Rutelli tenta di bloccare la manifestazione di protesta
Mentre il Getty Museum restituisce reperti alla Grecia. il ministro dei beni culturali Francesco Rutelli sta tentando di bloccare la manifestazione di protesta organizzata per venerdì prossimo dal comune di Monteleone davanti al ministero, in via del Collegio Romano. Il vicepremier teme che la manifestazione, ormai pronta in ogni particolare (manifesti, volantini, striscioni e slogan), possa danneggiare la sua immagine di politico tuttofare. Così ha deciso di passare al contrattacco.
Venerdì 13 ha convocato il suo capo di Gabinetto per studiare un’azione, decisa ma non clamorosa, per stoppare l’iniziativa di Monteleone. Il capo di Gabinetto ha inviato un fax al sindaco del piccolo centro umbro, Nando Durastanti, per informarlo che il governo sta facendo di tutto per trattare con i musei americani allo scopo di recuperare le opere d’arte rubate. E ha aggiunto che iniziative come quelle di Monteleone potrebbero sortire effetti soltanto negativi. Il ministro infine ha invitato il sindaco Durastanti a un incontro al ministero dove i funzionari preposti saranno a disposizione per illustrare le difficoltà per il recupero della biga.
Fin qui il succo del fax inviato al sindaco di Monteleone. Ci sono da fare due considerazioni. Il ministro Rutelli aveva promesso al sindaco Durastanti di riceverlo già nello scorso mese di gennaio. Poi l’appuntamento era slittato di qualche settimana, poi di un mese, poi di due, infine di tre. Soltanto quando è venuto a conoscenza della manifestazione di protesta sotto le sue finestre fissata per venerdì 20 aprile, Rutelli si è deciso a invitare, ancora una volta, Durastanti. La data dell’invito, però, non è stata comunicata. È evidente che il ministro, colto in fallo, cerca di risolvere una situazione imbarazzante, promettendo cose inutili.
E poi: chi sarebbero i funzionari preposti a spiegare al sindaco di Monteleone che ci sono difficoltà a trattare con i musei americani? Forse il professor Settis, presidente del Consiglio superiore dei beni culturali? Forse David Berger, incaricato da Rutelli a trattare con i direttori dei musei? Forse Maurizio Fiorilli, avvocato dello Stato che guida la commissione del ministero per le trattative con i musei americani? Se i funzionari sono questi, allora sarà bene sapere che:
- Salvatore Settis è stato dal 1994 al 1999 direttore del Research Institute del Getty Museum di Los Angeles, e la ex direttrice del museo, Marion True, è sotto processo a Roma per associazione a delinquere e ricettazione, nell’ambito dell’inchiesta sui furti di reperti archeologici avvenuti in Italia
- David Berger è stato responsabile del settore merchandising del Metropolitan Museum prima di essere chiamato da Rutelli come suo consigliere per le operazioni di recupero dei beni e dei reperti trafugati negli Stati Uniti
- Maurizio Fiorilli, ha dichiarato al New York Times, nell’edizione dello scorso 5 aprile che si occupava in un articolo della questione della biga rapita, che l’iniziativa di Monteleone è del tutto inutile e che non avrà alcun esito positivo.
È bene che il sindaco di Monteleone sappia queste cose, quando riceverà – se mai lo riceverà – un invito ad andare al ministero dei beni culturali. E deve sapere, come tutti devono sapere, che ci sono governi e ministri molto più seri in Europa che le battaglie per riavere le proprie opere d’arte rubate dagli Stati Uniti riescono a vincerle.
Da Atene arriva, come uno schiaffo in piena faccia per tutti noi, la notizia della restituzione già avvenuta di due preziosi reperti: una corona d’oro di epoca macedone e una kore del IV secolo a.C. I due reperti sono stati riconsegnati dalla direzione del Getty Museum di Los Angeles, dopo lunghe e laboriose trattative, e la decisione del museo californiano non prevede nessun tipo di scambio con altri pezzi in esposizione in musei greci. Insomma, una restituzione senza condizioni. I due reperti si trovano già al Museo archeologico centrale di Atene dove una grande folla fa la fila per ammirarli. Su questo episodio è intervenuto il primo ministro Karamanlìs:
La difesa della nostra eredità culturale con ogni mezzo legale è un obbligo. La richiesta avanzata a musei stranieri e collezionisti, di restituirci ogni reperto per il quale ci siano prove sulla sua provenienza o commercializzazione illecita, è una questione di primaria importanza.
Karamanlìs ha inoltre manifestato la speranza che molto presto il rinnovato museo dell’Acropoli possa accogliere anche i fregi del Partenone esposti all’estero, a iniziare da quelli del British Museum. Infine il ministro della cultura Jorgos Voulgarakis ha dichiarato:
Il periodo in cui era possibile acquistare pezzi antichi in modo illegale, appartiene definitivamente al passato.
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5 commenti to “Rutelli tenta di bloccare la manifestazione di protesta”
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Ciao Mario,si è proprio tutto pronto!!
Partenza con 2 pulman da Porta Spoletina,ore 7.30 ed arrivo a Roma alle 11.00 con tanto di banda che suonerà a sorpresa simpatiche marcette.
Siamo determinati perchè sappiamo che la nostra è una causa giusta. Il tempo non può storicizzare che l’arte!ma guai se il tempo facesse dimenticare la storia ,le origini,le identità. Un invito caloroso a manifestare,marisa
Purtroppo sono a Londra sarei volentieri sceso in piazzo a fianco del coraggioso Sindaco di Monteleone di spoleto. W la Biga!
La Biga deve ritornare in Italia,è un reperto archeologico di grande importanza per lo studio delle popolazioni del VI secolo. E’ un’opera unica e di grande pregio.Sono solidale con il Sindaco del Comune di Monteleone di Spoleto ed auspico che il Ministro Rutelli la richieda in nome dello stato Italiano. Fabrizia
Sono d’accordo su tutta la linea del Sindaco di Monteleone di spoleto,La Biga etusca è un bene archeologico che non si può lasciare in America,è un reperto unico ed importantissimo per l’identità del popolo umbro. Il Ministro Rutelli deve richiedere al Metropolitan Museum ,al più presto,la Biga di Monteleone. I suoi Consiglieri Settis e Berger dovrebbero consigliare il ministro ad una pronta ed efficace richiesta di restituzione del bene trafugato illegalmente.umberto