Sistemi per amplificare la mente
[Manca una settimana all’uscita del libro Hacker, scienziati e pionieri, ovvero la “storia sociale del ciberspazio e della comunicazione elettronica”, scritta da Carlo Gubitosa, e per l’occasione pubblichiamo la prefazione firmata da Howard Rheingold, grande mente della comunicazione e “pioniere” per antonomasia].
Carlo Gubitosa ha regalato a noi e a chi ci seguirà un grande servizio, mettendo in luce quelle aree della tecnologia che generalmente rimangono nell’ombra quando si prendono decisioni concernenti il design, l’applicazione, l’uso, le regolamentazioni e gli impatti sociali delle nuove tecnologie. La tecnologia, particolarmente quella per l’informazione e la comunicazione, è ben più che l’insieme di hardware e software. Questa tecnologia è uno strumento particolare, diverso da altri strumenti tanto quanto gli esseri umani si differenziano dagli altri animali: al contrario di un martello o di un aereoplano, l’obiettivo del telefono, del computer o di Internet non è quello di moltiplicare il nostro vigore muscolare, quanto piuttosto di amplificare la forza della mente.
La macchina da stampa, ad esempio, comprendeva molto più dei meccanismi per produrre in maniera rapida ed economica dei documenti stampati. Un’altra tecnologia, l’alfabeto, aggiunse l’elemento dell’alfabetizzazione. Chiunque è in grado di usare un martello. Ma bisogna imparare a leggere e scrivere onde poter utilizzare l’alfabeto. E quando un’intera popolazione amplifica le proprie capacità di pensare e comunicare, gli impieghi individuali di quelle tecnologie che estendono le capacità mentali vanno ad aggiungersi a fenomeni emergenti che sono sociali, politici ed economici tanto quanto strettamente intellettuali. Il World Wide Web, ad esempio, non è nulla di meno - e tutto di più - di una pagina web con link ad altre pagine web, moltiplicato per un miliardo di volte.
A causa di questa complessa co-evoluzione che riguarda le tecnologie per l’informazione e la comunicazione, l’amplificazione mentale dei singoli e l’attività collettiva, né la fisica degli apparecchi elettronici, né la sintassi della programmazione sono elementi sufficienti a spiegare i fenomeni emergenti della cyber-società: oggi sono necessarie la psicologia, la sociologia, l’economia, le scienze politiche e, più significativamente, la storia per capire al meglio l’info-sfera odierna. È anzi impossibile fare congetture senza comprenderne la storia - prima di poter intuire la direzione presa da questo fenomeno socio-tecnologico, dobbiamo capire da dove viene. Questo libro ci offre un simile contenuto multidisciplinare dall’abaco al World Wide Web.
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