Sostanze dannose: al primo posto l’alcol

Ieri sera su Rai 3 Roberto Benigni ci ha fatto piangere e ridere, come solo i grandi sanno fare. Tra le lacrime e le risate, ha proposto anche agli stessi uomini della coalizione di mandare il premier a casa e prospettato di farsi una bella vacanza tutti insieme ad Antigua, con tanto di musica rasta e cannoni da fumarsi. Come suggerito poi dalla linea del suo avvocato, Benigni ha pure aggiunto, di scherzare che fumare fa male, ma se si deve finire come Alfano e Ghedini, be’, allora è meglio farsi due canne…
Ha scagliato una pietra anche il grande Roberto, forse, a favore della pianta più perseguitata del mondo, ieri sera, insieme a tutte le fonti scientifiche attendibili del mondo che continuano a discreditare i presunti danni della cannabis. L’ultimo esempio sono le tabelle riportate da “Lancet” che, in ordine di pericolosità e danni provocati, mette l’alcol al primo posto e la cannabis solo al sesto.
tabella “The Lancet”
Continue reading

Per il professor Giacosa una copia gratis di “Vino e bufale”

Vino e bufale di Enrico Baraldi e Alessandro SbarbadaSembrerebbero buone notizie, ma l’evidenza che si tratta di bufale è addirittura il fatto meno preoccupante. Chi ha avuto tra le mani il nostro “Vino e bufale” ha imparato che il problema non è la bevanda che veicola l’alcol etilico, ma è per l’appunto questa sostanza. L’alcol etilico è una molecola tossica, che produce dipendenza al pari dell’eroina e che ha, tra gli altri effetti dannosi, quello che aumenta il rischio di ammalarsi di il cancro. L’alcol etilico che si trova nella bevanda vino è lo stesso che è presente nella birra, nei superalcolici, negli aperitivi alcolici e nelle altre bevande (tipo alcopop) che un’industria interessata unicamente ai propri interessi promuove senza scrupoli soprattutto tra i giovani.

Vino e bufaleNel vino poi si trovano alcune centinaia di altre sostanze, qualcuna parimenti tossica, qualcun’altra innocua come, per l’appunto, l’acqua; altre ancora, presenti in tracce insignificanti per l’organismo di chi le assume, hanno assunto nel tempo un ruolo di star della manipolazione dell’informazione. E il Resveratrolo è la superstar ai danni della corretta conoscenza. Solo che ormai la bufala del Resveratrolo da un po’ di tempo non la beve più nessuno: ormai si sa che il Resveratrolo al pari di tutti gli altri antiossidanti non produce tutti gli effetti positivi che si speravano, ma soprattutto è dimostrato senza dubbi che per introdurne una quantità significativa per l’organismo umano attraverso il vino bisognerebbe consumare dalle 40 alle 1000 bottiglie al giorno. Insomma affidare le virtù salutari del vino al Resveratrolo o ad altri antiossidanti è la madre di tutte le  bufale.

Ne consegue che tutte le informazioni contenute nell’intervento (che a seguire riportiamo testualmente come appare sul sito www.enotime.it) del professor Attilio Giacosa, direttore del Dipartimento di Gastroenterologia del Policlinico di Monza, sono insostenibili dal punto di vista scientifico e gravemente fuorvianti. L’alcol etilico e il vino che lo contiene e lo veicola più frequentemente in Italia, è fortemente collegato all’insorgenza di malattie  cardiovascolari e neurologiche, esattamente quelle per prevenire le quali ne viene consigliato il consumo.
Continue reading

Vino e bufale: il coraggio di affrontare le notizie scomode

Vino e bufale di Enrico Baraldi e Alessandro SbarbadaVino e bufale è fresco di stampa, ma l’interesse e le polemiche sull’argomento lo precedono prima ancora di accompagnarlo. Esiste una lobby costituita da produttori di vino e altre bevande alcoliche, politici (qualche volta anche produttori) e detentori del potere dell’informazione che manipola le notizie che riguardano l’alcol. Cioè gli organi di informazione ci nascondono con meticolosa precisione i gravi effetti che questa sostanza ha sulla nostra salute e sulla nostra società e, nel contempo, inventano articoli ad effetto che sostengono virtù miracolose di sostanze presenti nel vino e talvolta anche dell’alcol stresso.

Spesso la medicina stessa viene asservita al potere di questa lobby che difende interessi economici giganteschi e lo fa, per l’appunto, sulla nostra stessa salute. Vino e bufale documenta rigorosamente con rimandi a lavori scientifici e alla posizione ufficiale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che l’alcol è la seconda causa di cancro evitabile (viene subito dopo il fumo di sigaretta) , che è la prima causa di morte nei giovani, che provoca il 10% dei ricoveri ospedalieri e che i costi sociali ad esso imputabili equivalgono quasi a una finanziaria. Un’attenzione particolare è riservata al problema alcol-guida: bere alcolici prima di mettersi al volante aumenta fino a 380 volte il rischio di incidenti in seguito alle alterazioni che questa sostanza provoca su cervello e performance.

Sono dati all’apparenza incontrovertibili e schiaccianti: di conseguenza una società dovrebbe organizzarsi per proteggersi dall’alcol e non per promuoverne produzione, diffusione e consumo. Ma provate a rileggere queste ultime righe sostituendo alla parola “alcol” la parola “vino”. Da un punto di vista pratico non cambia nulla perché il principale componente del vino è per l’appunto l’alcol, ma dal punto di vista concettuale l’ottica si capovolge: la nostra cultura e gli interessi dominanti sono troppo legati al vino perché si possano accettare le verità scomode che lo riguardano anche se le conseguenze sulla salute di tutti sono gravissime.
Continue reading

I serial killer? Sono i manicomi e le multinazionali degli psicofarmaci

Enrico Baraldi con James GradyLa 6° edizione del festival del giallo e del noir italiani Giallo Luna Nero Notte di Ravenna ha avuto come filo conduttore il tema della follia per non dimenticare il trentennale della legge 180. Accanto ad autori cult del genere, da Carlo Lucarelli al mitico James Grady, celeberrimo autore de I sei giorni del Condor, ho avuto un posto anche io con il mio Psicofarmaci agli psichiatri. Dal canto mio, ho cercato di contribuire a superare un’accesa polemica nata a seguito di uno dei titoli degli incontri di Ravenna: “Pazzi e assassini”. Associazioni di familiari di pazienti psichiatrici unitamente al Partito di Rifondazione Comunista hanno ritenuto infatti che queste due parole messe vicine alimentino in modo grave il pregiudizio sulla pericolosità del malato mentale rendendo vano lo spirito di integrazione sociale su cui si fonda la riforma di Franco Basaglia.

Ho iniziato il mio intervento affermando con forza che se nella storia della psichiatria si può individuare un serial killer, questo è solo da identificarsi nell’istituzione manicomiale stessa che nel tempo ha ucciso, se non altro dal punto di vista civile, migliaia di persone sofferenti. Del resto ha sottolineato proprio come nella storia di libro Psicofarmaci agli psichiatri, le due pazienti schizoferniche protagoniste abbiano se mai un ruolo salvifico nei confronti dell’autore, mentre l’assassinio che si consuma sull’isola di Itamaracà riconosce il colpevole nel sistema delle multinazionali degli psicofarmaci.
Continue reading

“Curarsi da soli… psichiatri permettendo”

Gianna SchiavettiIn tanti hanno seguito durante questi mesi l’avventura di Stampa Alternativa nell’universo della psichiatria: dal romanzo Psicofarmaci agli psichiatri alla riproposta di Non ho l’arma che uccide il leone, dal libro fotografico su Franco Basaglia all’Onda pazza di Peppino Impastato. E in tanti hanno partecipato al prologo mantovano, riconosciuto all’interno del Festivaletteratura, del VI Festival della Letteratura Resistente di Pitigliano Matti chiari amicizia lunga.

Sono certo che lo straordinario successo di Alice Banfi con la sua vibrante testimonianza Tanto scappo lo stesso presentato di recente in forma di intervista anche sul sito di Rete 180 – La voce di chi sente le voci vuole essere il traino per un altro libro che celebra in modo altrettanto adeguato questo trentennale della Legge Basaglia.

Si tratta di un diario, di un altro racconto in diretta che, diversamente dalla forza prorompente di Tanto scappo lo stesso, si presenta sottovoce, in punta di piedi e ha bisogno di essere accolto con disponibilità d’animo e sintonia particolare. Mi riferisco a La schizofrenia non esiste e se esistesse io vorrei averla di Gianna Schiavetti.
Continue reading