Tariffe postali: sorpresa di Pasqua o pesce d’aprile?

Foto di Flavio RoncoCancellata dalle Poste italiane la tariffa agevolata a favore dell’editoria. Grazie ai tagli che il Ministero dello sviluppo economico di concerto con il ministero dell’economia e delle finanze (a firma Tremonti & Scajola) con decreto del 30 Marzo 2010, ha comunicato alle Poste. Nel decreto vengono quantificate le risorse disponibili per i rimborsi per le tariffe postali agevolate all’editoria che ammontano a 50 milioni di euro, invitando le Poste ad adottare misure occorrenti a garantire il rispetto dei limiti di spesa rappresentati dallo stesso stanziamento. L’amministratore delegato delle poste non ci ha pensato su due volte, rendendo operativa la sospensione di tali agevolazioni a tutti gli editori a far data dal decreto. Tale misura restrittiva viene giustificata dal fatto che solo nel primo trimestre le riduzioni concesse dalle poste agli editori ammonterebbero proprio ai 50 milioni di euro stanziati dallo stato.

Un atto che ha dell’incredibile, sia per il modo con cui viene comunicato e giustificato e sia per la tempestività con cui viene adottato, guarda caso subito dopo la campagna elettorale regionale. E oltretutto mettendo ulteriormente in crisi un settore quale quello dell’editoria che già sconta problemi non indifferenti.

Ci si chiede però come mai a fronte dei milionari contributi statali dati alla casta dei giornali che pur diminuendo rispetto agli anni precedenti per effetto dei tagli governativi, rappresentano somme ben più ingenti, ce la si prenda con le povere case editrici che non godono di alcun contributo da parte dello stato e ad esse venga tolta l’unica sovvenzione che permetta di abbattere una parte dei propri costi di spedizione postale.
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Il giro del mondo in 80 gaffe: mi sta venendo un complesso di superiorità, meno male che ci sono io

Il giro del mondo in 80 gaffeEIN MANN IM DELIRIUM – UN UOMO IN DELIRIO, “Deutsche Welle”, Germania, 11 settembre 2009, Cosa volete, sono un po’ montato! (18 aprile 1994)

Non c’è nessuno sulla scena mondiale che può pretendere di confrontarsi con me, nessuno dei protagonisti della politica che ha il mio passato, che ha la storia che ho io. Da un punto di vista personale se c’è qualcuno che ha una posizione di vantaggio questo qualcuno sono io. Quando mi siedo a fianco di questo o quel premier o capo di Stato, c’è sempre qualcuno che vuole dimostrare di essere il più bravo, e questo qualcuno non sono io. La mia bravura è fuori discussione. La mia sostanza umana, la mia storia, gli altri se la sognano.
ANSA, 7 marzo 2001, alle ore 15:48. Sui giornali approda l’8 marzo 2001

Non ho mai registrato tanto entusiasmo nei miei confronti negli ultimi 14 anni, al punto che mi sono venute le stigmate. Non torno indietro, piuttosto mi sfilo.
“Corriere della Sera”, 11 dicembre 2007

Gli altri leader europei sanno che io vengo da un altro mondo, vengo considerato un tycoon, sono in una situazione di forza e di prestigio indiscutibile.
Roma, conferenza stampa, 21 dicembre 2001

Soffro a pensare a qualcuno dell’Unione che partecipa a un vertice del G8. Se penso a qualcuno dell’altra parte seduto al tavolo nei miei panni con Putin, Bush e Blair francamente mi sento male.
“Corriere della Sera”, 30 agosto 2005

Dimostrerò nero su bianco di essere eticamente superiore agli altri protagonisti della politica europea.
ANSA, 11 gennaio 2002. La depenalizzazione del falso in bilancio è del 16 aprile 2002
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Il giro del mondo in 80 gaffe: barzellette, strafalcioni e sentenze di Berlusconi

Il giro del mondo in 80 gaffe

SILVIO BERLUSCONI’S GIRLS, GAFFES AND GRAFT APPEAL TO ITALIAN VOTERS
Donne, gaffe e ritocchi: come Berlusconi attrae gli elettori italiani
“The Telegraph”, Gran Bretagna, 16 giugno 2009

Gaffe è un francesismo che indica una frase, una parola detta in modo erroneo o in un contesto sbagliato, ovvero uno strafalcione. Ma il gaffeur non se ne rende mai conto. Ignaro e ingenuo, va per la sua strada. Se qualcuno prova a fargli notare che le sue parole hanno creato imbarazzo e stupore, solo rare volte il gaffeur fa marcia indietro. Ma se è un uomo di potere, spesso il gaffeur, per riparare, aggiunge a gaffe altre gaffe.

Vero è che il gaffeur politico non è poi così sprovveduto come uno potrebbe pensare… e affida, sempre e volentieri, il proprio messaggio e la propria immagine pubblica a un motivetto orecchiabile e a una massima da cioccolatino, studiati con raffinata cura fino all’ultimo dettaglio da esperti pagati profumatamente. Ciò perché, in generale, egli vuole farsi apprezzare sia dai tifosi da stadio, sia dai perbenisti da sala da tè; sia, più concretamente, dagli avversari, anche i più efferati e sagaci, che deve però mettere in allarme e tenere sulle spine. Questa alchimia, detta anche “esercizio di potere”, non è affatto semplice e scontata. A volte, ci si riesce grazie anche a delle gaffe! Ma qui, in questo pastiche, ci troviamo di fronte al più grande gaffeur del mondo e di tutti i tempi: il cavalier presidente del Consiglio Silvio Berlusconi!

Oddio… siamo ormai abituati a trovare il suo faccione e le sue piroette dialettiche in tutte le salse: in comizi megalomani, in musical-convegni… ma soprattutto in costante esibizione edonistica ed egocentrica dei suoi meriti imprenditoriali, mentre elargisce cialdoni di saggezza nazionalpopolare, durante passeggiate pubbliche. Se navigate su Internet e provate a digitare “gaffe Berlusconi” in un qualsiasi motore di ricerca, troverete oltre 200.000 risultati. Solo su YouTube il cavaliere troneggia su ogni altro argomento con oltre 35.000 video.
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Gli stranieri e le sirene di marzo

Foto di AnnalisaA proposito della manifestazione del primo marzo. Il primo sciopero dei nostri immigrati. A proposito di persone altre che vengono da altri mondi che nessuno comprende… salvo alla fine coglierne tutti i vantaggi … Viene in mente Lusi, che è la protagonista di un racconto di Thomas Theodor Heine, scrittore, caricaturista, vissuto a cavallo fra ottocento e novecento, e che con maestria e leggerezza nelle sue fiabe ha ripreso i temi della narrativa popolare e ha fatto fare loro un bel tuffo negli ambienti borghesi della Germania d’inizio secolo (novecento intendo). Fiabe del secolo scorso, che sembrano storie dell’oggi.

Lusi, dunque, è l’ennesimo travestimento di quegli esseri fantastici, un po’ paurosi, un po’ dee, che dai loro mari, di tanto in tanto si affacciano sulla terra… Lusi, il cui vero nome era Melusina, era arrivata a fare la domestica in casa di una ricca coppia, proprio il giorno in cui era giunta la notizia della morte in mare del loro unico figlio. Lusi si era rivelata una domestica davvero invidiabile, anche se qualche volta diceva cose davvero strane. Aveva ad esempio chiesto di passare il suo giorno libero chiusa nel bagno… e poi… quella pesante collana di perle che portava sempre al collo! Era davvero inopportuno che un domestico portasse un gioiello falso così appariscente. Ma governata da Lusi, la casa andava avanti davvero bene. Fino al giorno in cui arrivò la crisi economica e le cose cominciarono ad andar male. Ed ecco che per aiutare il suoi padroni Lusi, offrì la sua collana di perle. “Per aiutare lor signori” dice. Viene quasi presa in giro, nessuno crede che le sue perle possano avere alcun valore, salvo ricredersi dopo l’attenta valutazione di un orefice. La crisi economica… allora come adesso ancora… e quante sirene suggeriscono ricette, e quali perle, noi non riconosciamo…
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Il gemello: un viaggio che parte in pieno Adriatico

Il gemello Michele LeoniL’uomo abbandonò il motorino appoggiandolo a un muretto prospiciente il molo. Adesso poteva buttare anche quell’ultima cosa che aveva rubato. Se l’indomani il proprietario di un simile rottame ne avesse denunciato il furto e poi qualcuno lo avesse trovato, a lui non importava nulla. L’indomani si sarebbe svegliato sull’altra sponda dell’Adriatico, con altri problemi. Viaggiare con quel pessimo arnese, scarburato, traballante, nella nebbia gelida e fitta, era stata una tortura, ma aveva dovuto arrangiarsi. Lo scafista aveva anticipato la partenza di ventiquattro ore e non c’era stato nulla da fare. Anche per uno scafista poteva tirare brutta aria.

Guardò l’orologio, era quasi mezzanotte. S’incamminò sul molo, era perfettamente in orario e il mare sembrava calmo. Si rincuorò. Navigare con simili barconi sul mare agitato, e per giunta con la nebbia, era un rischio bestiale, ma come al solito lui non aveva scelta. Doveva sempre sperare nella buona sorte, ormai. Gridò un nome in codice e lontano, in distanza, udì la risposta che sperava. Bene, poteva avanzare senza problemi. Dopo qualche passo distinse una luce fioca e udì altre parole, nella sua lingua. Si avvicinò e lentamente l’immagine di chi lo aspettava andò a fuoco. Un ragazzo di diciassette, diciotto anni, che teneva in mano una lanterna e guardava nella sua direzione con gli occhi sgranati, come se volesse bucare la nebbia. Un adolescente con la faccia quasi spaurita. Uno nuovo, non l’aveva mai visto.

“Sei tu quello che mi deve portare a bordo?”.

“Sì. Il carico è pieno, stiamo aspettando solo te”.

“Accidenti, che idea vi è venuta di anticipare di un giorno? Ho viaggiato con un trabiccolo di motore per tre ore ininterrottamente e sono ridotto a una lastra di ghiaccio. Ho il freddo anche dentro al cervello”.
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