Dall’Unità: un’alternativa di qualità
Col suo blog (www.stampalternativa.it/wordpress) è da anni una delle case editrici più attive sul web, Stampa Alternativa, la storica «impresa» (in senso esistenziale e politico, prima che commerciale) di Marcello Baraghini, che dal retroterra maremmano si è garantito un posto nell’editoria di qualità. C’è da essergli grati per molti motivi, a cominciare dalla prima edizione italiana de La società dello spettacolo di Debord….
Ma Stampa Alternativa non si ferma al passato, ché continua a sfornare ottimi titoli. Di recente ha pubblicato un bel romanzo di Alberto Prunetti, Il fioraio di Peron (introduzione e postfazione di Massimo Carlotto e Valerio Evangelisti). Una storia in cui l’autore non fa mistero di raccontare la propria vicenda (un riuscito tentativo di autofiction), di quando si è messo sulle tracce di un suo prozio che, emigrato in Argentina, era diventato il fioraio ufficiale della Casa Rosada - così chiamata, si scopre nel libro, per il sangue bovino con cui venne tinta: una metafora perfetta per un paese in cui la levità esistenziale di chi la abita confina con l’orrore, come si è fatto palese all’epoca della dittatura militare. Con la sua scrittura Prunetti ci porta in quel mondo, il suo sguardo traccia anzi l’incontro tra due mondi: «la complessa realtà argentina non poteva essere descritta meglio», ha sintetizzato Evangelisti.
Tra le altre uscite recenti che meritano di essere segnalate, c’è Maledetto Céline. Un manuale del caos di Stefano Lanuzza, una sorta di breviario biografico e autoriale. E Maledetta fabbrica, cinque racconti di cinque autori (da Daniele Biacchessi a Valerio Varesi) dove si si narrano storie di morti sul lavoro: ancora una volta, questione da tenere sotto il tiro della penna, per non considerare quelle morti come qualcosa di fatale e naturale, per non abituarsi a morire, citando Di Ruscio.
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Dialogo con Stampa Alternativa
Oggi ho rivolto alcune domande a Monica Mariotti, Responsabile Ufficio Stampa per le Edizioni Stampa Alternativa.
A.A.: Innanzitutto, un po’ di storia della casa editrice…
M.M.: Nella primavera del 1970 a Roma, Marcello Baraghini registra in Tribunale la testata periodica Stampa Alternativa, sul modello delle Alternative Press inglesi e americane.
Le radici erano ben identificate: il movimento di contro cultura italiano per tutti gli anni ’60 e poi il Movimento degli studenti del ’68.
L’attività, agli inizi, si svolge come agenzia di controinformazione, attraverso una scarna pubblicazione periodica, numerosi opuscoli e altresì come assistenza e servizi su problemi nuovi, scottanti al limite della legalità: droga, aborto, obiezione di coscienza, per esempio. Non a caso il marchio è la denominazione sotto forma di braccio al cui termine, la mano regge una foglia di marijuana. Proprio il Manuale per la coltivazione della marijuana, dal costo di cento lire alla prima edizione, vende più di mezzo milione di copie, provocando la prima di una lunghissima serie di denunce per apologia e incitamento a commettere reato.
Nel 1976 una condanna a 18 mesi senza i “benefici” per il libro Contro la famiglia – Manuale di autodifesa dei minorenni, immediatamente esecutiva che si sommava a una precedente definitiva, sancita dalla Cassazione, a 13 mesi, per apologia all’obiezione di coscienza, provoca per il fondatore il mandato di carcerazione e così Baraghini entra nella latitanza e Stampa Alternativa, poco dopo si sciogli. Pendevano sulla testa del direttore 137 procedimenti per reati di opinione. Un anno dopo un’amnistia cancella tutti i carichi. Nel 1979 Stampa Alternativa riprende l’attività, questa volta come pura casa editrice, inventando collane editoriali come “Fiabesca”, “Container Arte”, “L’età d’oro degli illustratori” e “Jazz People”, che per qualità e prezzi di copertina segnano tutti gli anni ’80. Per esigenze di commercializzazione e promozione a Stampa Alternativa si affianca una società, Nuovi Equilibri, tutt’ora operativa sotto forma di cooperativa.
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Anti-memoria al Salone del Libro: certe cose meglio dimenticarle
Leonardo Sciascia diceva che l’Italia è un Paese senza memoria, che dimentica. Il Salone del Libro quest’anno ha deciso che il suo tema fosse la memoria. Ma quale? Solo quella che “si può o ci permettono di ricordare”. La cultura, il Salone dovrebbero avere la libertà di ricordare tutto, anzi dovrebbero avere il dovere di dar voce a chi di solito non ne ha, di far conoscere, chiarire quello che non di solito non ci viene detto e per questo tendiamo a dimenticare. Dovrebbe appunto. Ma la realtà è altra, sia nella cultura italiana e che al Salone, luogo ormai ufficiale che dovrebbe rappresentarla.
Già l’apertura del Salone, forse diplomaticamente inevitabile, del governatore leghista Cota e del ministro Sacconi, qualche linea guida l’avrà data. Così come dimostra pure la censura al libro di Alessandro Perissinotto che non è stato presentato al Salone di dittatura, di desaparecidos ma soprattutto di P2 e di Vaticano.
E così la bella tavola rotonda sugli anni di piombo che si doveva tenere oggi al Salone del libro, due settimane fa è stata improvvisamente mutata in secca presentazione tutta in mano a Stampa Alternativa. Ci siamo organizzati, abbiamo messo in piedi velocemente un bel dibattito intorno a un romanzo fuori dal comune, Voglio vivere così, che narra proprio quegli anni e vissuti in prima persona dall’autore, Ansoino Andreassi, ex prefetto che fece della filosofia della mediazione con i terroristi, la sua arma vincente, con Giancarlo Caselli Procuratore Capo della Repubblica di Torino e uomo che lavorò fianco a fianco anche con Andreassi per i reati di terrorismo riguardanti sia le Brigate Rosse che Prima Linea e che dal ’91 è stato anche consulente della Commissione Stragi.
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Benito Jacovitti. “Il Giorno” di CoccoBill
Stampa Alternativa è un piccolo editore che da quarant’anni pubblica cose molto interessanti, trascurate o dimenticate dalla grande editoria. Marcello Baraghini è un personaggio unico, fuori dal tempo e atipico in un panorama editoriale dove conta soltanto cavalcare una moda. Se non fosse stato per il suo acume i ragazzi del 2000 non saprebbero niente di Benito Jacovitti, uno dei più grandi artisti del fumetto italiano di tutti i tempi. Per il Natale 2009, Stampa Alternativa propone una nuova antologia di Coccobill, personaggio creato da Jacovitti nel 1957 per Il Giorno dei ragazzi, completando la prima raccolta datata 2007.
Spaghetti western comico ante litteram, prima che arrivassero Bud Spencer e Terence Hill, il Provvidenza di Tomas Milian e Arrapaho di Ciro Ippolito. Jacovitti utilizza il suo personaggio per sovvertire gli schemi del western classico, fa parlare i sudisti in napoletano stretto, il suo eroe beve solo camomilla e possiede un cavallo che commenta scettico ogni azione del protagonista.
Coccobill è un eroe buono che lotta contro i cattivi, ma lo fa in salsa comica senza risparmiare battute salaci e irriverenti. Le storie contenute nell’antologia sono state selezionate da Gianni Brunoro, grande esperto della materia. Tra le migliori citiamo Coccobill e la revolucion, ambientata in un Messico improbabile dove si canta, si beve, si balla, si fa festa tra nacchere e cavalli. Incontriamo un rivoluzionario assurdo come Carmen Picatodos in lotta contro il tiranno Magnaleon che si nutre di leoni, aiutato da un luogotenente da burletta come Escamilo el frustador, geloso di Coccobill che veste i panni del libertador. Da citare anche Coccobill contro Coccobill, che affronta il tema del doppio, da sempre caro a cinema e narrativa di genere, ma lo risolve in chiave comica.
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Membri di partito: che fine ha fatto Rossana Doll?
Che fine ha fatto l’ex pornostar barese Rossana Doll? La protagonista del libro scritto dal giornalista Alberto Selvaggi, il best-seller Membri di partito che piovve come una bomba sulle elezioni politiche del 1994 e furoreggiò sui media di tutt’Italia negli anni seguenti, fu al centro del primo scandalo «sesso-politico» del Belpaese. Un caso che partiva da Bari, come quello di Gianpi Tarantini e Patrizia D’Addario e di altre ninfette.
Quel pamphlet rappresenta oggi un po’ la «madre di tutti gli scandali politico-sessuali» di oggi, delle Vallettopoli, ormai sdoganate dalla comune morale. Fu pubblicato dalla spericolata Stampa Alternativa dell’editore romano Marcello Baraghini in un tempo in cui raccontare il privato dei politici era impensabile.
Le ultime notizie su Rossana Doll, passata da «Così fan tutte» di Tinto Brass al porno di Riccardo Schicchi, le pubblicò tempo fa «La Stampa», in una pagina in cui raccontava di storie di sesso in vendita e di droga a Torino. Un girone infernale dal quale però, assicurano i bene informati, Rossana è uscita. La Doll è da tempo fuori dal porno, ha abbandonato anche gli eccessi di una vita pericolosa e sembra anche svolga un lavoro tranquillo al Nord.
Il caso Membri di partito è ricomparso da un po’ sui giornali sulla scia dei recenti scandali. Tra gli ultimi che ne hanno scritto definendolo «precursore» e «illuminante» di ciò che sta accadendo «15 anni dopo» ci sono Roberto Saviano su «L’Espresso» e Giuseppe Caldarola sul «Riformista».
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Meno male che non sono Baricco
dedicato ad Angelo Quattrocchi
Meno male che non sono Baricco, così posso scrivere cosa cazzo mi pare senza problemi di marketing. Meno male che non sono Baricco, così nessuno mi può far dire cose che non penso. Meno male che non sono Baricco, così non devo avere un’opinione su tutto, persino su chi vincerà il prossimo Premio Strega o su come impiegare i soldi per la cultura. Meno male che non sono Baricco, così sono libero di pubblicare a destra e a manca - da Stampa Alternativa a Historica passando per Il Foglio Letterario, Mursia, Mediane, Profondo Rosso, Eumeswill, Perdisa e chi più ne ha più ne metta - guadagnando poco meno di un cazzo, ma divertendomi parecchio.
Meno male che non sono Baricco, così posso occuparmi di cose poco intellettuali, tipo il cinema porno ai tempi di Joe D’Amato, l’horror italiano di Mario Bianchi e la scena lesbica tra Lilli Carati e Gloria Guida in un film mitico che non conoscerete di sicuro, ma s’intitola Avere vent’anni e l’ha girato un geniaccio del passato come Fernando di Leo. Meno male che non sono Baricco, così non mi sento schiavo delle politiche editoriali. Faccio quello che mi gira, vado là dove mi porta il cuore - per dirla con la Tamaro - traduco scrittori cubani, racconto la storia del cinema horror italiano, mi occupo di giovani narratori, scrivo racconti senza senso come questo, mi lascio prendere dalle passioni. Sono un uomo libero. E la libertà non ha prezzo. Dico quel che cazzo mi pare, tanto non ho niente da perdere.
E allora lasciatemi dedicare questo racconto a un uomo che manca parecchio a tutti noi spiriti liberi. Lasciatemi ricordare Angelo Quattrocchi di Malatempora, uno scrittore - editore anarchico e ribelle, uno tipo me, ma molto più politicizzato. Lui ci credeva ancora a questa nostra sinistra così mal ridotta, cosa ci volete fare. Lui ci credeva e io l’ammiro per questo. Ho voluto bene ad Angelo Quattrocchi. L’ho considerato un maestro, un po’ come Marcello Baraghini di Stampa Alternativa. Abbiamo fatto tante cose insieme, ricordo ancora una sera d’estate a Piombino - eravamo nel 2002 - noi due a presentare un volume di racconti fantapolitici intitolato Twin Towers che parlava di attentati alle torri gemelle.
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Influenza A: stop alle vaccinazioni di massa. Ricordate l’influenza aviaria?
Gli autori di un fortunato libro edito gli scorsi mesi, da “Stampa Alternativa” nella collana “I Libri di Gaia-Ecoalfabeto”, dal titolo FarmaKiller, intervengono a proposito dell’allarme per “l’influenza A”.
Il virus A/H1N1 ha scatenato la psicosi tra i cittadini e gli appetiti delle Big Pharma, le multinazionali del farmaco. Decine di milioni di dosi di vaccino sono pronte per essere somministrate, nonostante il vaccino non sia, al momento, né sicuro, né efficace. I vaccini anti influenzali hanno, generalmente, successo in tre casi su 10. A giudizio dei maggiori farmacologi italiani, inoltre, non esiste un sistema credibile e rigoroso di farmacovigilanza per verificare la reale efficacia dei vaccini una volta somministrati. La possibile mutazione del virus influenzale, inoltre, rischia di rendere il vaccino inutile proprio nel momento in cui è in corso la vaccinazione di massa.
La paventata “pandemia” del nuovo virus si trasformerà in affari miliardari per alcune solite note industrie farmaceutiche, per poi dissolversi nell’oblio, come accaduto per l’influenza aviaria. Gli autori di FarmaKiller, Stefano Apuzzo (già deputato e Presidente di Amici della Terra Lombardia) e Marcello Baraghini (fondatore di Stampa Alternativa), ricordano proprio l’esperienza dell’influenza aviaria e del relativo vaccino che invase i mercati e ripercorrono nel libro la storia di alcuni vaccini dagli effetti molto dubbi, quando non dannosi.
Molte malattie “storiche” hanno iniziato il trend calante nel mondo con il miglioramento delle condizioni di vita, di igiene e di alimentazione, ben prima dell’introduzione dei vaccini di massa. Per programmare una vaccinazione di massa occorre che si abbia di fronte una seria e pericolosa minaccia, non una influenza, simile a molte altre.
Le Big Pharma hanno bisogno di conquistare nuovi mercati per i propri farmaci: bambini, anziani, disagio e ansia, semplici influenze camuffate da “pandemie”. E gli Stati, tra cui quello italiano, stanno per regalare alle multinazionali del farmaco miliardi di euro. Un esempio della inutilità delle vaccinazioni massicce, riportato in FarmaKiller: dopo lo Tsunami del 2004, in Indonesia ricomparse la Polio, eppure ogni anno oltre il 90% della popolazione era stata vaccinata. Come mai? Forse centravano le condizioni igienico-sanitarie della popolazione, a seguito del disastro ambientale e sociale?
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I tre libri che cambieranno il pianeta
In questi mesi ci siamo occupati di Responsabilità Sociale d’Impresa, particolarmente attenti ed interessati a svelarne trucchi e finzioni. Ci siamo accorti come, spesso, chi abbia davvero bisogno di progetti e iniziative targati CSR (Corporate Social Responsability) siano quelli che devono “ripulirsi la faccia” perché ne hanno già combinate di tutti i colori. A tal proposito, vogliamo segnalare l’impegno della storica casa editrice Stampa Alternativa che ha inventato la collana Ecoalfabeto dedicata ai temi della consapevolezza, dell’educazione, della salute, della difesa dei consumatori, della tutela dei più deboli, di un rinnovato rapporto con gli animali e l’ambiente. Di tale collana, tre libri ci interessano particolarmente perché trattanti il comportamento delle grandi imprese mondiali.
LE ‘SUGGESTIONI’ DI BENETTON - Quello che abbiamo scoperto e ci ha colpito per primo è ‘dedicato’ a una vecchia conoscenza del settore industriale italiano: la famiglia Benetton. Anche Benetton, infatti, sembra aver bisogno di investire molto su marketing e pubblicità per recuperare un’immagine verginale, aiutata dal suo portavoce Oliviero Toscani. L’autore del libro, infatti, Pericle Camuffo, ci riesce a spiegare molto chiaramente come anche l’impero Benetton utilizzi le “suggestioni” di fittizi progetti di responsabilità sociale per coprire le storie di sfruttamento, violazione dei diritti umani, povertà e corruzione che hanno contribuito a consolidarlo. United Business of Benetton ci racconta che pure un’azienda come Benetton, che ci ha martellato con cartelloni pubblicitari inneggianti alla fratellanza ed alla multiculturalità, che si è sempre mostrata anticonformista, attenta al sociale, nata dal basso e dal piccolo, è diventata simbolo di sfruttamento anche minorile, strangolando i controterzisti veneti e maltrattando gli abitanti di terre indigene. Benetton è diventata, come ci svela Camuffo, uno dei tanti esempi di Sviluppo Insostenibile: anche Benetton, come le altre grandi imprese transnazionali, non è capace (o interessata a) di dialogare con l’ambiente circostante e rispettarlo.
LOGHI ‘ECO’ - Le altre due pubblicazioni, invece, sono frutto del lavoro e degli studi di Stefano Apuzzo, giornalista e già deputato verde, esperto di “Sviluppo Sostenibile” come testificato dal suo sito web stefanoapuzzo.it. Eco Logo, scritto insieme a Danilo Bonato – consulente aziendale sulla sostenibilità e la responsabilità sociale d’impresa – “viviseziona” i più importanti comparti industriali e le aziende italiane per raccontare come si comportano e se hanno davvero a cuore le sorti del nostro pianeta, formulando delle vere e proprie “pagelle verdi”. Il libro, inoltre, si avvale di autorevoli contributi come quelli di Al Gore, Jeremy Rifkin e Fulco Pratesi, tutti impegnati da tempo nella lotta per la salvaguardia ambientale. Apuzzo, stavolta insieme a Marcello Baraghini (lo stesso fondatore di Stampa Alternativa), si è cimentato anche in un esercizio molto pericoloso che ha dato come risultato il terzo libro di cui vogliamo parlarvi, intitolato “Farmakiller”.
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Cannabis, il Paese reale e il Paese ufficiale
Ha ragione Marcello Baraghini, esiste un Paese reale e uno ufficiale. La storia che sto per raccontare, ne è un chiaro esempio. Due anni di tragicomiche contraddizioni, nel mondo della legge italica. Consegno la mia storia a Stampa Alternativa, mossa da una duplice spinta: perché loro già sapevano e anzi mi avevano avvertita che l’Italia è così normalmente divisa e perché in forma anonima voglio dare diretta testimonianza e massima divulgazione a quanto mi è accaduto. Lungo quest’avventura, ho incontrato varie umanità che, vissuta la mia stessa esperienza, sarebbero disposte a renderne testimonianza, in anonimato anche loro, per i motivi che si capiranno in seguito.
Palermo, primavera 2007
Ci sono dei giorni di vacanza, vado a trovare un amica. Vado pure a fare una cosa buona, lei non la sta granché. Penso, me la porto in qualche bella isoletta, parliamo, ci fumiamo due canne, facciamo lunghe camminate in riva al mare. L’aiuterò. Atterro a Punta Raisi un po’ indaffarata, il cellulare appena riacceso trilla di continuo, mi chiamano per lavoro. Poi sms di mia figlia, la vicina di casa in campagna telefona per informazioni di servizio. Mi distraggo, in una parola.
Da lontano vedo un bellissimo pastore tedesco, anch’io ho una bella femmina della stessa razza. Ne sono attratta, ci guadiamo e poi sento una mano che mi sfiora una spalla. “Signora, per favore, ci vuole seguire”. Cazzo, è la Guardia di Finanza e io ho, per l’appunto, qualche grammo di hashish con me. Non ci avevo pensato. È la prima volta che mi viene in mente la distinzione tra Paese reale e ufficiale.
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Senza Finzione: mercoledì la conferenza stampa di presentazione
Il 18 febbraio prossimo, con una conferenza stampa che si terrà a Roma in Campidoglio a partire da mezzogiorno, Stampa Alternativa presenta la nuova collana Senza Finzione di cui si è già avuto modo di scrivere. Si tratta del debutto ufficiale dell’iniziativa editoriale che da venerdì 20 febbraio vedrà la sua presenza in libreria con i primi due titoli, Le tigri di Telecom di Andrea Pompili e Disonora il padre e la madre di Alessandro Chiarelli. Due libri che si inquadrano in un progetto con questi connotati:
Inchieste “alla vecchia maniera” per affrontare tematiche scomode, legate a terrorismo, ricostruzione di crimini con valenza politica e di interesse pubblico, tutte vicende realmente accadute e scritte con registro narrativo o stile giornalistico. Inchieste di “controinformazione” ma soprattutto scritte da “insider”, vale a dire persone che dall’interno narrano le vicende descritte.
Alla conferenza stampa parteciperanno Umberto Croppi, Marcello Baraghini e Ivan Scalfarotto assieme ai due autori, Alessandro Chiarelli e Andrea Pompili, e alle direttrici di collana, Antonella Beccaria e Simona Mammano.
Per ulteriori informazioni o contatti con gli autori: Monica Mariotti - ufficiostampa[at]stampalternativa.it.
Nasce “Senza finzione”, la nuova collana di Stampa Alternativa
Inchieste “alla vecchia maniera”, quando la “controinformazione” poteva spiegare fatti altrimenti inspiegabili. Nasce raccogliendo questa eredità una nuova collana di Stampa Alternativa: si chiama Senza Finzione e contiene libri con valenza politica e sociale che affrontano tematiche scomode, legate a terrorismo, criminalità, abusi. E a raccontare queste vicende - direttamente o attraverso un autore che le raccoglie - sono spesso le voci di persone che quei fatti li hanno vissuti direttamente.
Facciamo subito un paio di esempi. Il prossimo 20 febbraio usciranno i primi due titoli della collana. Il primo si intitola Disonora il padre e la madre - Un bambino stuprato, una famiglia normale, porta la prefazione di Isabella Bossi Fedrigotti ed è stato scritto da Alessandro Chiarelli, sostituto commissario di polizia e a capo dell’ufficio minori della questura di Ferrara. Alessandro, negli anni di servizio in quest’ufficio, di storie di abuso sull’infanzia ne ha viste tante e le ha viste soprattutto laddove, pur sapendolo, non si dice che avvengano: in famiglia. E ha utilizzato lo strumento del romanzo per condensare nella storia di Antonio, il giovanissimo protagonista, un mondo che diventa specchio e allegoria molto limpida di una situazione diffusa. Dalla quarta di copertina infatti si legge che:
In apparenza è la vita di una famiglia benestante, normale, come tante altre. Nessuno sospetta della violenza che si abbatte sul piccolo Antonio, attirato dallo zio paterno in un gioco che di innocente non ha nulla. E quando il trauma esplode, l’illusoria tranquillità di questa famiglia crolla tra chi sa e non parla, chi nega l’evidenza, chi non avrebbe immaginato perché mai avrebbe voluto vedere. Ma c’è anche di peggio: il trincerarsi dietro il proprio ruolo di genitore, di capofamiglia, per proteggere un passato che non deve tornare.
Il secondo libro della nuova collana invece è di taglio totalmente diverso. Si intitola Le tigri di Telecom - Dossier, investigazioni e assalti informatici ed è stato scritto da Andrea Pompili, che fu il coordinatore del progetto Tiger Team di Telecom Italia, quello finito su tutti i giornali perché presentato come uno dei cardini dello scandalo Telecom-Sismi. Con una prefazione di Andrea Monti, avvocato ed editore italiano da anni noto nell’ambito delle libertà digitali, ecco ciò che vuole raccontare il libro di Andrea:
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Santa Precaria: una finestra sul sud d’Italia
Raffaella R. Ferré è nata a Eboli nel 1983. Giornalista, scrittrice e studentessa della facoltà di Scienze della Comunicazione, vive tra Salerno e Napoli. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati su Toilet, Anonima Scrittori e Riaprire il fuoco. Il suo libro Santa Precaria, uscito nel giugno di quest’anno, vince la menzione al premio “Giancarlo Siani”, concorso dedicato alla memoria del giovane giornalista napoletano ucciso dalla camorra. Nella nostra intervista partiamo proprio dal suo romanzo che ha il grande pregio di aiutarci a conoscere una realtà troppe volte considerata soltanto attraverso i soliti luoghi comuni.
Il tuo romanzo Santa Precaria è una vera e propria finestra che si apre sul sud Italia. Sei contenta del ritratto che sei riuscita a darne?
Per tutto il tempo, mentre scrivevo Santa Precaria, avevo il chiodo fisso di raccontare il sud senza filtri, aderente alla realtà e lontano dagli stereotipi da cronaca nera. Sono nata ad Eboli, paese reso famoso dal romanzo di CarloLevi ed è questa la cittadina che, idealmente, fa da sfondo al mio libro. Sono stata felice di poter usare le parole del luogo, il lessico, e mi sono altrettanto divertita a tenere il conto dei fattarielli, delle tradizioni, delle preghiere che si impastano ai gesti, dalle mie parti.
Qual è il personaggio di Santa Precaria che ti ha coinvolto di più?
Mimmo, l’aspirante giornalista dal passato difficile e dal futuro ancora peggio, è il mio preferito. La sua incapacità a reagire praticamente, a incanalare il suo talento e, allo stesso tempo, la sua caparbietà me lo rendono molto vicino. Poi, io ho una passione per i belli e maledetti, quindi mi è piaciuto tanto scrivere di Paolo, l’anchorman in salsa popolare che gioca a fare il cascamorto, il “zezero”, a dispetto della fidanzata ufficiale.
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Creative Commons in Noir: sabato la presentazione a Bologna
Creative Commons in Noir nasce come un concorso letterario declinato sotto una duplice chiave: la passione per il mistero e quella per la libertà di cultura. Gli autori che hanno deciso di mettersi in gioco sono stati sessantotto e i loro lavori sono stati passati a una giuria che ne ha selezionati dieci. E da questi ha preso vita l’antologia, uscita nella collana Euro/Millelire, che si andrà a presentare sabato 15 novembre, alle 18, presso la Libreria Irnerio di Bologna (via Irnerio, 27 - 051.25.10.50). All’incontro parteciperanno:
- Marcello Baraghini, direttore editoriale di Stampa Alternativa
- Marco Gallorini, ideatore e organizzatore del Copyleft Festival
- Jadel Andreetto, ensemble narrativo Kai Zen
- Bruno Fiorini, ensemble narrativo Kai Zen
Tra i vincitori che hanno confermato la loro presenza (ma chi volesse essere presente e dare la sua adesione ha sempre tempo per farlo), ci sono:
- Davide Bacchilega, autore di Scultura
- Michele Frisia, autore di Saint Vincent
- Alberto Giorgi, autore di Angelo mio
- Karim Mangino, autore di Il male
- Angela Venuti, autore di Una vera signora
Cronache pazzesche dal Festival Resistente / 3
(Premessa: cronache non proprio in ordine cronologio. Ma del testo che cos’è l’ordine?) Io e l’Editorus siamo in un hotel super chic in località da me sconosciuta. Avevo ancora un ombra di dubbio sulla follia di Baraghini, quando alle 6 del mattino mi sveglia. Ora non ho dubbi, è matto completo! Mi preparo velocissimamente, corro a far colazione: tre bicchieri di latte freddo e tre di acqua bevuti tutti d’un fiato senza nemmeno sedermi. Ripartiamo: treno per Firenze, io dormo! Arrivati a Firenze aspettiamo di venir recuperati da un autista d’eccellenza, Ettore Bianciardi, che ritarda di due ore perché sta facendo la valigia…
Ore? “Non lo so.. non ho il senso del tempo!”, siamo tutti in auto diretti a Pitigliano. Un delirio! Tra me ed Ettore che parliamo alla velocità della luce, urlando a più non posso, Baraghini sta diventando sordo, e non riesce a parlare… Soffre di logorrea lenta (caso rarissimo!), così si lascia travolgere dalle nostre parole e parolacce come treni in corsa. Momento tragico: mi scappa la pipì! Mi scappa e non c’è un posto, non c’è un cesso, non c’è niente!
“Mi scappa, mi scappa!”
Ed Ettore: “No, dai, tienila!”
Baraghini individua un parcheggio: “Andiamo là, ti copriamo e la fai”. Ma nel parcheggio c’è una roulotte, un uomo e una donna che spinge un ragazzo in carrozzella.
“Eh, no! Non posso farla qui, non sta bene”.
Ettore: “Ma non è veramente handicappato! Finge per aspettare le piscione come te e guardargli il culo”.
Scoppia a ridere Baraghini, rido anche io. “Aiuto… Mi scoppia la vescica!”
Ettore: “No, non ridere!”
“E tu non farmi ridere!”
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Cronache pazzesche dal Festival Resistente / 2
Miracolo miracolorum! Nessuno mi sveglia ed apro gli occhi alle 11 e 30 come dio comanda!
Mi alzo, mi guardo intorno: niente e nessuno a parte le cicale.
Cerco del latte per far colazione, ma ché, non c’è niente… solo coca cola, bene mi accontento e ne bevo due, sigaretta in bocca e poi doccia gelata in cortile.
Sono sveglia e ora?
Trovo un bigliettino di Baraghini: “riposati più che puoi e quando sei pronta chiamami che ti vengo a prendere”.
Ah! facile a dirsi… chiamo… il telefono di Baraghini non prende!
Aspetto e fumo.
Drininrin! Drinirin! (suoneria del cazzo!), rispondo, è Baraghini!
“Allora, quando vuoi recupero un’auto e ti vengo a prendere, richiamami quando sei pronta”. Mette giù… che furbo! “ma chiamami TU! che il tuo cellulare non prende!!!!”
Passa un’ora e finalmente mi richiama, trova un’auto, un autista e mi preleva. Ah, mi ha portato anche il latte… un litro! Lo bevo a canna, poi mi stufo e passo alla birra… e meno male che ho lo stomaco delicato!
Eccoci di nuovo a Pitigliano. Stappo un’altra birra e mi siedo s’un muretto.
Marcello mi presenta due persone. Ma sono Raffaella e Rosario! Due napoletani, diversissimi tra loro.
Raffaella autrice di Santa Precaria è una donna vera, sorridente biondona, piccola ma con due tette così! Bella carnosa, mi vien quasi da morderla!
Più composto, Rosario autore di Mal’aria, ha gli occhi dolci è uno che non si fa notare, ma in compenso la sua splendida bambina neonata mi si mangia… mi lecca tutta la faccia, ha la lingua prensile, mi lubrifica un occhio, mi sbava tutta e… no! La lingua nel naso no!
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