LA CULTURA A SALDO TUTTO L’ANNO

stand_sa_02.jpgContinua su tutta la stampa nazionale, un fitto dibattito sulla legge in discussione alla Camera che fissa uno sconto del libro sul prezzo di copertina al 15%, concedendo agli editori la possibilità di attuarlo per tutto l’anno. Mentre prima lo sconto non era fissato per legge, ma le campagne potevano effettuarsi non più di due volte l’anno.
Ci sono diverse scuole di pensiero che si alternano nell’aderire o meno a questo progetto di legge. Da una parte gli editori medio piccoli e indipendenti ne bocciano la finalità, dall’altra i librai indipendenti vedono nella nuova legge uno strumento per limitare i grossi editori dallo scontare selvaggiamente le novità e da un’altra ancora i medesimi grossi editori, anche loro in forte crisi di vendita, vedono in questa legge riconosciuto il diritto minimo di sconto, con la possibilità, soprattutto, di praticarlo sempre.
Da che parte schierarsi? Chi ha ragione e chi no e chi ci perde da una legge così?
Stampa Altrernativa/Nuovi Equilibri ha firmato la petizione al “Pisa Book Festival” aderendo alle posizioni degli editori indipendenti che protestano contro una legge che fissa lo sconto del libro, liberalizzandolo per tutto l’anno. Capiamo però, anche le ragioni dei librai indipendenti che vedono nel tetto di sconto fissato per legge, un minimo di salvaguardia sulla concorrenza sleale a cui spesso sono soggetti, per via delle politiche commerciali dei grossi editori che privilegiano tale sconto nelle loro grandi catene libraie e supportati dalla loro distribuzione. Ma al tempo stesso pensiamo che questa sia effettivamente un brutta legge, che come al solito scontenta tutti e non risolve alcun problema.
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Tariffe postali: sorpresa di Pasqua o pesce d’aprile?

Foto di Flavio RoncoCancellata dalle Poste italiane la tariffa agevolata a favore dell’editoria. Grazie ai tagli che il Ministero dello sviluppo economico di concerto con il ministero dell’economia e delle finanze (a firma Tremonti & Scajola) con decreto del 30 Marzo 2010, ha comunicato alle Poste. Nel decreto vengono quantificate le risorse disponibili per i rimborsi per le tariffe postali agevolate all’editoria che ammontano a 50 milioni di euro, invitando le Poste ad adottare misure occorrenti a garantire il rispetto dei limiti di spesa rappresentati dallo stesso stanziamento. L’amministratore delegato delle poste non ci ha pensato su due volte, rendendo operativa la sospensione di tali agevolazioni a tutti gli editori a far data dal decreto. Tale misura restrittiva viene giustificata dal fatto che solo nel primo trimestre le riduzioni concesse dalle poste agli editori ammonterebbero proprio ai 50 milioni di euro stanziati dallo stato.

Un atto che ha dell’incredibile, sia per il modo con cui viene comunicato e giustificato e sia per la tempestività con cui viene adottato, guarda caso subito dopo la campagna elettorale regionale. E oltretutto mettendo ulteriormente in crisi un settore quale quello dell’editoria che già sconta problemi non indifferenti.

Ci si chiede però come mai a fronte dei milionari contributi statali dati alla casta dei giornali che pur diminuendo rispetto agli anni precedenti per effetto dei tagli governativi, rappresentano somme ben più ingenti, ce la si prenda con le povere case editrici che non godono di alcun contributo da parte dello stato e ad esse venga tolta l’unica sovvenzione che permetta di abbattere una parte dei propri costi di spedizione postale.
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“L’arte della gioia”: altro che a spese proprie

Sono d’accordo sulle puntualizzazioni di Marcello Baraghini circa le vergognose affermazioni di Pellegrino che dice di aver fatto a sue spese l’edizione integrale dell'”Arte della Gioia” del 1998. Si trattò infatti non di contributo bensì di anticipazione finanziaria pari a circa il 58% della spesa globale da sostenere (l’edizione integrale infatti constava di 700 pagine, costò alla casa editrice 12.000.000 di vecchie lire e fu venduta in libreria a un prezzo calmierato di 14,50 euro). Prestito che fu tutto restituito nell’arco di dodici mesi. Dunque, come si fa a dichiarare che si trattava di edizione fatta a sue spese ? E il lavoro pressoché gratis fatto dall’editore per editing, progetto grafico, correzione bozze e cura della promozione e distribuzione?

Un caso che ha veramente del vergognoso. A questo, e dato che curai personalmente i rapporti con Angelo Pellegrino per quel che attiene tutta la parte economico-finanziaria, vorrei aggiungere altre verità non dette sul caso editoriale “Arte della gioia” di Goliarda Sapienza. Una cosa è certa: Angelo Pellegrino ha voluto cancellare ogni riconoscimento alla nostra casa editrice per aver contribuito a far nascere in Italia e in parte all’estero questo caso.

Si è volutamente omesso che, dal 2002 al 31 dicembre 2007, Stampa Alternativa ha portato in libreria altre due edizioni di questo libro, tutte più volte ristampate e che dal 2002 ad oggi (per effetto del nuovo contratto stipulato) Angelo Maria Pellegrino ha percepito circa 25.237,00 euro di royalty fra diritti italiani ed esteri. Va ricordato poi che Stampa Alternativa fece un’ulteriore concessione: pur non avendo alcuna titolarità a farlo in base al contratto firmato con noi, Angelo Pellegrino incaricò un’agenzia di rappresentanza a cedere a suo nome i diritti di traduzione del libro di Goliarda in Francia e Germania, dandoci comunicazione di ciò soltanto a cessioni avvenute, dalle quali quindi la nostra casa editrice non ha percepito alcuna royalty.
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Librerie fiduciarie: arriva “Parole Ribelli” a Orvieto

Parole Ribelli a OrvietoDopo Napoli e Libridò, si alimenta di una nuova realtà il panorama che ruota intorno a Stampa Alternativa, che così rinforza la sua presenza nel territorio. Stiamo parlando della città di Orvieto e della libreria Parole Ribelli. Questo infatti il nome del locale, che è uno spazio in cui trovare tanta buona musica, i migliori CD, tutti i libri di Stampa Alternativa e un’ampia scelta di pubblicazioni di altri editori che hanno aderito al progetto delle librerie affiliate, con un settore particolare dedicato alla musica e al fumetto. Al suo interno si potrà trovare una scelta di piccole e medie case editrici, nel tentativo di mostrare un panorama di un editoria Grande, diversa e non accessoria all’editoria dei grandi gruppi editoriali.

Il progetto prevede il coinvolgimento diretto di tutte le case editrice presenti. Vale a dire che ogni editore fornisce direttamente i propri materiali e si incaricherà anche di costruire nel tempo eventi legati alle proprie iniziative editoriali. Parole Ribelli nasce anche come punto affiliato al marchio Stampa Alternativa, casa editrice che da anni è attiva sul territorio nazionale alla ricerca di un modo nuovo per fare cultura.

Le librerie affiliate, dunque, sono luoghi. Luoghi dove si libera la cultura; luoghi che, senza la patente delle grandi superfici possono rappresentare riferimento per il lettore attento, curioso ed esigente; luoghi dove poter trovare testi di pregio anche fuori dai grandi circuiti; luoghi dove poter attivare iniziativa; luoghi che rappresentano gangli di una rete sottile e diffusa che caratterizza la provincia italiana fatta di ambienti straordinari, di grande interesse storico e artistico, fatta di persone attente e curiose, fatta di imprenditori che non credono nel mercato mordi e fuggi ma vogliono costruire.

Nasce Libridò, la prima libreria fiduciaria di Stampa Alternativa

Stampa AlternativaSi inaugura oggi (sabato 10 novembre), alle 19, a via San Sebastiano, nel centro storico di Napoli, Libridò, la prima delle librerie fiduciarie di un nuovo progetto in partenza, Stampa Alternativa d’Italia. Libridò è un progetto nato in occasione dell’ultima edizione di Galassia Gutenberg, dalle chiacchiere fra Angelo Leone (direttore commerciale Stampa Alternativa), Riccardo Brun (autore de La città di sotto) e Roberto Valentini (esperto di libri antichi e rari).

Il progetto è poi diventato poco a poco concreto grazie all’occhio vigile, ai consigli e all’esperienza di Angelo, e all’entusiasmo e il coraggio di Roberto. Intorno a Libridò ruotano una serie di scrittori, giornalisti, lettori napoletani. A gestirlo sarà Roberto Valentini. Libridò, oltre ad offrire praticamente l’intero catalogo di Stampa Alternativa, avrà i libri di tutte quelle case editrici che incentrano il loro lavoro sull’identità, la qualità e la ricerca, ma che difficilmente si trovano nei grandi megastore o nelle grandi librerie sempre più massificate nell’offerta culturale e sempre più piegate rispetto alla logica dei grandi gruppi editoriali.

L’esperimento Libridò punta anche a stabilire un contatto diretto fra editori e lettori, scavalcando per quanto possibile il sistema della distribuzione e della promozione. Questo spazio sarà anche il luogo dove presentare i libri di Stampa Alternativa e consentire l’interazione fra autori e lettori. Al piano di sopra Libridò ha una postazione internet con quattro computer fatta con “binario etico”, tutta con pezzi di riciclo riassemblati, sulla quale gira la piattaforma GNU/Linux, alternativa solida e libera al sistema operativo Windows della Microsoft. Insomma, una bella avventura, che nasce in una città che attraversa un momento difficile ma che vive di mille fermenti culturali e che possiede dentro di sé l’infinita possibilità di rialzare la testa. Un appuntamento immancabile per gli amici di Stampa Alternativa che finalmente troveranno tutto quello che la casa editrice ha pubblicato e pubblica, nonché un luogo di passaggio per tutti gli autori della nostra casa editrice.
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