Nervi d’acciaio e mente bipolare: intervista

Nervi d'acciaio di Carlo CastelliÈ uscito per i tipi di Stampa Alternativa un libro, Nervi d’acciaio, senza dubbio degno della nostra curiosità. A scriverlo è stato Carlo Castelli, 33 anni, bobbiese al debutto, che per il suo esordio letterario ha scelto un tema certamente delicato: la mente e le sue “deviazioni” o “tentazioni”. Parte di questa indagine autobiografica, una sorta di diario aperto al pubblico, la bipolarità, condizione della quale Castelli ci ha parlato in questa intervista.

Quando hai iniziato a scrivere Nervi d’acciaio?

Il libro è nato a tratti. Anni fa, quando in certi momenti il pensiero, fuori della mia volontà e automatico mi scorreva nella mente come un flusso inarrestabile, scoprii che l’unica cosa che mi permettesse di calmarlo era scrivere. Scrivendo creavo un pensiero di volontà accanto al flusso automatico. In questo modo, forse perché la mia mente non riusciva a formulare due pensieri contemporaneamente, il vortice si arrestava. In un periodo di tranquillità modificai la prima stesura. Finito il libro lo misi in un cassetto dove rimase quattro anni.

Cosa intendi comunicare con Nervi d’acciaio?

Voglio comunicare la speranza che è possibile risollevarsi da situazioni molto complicate. Mi sarebbe piaciuto trovare questo libro in libreria. È un libro istintivo e semplice; immediato e divertente. L’ironia mi è venuta spesso in aiuto.

Già da “La medaglia” (primo capitolo) si capisce che il tuo disturbo potrebbe essere di tipo bipolare. Diagnosi psichiatriche a parte, ritieni che questo disturbo ti appartenga appieno? Ti descriva perfino?
Continue reading

Non ho niente da dire, ma so come dirlo. Claudio Nutrito scrive un manualetto per i moderni opinionisti

Non ho niente da dire, ma so come dirloAncora mi risuonano nella mente le parole della prof di lettere al liceo che, citando Catone, ci rammentava sempre: “Rem tene, verba sequentur – Padroneggia l’argomento, le parole seguiranno”, quasi a voler sottolineare che, se non avevamo studiato, era inutile arrampicarsi sugli specchi. In fin dei conti si tratta di una massima vera: se conosci l’argomento puoi parlarne in qualsiasi modo. Claudio Nutrito, invece, ci dimostra che questo motto è quanto mai falso almeno per una categoria: gli opinionisti.

Nel suo pamphlet Non ho niente da dire, ma so come dirlo. Trattato ad uso del moderno opinionista, Nutrito, con acuto spirito di osservazione e sagacia, sviscera il modo di parlare degli opinionisti (anche televisivi) e dimostra che per parlare di un determinato argomento si può anche essere bellamente ignoranti. In dodici capitoletti godibilissimi, Claudio Nutrito inizia ad esaminare l’importanza di non farsi capire (riportando, tra gli altri, il famoso sketch di Walter Chiari sul sarchiapone), l’utilizzo delle premesse (premesso che…), l’abnorme uso del de-qualcosa e dis-qualcosa con tutti i più beceri luoghi comuni tra cui spicca l’uso di proverbi messi in mezzo alla discussione come i cavoli a merenda. Interessantissima la disamina delle parole risolutrici (coniugare, a misura d’uomo, comunicare, condividere, riappropriamoci…, riscopriamo…, bisogna verificare se esistono le condizioni, società civile) alle quali, personalmente, avrei aggiunto l’avverbio assolutamente che ultimamente sta dilaniando la lingua italiana.

Dopo aver letto questo trattato i dibattiti televisivi (se mai li seguite) vi appariranno in maniera totalmente diversa.
Continue reading

“La vendetta del risparmiatore” di Giuseppe Cloza

La vendetta del risparmiatore - Il seguito di Banca BassottiQuesto libro di Giuseppe Cloza è il naturale seguito de Banca Bassotti, al quale fa spesso riferimento durante la lettura. Se con Banca Bassotti l’autore spiegava con fare ironico tutti gli stratagemmi utilizzati nel mondo finanziario per cercare di spremere il più possibile gli ignari clienti (che però a volta se la vanno a cercare…), ora invece spiega come fare concretamente per difenderci.

La lettura di questo libretto è molto scorrevole, essendo scritto come un romanzo, anzi un “romanzo utile”, e se ne arriva alla fine quasi senza accorgersene. Personalmente le due parti più interessanti sono quelle in cui si parla delle tecniche di vendita utilizzate per appioppare qualsiasi prodotto finanziario, in genere esaltandone i vantaggi ma ahimè dimenticandosi di elencarne anche i costi, e quella in cui si parla in maniera più tecnica di come fare a capire REALMENTE quali sono i costi dei principali prodotti finanziari e in particolare dei propri conti correnti.

Da citare un passo di pagina 61, tanto semplice quanto illuminante riguardo il mercato finanziario e la compravendita di prodotti finanziari:

Dopo le tecniche di vendita, l’altra cosa essenziale è di non farsi fregare dal linguaggio ermetico – fumogeno da alta finanza. I mercati finanziari, in fondo, non sono diversi dai mercati dove si compra un chilo di patate: c’è sempre una merce da vendere o comprare e un prezzo su cui trovarsi d’accordo. Se per qualche motivo le patate scarseggiano, magari per uno sciopero dei trasporti, il loro prezzo aumenterà, perché le poche disponibili saranno contese: la patata è la stessa, ma il suo valore è aumentato perché la quantità non basta a soddisfare la richiesta. E chi le possiede alza la posta da pagare per venderle. Lo stesso vale, ad esempio, per le azioni in borsa.

Continue reading

“Non ho niente da dire, ma so come dirlo” di Claudio Nutrito

Non ho niente da dire, ma so come dirloSe volete farvi due risate e riflettere sul potere che la lingua esercita sulle nostre menti, colte o incolte che siano, vi consiglio spassio e appassionatamente Non ho niente da dire ma so come dirlo. Trattato ad uso del moderno opinionista di Claudio Nutrito, edito da Stampa Alternativa/Nuovi equilibri.

Vi dico subito che Claudio Nutrito di mestiere fa il consulente e il formatore aziendale, ha scritto vari articoli apparsi su diverse testate ed è autore di altri libri dai titoli: Parole paravento, Non tutto il marketing vien per nuocere e Voglio essere più creativo!

Tanto per precisare che il soggetto “lingua e comunicazione”, Claudio Nutrito lo mastica quotidianamente.

E, infatti, questo librettino di 94 pagine (+ breve elenco finale di citazioni sull’opinione), ci conduce, ridendo e scherzando, proprio attraverso una lieve analisi della nostra lingua che ben si presta a parlar bene senza dire nulla.

In 17 x 12 cm di libro, l’autore spiega come esprimere tutto e il contrario di tutto, citando, listando e commentando ironicamente vari esempi linguistici. Vaste e ricche di contenuti le diverse categorie grammaticali cui l’autore fa riferimento: aggettivi, avverbi, prefissi e suffissi – sapientemente posizionati.

All’appello linguistico non mancano però le illuminazioni sull’uso e consumo di proverbi, espressioni tipo, parole nuove- inevitabilmente introdotte da un dotto e innovativo “che io chiamo…”, rimedi per qualunque problema – che sia esso a monte o a valle- e che cominciano sempre con uno strategico “ci vorrebbe…” e quant’altro la lingua ci offre per straparlare senza alcuna cognizione di causa – e spesso anche di effetto.
Continue reading

Il giro del mondo in 80 gaffe: Berlusconi non è un comico qualunque

Il giro del mondo in 80 gaffeBERLUSCONI IST NICHT IRGENDEINE WITZFIGUR – BERLUSCONI NON È UN COMICO QUALUNQUE
“Der Standard”, Austria, 8 settembre 2009

****

Un malato di Aids va dal medico e gli chiede:
– Dottore cosa posso fare per la mia malattia?
Il medico risponde:
– Faccia delle sabbiature.
– Ma dottore, mi faranno veramente bene?
– Bene no, ma sicuramente si abituerà a stare sotto terra.

4 aprile 2000. Sulla nave azzurra Berlusconi rompe il ghiaccio… In ordine, protestano: Walter Veltroni, Rosy Bindi, l’immunologo Ferdinando Aiuti, il verde Pecoraro Scanio, Giuseppe Fioroni, l’attuale presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, Fausto Bertinotti, il presidente della commissione Affari Costituzionali Marida Bolognesi, Pierferdinando Casini, l’Arci, la Lila (Lega italiana di Lotta all’Aids).

Questo episodio è uno dei primi in cui Berlusconi applica la politica creativa. Infatti ribatte alle critiche: Non potevo aspettarmi una reazione di questo tipo
per una barzelletta detta in privato, non mi aspettavo questo polverone perché la tecnica della battuta per esorcizzare i guai del mondo è una tecnica antica. La sinistra è arrivata alla frutta se ha bisogno di questi argomenti per fare campagna elettorale.

****

C’è l’elicottero di Berlusconi e con i suoi figli si sta recando non so dove… passa sopra la manifestazione della CGIL… allora si incuriosisce, guarda giù e vede che sono tutti arrabbiati. Allora ha una pensata:
– Sapete cosa faccio? Prendo un biglietto da 10.000 euro così ne faccio felice almeno uno…
Il figlio, che ha una mentalità matematica, dice:
– Papà, ma allora butta giù due biglietti da 5.000 euro, così sono contenti in due!
La figlia di ricalco dice:
– Butta giù dieci biglietti da 1.000 euro e ne fai contenti dieci!
Il pilota dell’elicottero si volta e dice:
– Ah, dottò!… se si butta giù lei fa contenti tutti!
Continue reading