L’avvocato Mazzetta a Rutelli: “O comandi o ti togli di mezzo”

L'avvocato Tito MazzettaC’è un proverbio americano che dice: During the battle either you lead, follow or you get the hell out of the way. Che vuol dire: durante la battaglia comandi o obbedisci o ti togli di mezzo. Questo proverbio è citato dall’avvocato Tito Mazzetta commentando l’atteggiamento assunto dal ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, a proposito di una specifica questione: la battaglia per il ritorno in Italia della biga rapita di Monteleone di Spoleto.

Dal suo studio di Atlanta, Georgia, Mazzetta, di origini monteleonesi, ha iniziato quattro anni fa la battaglia contro il Metropolitan Museum di New York, colpevole di esporre la biga rapita sapendo che si tratta di un reperto trafugato dall’Italia. Dal Met l’obiettivo della sua battaglia si è spostato sul ministro Rutelli, accusato di inerzia, di ottusità istituzionale e di sudditanza psicologica nei confronti del museo americano.

Di fronte all’atteggiamento rinunciatario del ministro e dei suoi collaboratori, l’avvocato Mazzetta, d’accordo con il sindaco riconfermato di Monteleone, Nando Durastanti, e con il sostegno di Stampa Alternativa, ha deciso di passare all’attacco finale. In questa intervista spiega le fasi della nuova offensiva.

Quale strategia ha preparato per affrontare la fase cruciale del contenzioso con il Metropolitan Museum?

Credo che siano almeno due le strategie da seguire. Una di carattere istituzionale, volta a ottenere l’inserimento della biga di Monteleone tra i reperti dei quali lo Stato chiede la restituzione oppure, in alternativa, ottenere una delega dallo Stato per instaurare un’azione giudiziaria contro il Met. La seconda strategia consiste nel dare la dovuta rilevanza alla tomba e al sito dove è stata scoperta la biga, con la ricostruzione e la messa in luce della tomba stessa e con l’esposizione degli scheletri e degli oggetti ritrovati. Tutto questo in collaborazione con le Facoltà di archeologia italiane e estere e con la istituzione di borse di studio a favore di ricercatori e studenti per lavori e tesi di ricerca sulla popolazione e la civiltà etrusca collegata ai luoghi di ritrovamento della biga.

Se alle richieste di incontro presentate dal sindaco, il ministro continuerà nel suo atteggiamento negativo, quale soluzione prevede per superare questo ostacolo?

Un incontro con il ministro Rutelli può essere sicuramente utile a sensibilizzare il ministero sulla validità e sulla importanza dell’istanza del Comune di Monteleone. Però, oggi, credo che sia altrettanto importante allargare il consenso e individuare le istituzioni, le aziende, le personalità del mondo accademico e politico che più sono interessate a promuovere e appoggiare l’istanza del Comune.

Lei aveva preparato un piano alternativo: sollecitare il ministro a emettere, da parte del governo, un documento di delega all’azione legale contro il Met, a favore della Regione Umbria o del comune di Monteleone. In che cosa consiste questa procedura?

Com’è noto, il diritto statunitense si basa, in linee generali, sui principi della Common Law e dello Stare Decisis. Questo significa che i principi del diritto e le leggi non rimangono fissi e immutabili nel tempo in attesa del formale intervento del legislatore. Si tratta quindi di principi e concezioni del diritto che sono in continua evoluzione e trasformazione. Questa trasformazione avviene quotidianamente nel tribunali dei vari stati dell’Unione dove i giudici, con le loro sentenze, creano nuove leggi o modificano le interpretazioni delle leggi esistenti. La fine della schiavitù, la fine delle discriminazioni razziali, la fine della discriminazione delle donne e ancor più recentemente il diritto delle coppie omosessuali a contrarre matrimonio, in certi stati dell’Unione, non sono avvenute perché il congresso degli Stati Uniti ha emesso delle leggi a riguardo della fattispecie, ma sono il risultato di casi giuridici, e delle innovative e creative interpretazioni delle leggi esistenti da parte di giudici ‘illuminati’ nei tribunali dei vari stati. Una volta modificata l’interpretazione delle leggi o la creazione di nuovi principi giuridici nei tribunali, il congresso e i vari organi legislativi statali americani, non fanno altro che meglio articolare, uniformare, interpretare ed emettere leggi che recepiscono principi giuridici conformi a quanto era stato già regolato attraverso le sentenze emesse dai tribunali.

A mio parere, lo stato italiano, la regione Umbria o il comune di Monteleone di Spoleto hanno un notevole spiraglio aperto per vedersi riconoscere i diritti di possesso e di proprietà sulla biga. Una eventuale citazione presentata contro il Metropolitan dovrebbe far perno su una richiesta di riconoscimento, di interpretazione e di creazione di nuovi principi giuridici che regolino il diritto di uno stato alla restituzione di quei reperti archeologici che rientrino in una specificata categoria e che soddisfino determinati criteri. La eventuale citazione dello stato italiano o della regione Umbria contro il Met dovrebbe basarsi sulla richiesta di un riconoscimento e di applicazione dei nuovi approcci giuridici consistenti nella creazione di una eccezione alla scadenza dei “termini”, limitatamente a quelle richieste di restituzione di reperti archeologici che siano stati venduti e esportati in violazione delle leggi in vigore in uno stato, e a quei reperti archeologici che per il loro eccezionale valore artistico, per la loro unicità, per la loro rilevanza storica e culturale rispetto al paese di ritrovamento e alle popolazioni locali, rappresentano e sono universalmente riconosciuti quale patrimonio ‘inalienabile’ di uno stato. In caso di successo, si verrebbe quindi a creare negli Stati Uniti il riconoscimento di un diritto ‘eterno’, ‘in perpetuity’ di uno stato a richiedere la restituzione di quei beni e reperti archeologici che soddisfino quei principi, quelle condizioni e quei requisiti sopra elencati.

Come giudica l’atteggiamento del ministro Rutelli e dei suoi collaboratori che sembrano aver imposto una pausa all’azione diplomatica nei confronti del Met e degli altri musei americani che detengono illegalmente opere e reperti rubati in Italia?

Per quanto riguarda il ministero dei Beni culturali, credo che oltre a una certa pigrizia, rigidità e ottusità istituzionale, ci sia un problema di ignoranza da parte degli ‘esperti del ministero’ per quanto riguarda il sistema giuridico americano e forse anche una certa sudditanza psicologica verso il Metropolitan Museum. Sudditanza psicologica o altro che sembrerebbe essere provata, se rispondesse a verità, quanto ho letto recentemente su un giornale italiano, e cioè che uno stretto collaboratore del ministro Rutelli sia stato, in passato, dipendente di alto livello del Met di New York. Come sarebbe possibile spiegare quanto dichiarato dall’avvocato di Stato, Maurizio Fiorilli, il quale intervistato da importanti giornali americani ha dichiarato il “non interesse del ministero alla restituzione della biga di Monteleone” e ha soltanto voluto mettere in evidenza “i danni provocati dall’istanza del comune di Monteleone contro il museo”? Oppure quanto scritto dall’ambasciatore Massimo Baistrocchi, presidente della commissione interministeriale per il recupero delle opere d’arte, che il 23 febbraio 2005, in una lettera indirizzata al ministero degli Affari esteri, scriveva:

con riferimento alla lettera del sindaco di Monteleone, relativa alla biga etrusca in oggetto scoperta in uno scavo del 1902, nulla risulta agli atti.

Rincara la dose il direttore generale per la Promozione e cooperazione culturale del ministero degli Esteri che in una lettera al sindaco Durastanti del 5 marzo 2005, scriveva:

l’opera risulta, oltre un secolo fa, essere stata alienata sulla base di regolari titoli di proprietà dell’epoca.

È ovvio che né il direttore generale per la Promozione e cooperazione culturale né i suoi collaboratori hanno avuto l’opportunità e il tempo di leggere l’interrogazione parlamentare dell’onorevole Felice Barnabei del febbraio 1904 o la voluminosa bibliografia riguardante la biga di Monteleone. Ai rappresentanti del ministero dei Beni culturali si dovrebbe far rilevare come i ministeri dei Beni culturali di altri paesi siano riusciti a ottenere la restituzione, da importanti musei, di capolavori archeologici facendo, appunto, perno sui principi che ho sopra elencato Un caso per tutti. Il ministero delle Antichità egiziano nel 2004 è riuscito a ottenere la restituzione della mummia del faraone Ramses I. La mummia era stata acquistata dal Carlos Museum di Atlanta per 2 milioni di dollari ed era stata esportata negli Stati Uniti da ben 148 anni.

Cosa ne pensa delle proteste formali rivolte dalla Regione Sicilia al ministro Rutelli, indicato come un intruso nella questione del recupero della Venere di Morgantina esposta al Getty Museum di Los Angeles?

Ho letto di recente un proverbio americano che forse risponde alla domanda e dà una indicazione importante di ciò che il ministero dei Beni culturali dovrebbe fare. Dice il proverbio:

durante la battaglia, comandi o obbedisci oppure ti togli di mezzo.

Oltre che dai media, anche dai rappresentanti del Parlamento americano è stato più volte rilevato come sia ‘immorale’ la posizione presa dal Metropolitan Museum in merito alla richiesta di restituzione della biga. L’esposizione della biga nei saloni del Met è oggi la testimonianza più evidente dell’arroganza, degli abusi e dello scempio commesso ai danni del patrimonio artistico e archeologico italiano, in nome dell’Arte e della Cultura, da parte di noti direttori del Metropolitan Museum. I crimini del passato non verranno mai dimenticati.

Commenti

3 commenti to “L’avvocato Mazzetta a Rutelli: “O comandi o ti togli di mezzo””

  1. michela on Ottobre 4th, 2007 11:34

    non è giusto che sigra America non restituisce i nostri gioielli d’arte e si compra il prestigio di un grosso museo “rubando” le opere dell’Italia comprate da quattro “bifolchi mercenari”.
    Non si può permettere l’Italia è il paese dell’arte e l’America dei “ladri”

    ciao! miky

  2. Pierpaolo Schiffer on Marzo 26th, 2008 05:01

    Si potrebbe sapere quale e’il vero motivo della sudditanza psicologica di Rutelli nei confronti del Metropolitan ? Perche’trattandosi di un politico di professione non e’ il caso di scomodare la ‘psicologia della sudditanza’, ma di concentrarsi sul punto centrale: “l’onorevole” Rutelli da chi ha avuto disposizioni o consigli ad agire nel modo in cui sta agendo in questa faccenda ?

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