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– Anteprima de I mille volti di Anonymous su Il Venerdì di Repubblica (15/01/2016)
– Recensione di Quando Google ha incontrato WikiLeaks su Sette del Corriere della Sera (15/01/2016)
– Recensione di Racconti delle due città (e altro) su Il Venerdì di Repubblica (15/01/2016)
– Articolo-intervista con Patrick Cockburn su Il Venerdì di Repubblica: “Ma Palmira è conseguenza dei timori Usa” (19/06/2015)
– Recensione del Dossier su Aldo Capitini su L’Indice (Maggio 2015)
– Traduzione di un ampio articolo di Patrick Cockburn su Repubblica: “I fragili equilibri del Medio Oriente” (17/04/2015)
– Recensione di Slangopedia: dizionario dei gerghi giovanili su L’Espresso (26/03/2015)
– Recensione di Bibi-la-Bibiste su Il Giornale (21/02/2015)
– Panoramica dei libri italiani in uscita su Isis e dintorni, su LaStampa.it (22/02/2015)
– Articolo-recensione de L’ascesa dello Stato islamico su Il Manifesto (21/02/2015)
– Recensione de L’ascesa dello Stato islamico su Radio Popolare Milano (19/02/2015)
– Intervista con Patrick Cockburn su L’Espresso (05/02/2015)
Comunicato-stampa per il lancio de L’ascesa dello Stato Islamico

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Anonymous, nella tana dei nuovi bucanieri di Sebastiano Triulzi

Qui il pdf integrale

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Assange, la ‘popstar’ che si crede Solzenicyn di Diego Gabutti

Qui il pdf integrale.

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Manhattan, il luogo dove succedevano le cose di Tiziana Lo Porto

Qui il pdf integrale.

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Ma Palmira è conseguenza dei timori Usa, di Raffaele Oriani.

Qui il pdf integrale.

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Un dossier su Aldo Capitini, teorico della nonviolenza, di Giovanna Lo Presti.
Perde chi cede, chi si stanca, chi ha paura.

Qui il pdf dell’edizione cartacea.

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L’intesa tra Usa e Iran sul nucleare non è bastata.
Ora è l’Arabia Saudita a mettere in pericolo i già fragili equilibri del Medio Oriente, guidando una serie di sanguinosi raid contro i ribelli Houthi. E da settimane a Sana’a è tornata la guerra.

Qui il pdf dell’edizione cartacea.
Qui l’originale su The Independent (A young prince may cost Syria and Yemen dear, 05/04/2015).

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Non si bogarta così, limone!, di Valerio Magrelli.
Da Alef a zaca, da CTM a MOM. Il gergo dei giovani lettori dell’Espresso arriva in libreria. E un poeta spiega il fascino di questa Slangopedia.

Qui il pdf dell’articolo dell’edizione cartacea.

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In poco c’è tutto. Il micro-romanzo della Linossier,  di Davide Brullo.

Qui il pdf dell’articolo dell’edizione cartacea.

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Isis/Daesh: a ognuno il suo libro, di Francesca Sforza
Le librerie sono piene di titoli che cercano di spiegare, studiare e raccontare il fenomeno del nuovo stato islamico. È il segno che c’è molta voglia di saperne di più: ecco una breve guida per orientarsi.
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Recensione di Alessandro Dal Lago, su Il Manifesto del 21 febbraio (l’intera pagina 10, “Culture”), del libro L’ASCESA DELLO STATO ISLAMICO – IL RITORNO DEL JIHADISMO di Patrick Cockburn.

L’ordine cupo del califfato — Patrick Cockburn, nel suo «L’ascesa dello stato islamico», sfata il mito dell’arcaismo dell’Isis, insistendo sull’uso sapiente dei social network.

Qui l’articolo originale sul sito de Il Manifesto, previa registrazione gratuita. Invece qui il pdf dell’intera pagina dell’edizione cartacea.

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Questo il testo della recensione di Vincenzo Mantovani nella rubrica esteri di giovedì 19/2 su Radio Popolare di Milano (qui l’audio mp3 dell’intera puntata, la recensione è negli ultimi minuti) del libro L’ASCESA DELLO STATO ISLAMICO – IL RITORNO DEL JIHADISMO di Patrick Cockburn.

Cento giorni. Tanti sono bastati allo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (Isis) per stravolgere la politica mediorientale. Nell’estate del 2014, unendo il fanatismo religioso all’esperienza militare, i combattenti jihadisti hanno riportato una serie di clamorose vittorie sulle forze armate irachene, siriane e curde. E ora si affacciano al Mediterraneo occupando a una a una le città costiere della Libia. Spietato nel pretendere un’adesione incondizionata alla propria versione dell’Islam, l’Isis ha ucciso o costretto alla fuga tutti coloro che considerava apostati, o che semplicemente si opponevano al suo potere. E’ dall’epoca dei Khmer rossi in Cambogia, quarant’anni fa, che il mondo non aveva più visto niente di paragonabile al loro modo di usare la violenza per terrorizzare gli avversari.

In questi cento giorni la geografia politica della regione è cambiata sotto gli occhi dei suoi stessi abitanti. E’ finita la fase della storia irachena iniziatasi con l’invasione angloamericana del 2003: un periodo caratterizzato dal tentativo dell’opposizione di estromettere gli uomini del vecchio regime per creare un nuovo Iraq in cui le diverse comunità potessero governare insieme il paese. L’Isis è figlio della guerra al terrorismo intrapresa dagli Stati Uniti dopo gli attentati dell’11 settembre scegliendo Saddam Hussein come capro espiatorio ed eludendo il confronto con l’Arabia Saudita, il Pakistan e le monarchie del Golfo, finanziatori di al-Qaeda e altri gruppi jihadisti. “Forse stiamo combattendo il nemico sbagliato nel paese sbagliato.” La frase che il compianto Richard Holbrooke pronunciò a proposito della guerra in Afghanistan vale oggi anche per i fronti più vicini a noi.

Da anni l’Occidente chiude entrambi gli occhi davanti al fatto che l’Arabia Saudita è la culla del wahabismo, la corrente islamica fondamentalista che impone l’adozione della sharia, tratta le donne come esseri inferiori, amministra una giustizia medievale e considera i musulmani sciiti infedeli da perseguitare insieme ai cristiani e agli ebrei. L’ideologia di al-Qaeda e dell’Isis deve molto alla dottrina di cui questo stato intollerante e fascista incoraggia la diffusione costruendo moschee e formando predicatori che con le loro parole infiammate portano al massimo la conflittualità tra sunniti e sciiti. Con questo libro Patrick Cockburn, uno dei più acuti osservatori del Medio Oriente, ci mette in guardia. Il vaso di Pandora è stato aperto e l’Occidente ha creato le condizioni per la nascita dell’Isis con la complicità dei suoi alleati in Medio Oriente (Turchia, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi). A questo punto non sarà facile impedire al fanatismo wahabita di diffondersi sempre più tra i musulmani del mondo intero, con gravi conseguenze per tutti.

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Intervista di Daniele Castellani Perelli a Patrick Cockburn su L’Espresso del 5 febbraio 2015, a partire dal suo libro L’ASCESA DELLO STATO ISLAMICO – IL RITORNO DEL JIHADISMO.

Il jihad lo fanno i media — Giornali e tv aumentano la paura e fanno il gioco dei fondamentalisti. Anche l’Italia è a rischio attentati. Come evitarli? Fermando le sette guerre in corso.

Qui il pdf delle due pagine cartacee.

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COMUNICATO LIBRO COCKBURN (17 febbraio 2015)

In prima edizione italiana

L’ASCESA DELLO STATO ISLAMICO – IL RITORNO DEL JIHADISMO
di Patrick Cockburn

IL LIBRO-CHIAVE PER CAPIRE LA NUOVA MINACCIA DELL’ISIS

L’ 11 febbraio 2015 in tutte le librerie

Mentre in queste ore il mondo inorridito viene scosso dall’agghiacciante brutalità dello Stato islamico, Stampa Alternativa pubblica in prima edizione in Italia e in contemporanea con Verso Books (Londra) il libro esplosivo dell’inviato di guerra di fama internazionale, Patrick Cockburn, sulle radici del Califfato Islamico e la sua incredibile ascesa.

Il mondo sbigottito scopre nel 2014 l’incredibile ascesa e la nuova minaccia dello Stato Islamico (ISIS). Come mai nessun governo occidentale aveva capito, nei 18 mesi che precedono la conquista definitiva nel giugno 2014 dell’Iraq del Nord, la minaccia rappresentata dallo Stato Islamico ? Come l’Occidente è diventato l’obiettivo da colpire per il nuovo Califfato islamico? Perché le cose sono andate così male?

Ne L’Ascesa dello Stato islamico, Patrick Cockburn analizza le ragioni di questa débâcle della politica estera degli Usa e dell’Occidente e l’impatto che esercita su un Medio Oriente lacerato dalla guerra.
Direttamente dal terreno dello scontro, mese dopo mese, l’attuale corrispondente dal Medio Oriente per The Independent, in precedenza per il Financial Times, racconta in un linguaggio semplice, le varie fasi delle operazioni militari condotte nel 2014 dall’ISIS che conquista vasti territori da una parte e dall’altra del confine iracheno, compreso quello della città di Mossul, fino a occupare un territorio grande geograficamente come quello della Gran Bretagna. Con una prospettiva storica, l’autore ripercorre i fallimenti dell’Iraq e dell’Afghanistan, delle Primavere arabe e della Siria, le radici dell’emergenza e la capacità di coordinamento militare di questi nuovi movimenti jihadisti dimostratisi di gran lunga più efficaci e brutali di quanto al-Qaeda sia mai stata. Mentre la guerra al terrore era de facto sul fronte persa da mesi, le previsioni e l’allarme dell’esperto su questo complesso efferato dello Stato islamico, rimanevano ignorate. In questo libro il pubblico italiano scoprirà le ragioni della drammatica cecità strategica occidentale, incomprensione quando non vera e propria disinformazione sul fenomeno.

Patrick Cockburn è reporter di guerra di fama internazionale, considerato un’autorità nel campo dell’analisi geopolitica, attuale corrispondente dal Medio Oriente per The Independent, in precedenza per il Financial Times. È autore di tre libri sulla storia recente dell’Iraq. Ha vinto tre prestigiosi premi: il Martha Gellhorn Prize nel 2005, il James Cameron Prize nel 2006 e l’Orwell Prize per il giornalismo nel 2009.

“One of the most accurate and intrepid journalists in Iraq.” —Sidney Blumenthal
“Quite simply, the best Western journalist at work in Iraq today.”
—Seymour Hersh
“A wonderful book.”
—Yasmin Alibhai-Brown, BBC News
“Excellent.”
—Richard Norton-Taylor, The Guardian

Instant book 14 euro

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