Benito Jacovitti. “Il Giorno” di CoccoBill

Il giorno di CoccobillStampa Alternativa è un piccolo editore che da quarant’anni pubblica cose molto interessanti, trascurate o dimenticate dalla grande editoria. Marcello Baraghini è un personaggio unico, fuori dal tempo e atipico in un panorama editoriale dove conta soltanto cavalcare una moda. Se non fosse stato per il suo acume i ragazzi del 2000 non saprebbero niente di Benito Jacovitti, uno dei più grandi artisti del fumetto italiano di tutti i tempi. Per il Natale 2009, Stampa Alternativa propone una nuova antologia di Coccobill, personaggio creato da Jacovitti nel 1957 per Il Giorno dei ragazzi, completando la prima raccolta datata 2007.

coccobill2009_03.jpgSpaghetti western comico ante litteram, prima che arrivassero Bud Spencer e Terence Hill, il Provvidenza di Tomas Milian e Arrapaho di Ciro Ippolito. Jacovitti utilizza il suo personaggio per sovvertire gli schemi del western classico, fa parlare i sudisti in napoletano stretto, il suo eroe beve solo camomilla e possiede un cavallo che commenta scettico ogni azione del protagonista.

Coccobill è un eroe buono che lotta contro i cattivi, ma lo fa in salsa comica senza risparmiare battute salaci e irriverenti. Le storie contenute nell’antologia sono state selezionate da Gianni Brunoro, grande esperto della materia. Tra le migliori citiamo Coccobill e la revolucion, ambientata in un Messico improbabile dove si canta, si beve, si balla, si fa festa tra nacchere e cavalli. Incontriamo un rivoluzionario assurdo come Carmen Picatodos in lotta contro il tiranno Magnaleon che si nutre di leoni, aiutato da un luogotenente da burletta come Escamilo el frustador, geloso di Coccobill che veste i panni del libertador. Da citare anche Coccobill contro Coccobill, che affronta il tema del doppio, da sempre caro a cinema e narrativa di genere, ma lo risolve in chiave comica.
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Membri di partito: che fine ha fatto Rossana Doll?

Membri di partitiChe fine ha fatto l’ex pornostar barese Rossana Doll? La protagonista del libro scritto dal giornalista Alberto Selvaggi, il best-seller Membri di partito che piovve come una bomba sulle elezioni politiche del 1994 e furoreggiò sui media di tutt’Italia negli anni seguenti, fu al centro del primo scandalo «sesso-politico» del Belpaese. Un caso che partiva da Bari, come quello di Gianpi Tarantini e Patrizia D’Addario e di altre ninfette.

Quel pamphlet rappresenta oggi un po’ la «madre di tutti gli scandali politico-sessuali» di oggi, delle Vallettopoli, ormai sdoganate dalla comune morale. Fu pubblicato dalla spericolata Stampa Alternativa dell’editore romano Marcello Baraghini in un tempo in cui raccontare il privato dei politici era impensabile.

Le ultime notizie su Rossana Doll, passata da «Così fan tutte» di Tinto Brass al porno di Riccardo Schicchi, le pubblicò tempo fa «La Stampa», in una pagina in cui raccontava di storie di sesso in vendita e di droga a Torino. Un girone infernale dal quale però, assicurano i bene informati, Rossana è uscita. La Doll è da tempo fuori dal porno, ha abbandonato anche gli eccessi di una vita pericolosa e sembra anche svolga un lavoro tranquillo al Nord.

Il caso Membri di partito è ricomparso da un po’ sui giornali sulla scia dei recenti scandali. Tra gli ultimi che ne hanno scritto definendolo «precursore» e «illuminante» di ciò che sta accadendo «15 anni dopo» ci sono Roberto Saviano su «L’Espresso» e Giuseppe Caldarola sul «Riformista».
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Meno male che non sono Baricco

Angelo Quattrocchidedicato ad Angelo Quattrocchi

Meno male che non sono Baricco, così posso scrivere cosa cazzo mi pare senza problemi di marketing. Meno male che non sono Baricco, così nessuno mi può far dire cose che non penso. Meno male che non sono Baricco, così non devo avere un’opinione su tutto, persino su chi vincerà il prossimo Premio Strega o su come impiegare i soldi per la cultura. Meno male che non sono Baricco, così sono libero di pubblicare a destra e a manca - da Stampa Alternativa a Historica passando per Il Foglio Letterario, Mursia, Mediane, Profondo Rosso, Eumeswill, Perdisa e chi più ne ha più ne metta - guadagnando poco meno di un cazzo, ma divertendomi parecchio.

Meno male che non sono Baricco, così posso occuparmi di cose poco intellettuali, tipo il cinema porno ai tempi di Joe D’Amato, l’horror italiano di Mario Bianchi e la scena lesbica tra Lilli Carati e Gloria Guida in un film mitico che non conoscerete di sicuro, ma s’intitola Avere vent’anni e l’ha girato un geniaccio del passato come Fernando di Leo. Meno male che non sono Baricco, così non mi sento schiavo delle politiche editoriali. Faccio quello che mi gira, vado là dove mi porta il cuore - per dirla con la Tamaro - traduco scrittori cubani, racconto la storia del cinema horror italiano, mi occupo di giovani narratori, scrivo racconti senza senso come questo, mi lascio prendere dalle passioni. Sono un uomo libero. E la libertà non ha prezzo. Dico quel che cazzo mi pare, tanto non ho niente da perdere.

E allora lasciatemi dedicare questo racconto a un uomo che manca parecchio a tutti noi spiriti liberi. Lasciatemi ricordare Angelo Quattrocchi di Malatempora, uno scrittore - editore anarchico e ribelle, uno tipo me, ma molto più politicizzato. Lui ci credeva ancora a questa nostra sinistra così mal ridotta, cosa ci volete fare. Lui ci credeva e io l’ammiro per questo. Ho voluto bene ad Angelo Quattrocchi. L’ho considerato un maestro, un po’ come Marcello Baraghini di Stampa Alternativa. Abbiamo fatto tante cose insieme, ricordo ancora una sera d’estate a Piombino - eravamo nel 2002 - noi due a presentare un volume di racconti fantapolitici intitolato Twin Towers che parlava di attentati alle torri gemelle.
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Influenza A: stop alle vaccinazioni di massa. Ricordate l’influenza aviaria?

Gaia ItaliaGli autori di un fortunato libro edito gli scorsi mesi, da “Stampa Alternativa” nella collana “I Libri di Gaia-Ecoalfabeto”, dal titolo FarmaKiller, intervengono a proposito dell’allarme per “l’influenza A”.

Il virus A/H1N1 ha scatenato la psicosi tra i cittadini e gli appetiti delle Big Pharma, le multinazionali del farmaco. Decine di milioni di dosi di vaccino sono pronte per essere somministrate, nonostante il vaccino non sia, al momento, né sicuro, né efficace. I vaccini anti influenzali hanno, generalmente, successo in tre casi su 10. A giudizio dei maggiori farmacologi italiani, inoltre, non esiste un sistema credibile e rigoroso di farmacovigilanza per verificare la reale efficacia dei vaccini una volta somministrati. La possibile mutazione del virus influenzale, inoltre, rischia di rendere il vaccino inutile proprio nel momento in cui è in corso la vaccinazione di massa.

Farmakiller - Business, follie e morti in nome della medicina e della scienza di Stefano Apuzzo e Marcello BaraghiniLa paventata “pandemia” del nuovo virus si trasformerà in affari miliardari per alcune solite note industrie farmaceutiche, per poi dissolversi nell’oblio, come accaduto per l’influenza aviaria. Gli autori di FarmaKiller, Stefano Apuzzo (già deputato e Presidente di Amici della Terra Lombardia) e Marcello Baraghini (fondatore di Stampa Alternativa), ricordano proprio l’esperienza dell’influenza aviaria e del relativo vaccino che invase i mercati e ripercorrono nel libro la storia di alcuni vaccini dagli effetti molto dubbi, quando non dannosi.

Molte malattie “storiche” hanno iniziato il trend calante nel mondo con il miglioramento delle condizioni di vita, di igiene e di alimentazione, ben prima dell’introduzione dei vaccini di massa. Per programmare una vaccinazione di massa occorre che si abbia di fronte una seria e pericolosa minaccia, non una influenza, simile a molte altre.

Le Big Pharma hanno bisogno di conquistare nuovi mercati per i propri farmaci: bambini, anziani, disagio e ansia, semplici influenze camuffate da “pandemie”. E gli Stati, tra cui quello italiano, stanno per regalare alle multinazionali del farmaco miliardi di euro. Un esempio della inutilità delle vaccinazioni massicce, riportato in FarmaKiller: dopo lo Tsunami del 2004, in Indonesia ricomparse la Polio, eppure ogni anno oltre il 90% della popolazione era stata vaccinata. Come mai? Forse centravano le condizioni igienico-sanitarie della popolazione, a seguito del disastro ambientale e sociale?
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I tre libri che cambieranno il pianeta

In questi mesi ci siamo occupati di Responsabilità Sociale d’Impresa, particolarmente attenti ed interessati a svelarne trucchi e finzioni. Ci siamo accorti come, spesso, chi abbia davvero bisogno di progetti e iniziative targati CSR (Corporate Social Responsability) siano quelli che devono “ripulirsi la faccia” perché ne hanno già combinate di tutti i colori. A tal proposito, vogliamo segnalare l’impegno della storica casa editrice Stampa Alternativa che ha inventato la collana Ecoalfabeto dedicata ai temi della consapevolezza, dell’educazione, della salute, della difesa dei consumatori, della tutela dei più deboli, di un rinnovato rapporto con gli animali e l’ambiente. Di tale collana, tre libri ci interessano particolarmente perché trattanti il comportamento delle grandi imprese mondiali.

United Business of BenettonLE ‘SUGGESTIONI’ DI BENETTON - Quello che abbiamo scoperto e ci ha colpito per primo è ‘dedicato’ a una vecchia conoscenza del settore industriale italiano: la famiglia Benetton. Anche Benetton, infatti, sembra aver bisogno di investire molto su marketing e pubblicità per recuperare un’immagine verginale, aiutata dal suo portavoce Oliviero Toscani. L’autore del libro, infatti, Pericle Camuffo, ci riesce a spiegare molto chiaramente come anche l’impero Benetton utilizzi le “suggestioni” di fittizi progetti di responsabilità sociale per coprire le storie di sfruttamento, violazione dei diritti umani, povertà e corruzione che hanno contribuito a consolidarlo. United Business of Benetton ci racconta che pure un’azienda come Benetton, che ci ha martellato con cartelloni pubblicitari inneggianti alla fratellanza ed alla multiculturalità, che si è sempre mostrata anticonformista, attenta al sociale, nata dal basso e dal piccolo, è diventata simbolo di sfruttamento anche minorile, strangolando i controterzisti veneti e maltrattando gli abitanti di terre indigene. Benetton è diventata, come ci svela Camuffo, uno dei tanti esempi di Sviluppo Insostenibile: anche Benetton, come le altre grandi imprese transnazionali, non è capace (o interessata a) di dialogare con l’ambiente circostante e rispettarlo.

Eco LogoLOGHI ‘ECO’ - Le altre due pubblicazioni, invece, sono frutto del lavoro e degli studi di Stefano Apuzzo, giornalista e già deputato verde, esperto di “Sviluppo Sostenibile” come testificato dal suo sito web stefanoapuzzo.it. Eco Logo, scritto insieme a Danilo Bonato – consulente aziendale sulla sostenibilità e la responsabilità sociale d’impresa – “viviseziona” i più importanti comparti industriali e le aziende italiane per raccontare come si comportano e se hanno davvero a cuore le sorti del nostro pianeta, formulando delle vere e proprie “pagelle verdi”. Il libro, inoltre, si avvale di autorevoli contributi come quelli di Al Gore, Jeremy Rifkin e Fulco Pratesi, tutti impegnati da tempo nella lotta per la salvaguardia ambientale. Apuzzo, stavolta insieme a Marcello Baraghini (lo stesso fondatore di Stampa Alternativa), si è cimentato anche in un esercizio molto pericoloso che ha dato come risultato il terzo libro di cui vogliamo parlarvi, intitolato “Farmakiller”.
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Cannabis, il Paese reale e il Paese ufficiale

Cannabis - Foto di GibffeHa ragione Marcello Baraghini, esiste un Paese reale e uno ufficiale. La storia che sto per raccontare, ne è un chiaro esempio. Due anni di tragicomiche contraddizioni, nel mondo della legge italica. Consegno la mia storia a Stampa Alternativa, mossa da una duplice spinta: perché loro già sapevano e anzi mi avevano avvertita che l’Italia è così normalmente divisa e perché in forma anonima voglio dare diretta testimonianza e massima divulgazione a quanto mi è accaduto. Lungo quest’avventura, ho incontrato varie umanità che, vissuta la mia stessa esperienza, sarebbero disposte a renderne testimonianza, in anonimato anche loro, per i motivi che si capiranno in seguito.

Palermo, primavera 2007

Ci sono dei giorni di vacanza, vado a trovare un amica. Vado pure a fare una cosa buona, lei non la sta granché. Penso, me la porto in qualche bella isoletta, parliamo, ci fumiamo due canne, facciamo lunghe camminate in riva al mare. L’aiuterò. Atterro a Punta Raisi un po’ indaffarata, il cellulare appena riacceso trilla di continuo, mi chiamano per lavoro. Poi sms di mia figlia, la vicina di casa in campagna telefona per informazioni di servizio. Mi distraggo, in una parola.

Da lontano vedo un bellissimo pastore tedesco, anch’io ho una bella femmina della stessa razza. Ne sono attratta, ci guadiamo e poi sento una mano che mi sfiora una spalla. “Signora, per favore, ci vuole seguire”. Cazzo, è la Guardia di Finanza e io ho, per l’appunto, qualche grammo di hashish con me. Non ci avevo pensato. È la prima volta che mi viene in mente la distinzione tra Paese reale e ufficiale.
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Senza Finzione: mercoledì la conferenza stampa di presentazione

Senza finzioneIl 18 febbraio prossimo, con una conferenza stampa che si terrà a Roma in Campidoglio a partire da mezzogiorno, Stampa Alternativa presenta la nuova collana Senza Finzione di cui si è già avuto modo di scrivere. Si tratta del debutto ufficiale dell’iniziativa editoriale che da venerdì 20 febbraio vedrà la sua presenza in libreria con i primi due titoli, Le tigri di Telecom di Andrea Pompili e Disonora il padre e la madre di Alessandro Chiarelli. Due libri che si inquadrano in un progetto con questi connotati:

Inchieste “alla vecchia maniera” per affrontare tematiche scomode, legate a terrorismo, ricostruzione di crimini con valenza politica e di interesse pubblico, tutte vicende realmente accadute e scritte con registro narrativo o stile giornalistico. Inchieste di “controinformazione” ma soprattutto scritte da “insider”, vale a dire persone che dall’interno narrano le vicende descritte.

Alla conferenza stampa parteciperanno Umberto Croppi, Marcello Baraghini e Ivan Scalfarotto assieme ai due autori, Alessandro Chiarelli e Andrea Pompili, e alle direttrici di collana, Antonella Beccaria e Simona Mammano.

Per ulteriori informazioni o contatti con gli autori: Monica Mariotti - ufficiostampa[at]stampalternativa.it.

Nasce “Senza finzione”, la nuova collana di Stampa Alternativa

Senza finzioneInchieste “alla vecchia maniera”, quando la “controinformazione” poteva spiegare fatti altrimenti inspiegabili. Nasce raccogliendo questa eredità una nuova collana di Stampa Alternativa: si chiama Senza Finzione e contiene libri con valenza politica e sociale che affrontano tematiche scomode, legate a terrorismo, criminalità, abusi. E a raccontare queste vicende - direttamente o attraverso un autore che le raccoglie - sono spesso le voci di persone che quei fatti li hanno vissuti direttamente.

Disonora il padre e la madreFacciamo subito un paio di esempi. Il prossimo 20 febbraio usciranno i primi due titoli della collana. Il primo si intitola Disonora il padre e la madre - Un bambino stuprato, una famiglia normale, porta la prefazione di Isabella Bossi Fedrigotti ed è stato scritto da Alessandro Chiarelli, sostituto commissario di polizia e a capo dell’ufficio minori della questura di Ferrara. Alessandro, negli anni di servizio in quest’ufficio, di storie di abuso sull’infanzia ne ha viste tante e le ha viste soprattutto laddove, pur sapendolo, non si dice che avvengano: in famiglia. E ha utilizzato lo strumento del romanzo per condensare nella storia di Antonio, il giovanissimo protagonista, un mondo che diventa specchio e allegoria molto limpida di una situazione diffusa. Dalla quarta di copertina infatti si legge che:

In apparenza è la vita di una famiglia benestante, normale, come tante altre. Nessuno sospetta della violenza che si abbatte sul piccolo Antonio, attirato dallo zio paterno in un gioco che di innocente non ha nulla. E quando il trauma esplode, l’illusoria tranquillità di questa famiglia crolla tra chi sa e non parla, chi nega l’evidenza, chi non avrebbe immaginato perché mai avrebbe voluto vedere. Ma c’è anche di peggio: il trincerarsi dietro il proprio ruolo di genitore, di capofamiglia, per proteggere un passato che non deve tornare.

Le tigri di TelecomIl secondo libro della nuova collana invece è di taglio totalmente diverso. Si intitola Le tigri di Telecom - Dossier, investigazioni e assalti informatici ed è stato scritto da Andrea Pompili, che fu il coordinatore del progetto Tiger Team di Telecom Italia, quello finito su tutti i giornali perché presentato come uno dei cardini dello scandalo Telecom-Sismi. Con una prefazione di Andrea Monti, avvocato ed editore italiano da anni noto nell’ambito delle libertà digitali, ecco ciò che vuole raccontare il libro di Andrea:
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Santa Precaria: una finestra sul sud d’Italia

Santa Precaria di Raffaella R. FerréRaffaella R. Ferré è nata a Eboli nel 1983. Giornalista, scrittrice e studentessa della facoltà di Scienze della Comunicazione, vive tra Salerno e Napoli. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati su Toilet, Anonima Scrittori e Riaprire il fuoco. Il suo libro Santa Precaria, uscito nel giugno di quest’anno, vince la menzione al premio “Giancarlo Siani”, concorso dedicato alla memoria del giovane giornalista napoletano ucciso dalla camorra. Nella nostra intervista partiamo proprio dal suo romanzo che ha il grande pregio di aiutarci a conoscere una realtà troppe volte considerata soltanto attraverso i soliti luoghi comuni.

Il tuo romanzo Santa Precaria è una vera e propria finestra che si apre sul sud Italia. Sei contenta del ritratto che sei riuscita a darne?
Per tutto il tempo, mentre scrivevo Santa Precaria, avevo il chiodo fisso di raccontare il sud senza filtri, aderente alla realtà e lontano dagli stereotipi da cronaca nera. Sono nata ad Eboli, paese reso famoso dal romanzo di CarloLevi ed è questa la cittadina che, idealmente, fa da sfondo al mio libro. Sono stata felice di poter usare le parole del luogo, il lessico, e mi sono altrettanto divertita a tenere il conto dei fattarielli, delle tradizioni, delle preghiere che si impastano ai gesti, dalle mie parti.

Qual è il personaggio di Santa Precaria che ti ha coinvolto di più?
Mimmo, l’aspirante giornalista dal passato difficile e dal futuro ancora peggio, è il mio preferito. La sua incapacità a reagire praticamente, a incanalare il suo talento e, allo stesso tempo, la sua caparbietà me lo rendono molto vicino. Poi, io ho una passione per i belli e maledetti, quindi mi è piaciuto tanto scrivere di Paolo, l’anchorman in salsa popolare che gioca a fare il cascamorto, il “zezero”, a dispetto della fidanzata ufficiale.
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Creative Commons in Noir: sabato la presentazione a Bologna

Creative Commons in NoirCreative Commons in Noir nasce come un concorso letterario declinato sotto una duplice chiave: la passione per il mistero e quella per la libertà di cultura. Gli autori che hanno deciso di mettersi in gioco sono stati sessantotto e i loro lavori sono stati passati a una giuria che ne ha selezionati dieci. E da questi ha preso vita l’antologia, uscita nella collana Euro/Millelire, che si andrà a presentare sabato 15 novembre, alle 18, presso la Libreria Irnerio di Bologna (via Irnerio, 27 - 051.25.10.50). All’incontro parteciperanno:

Tra i vincitori che hanno confermato la loro presenza (ma chi volesse essere presente e dare la sua adesione ha sempre tempo per farlo), ci sono:

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Cronache pazzesche dal Festival Resistente / 3

Il corridoio come un treno di Alice Banfi(Premessa: cronache non proprio in ordine cronologio. Ma del testo che cos’è l’ordine?) Io e l’Editorus siamo in un hotel super chic in località da me sconosciuta. Avevo ancora un ombra di dubbio sulla follia di Baraghini, quando alle 6 del mattino mi sveglia. Ora non ho dubbi, è matto completo! Mi preparo velocissimamente, corro a far colazione: tre bicchieri di latte freddo e tre di acqua bevuti tutti d’un fiato senza nemmeno sedermi. Ripartiamo: treno per Firenze, io dormo! Arrivati a Firenze aspettiamo di venir recuperati da un autista d’eccellenza, Ettore Bianciardi, che ritarda di due ore perché sta facendo la valigia…

Ore? “Non lo so.. non ho il senso del tempo!”, siamo tutti in auto diretti a Pitigliano. Un delirio! Tra me ed Ettore che parliamo alla velocità della luce, urlando a più non posso, Baraghini sta diventando sordo, e non riesce a parlare… Soffre di logorrea lenta (caso rarissimo!), così si lascia travolgere dalle nostre parole e parolacce come treni in corsa. Momento tragico: mi scappa la pipì! Mi scappa e non c’è un posto, non c’è un cesso, non c’è niente!

“Mi scappa, mi scappa!”
Ed Ettore: “No, dai, tienila!”
Baraghini individua un parcheggio: “Andiamo là, ti copriamo e la fai”. Ma nel parcheggio c’è una roulotte, un uomo e una donna che spinge un ragazzo in carrozzella.
“Eh, no! Non posso farla qui, non sta bene”.
Ettore: “Ma non è veramente handicappato! Finge per aspettare le piscione come te e guardargli il culo”.
Scoppia a ridere Baraghini, rido anche io. “Aiuto… Mi scoppia la vescica!”
Ettore: “No, non ridere!”
“E tu non farmi ridere!”
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Cronache pazzesche dal Festival Resistente / 2

Il corridoio come un treno di Alice BanfiMiracolo miracolorum! Nessuno mi sveglia ed apro gli occhi alle 11 e 30 come dio comanda!
Mi alzo, mi guardo intorno: niente e nessuno a parte le cicale.
Cerco del latte per far colazione, ma ché, non c’è niente… solo coca cola, bene mi accontento e ne bevo due, sigaretta in bocca e poi doccia gelata in cortile.
Sono sveglia e ora?
Trovo un bigliettino di Baraghini: “riposati più che puoi e quando sei pronta chiamami che ti vengo a prendere”.
Ah! facile a dirsi… chiamo… il telefono di Baraghini non prende!
Aspetto e fumo.
Drininrin! Drinirin! (suoneria del cazzo!), rispondo, è Baraghini!
“Allora, quando vuoi recupero un’auto e ti vengo a prendere, richiamami quando sei pronta”. Mette giù… che furbo! “ma chiamami TU! che il tuo cellulare non prende!!!!”
Passa un’ora e finalmente mi richiama, trova un’auto, un autista e mi preleva. Ah, mi ha portato anche il latte… un litro! Lo bevo a canna, poi mi stufo e passo alla birra… e meno male che ho lo stomaco delicato!
Eccoci di nuovo a Pitigliano. Stappo un’altra birra e mi siedo s’un muretto.
Marcello mi presenta due persone. Ma sono Raffaella e Rosario! Due napoletani, diversissimi tra loro.
Raffaella autrice di Santa Precaria è una donna vera, sorridente biondona, piccola ma con due tette così! Bella carnosa, mi vien quasi da morderla!
Più composto, Rosario autore di Mal’aria, ha gli occhi dolci è uno che non si fa notare, ma in compenso la sua splendida bambina neonata mi si mangia… mi lecca tutta la faccia, ha la lingua prensile, mi lubrifica un occhio, mi sbava tutta e… no! La lingua nel naso no!
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“Curarsi da soli… psichiatri permettendo”

Gianna SchiavettiIn tanti hanno seguito durante questi mesi l’avventura di Stampa Alternativa nell’universo della psichiatria: dal romanzo Psicofarmaci agli psichiatri alla riproposta di Non ho l’arma che uccide il leone, dal libro fotografico su Franco Basaglia all’Onda pazza di Peppino Impastato. E in tanti hanno partecipato al prologo mantovano, riconosciuto all’interno del Festivaletteratura, del VI Festival della Letteratura Resistente di Pitigliano Matti chiari amicizia lunga.

Sono certo che lo straordinario successo di Alice Banfi con la sua vibrante testimonianza Tanto scappo lo stesso presentato di recente in forma di intervista anche sul sito di Rete 180 - La voce di chi sente le voci vuole essere il traino per un altro libro che celebra in modo altrettanto adeguato questo trentennale della Legge Basaglia.

Si tratta di un diario, di un altro racconto in diretta che, diversamente dalla forza prorompente di Tanto scappo lo stesso, si presenta sottovoce, in punta di piedi e ha bisogno di essere accolto con disponibilità d’animo e sintonia particolare. Mi riferisco a La schizofrenia non esiste e se esistesse io vorrei averla di Gianna Schiavetti.
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Alice Banfi, amazzone di questo tempo

350px-amazzone_capitolini.jpgHo conosciuto Alice Banfi, dopo aver letto per tre volte il suo romanzo autobiografico Tanto scappo lo stesso. Il testo e l’autrice sono una cosa sola… È difficile trovare una narrazione senza scrittura, una narrazione fatta di voce e di carne: lingua viva, lingua di madre con i segni del corpo e delle pietre.

Alice è una ragazza meravigliosa e si è data forza come le amazzoni che si bruciavano le mammelle perché pare che questa pratica desse loro maggiore forza al braccio che avrebbe teso l’arco. E Alice s’è procurata ferite secondo quell’atavica costumanza, per meglio prepararsi ad imbracciare l’arco. Per la sua guerra. E con una forza micidiale ha lanciato le sue frecce trafiggendo i corpi, la carne, i nervi di tutti quelli presenti a Pitigliano. Ha lasciato una traccia, un segno, un riso, una speranza.

I tatuaggi di Alice sono come i tatuaggi spiraliformi ritrovati ancora visibili (in alcune tombe in Cina e Kazakistan ) nelle facce e piedi mummificati di donne guerriero e sacerdotesse della Luna. Cosa ci ha detto Alice? L’essere umano ha la possibilità misteriosa di capovolgere il suo atteggiamento, di passare dall’egoismo, che è la norma della sua vita quotidiana, alla compassione; quando ciò avviene, egli agisce moralmente e, cosa rilevante, trova la sua felicità…
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Stampa Alternativa al Copyleft Festival di Arezzo

Copyleft FestivalStampa Alternativa/Nuovi Equilibri da anni è impegnata nella promozione della cultura libera tanto da aver adottato una licenza Creative Commons per diverse sue pubblicazioni (si veda in proposito il progetto Libera Cultura). Per questo ha accettato volentieri di partecipare al Copyleft Festival in qualità di partner e di vedere presenti all’interno del programma due dei suoi autori:

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