Lettera aperta al sindaco (riconfermato) della “biga rapita”

foto di ahalighalieCaro sindaco Nando Durastanti, prima di tutto complimenti per la vittoria della sua lista “Insieme per Monteleone”, che ha ottenuto quasi il 65 per cento dei voti. I cittadini hanno voluto premiarla per quello che ha fatto nei cinque anni del mandato nell’interesse del paese. Adesso ha di fronte altri cinque anni di impegno e di lavoro, con un programma pieno di promesse da mantenere. Ai cittadini di Monteleone, quattro anni fa, aveva fatto una bella promessa, annunciata a mezzo mondo attraverso i dispacci delle agenzie di stampa. Aveva dichiarato con i toni dell’ufficialità che la sua giunta avrebbe fatto tutto il possibile, e magari qualcosa di più, per tentare di riportare a Monteleone la biga rapita.

Ricorda le frasi, condite con un po’ di sana enfasi popolare, con cui lei, signor sindaco, dichiarava guerra al Metropolitan Museum di New York? Monteleone contro il colosso di Fifth Avenue, niente di meno. Eppure lei ebbe il coraggio di farlo, scatenando la fantasia di molti giornalisti inglesi e americani che cominciarono a scrivere della lotta di Davide contro Golia e di tante altre giocose invenzioni retoriche. C’era un signore molto importante, a New York, seduto sulla prestigiosa poltrona di direttore del Metropolitan Musem che leggendo quelle cose sui giornali anglosassoni, non poteva fare a meno di sobbalzare sul suo scranno.

Philippe de Montebello, è lui il direttore del Met, la nominò suo “nemico” personale, perché insidiava, con la richiesta di riavere la “biga rapita”, il possesso del gioiello più prezioso della collezione di reperti archeologici del suo museo. E anche questo, per lei, era un segno di notorietà, di affermazione, di vanto e di crescita di immagine presso i suoi concittadini. Inutile minimizzare, ormai. La battaglia per la biga è stato un buon colpo, un’idea vincente, o come dite dalle vostre parti: un bel po’ di fieno da mettere in cascina per tirarlo fuori al momento giusto.

Quanti suoi colleghi, alla vigilia delle elezioni amministrative del 27-28 maggio, l’avranno invidiata. Leggendo una nota di agenzia sugli impegni promessi ai cittadini dei piccoli comuni alla urne, la sua promessa a proposito della biga spiccava su tutte le altre. Nessuno ha potuto giocare una carta vincente come la sua. È vero, molti avevano promesso fogne, scuole, strade, parcheggi, tagli dell’Ici, eccetera, ma soltanto lei si presentava di nuovo di fronte ai monteleonesi con la corazza di moderno Ben Hur. Anche questo avevano scritto i giornali di Londra e di New York. E qualcuno scrisse che con la sua iniziativa Monteleone aveva finalmente tirato fuori gli artigli, facendo riferimento al suo antico nome di Leone degli Appennini.

Non si fermarono qui le dotte citazioni. Perché venne riscritta la storia del borgo umiliato da Federico Barbarossa e dai francesi di Carlo VIII, dilaniato dalle lotte tra papalini e giacobini, distrutto da terremoti e colpito dalla pestilenza. Una storia triste e avvilente. Però il vecchio “Leone” si era improvvisamente riscattato. Ci aveva pensato cent’anni prima di fare il grande passo, però adesso avrebbe fatto un solo boccone dei suoi “nemici”, decidendo di dare battaglia per riavere la sua biga. Poi dagli Stati Uniti è arrivato l’amico Mazzetta, figlio di Monteleone, da parte di madre. È un avvocato importante, Tito Mazzetta, con studio di primissimo piano ad Atlanta, capitale della Georgia. Mazzetta sposò la causa di Monteleone e cominciò a lavorare ai fianchi i signori del Metropolitan Museum. Infine fu lo stesso “nemico” Philippe de Montebello a offrirle, caro sindaco, proprio su un piatto d’argento l’occasione più ghiotta.

Il 20 aprile il Met aveva in programma l’inaugurazione delle nuove sale dedicata all’arte ellenica e romano, con una sezione per l’arte etrusca. E nemmeno a farlo apposta il direttore aveva deciso che regina della festa sarebbe stata la “biga rapita”, tornata all’antico splendore dopo sette anni di lavori di restauro. A quel punto il gioco era fatto, non c’era che da afferrare la palla al balzo. Bastava accennare alla biga, perché quotidiani e settimanali, radio e reti televisive dedicassero alla questione della “biga rapita” tanto spazio e tanto tempo. Poi, modestia a parte, è arrivato in libreria il libro La biga rapita, una storia del carro etrusco di Monteleone alla quale il sottoscritto ha dedicato trent’anni di studi e di ricerche. E di nuovo la biga è tornata alla ribalta con articoli, recensioni, dibattiti, servizi televisivi (perfino la Cnn se n’è occupata), presentazioni e discussioni sui blog che vanno avanti ancora suscitando entusiasmo e discussioni.

Per completare l’operazione a favore della biga non restava che la sua riconferma a sindaco di Monteleone. Che è arrivata, puntuale e trionfale. Sono arrivati i complimenti e le congratulazioni. Adesso, però, è finito il tempo delle feste, perché la “biga rapita” è ancora lì, nel mezzo del grande salone nella nuova sala del Metropolitan Museum, a far bella mostra di sé, suscitando l’interesse e l’ammirazione dei visitatori che riempiono le casse del museo. Tutto quello che la sua giunta ha fatto, cioè l’inizio della battaglia, i proclami, le promesse, l’accordo con l’avvocato Mazzetta, la manifestazione di protesta davanti al ministero dei Beni culturali il 20 aprile, e altre cose ancora, non hanno ottenuto nessun risultato pratico.

Ha offerto ai giornali e alle televisioni l’opportunità di scrivere articoli e confezionare inchieste, ha fatto conoscere la storia della biga a molte altre persone che ne ignoravano perfino l’esistenza, ma un passo, un solo passo in avanti non è stato compiuto. La biga è a New York, il direttore del Met ne va fiero, il ministro Francesco Rutelli non si muove, i più importanti giornali americani conservatori e liberal difendono i musei ladroni. Questo è il quadro della situazione per quanto riguarda la battaglia della “biga rapita”.

È un quadro desolante, caro sindaco, non nascondiamolo dietro la vittoria elettorale e il consenso dei suoi concittadini. Ormai sono passati cinque anni da quando la battaglia è cominciata, c’è stato tanto entusiasmo e tante belle parole di elogio, ma chi l’ha vinta questa battaglia sta oltre oceano, a New York, nel famoso Met. Philippe de Montebello è il vincitore, perché la “sua” biga è riuscito a tenerla là dove voleva che fosse per la grande festa del 20 aprile e per tutto il tempo che gli garba. Perché sa di poter contare su un fattore molto favorevole, si chiama fattore R, e riguarda il nostro ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli.

Il suo nome per lei, caro sindaco, evoca brutti recenti ricordi. È il ministro che le aveva promesso di ascoltarla, nel suo studio del ministero, per capire le ragioni della battaglia per la biga. Ma la promessa non l’ha mantenuta la prima volta, la seconda e nemmeno la terza.

Insomma, sindaco Durastanti, ormai ha capito che il ministro di lei e della sua biga non vuole proprio sentire parlare, e gliene ha data conferma con la famosa lettera firmata dal suo capo di Gabinetto inviatale alla vigilia della manifestazione di protesta del 20 aprile. Il programma per il recupero dei beni culturali e dei reperti archeologici è entrato in una fase di stallo, e chissà per quanto tempo ancora tutto rimarrà così. Quindi se lei vuole veramente tentare di riportare la biga a Monteleone, deve passare ai fatti.

Il primo obiettivo è proprio il ministro Rutelli. Se il ministro non vuole sentir parlare della biga, lei devi fargli cambiare idea. È l’unica strada obbligata da seguire. Fino a quando il ministero non appoggerà ufficialmente la sua richiesta, per la biga non ci sarà niente da fare. È una battaglia perduta in partenza. Quindi è su Rutelli che dovrà lavorare, con tenacia, con ostinazione, con fermezza, insomma con tutti i modi e le maniere possibili e legali a disposizione. Segua i consigli dell’avvocato Mazzetta, laddove soprattutto indica la manovra del passaggio del possesso della biga dallo Stato al comune di Monteleone o alla Regione Umbria.

A proposito: la presidente della Regione, Maria Rita Lorenzetti, cosa ne pensa veramente della battaglia della biga? Deve capire cosa ne pensa al di là dei comunicati di sostegno molto formali e poco sostanziosi. Organizzi convegni e tavole rotonde, chiami giornali e televisioni per annunciare l’inizio della seconda campagna contro il Metropolitan Museum e per sollecitare l’attenzione, almeno quella, del ministro Rutelli. Chieda, caro sindaco, senza remore di alcun genere, un incontro con il ministro, è nel suo diritto ottenerlo ed è suo dovere concederglielo. Altrimenti lo tenga costantemente nel mirino dei suoi discorsi alla gente e alla stampa, a ogni riunione pubblica, in ogni occasione dove ci sono orecchie che possano ascoltare.

Si ricordi, quando leggerà questa lettera, del coraggio dell’onorevole Felice Bernabei che attaccò il governo Giolitti nella sua famosa interrogazione parlamentare nel febbraio 1904. Si ricordi anche di don Angelo Corona, cultore della storia della biga, che ha scritto:

Non si deve avere timore di chi ha torto, di chi ha sottratto un bene inestimabile alla nostra gente.

Si ricordi che la battaglia per la biga è diventato il simbolo dell’orgoglio offeso e del riscatto promesso. Insomma si ricordi di tutta quella buona retorica montanara che ha accompagnato la sua battaglia per la “biga rapita”. Se vuole, si ricordi pure dei giornali che la chiamavano Ben Hur. E se proprio non la indispone, si ricordi pure di noi, quelli di Stampa Alternativa, che oltre ad aver pubblicato il libro che ha rilanciato al di qua e al di là dell’oceano la questione della “suo” carro etrusco, sostengono giorno dopo giorno la battaglia per convincere il ministro Rutelli e il direttore de Montebello a riconsegnare la biga a Monteleone. Ci pensi e poi ci faccia sapere. Noi siamo sempre qui.

Commenti

3 commenti to “Lettera aperta al sindaco (riconfermato) della “biga rapita””

  1. marisa angelini on Maggio 31st, 2007 06:33

    Ciao Mario,grazie delle felicitazioni,siamo davvero tutti soddisfatti del risultato elettorale,un grazie va ai nostri sostenitori e a tutti coloro che hanno condiviso con noi ed apprezzato il nostro lavoro.Ora ci aspettano altri 5 anni di duro lavoro,ma INSIEME e nella partecipazione dei concittadini avremo il coraggio e la forza di affrontare tutto e di poter portare Monteleone di Spoleto al passo con i tempi.La Biga ritornerà a casa, su questo abbiamo una testarda opinione e non ci fermeremo davanti a nulla. Grazie dei consigli,grazie di esserci vicino ,grazie al tuo libro per essere uno strumento di approfondimento per tutti coloro che ne vogliono sapere di più e meglio.Siamo una squadra determinata,ma più siamo più forza avremo. Il Ministro Rutelli dovrà riceverci e dovrà avviare le pratiche di richiesta di restituzione della Biga,se non lo riterrà di suo interesse dovrà delegare . questo è il nostro pensiero di oggi e “domani” seguiranno le giuste azioni conseguenti.
    marisa angelini

  2. Capitani Simone on Maggio 31st, 2007 15:59

    Gentile Mario, complimenti vivissimi per il suo libro “la Biga rapita” che è davvero avvincente e per il suo intervento che sottolinea ancora una volta l’incapacità delle istituzioni, sia regionali che centrali, di effettuare efficaci interventi per risolvere la questione. Simone.

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