L’inerzia di Roma e l’orgoglio di Atene
La creazione del Partito democratico, le polemiche con il premier Romano Prodi, le dispute sulla scelta del segretario del nuovo partito e sulla data di nascita, gli spettacolari incontri con i registi italiani in vista del varo della nuova legge sul cinema, i proclami sulla diffusione della cultura. Ecco, più o meno in ordine sparso, sono questi gli impegni ai quali si sta dedicando con grande generosità il vicepremier e ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli. Ma nel programma del suo dicastero c’era, ai primissimi posti, un altro impegno sul quale il ministro diceva di voler puntare molto.
Era il capitolo del recupero delle opere d’arte e dei reperti archeologici trafugati dall’Italia ed esposti nei più importanti musei d’Europa e d’America. Su questa operazione il ministro ci aveva scommesso la sua notorietà di politico tenace, in grado di tenere testa a chiunque tentasse di ostacolare i suoi buoni propositi. Ci sono opere e reperti rubati dai grandi musei privati degli Stati Uniti? Bene, diceva il ministro: ce li faremo restituire, con le buone o con le cattive. Ci sono stati viaggi e incontri, colloqui più o meno privati con direttori di musei famosi al di là dell’Oceano. Ma questa attività diplomatica per ora non ha dato i frutti sperati.
Il ministro Rutelli ha avuto a disposizione un’occasione d’oro da sfruttare sul piano internazionale per dimostrare come il governo italiano tenga veramente a riportare in patria i beni rubati. L’occasione gli è stata offerta dalla biga di Monteleone di Spoleto, il famoso carro etrusco che risale al VI secolo a.C., un’opera unica al mondo, che fu trafugata nel 1903 dal banchiere JP Morgan per donarla al Metropolitan Museum di New York. La situazione era favorevole per un buon colpo, non c’era che approfittarne.
Il comune di Monteleone quattro anni fa aveva iniziato una battaglia legale con il museo americano attraverso la collaborazione preziosa dell’avvocato Tito Mazzetta di Atlanta, Georgia. Era stato chiesto l’intervento decisivo del governo guidato da Silvio Berlusconi, attraverso il ministro degli Esteri Franco Frattini e dei due ministri dei Beni culturali, Giuliano Urbani e Rocco Buttiglione. Nonostante la buona volontà dimostrata da Buttiglione, che almeno era riuscito a convocare a Roma il direttore del Metropolitan Museum, Philippe de Montebello, l’operazione risultò un fallimento. Quindi per il nuovo ministro c’era anche la possibilità di misurarsi direttamente con i suoi predecessori.
Anche perché il comune di Monteleone faceva grande affidamento nel nuovo ministro e a lui si è rivolto per chiedere l’intervento del governo nella battaglia per il ritorno del carro etrusco. Insomma, la biga di Monteleone veniva offerta a Rutelli su un piatto d’argento: era l’occasione favorevole che il ministro andava cercando per iniziare con il piede giusto la sua attività per il vantato recupero delle opere d’arte rubate. Ma l’occasione non è stata colta. Anzi, la richiesta del comune di Monteleone è caduta nel vuoto, tanto che i monteleonesi si sono sentiti presi in giro e hanno deciso di organizzare una “spedizione punitiva” contro Rutelli, che si è svolta il 20 aprile scorso a Roma. Da quel momento sulla biga e sugli altri beni italiani trafugati è calato un silenzio di piombo.
Al sindaco di Monteleone, Nando Durastanti, il ministro Rutelli, nel tentativo di bloccare la manifestazione del 20 aprile, aveva fatto scrivere una lettera dal suo capo di Gabinetto, avvocato Gabriella Palmieri. Oltre a ribadire il concetto che l’iniziativa del comune umbro può soltanto essere dannosa, la lettera faceva riferimento al Comitato che il ministro ha insediato “per affrontare tutte le problematiche afferenti l’esercizio dell’azione di restituzione dei beni culturali”. Finora nessun comunicato è arrivato ai giornali e alla televisioni sull’attività svolta da questo comitato. E nessun organo di informazione conosce la formazione di questo comitato. Cosa sta facendo? Con quali musei sta trattando il ritorno di opere illecitamente esportate negli Stati Uniti? Quali risultati potrà ottenere entro breve tempo?
Silenzio. Intanto, però, la stampa e la televisione dedicano ancora molto spazio alla storia della “biga rapita”. È arrivata a Monteleone di Spoleto una troupe della televisione pubblica tedesca, la Ard/Wdr, che per conto del magazine culturale “Ttt” sta realizzando una inchiesta firmata dal giornalista Thomas Radigk, sui retroscena del trafugamento della biga e sulle polemiche nate dall’inerzia del governo italiano a proposito della sua restituzione. Altre reti televisive straniere, tra cui la Cnn, hanno già realizzato servizi sulla questione del carro etrusco esposto al Metropolitan Museum.
Mentre a Roma il ministro tace, il suo collega greco, Jorgos Voulgarakis, annuncia vittorie squillanti. È ormai nota la notizia arrivata da Atene qualche settimana fa secondo la quale due preziosi reperti sono stati restituiti alla Grecia dalla direzione del Getty Museum di Los Angeles. La decisione dl museo californiano non prevede nessun tipo di scambio con altri pezzi in esposizione in musei greci. Insomma, si tratta di una restituzione senza condizioni. I due reperti si trovano già al Museo archeologico centrale di Atene dove una folla di visitatori sta facendo la fila per ammirarli. Per questa occasione è sceso in campo anche il capo del governo Costas Karamanlis:
La difesa della nostra eredità culturale con ogni mezzo legale è un obbligo. La richiesta avanzata a musei stranieri e collezionisti di restituirci ogni reperto per il quale ci siano prove sulla sua provenienza o commercializzazione illecita, è una questione di primaria importanza.
Ma la supremazia dell’attività diplomatica greca in questo settore non si limita al ritorno dei reperti da Los Angeles. Ci sono altre notizie importanti. Intanto stanno per ritornare a casa altri due reperti dal Getty Museum che la Grecia aveva richiesto da molti anni. Inoltre bisogna registrare la recente restituzione di un frammento del fregio nord del Partenone, restituito dall’università di Heidelberg. Ha detto a questo proposito il ministro Voulgarakis:
L’università di Heidelberg ha voluto così riconoscere con i fatti l’importanza della questione del ricongiungimento delle sculture del Partenone, un monumento unico del patrimonio culturale di tutta l’umanità. Così, per la prima volta, è stato spezzato il tacito accordo che lega i musei in possesso di sculture del Partenone: quelli di Londra, Parigi, Vienna, Roma, Palermo, Copenhagen, Monaco, Wurzburg.
E più recentemente una signora svedese, Birgit Wiger Angner, ha restituito un frammento dell’Eretteo, che nel 1895 suo padre aveva ottenuto in dono da un parente di ritorno da un viaggio in Grecia.
Questi risultati sono il frutto di una politica del governo orientata decisamente a riavere in patria tutti i beni artistici rubati. Ha dichiarato il ministro della Cultura in proposito:
Il nostro obiettivo è la restituzione di tutti i reperti greci, che su base documentata sono stati trafugati con scavi e commerci clandestini. Una delle nostre prime iniziative è stata quella di attivare una direzione indipendente sul traffico illegale di reperti, che ha come compito la documentazione, la catalogazione e la rivendicazione di oggetti antichi che sono stati commercializzati illegalmente.
Non solo il ministro della Cultura, ma tutto il governo si batte per raggiungere questi obiettivi. La Grecia ha ottenuto uno straordinario successo in campo internazionale, quando il 4 dicembre scorso la 61a riunione del consiglio generale della Nazioni Unite ha approvato all’unanimità la petizione, presentata dal governo di Atene, in favore del rientro di beni culturali nei paesi di provenienza. Ha detto il ministro Voulgarakis:
La restituzione dei nostri beni è al centro della politica da noi intrapresa e questo obiettivo è stato ufficializzato ed espresso dalla risoluzione presentata dal nostro governo all’Onu. Nella risoluzione viene sottolineato che il commercio illegale di opere d’arte costituisce una forma di crimine organizzato, collegato direttamente alla mafia e al riciclaggio di danaro sporco.
L’obiettivo principale e irrinunciabile della politica del governo greco è il ritorno in patria dei fregi del Partenone. La questione è di capitale importanza per la Grecia: non solo per le istituzioni, che si battono sul piano diplomatico, ma anche per i mezzi di informazione e per tutti i greci. C’è interesse, c’è passione e soprattutto c’è orgoglio in Grecia che permette di intraprendere queste battaglie alle quali tutti vogliono partecipare. Circolano ancora per le strade di Atene vecchi autobus decorati con le immagini dei fregi del Partenone, sormontate dalla scritta a tutto campo: “I Marmi del Partenone sono greci”. Nel nuovo museo dell’Acropoli sono già pronte alcune vetrine destinate a ospitare le sculture del Partenone custodite presso i musei stranieri, in attesa che rientrino in patria.
Sui successi della politica culturale greca si esprime così Paolo Moreno, professore di archeologia e storia dell’arte greca all’università di Roma Tre:
In Grecia si moltiplicano i musei, tra i quali assolutamente inedito quello dedicato a Lisippo nella sua città natale Sicione; si perfeziona la qualità espositiva che punta alla chiarezza della comunicazione, si aprono parchi archeologici, come quelli esemplari di Dion e Mieza in Macedonia. Con una recente riforma è quasi raddoppiato il numero delle Soprintendenze greche, il che significa un generoso e provvidenziale impegno di spesa, che porterà a un più capillare controllo del territorio e a innumerevoli restauri e realizzazioni. La speranza è che anche il nostro paese trovi maggiori risorse pubbliche per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali. Un incremento che nello stesso tempo porti lavoro ai giovani, a tanti validi archeologi che vorrebbero corrispondere alle attese di un interesse comune.
Ministro Francesco Rutelli: se ci sei, batti un colpo.
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Al Presdiente della Repubblica
al Ministro Francesco Rutelli
Alla Presidente della Regione Umbria
al Sindaco di Monteleone di spoleto
Oggetto:
Lettera Aperta ai Media
Questione Biga di Monteleone di Spoleto
Nel dicembre 2004 il Comune di Monteleone di Spoleto revendica la restituzione del Carro dal Metropolitan Museum di NewYork. Questo fatto suscita interesse internazionale sia nei giornali che nelle televisioni,ma scarso interesse da parte del ministro in carica.
Come studioso della Biga e raccoglitore di materiale archeologico di superficie che ho regolarmenente consegnato alla
Sovrintendenza archeologica di Spoleto che in parte ha esposto nei suoi locali e che era databile della stessa epoca della Biga ,del suo popolo e civiltà,la storia è stata raccontata da me nel libro “primi italici” pubblicato nel 1990. Nel libro sono raccontati i personaggi che appaiono sui tre pannelli della Biga, il significato dello scontro cruento per conseguire la vittoria a capo della Città di cui Monteleone è il Centro.
Illustra La loro ambientazione e posizione nel territorio di Monteleone . I volumi da me prodotti,che hanno raccontato la storia e il significato della Biga, sono stati da me forniti tramite il Comune nell’anno 2002 sia alla Presidente della Giunta Regionale dell’Umbria Dott.ssa Maria Rita Lorenzetti, che al Presidente della Repubblica Prof.Carlo Azeglio Ciampi e lo stesso Presidente della Repubblica mi ha inviato una lettera di ringraziamento. Da allora ,nonostante,le mie diverse sollecitazioni ,anche tese a riportare i reperti sparsi in italia a monteleone di Spoleto , nel loro contesto naturale, non ho avuto più alcuna notizia. A tutt’oggi nonostante l’interessamento del Sindaco di Monteleone di Spoleto e della sua Giunta , La Biga di Monteleone non risulta essere stata richiesta al Metropolitan Museum di NewYork , nè dal Capo dello Stato nè dal ministro Rutellì .
Come studioso della materia ,sollecito le istituzioni Ministeriali a prendere atto dell’importanza ed unicità del Reperto Archeologico della BIGA ,sollecito ad una azione forte e decisa del Ministro Rutelli a far si che la Biga torni in Italia, contrariamente vedremo gli interessi di noi Monteleonesi ed Umbri fortemente lesi nel diritto di identità ,quale cittadino europeo e ricercatore storico, mi troverò necessitato a ricorrere alla Corte Europea .
Con l’auspicio di attenzione, invio distinti saluti
Secondo Olivieri
Secondo Olivieri
Monteleone di Spoleto
Via Roma 51
Tel. 0743/70139
Secondoolivieri@libero.it
L’idea di ricorrere alla Corte europea, annunciata dal monteleonese Secondo Olivieri,è davvero una novità. Ed è molto interessante. Non so se il rocorso alla Corte è una via percorribili in casi simili, comunque dimostra che a Monteleone ci sono persone che non abbandonano la battaglia per il ritorno della biga. Però, signor Olivieri, sarebbe bene, prima di intraprendere le difficili strade dell’Europa, bussare ai portoni del suo paese. Perchè, infatti, i “nemici” della biga sono lì, a due passi da lei, e non a Bruxelles. Caso mai anche a Roma, presso il ministero dei Beni culturali.Il punto, che voglio ribadire, è che ai monteleonesi sfugge ancora il concetto che una iniziativa di carattere legale da proporsi nei confronti del Metropolitan Museum di New York potrà iniziare soltanto se sarà il sindaco di Monteleone a volerlo. Dovrà partire da lui, e soltanto da lui, questa iniziativa. Fino a quando il primo cittadino, insieme con la presidenza della Regione Umbria e la Provincia di Perugia come sponsor ufficiali,non si deciderà al gran passo, parlare del ritorno della biga è pura accademia, un discorso da fare nei caffè tra amici, così, tanto per parlare e credere di fare qualcosa di utile. Invece, parlare, protestare, accusare, non serve a niente: occorrono fatti e non chiacchiere. Quando, dopo le elezioni amministrative del 27 maggio, uscirà fuori o il nome riconfermato di Nando Durastanti o il nome di un nuovo eletto dai cittadini, il sindaco di Monteleone dovrà mettersi subito all’opera. Prima di tutto dovrà, finalmente, farsi sentire presso il ministro Francesco Ruelli che finora ha soltanto preso in giro il comune di Monteleone, con annunci di colloqui e poi di rinvii. Stavolta il sindaco dovrà chiedere pubblicamente un incontro con Rutelli a Roma e parlargli seriamente delle intenzioni di Monteleone a riprendersi la biga attraverso la via diplomatica e legale. Se il sindaco riconfermato o il nuovo sindaco non farà questo passo indispensabile, allora i cittadini di Monteleone si mettamo l’animo in pace e non pensino più al ritorno della biga. Sono passati quattro anni di inutili discorsi, di convegni e riunioni, di manifestini e di annunci di iniziative mai intraprese. Adesso, affinchè la vicenda della “biga rapita” non diventi un tormentone noioso e patetico,è necessario che il comune si rimbocchi le maniche e incominci a fare sul serio. Altrimenti, signor Olivieri,non ci sarà speranza nemmeno per la sua idea di ricorrere alla Corte europea.
Bravo Olivieri!
Un po’ alla volta, come la goccia che scava la pietra, qualcosa alla fine dovrà muoversi!
Con il Comune in prima fila, ci auguriamo tutti!
L’Operazione Recupero Biga è iniziata nel 2004. A distanza di tre anni dei passi sono stati fatti. Sicuramente si poteva fare di più, questo è indubbio, funziona più o meno così in tutte le azioni che s’intraprendono…… e naturalmente si fanno errori. Talvolta è l’impazienza, talvolta la lentezza. Insomma, sbagliare i modi ed i tempi è piuttosto frequente. L’esperienza è molto importante e la si fa sul campo. Un campo pieno d’insidie, trappole….. ed il coraggio “non basta a se stesso”. Ci vuole la giusta attrezzatura. Perciò, una volta individuate “le vette” da affrontare ci si organizza per la scalata. So per certo che Nando Durastanti è un combattente così come lo sono Tito Mazzetta, Marisa Angelini, le Pro Loco e tutte le Associazioni locali. Ovvero ogni singolo cittadino, residente o originario di Monteleone di Spoleto. A giorni ci saranno le elezioni Comunali ma non c’è preoccupazione per la vicenda Biga, perché chiunque sarà eletto Sindaco proseguirà la battaglia iniziata, forte dell’esperienza acquisita, se sarà rieletto il sindaco uscente, forte della strada già tracciata se sarà eletto un nuovo primo cittadino.
Di sicuro non è più tempo di dare un colpo al cerchio ed uno alla botte. Ora sono necessarie azioni mirate e decise. Tutti se le aspettano.