Il racconto attraverso le voci dei pazienti

Non ho l'arma che uccide il leone di Peppe Dell'AcquaLe storie di questo libro, Non ho l’arma che uccide il leone, hanno costituito la traccia per un lavoro televisivo realizzato per Rai3. Il regista, Gabriele Palmieri, ha lavorato per più di un mese con Nadia, Paolo, Maria, Silvio, Peppino i quali si sono prestati a raccontare la loro storia e la loro quotidianità. Il programma è andato in onda nell’aprile del 1981. Il libro è pubblicato integralmente.

La rilettura ha generato la necessità di sottolineare, allargare, precisare. Un tanto è stato fatto. Nella prima parte, a margine di alcuni racconti, un appunto restituisce al lettore emozioni, nostalgie, memorie, riflessioni che vogliono non tanto analizzare quanto rendere ragione di alcune circostanze, talvolta particolari, in cui quegli eventi sono accaduti. Nella seconda parte la cronologia, anno per anno, è stata arricchita da quanto alla rilettura appariva assolutamente mancante e, nella valutazione di chi scrive, sicuramente necessario per una più ampia comprensione di tutta la vera storia.

Alcune storie della prima parte, inoltre, sono state oggetto della mia tesi di specializzazione in psichiatria, all’università di Parma dove Franco Basaglia insegnava. Qualche anno dopo cominciai a mettere insieme quelle storie, più altre che intanto avevo cominciato ad appuntare. Dopo la stagione del cantastorie, soprattutto, il desiderio di mettere insieme quanto stava accadendo e raccontarlo, sostenne la composizione del libro. Chiesi a Franco Basaglia di scrivere la presentazione del libro e lui si rese disponibile.
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