Il Premio Castiglioncello 2011 vinto dal nostro “I segni dell’inganno. Semiotica della crittografia” di Caterina Marrone

Il 6 agosto 2011, alle ore 18, alla Limonaia del Castello Pasquini, un bel maniero neogotico immerso nel parco che lo circonda, di fronte a un nutrito pubblico interessato e partecipe, è stato premiato il libro e la sua autrice. Il volume, risultato vincitore dell’importante Premio Castiglioncello per la Comunicazione giunto alla sua VI edizione, è stato scelto, tra una vasta rosa di autorevoli partecipanti, editi da case editrici di primo piano, da una giuria di semiologi, linguisti e filosofi. La commissione giudicatrice ha riconosciuto originalità e chiarezza al testo, che pur affrontando un argomento ostico come può essere quello delle crittografie è stato reso agile e godibile da una scrittura che ha abbinato rigore, eleganza e semplicità. Il saggio si apre subito con un soggetto “duro”, le Ricerche filosofiche (1953) di Ludwig Wittgenstein, scoprendo che il filosofo austriaco, sotto “mentite parole”, usa per le sue esemplificazioni teoriche, tecniche e regole crittografiche senza mai menzionarle. E’ una scoperta questa che l’autrice mette a buon frutto perché è su tale guida che la Marrone procede all’analisi dei vari sistemi crittografici che l’ingegno umano è riuscito ad inventare dal settimo secolo a. C. (il biblico Libro di Geremia, il primo documentato) fino ad oggi. Continua

Dimagrire divertendosi: è possibile.

img_dg_newphp.jpegCome ridere di tutte le corbellerie che vi hanno raccontato finora e dimagrire per sempre imparando a digerire e recuperare la salute? Leggete il fresco di stampa “La dieta comica”, e lo saprete.
Come abbinare gli alimenti per digerire senza fatica? Come sfruttarne al meglio le proprietà nutrive? Nel libro sono contenute informazioni e spunti per modificare senza fatica l’alimentazione e migliorare la propria salute nel rispetto del pianeta e degli animali.
L’autrice, Mirna Visentini, economa dietista, è ideatrice del Metodo Digestivo Veloce che da 20 anni propone ai suoi pazienti con ottimi risultati. Iscritta alla Società Scientifica Nutrizione Vegetariana, si batte per un’alimentazione più consapevole e rispettosa di tutti gli esseri viventi. Nelle conferenze “Dietomotivando” spiega il suo metodo, fornendo ai partecipanti le tecniche pratiche e psicologiche per seguire, ridendo, la sua dieta.
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A ROMA UN LOCALE E PARTY GREEN, INSIEME A LEGAMBIENTE

unknown.jpeg“Ce la possiamo fare, porco bio”, Maurizio Gubbiotti coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente, lancia così la carica dei sorrisi a chi fa la scelta di star bene e viver sano. Per lui e per Pino Di Maula, ideatore di molte campagne e diverse testate ecologiste che ha poi diretto, “la rivoluzione deve essere sostenibile”.
L’occasione arriva con i green party che il giornalista ambientalista organizza, dalle 19.00 ogni sabato, in un locale di fresca apertura, pensato e ideato insieme anche a tre donne che nell’ambito del progetto “Consortium” (organizzazione che si occupa di formazione e reinserimento occupazionale di personale svantaggiato) oggi gestiscono “Fancy”, dall’ orto all’arte. Ovvero, spiega Pino Di Maula, l’idea è quella di unire un negozio di ortofrutta dentro una galleria d’arte. O anche il suo contrario. Insomma un luogo creato e pensato per il benessere a trecentosessanta gradi, di tutti coloro che lo vogliono frequentare. Continua

IL FALLIMENTO GLOBALE DEL PROIBIZIONISMO

images4.jpg Riprendiamo uno stralcio di articolo uscito su overgrow-italy.nl per commentare i disastri del proibizionismo, non solo a livello mondiale ma anche nostrano.

“La guerra globale alla droga “e’ fallita” e i Paesi del mondo dovrebbero valutare l’ipotesi di legalizzare la marijuana, per indebolire la criminalita’ organizzata. Sono le raccomandazioni contenute nel rapporto della Commissione globale per le politiche sulla droga, di cui fanno parte Kofi Annan e numerosi ex capi di Stato, in cui si esorta a trattare la droga come una “questione sanitaria”.
Per il rapporto serve un nuovo approccio per ridurre il consumo che sostituisca la strategia di criminalizzazione delle droghe e l’arresto dei consumatori. In sostanza, “vanno cambiati radicalmente i sistemi usati finora dagli Stati e dagli organismi internazionali per contrastare la tossicodipendenza” e “i tossicodipendenti devono essere trattati come pazienti”. Queste le conclusioni ufficializzate già lo scorso mese in una conferenza stampa tenutasi a New York.
“Le conclusioni e le proposte che vengono dalla ‘Global Commission on drug policy’ confermano, se ancora ce ne fosse bisogno, il fallimento delle politiche proibizioniste”. Continua

Il nostro “bestiale” tributo a Giorgio Celli

img_dg_newphp.jpeg Si è spento, all’età di 76 anni, il famoso entomologo Giorgio Celli. Era ricoverato all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico il 10 maggio, e da allora le sue condizioni erano rimaste molto gravi. Docente universitario all’Istituto di Entomologia e conduttore televisivo di trasmissioni sugli animali, era stato anche europarlamentare e consigliere comunale dei Verdi.
Stampa Alternativa ha avuto “l’onore”, seppur dal retrogusto amaro, di pubblicare il suo ultimo libro, uscito lo scorso mese e lasciar parlare la sua scrittura ci sembra il tributo migliore e meno retorico che possiamo dedicargli.
Nuovo bestiario postmoderno e altri scritti. Un libro bellissimo. E utile.
Sono più o meno 8 milioni i gatti e oltre 7 milioni i cani (per non parlare di pesci, uccelli, roditori vari, furetti, conigli ecc.) che convivono con noi nelle nostre case. Sono, a tutti gli effetti, membri delle nostre famiglie. Ci fanno compagnia, ci osservano, cercano di capirci.
Tutti noi, poi, nessuno escluso, abbiamo a che fare con migliaia di altri animali che, volenti o nolenti, conducono le loro vite accanto alle nostre. Come gli insetti, dalle formiche alle api. Spesso non si sa come “trattarli”, molti ne hanno addirittura paura. Succede anche perché non si ha dimestichezza con l’“altro”, col “diverso”.
Insieme a Giorgio Celli si impara a conoscerli divertendosi. Raccontando del cane simulatore, del gatto allo specchio, dell’ape farmacista, della formica robot, del piccione mistico. Continua

NUOVE ENERGIE E CORRETTA INFORMAZIONE

bio-hyst-258.jpg Da anni la nostra collana “EcoAlfabeto” è impegnata in tematiche ambientali, con un approccio sempre divulgativo ma attento a produrre una corretta informazione. Per questo, la casa editrice ha deciso di pubblicare questo documento che sembra allinearsi su molti punti a molti dei nostri intenti.

Nel clima di incertezza sulle forniture di energia, causato dalla crisi Nordafricana e dallo stop dei programmi sul nucleare, la tecnologia HYST (Hypercritical Separation Technology) dell’ing. Manola rende sempre più concreta la possibilità di utilizzare a fini energetici le abbondanti e praticamente inutilizzate biomasse lignocellulosiche.
L’HYST ha infatti già ottenuto importanti risultati nella valorizzazione delle paglie di cereali per la generazione di biogas, basti dire che da una tonnellata di “farina di paglia” prodotta con il processo HYST si può ottenere un quantitativo di metano pari a quello ricavabile da 2,5 tonnellate di silomais (la biomassa da energia di riferimento).
Simili risultati concretizzano la possibilità di sfruttare milioni di tonnellate di biomassa finora inutilizzate, anticipando di 10 anni le potenzialità degli attuali metodi di produzione. Continua

Tessera Libera Tutti!

presscard2011.jpgE’ dal 2008 che ogni anno rinnovo la Press Card di Stampa Alternativa. Non sono poi così tanti anni a pensarci bene. Eppure ho come l’impressione che siano molti. Saranno forse complici le numerose, anche innumerevoli volte che l’ho esibita pronunciando sibillino “Stampa” o in inglese “Press!”.
Sono fotografo giornalista. Propriamente FOTOREPORTER, per dirlo come è scritto sulla Press Card. Dal 2008 è il mio lavoro a tempo pieno.
Per mia predisposizione soggettiva e formazione culturale mi sono affezionato alla Press Card appena ne sono venuto a conoscenza. L’idea del mio personale sdoganamento dall’essere paria dell’informazione, la possibilità di abbattere il muro della lobby, di sgretolare la casta facendole perdere il controllo e dare così la possibilità a tutti di informare e aumentare ancora la pluralità dei punti di vista… esaltante! Geniale.
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Vino, birra e superalcolici sono cancerogeni fin dal primo bicchiere, caro professor Veronesi …

img_dg_newphp.jpegNel nostro nuovo libro-denuncia “La casta del vino” documentiamo come l’alcol etilico contenuto nelle bevande alcoliche sia un potente cancerogeno, da tempo riconosciuto come tale dalla comunità scientifica internazionale. Il professor Umberto Veronesi, tra le altre sue cariche presidente onorario dell’Osservatorio permanente sui giovani e l’alcol, che ha trai suoi soci Assobirra, la Confederazione Italiana della Vite e del Vino e l’Unione Italiana Vini, continua a sottostimare questo pericolo. In altri paesi del mondo, nella giornata dedicata alla prevenzione dei tumori, viene affermato con convinzione di non fumare e di non bere alcolici per ridurre il rischio. In Italia si comunica di non fumare e di bere “moderatamente” - in tal senso si è più volte pubblicamente espresso Umberto Veronesi - , concetto del tutto fumoso e assolutamente non scientifico.
L’alcol ha un ruolo diretto e dimostrato in almeno una dozzina di tumori. L’Istituto Nazionale sul Cancro francese denuncia come un solo bicchiere di vino al giorno aumenta il rischio di cancro della bocca e della gola del 168 %. Continua

Testimonianze inedite degli anni di piombo

img_dg_newphp.jpegFurono tanti gli innocenti che persero la vita nei cosiddetti anni di piombo. Uomini, donne, vecchi, bambini saltati per aria per una bomba scoppiata in un treno, una banca, una piazza. Oppure uccisi a pistolettate solo perché “colpevoli” d’appartenere a una categoria; della politica, del giornalismo, della magistratura o dell’avvocatura e via di seguito. “Giustiziati”: termine inappropriato per spiegare un atto che nulla ha a che spartire con la giustizia, nonostante – paradossalmente – nessun’altra parola come giustizia evochi la ribellione. “Scartate le cause secondarie che hanno prodotto le grandi agitazioni e arriverete quasi sempre alla disuguaglianza, che è origine di giusta ribellione” diceva Alexis de Tocqueville. Continua

Cattive compagnie. Come difendersi dalle assicurazioni

Cattive compagnieMa lo sapete che le polizze vita rendono poco o nulla e che i tassi comunicati ai poveri sottoscrittori sono illusori perché non considerano le pesanti commissioni che gravano sui contratti?
Lo sapete che per durate inferiori a 10 anni è quasi sicuro che il capitale maturato sia inferiore al totale dei premi versati?
Lo sapete che se volete svincolare una polizza vita prima della scadenza dovete “riscattarla”, cioè pagare profumatamente per riavere i vostri soldi?
Lo sapete che le polizze malattie sono inesorabilmente revocate non appena denunciate di essere malati e ve le rinnovano solo pagando premi altissimi?
Lo sapete che se subite un furto in casa dopo aver stipulato una polizza assicurativa potreste restare con un palmo di naso e ricevere un indennizzo miserrimo perché non avete firmato una clausola “primo rischio assoluto”?
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26 aprile 1986: 25 anni dalla catastrofe di Chernobyl

img_dg_newphp.jpegOggi cade il venticinquesimo triste anniversario dalla tragedia nucleare di Chernobyl e ancora in Italia chi governa ripropone il nucleare nel nostro territorio.
Lasciamo la parola a Riccardo Iacona, giornalista e conduttore Rai di “Presa diretta”, che sull’argomento ha firmato un’esaustiva introduzione al nostro fresco di stampa Chernobyl di Pavel Nică:
“Pavel Nică, giornalista e scrittore moldavo, ci ha messo ventisei anni per pubblicare la tragedia del XX secolo: arrivato come inviato speciale di un settimanale moldavo sulla scena di Chernobyl, nell’autunno del 1987, a poco più di un anno da quella notte tra il 25 e il 26 aprile del 1986, quando esplose il reattore 4 della centrale atomica, tutto quello che lui ha scritto da quella data in poi, tutte le sue inchieste sono state regolarmente censurate, dalla Moldavia sovietica, prima, e dalla Moldavia “democratica” uscita dal crollo dell’ex Unione Sovietica, dopo; e solo nel 2003 Pavel Nică è riuscito finalmente a raccontare quello che ha visto, che ha vissuto e quello che ha scoperto sulla tragedia atomica più grave mai successa da quando esistono le centrali nucleari.
Ventisei anni di silenzio, di censura, di bugie. Silenzio e censura sulle conseguenze della catastrofe, bugie sulle cause dell’incidente. E se c’è un filo conduttore solido che attraversa tutte le pagine di Nică è proprio quello della poca trasparenza, della cancellazione della verità e della gestione autoritaria che accompagna, sin dalle prime ore, i fatti di Chernobyl. È un’intuizione importante quella di Nică, perché in una certa misura vale anche per le democrazie occidentali, per i francesi, i tedeschi, per noi, che stiamo per costruire quattro nuove centrali nucleari; anche sul “nostro nucleare” è difficile fare informazione, perché il nucleare, dovunque nasce, costruisce attorno a sé un muro di difesa che centellina le informazioni, nasconde i fatti fin quando può e se deve rispondere lo fa sempre con forte reticenza: pensate a tutte le vicende legate ai depositi delle scorie radioattive in Europa, dal deposito di Sellafield in Inghilterra che alla fine è stato chiuso perché pericoloso per la salute pubblica, alla situazione francese e tedesca, quest’ultima particolarmente drammatica, visto che i fusti radioattivi contenuti nel deposito AsseII sono stati infiltrati dall’acqua e non si sa più come fare per spostarli da lì, ebbene su tutti questi fatti si è saputo qualcosa solo grazie a feroci battaglie volute dai cittadini e dalle loro associazioni. Continua

L’assurda criminalizzazione della “Fini-Giovanardi”

La marijuana fa bene Fini fa malePrendiamo spunto dall’ultimo workshop, organizzato dall’ASCIA (Associazione per la Sensibilizzazione sulla Canapa Autoprodotta in Italia), a Bologna, per ribadire insieme alle molte voci, che vi hanno partecipato, tra intellettuali, artisti e medici, l’esigenza di rivedere la regolamentazione italiana sull’uso terapeutico e ludico della cannabis, che invece, dall’approvazione della legge “Fini-Giovanardi”, si è ancora più assurdamente inasprita.
“Parlare di canapa potrebbe sembrare un argomento marginale, tenendo in considerazione i problemi che stiamo affrontando sia a livello nazionale che internazionale, ma siamo costretti a farlo in virtù di una legge in vigore, la Fini-Giovanardi, che a causa del carattere criminogeno, liberticida, discriminatorio, anticostituzionale e fondamentalista che riveste, provoca una vera e propria devastazione nella vita quotidiana di migliaia di famiglie. Come potrete vedere dalla documentazione fornita, il più delle volte ci si accanisce in maniera fobica contro una criminalità di fatto inesistente, punendo migliaia di persone che dall’uso di canapa hanno semplicemente contemplato uno stile di vita o peggio ancora che ne hanno assoluto bisogno a causa di patologie invasive. Continua

Giappone: la mafia aiuta la popolazione colpita?

img_dg_newphp.jpegIncredibile! La Yakuza, la mafia del Sol Levante, starebbe operando nelle zone colpite dallo tsunami e dalle radiazioni della centrale di Fukushima per far affluire gli aiuti ed alleviare così la sofferenza delle popolazioni.
Una vera e propria gara di solidarietà sarebbe in corso fra le più temute “famiglie” della Yakuza. Questa la notizia degli ultimi giorni che filtra da Tokio. In particolare, l’Inagawa-kai (terza organizzazione mafiosa giapponese, fondata nel 1948) avrebbe inviato nelle zone disastrate della provincia Tohoku camion zeppi di generi alimentari, di medicine e di altri strumenti utili. Stessa operazione starebbero compiendo sia la Yamaguchi-Gumi (prima famiglia), sia la Sumiyoshi-Kai (seconda famiglia).
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Uno sguardo sull’Africa che dal passato ci riporta al presente

Haile Selassie I
Oggi, l’Africa è emersa da questo cammino oscuro. Il nostro Armageddon è passato. L’Africa si è innalzata come un continente libero e gli Africani sono rinati come uomini liberi. Il sangue che è stato sparso e le sofferenze che sono state sopportate, sono oggi in Africa i pilastri della libertà e dell’unità. Quegli uomini che hanno rifiutato di accettare la sentenza inflitta su di loro dai colonizzatori, che hanno retto incrollabilmente attraverso le ore più buie, per la visione di un’Africa emancipata dal dominio politico, economico e spirituale, saranno ricordati e venerati ovunque si incontrano gli Africani. Ciò che si può pronunciare oggi, può aggiungere poco all’eroica lotta di coloro che grazie al loro esempio, ci hanno mostrato quanto preziose siano la libertà e la dignità umana, e di quanto poco valore sia la vita senza di esse. Le loro gesta sono scritte nella storia.
Eppure la vittoria dell’Africa, anche se proclamata, non è ancora totale, e le aree di riluttanza persistono. Oggi definiamo come nostro primo compito la grande liberazione definitiva di quegli Africani ancora dominati dallo sfruttamento e dal controllo straniero. Con l’obiettivo in vista, e un trionfo incondizionato alla nostra portata, non dobbiamo ora vacillare né rallentare né rilassarci. Dobbiamo fare un ultimo sforzo supremo; ora che la lotta si sviluppa, seppure affaticati, abbiamo conquistato tanto che l’esaltante senso di realizzazione ci ha portato quasi alla sazietà. Ma la nostra libertà non ha senso se tutti gli Africani non sono liberi. I nostri fratelli in Rhodesia, in Mozambico, in Angola, in Sudafrica, gridano con angoscia per il nostro sostegno e assistenza. Dobbiamo sollecitare a loro nome il loro pacifico accesso all’indipendenza. Dobbiamo schierarci ed identificarci con tutti gli aspetti della loro lotta. Sarebbe un tradimento se noi servissimo soltanto a parole la causa della loro liberazione e fallissimo nel sostenere i nostri discorsi con l’azione. A loro diciamo: il vostro appello non sarà ignorato. Le risorse dell’Africa e di tutte le nazioni amanti della libertà sono radunate al vostro servizio. Rincuoratevi, perché la vostra liberazione è vicina.”
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Una categoria in crescita problematica: gli anziani

img_dg_newphp.jpegQualche tempo fa ha condotto un’indagine molto interessante “Altroconsumo”, basata su un sondaggio a campione nazionale. Un’inchiesta per verificare in che situazione si trova una persona che ha bisogno di un posto per un parente anziano, magari non autosufficiente in una struttura sanitaria residenziale, con particolare attenzione ai costi e ai tempi d’attesa.
Da questa inchiesta si sono evinti molti problemi in cui si imbattono i familiari per la ricerca di una struttura del genere. In particolare emerge la difficoltà a trovare strutture con rette compatibili con le possibilità finanziarie delle famiglie. Le residenze più accessibili generalmente hanno liste d’attesa lunghissime e offrono posti sia privati sia in convenzione.
L’inchiesta fin qui tenuta, è utile per comprendere i problemi di accesso in cui ci si imbatte all’inizio ma anche per introdurre le problematiche in cui l’anziano e chi gli sta vicino, vanno incontro una volta che si è dentro la struttura. I problemi non sono finiti, casomai ne possono iniziare di altri, anche se non mancano le buone eccezioni. Continua

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