso Hofmann.

“A casa mi sdraiai e mi immersi in uno stato di intossicazione nient’affatto spiacevole, caratterizzato da un’estrema stimolazione dell’immaginazione. In uno stato simile al sogno, con gli occhi chiusi (la luce del giorno era eccessivamente vivida), percepii un’ondata ininterrotta di figure fantastiche, forme straordinarie caratterizzate da un intenso e caleidoscopico gioco di colori. Dopo circa due ore questa condizione svanì lentamente”.
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Il testamento di Hans

La figlia dell'imperatriceE così se n’è andato Hans Ruesch. Fratello, fratellone, per età e statura, di indignazione mai doma, mai rassegnata, nel suo più che decennale braccio di ferro contro la ricerca medica scellerata e i farmaci delle multinazionali. quelli che riempiono le farmacie e uccidono piuttosto che portare sollievo.

Lo incontrai a Lugano, nel suo piccolo appartamento, quando già stava male e mi espresse la speranza di vedere pubblicato subito il suo lavoro che mi consegnò poco dopo, prima di morire. Insomma, mi consegnava il suo testamento. Facemmo miracoli in casa editrice e il poderoso La figlia dell’imperatrice uscì di lì ad un anno, esattamente nella forma che lui desiderava.

Non so se quel miracolo gli ha dato altri tre anni di vita. Forse sì e ne sarei felice. Nelle righe che ci siamo scambiati non ho mai cessato di ringraziarlo per la lezione di lotta civile e di passione che mi ha dato. E per questo, onore a te, fratellone Hans.

Addio ad Hans Ruesch, il divulgatore dell’antivivisezione

Hans RueschSi è spento ieri in Svizzera Hans Ruesch, uno dei più lucidi divulgatori nel campo dell’antivivisezione e dell’informazione contro le big pharma. Il libro che lo rese un autore riconosciuto a livello internazionale era Imperatrice Nuda in cui denunciava l’antiscientificità di alcuni settori di ricerca, in particolare quella sugli animali. Il volume ebbe però vita breve qui da noi perché fu immediatamente ritirato dal commercio per pressioni sulla casa editrice, Rizzoli. All’inizio degli Anni Ottanta - e successivamente aggiornato a più riprese - usciva all’estero La figlia dell’imperatrice che proseguiva sulla linea intrapresa con il precedente lavoro. In Italia, però, è arrivato solo nel luglio 2006, edito da Stampa Alternativa. Il testo riportato di seguito è l’introduzione alla nuova edizione italiana. Qui invece si trova una lunga recensione pubblicata lo scorso novembre su Carmilla.

La figlia dell'imperatriceVenerdì 19 agosto 2005 il tribunale di Angelton, Texas, ha condannato la Merck & Co. a pagare 253 milioni di dollari di risarcimento alla vedova di Robert Evans, ucciso da un infarto procuratogli da un nuovo farmaco: il Vioxx. Era stato solo il primo caso di una lunga catena.

Tutta la stampa mondiale che ha riportato questa notizia ne ha però omesso un’altra non meno importante; anzi, più importante ancora, che però non è permesso divulgare: cioè che ogni farmaco, per ottenere dalle autorità competenti l’autorizzazione alla vendita, deve prima essersi dimostrato innocuo in prolungate prove su animali.

Sennonché le prove su animali non hanno il minimo valore ai fini della sicurezza dell’uomo. Orbene, come mai le autorità sanitarie, incaricate dai rispettivi governi di tutelare la salute dei cittadini, non sono al correne - o fanno finta di non esserlo - di questo fatto? Perché su tutte le informazioni riguardanti la medicina vige in tutto il mondo cosiddetto civile una pesante censura, imposta dallo strapotere dell’industria farmaceutica. Difatti, come ha dichiarato recentemente un importante funzionario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Jonathan Quick, le «multinazionali del farmaco sono la maggiore forza politica ed economica delle nostre società».

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Usa: monta lo scandalo contro Eli Lilly (e Big Pharma)

Big PharmaNegli Stati Uniti monta l’indignazione (e le cause legali) contro il gigante farmaceutico Eli Lilly. La controversia riguarda Zyprexa, pillola che, lanciata come “anti-psicotico” per il trattamento di schizofrenia e depressione, in questi anni ha fruttato ben 4 miliardi, un best-seller di Big Pharma, usato da almeno 20 milioni di persone nel mondo fin dal 1996. Per bloccare le cause contro lo Zyprexa finora l’azienda ha sborsato oltre 1,2 miliardi di dollari a 28.500 persone colpite variamente da taciuti e dannosi effetti collaterali, con più di 1.200 querele ancora in pendenza. Mentre un gruppo di citizen journalist ha attivato un apposito wiki pubblico per rilanciare materiali e analisi—inclusa una memo interna in cui l’azienda spiega di aver esplicitamente minimizzato tali effetti e allude ad altre procedure illegali. Anomalie confermate dal New York Times, che sottolinea come «pazienti e medici che fanno uso di Zyprexa devono conoscere le informazioni contenuti in quei documenti». La cui ulteriore diffusione è stata (per ora) bloccata da un giudice distrettuale, ma ovviamente il caso è tutt’altro che chiuso: la Electronic Frontier Foundation ha già presentato una mozione per togliere l’ingiunzione contro il wiki, e la prossima udienza è prevista per il 16 gennaio.

L’industria più redditizia del mondo

La figlia dell'imperatriceSi torna a parlare del libro La figlia dell’imperatrice con una recensione pubblicata di recente sul sito della rivista Macchianera diretta da Dario Meschi. L’articolo dedicato all’opera di Hans Ruesch viene inserito nella rubrica Balanzone e, seppur breve, il testo va a toccare uno dei punti cardine del volume: la piena attualità dei temi trattati malgrado il tempo trascorso. Si legge infatti quanto segue:

Oggi, “La Figlia dell’Imperatrice” rende giustizia alle nuove generazioni dimostrando come le rivelazioni del primo libro siano state sfruttate non per cambiar radicalmente metodo, ma per perseverare sulla strada sbagliata, che ha fatto della malattia l’industria più redditizia al mondo. Più ancora dell’industria della guerra. Perché ogni guerra prima o poi finisce. La malattia no, se c’è una grande industria tutta tesa a mantenerla in vita.

Il mercato continua a battere la ricerca

Big pharmaÈ un argomento affrontato già nel libro La figlia dell’imperatrice di Hans Ruesch e si tornerà ad approfondire il tema (insieme ad altri perché le tematiche sono più estese) la prossima primavera con Causa Comune di Philippe Agrain. Si parla ancora di farmaci e di profitti a danni dei pazienti. Riporta infatti oggi l’Ansa la notizia intitolata «Aids: “profitto domina la ricerca”» e si legge:

Contro l’Aids, che miete 3,1 milioni di morti all’anno, bisogna sottrarre la ricerca “alle leggi del mercato”. Lo ha detto il card. Javier Lozano Barragan intervenendo in Vaticano alla XXI conferenza internazionale del Pontificio consiglio per la pastorale della salute. La logica del mercato, ha denunciato il cardinale, “mossa dal profitto” motiva per esempio i “medicinali orfani”, cioè quelli che non si producono più per combattere queste malattie”.

A questo proposito è utile la lettura di questi approfondimenti:

Erba medica, però solo se sintetica

Erba medicaQuella che proponiamo è l’opinione di Angelo Averni, consulente legale dell’Associazione Cannabis Terapeutica (ACT) che ha curato il libro Erba medica e che rivendica il diritto alle cure a base di canapa. Presentare le parole dell’avvocato trova ragione nella recente proposta del ministro della salute Livia Turco (a cui l’ACT invia anche un appello) per snellire la pratica di acquisto diretto in farmacia (dietro normale ricetta del medico) di prodotti contenenti il THC, principio attivo degli oppiacei e contenuti anche nella marijuana in forma chimica e non naturale. Un business che si apre, per le industrie del farmaco, direbbe Hans Ruesch se si trovasse a integrare il suo La figlia dell’imperatrice a beneficio sicuramente del fatturato delle aziende prima che del benessere dei pazienti.
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Fare luce su truffe e miti infondati

La figlia dell'imperatriceQuackwatch si inserisce all’interno del dibattito innescato su questo blog dal libro La figlia dell’imperatrice di Hans Ruesh e relativo a big pharma e metodi a disposizione dei cittadini per sorvegliare ciò che accade sulla loro pelle. Molteplici le informazioni consultabili. In apertura si trovano le storie che il progetto intercetta e monitora (stop a progetti di ricerca disinvolti, frodi ad assicurazioni sanitarie, presunte epidemie e così via) mentre, proseguendo con la navigazione, si posso consultare documenti relativi ad agopuntura, trattamenti oncologici e terapie alternative, omeopatia, chiropratica, psichiatria e molto altro. Con quale scopo? Lo stesso con il quale ha iniziato la sua attività informativa il fondatore del progetto, Stephen Barrett: combattere truffe sanitarie, miti e concetti errati.

Una figlia sempre più chiacchierata

La figlia dell'imperatriceIl libro di Hans Ruesch, La figlia dell’imperattrice, continua a far parlare di sé. Sono tre infatti i siti web che riprendono notizia della storia sulla «grande industria della malattia». Il primo è Information Guerrilla, storico snodo telematico di controinformazione, che lo definisce un testo «dell’orrore reale e contemporaneo». Di seguiro arriva Caserta 24 ore quando parla di Scienziati contro la vivisezione: Contro le atrocità in laboratorio: qui si rimanda al lavoro di Ruesch (e anche al suo testo precedente, L’imperatrice nuda, uscito in italiano e immediatamente ritirato su grandi pressioni delle lobby dei farmaci) per trovare approfondimenti in tema. Infine, anche Vegetariani.it lo cita dando la notizia della scomparsa di Pietro Croce, che denunciò «con coraggio l’errore metodologico della sperimentazione animale, dopo averla praticata per anni» e fu presidente Imperatrice Nuda contro la sperimentazione animale.

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