Attacco al Metropolitan: secondo round per la biga rapita
L’aveva promesso, cinque anni fa, l’avvocato italo-americano Tito Mazzetta di Atlanta, Georgia. Aveva appena denunciato il Metropolitan Museum di New York di detenere illegalmente la Biga di Monteleone, trafugata dall’Italia negli Stati Uniti nel 1902. Aveva detto, annunciando un aggressivo piano di battaglia:
Se perderemo il primo round, ne affronteremo L’aveva promesso, cinque anni fa, l’avvocato italo-americano Tito Mazzetta di Atlanta, altri. Non daremo tregua a chi ha privato l’Italia di un bene così prezioso. Non escluso colpi duri, se sarà necessario; anzi, prevedo che qualche colpo andrà a segno sotto la cintura.
Le intenzioni di tutti quelli che hanno deciso di impegnarsi nell’operazione per il ritorno della biga in Italia, sono davvero bellicose. Il piano è stato definito nella notte di mercoledì 21 scorso, al termine di una vivace presentazione del libro La biga rapita, edito da Stampa Alternativa, alla libreria Edison di Firenze. La molla è scattata quando il pubblico ha applaudito, con calore da stadio, l’assessore alla cultura di Monteleone, Marisa Angelini, che aveva detto:
Combattiamo contro un colosso e senza l’aiuto dello stato, ma vi giuro che prima o poi la biga tornerà a casa.
Sarà stato perché, ogni tanto, anche le persone più lucide e navigate si fanno prendere, magari a mezzanotte inoltrata, da slanci patriottici; o perché i racconti fatti dagli ospiti della serata sulla biga rapita avevano messo in scena una storia di “buoni” contro “cattivi”. Fatto sta che l’entusiasmo del pubblico ha convinto i rappresentanti del comune di Monteleone ad accelerare i tempi. La battaglia contro il Metropolitan non deve conoscere soste e così, nella tiepida notte fiorentina di fine febbraio, in un caffè all’aperto con orchestrina specializzata in ritmi caraibici, è stata presa una decisione importante. Monteleone, con l’appoggio di 32 comuni dell’Umbria e della presidenza della regione, non darà tregua al prestigioso museo di New York.
Da qui al 20 aprile, data prevista per la sfarzosa riapparizione al pubblico della biga reduce da dieci anni di un accurato restauro, il Metropolitan dovrà sentirsi assediato da un “nemico” debole in partenza, ma motivato e confortato dalla partecipazione della stampa. I giornali, ancora prima che il libro La biga rapita apparisse in libreria, si erano interessati alla storia. Prima il “Corriere della Sera”, con un ricco articolo di Stefano Bucci; poi “La Stampa” con una importante presentazione di Giorgio Boatti che si è talmente appassionato alla vicenda della biga da scrivere al sottoscritto una mail in cui dice, fra l’altro:
Una storia così esemplare in un Paese decente avrebbe dovuto avere le attenzioni che si merita.
È stata poi la volta di Corrado Augias, scrittore e critico letterario di prestigio, che nel “Venerdì” di “Repubblica ha segnalato “La biga rapita” definendola “un’avventura senza precedenti”. Poi del libro si sono occupati “Il Giorno” di Milano, “Il Resto del Carlino” di Bologna e “La Nazione” di Firenze con un puntuale e sostanzioso articolo di Olga Mugnaini, giornalista appassionata ed esperta di archeologia. Anche la radio, con la rubrica con grande audience “Capitan Cook” di Radiouno, si è occupata della “biga rapita”.
Da Atlanta, l’avvocato Mazzetta annuncia il suo prossimo arrivo a Monteleone per definire il piano di battaglia. Alcuni autorevoli giornali americani, dal “New York Times” all’“Atlanta Journal-Constitution”, sono schierati a favore dei diritti di quei paesi che reclamano le opere d’arte rubate. Dan Chapman, cronista di punta di Atlanta, ha scritto, a proposito della biga rapita:
“La controversia va dritta al cuore del malcontento del mondo dell’arte. A chi, sotto il profilo morale ed etico, appartiene l’arte? Al museo che l’espone o al paese che l’ha creata?
La reazione finora espressa dai vertici del Metropolitan è stata di assoluta chiusura:
Non se ne parla nemmeno, la biga è nostra e ce la teniamo.
Anche se poi la direzione ha dovuto ammettere in forma ufficiale di non possedere nessun documento sul regolare acquisto del prezioso reperto. L’avvocato Mazzetta bombarda il Metropolitan con parole di fuoco, in attesa dell’assalto finale:
Al tempo dell’acquisto il presidente, il direttore e gli amministratori del museo, un gruppo di persone molto bene informate e potenti, sapeva della provenienza illegale e comprendeva il significato storico della biga di Monteleone. All’interno della magnifiche volte del Metropolitan essi cospirarono e accettarono di pagare i tombaroli e di mantenere il possesso dello spettacolare carro etrusco. E’ vero che più di cento anni sono trascorsi dall’acquisizione della biga. Tuttavia un centinaio di anni non sono un tempo sufficiente a cancellare la devastazione causata dai saccheggiatori del patrimonio archeologico italiano.
Aveva detto Mazzetta al direttore del Metropolitan, Philippe de Montebello:
Sono certo che lei e gli amministratori del museo accetterete e comprenderete che è arrivato il momento per la vostra grande istituzione di compiere un gesto di grande civiltà in riconoscimento dell’immenso contributo fornito durante gli anni dal popolo italiano a Metropolitan, attraverso la volontaria restituzione della biga rapita al comune di Monteleone e alla sua cittadinanza. Non soltanto perché è la cosa legittima da fare, ma anche perché è la giusta, etica e onorevole cosa da fare.
Finora queste parole non hanno sfiorato il cuore dei responsabili del Metropolitan, che anzi hanno risposto in modo sdegnato. Replica Mazzetta:
Ciò che mi rende così indignato è il modo offensivo con cui hanno considerato l’Italia in questa vicenda. Hanno trattato gli italiani come hanno fatto con tanti indiani, tirandogli un po’ di ninnoli, sapendo che non avevano il potere di combattere contro gente del calibro del potente JP Morgan. Così i signori del Met portarono la biga etrusca a New York e calpestarono la legge.
L’indignazione sale e aumenta l’entusiasmo per le manifestazioni di protesta in preparazione a Monteleone. Intanto è previsto per il 21 marzo l’arrivo in Umbria di una delegazione di italiani, in gran parte monteleonesi, emigrati negli Stati Uniti, in particolare nel New Jersey, i quali saranno i testimonial della battaglia contro il Metropolitan. È stato studiato anche un piano che prevede la partecipazione al blog di Stampa Alternativa: attraverso sms ogni cittadino di Monteleone invierà i contenuti del blog invitando almeno venti amici a intervenire. Inoltre partiranno messaggi con i cellulari diretti in tutta Italia: giornali, televisioni, siti internet, associazioni politiche e culturali. Un autentico bombardamento mediatico. Lo scopo è di coprire tutto il territorio nazionale con un messaggio breve ma efficace, che riassuma la battaglia per il ritorno della biga. Poi , per il 20 aprile, è prevista l’uscita dal museo di Monteleone della copia della biga che, guidata da un “antico” condottiero, attraverserà le strade del paese, magari sotto i riflettori di qualche troupe televisiva. Infine, è in programma una grande festa, che dovrà essere una replica a quella prevista dal Metropolitan per l’inaugurazione delle nuove sale e la riapparizione della biga.
Soltanto un dubbio assale gli organizzatori: sarà più efficace partecipare vestiti come tutti i giorni e approntare una mensa popolare con i rinomati prodotti locali oppure, facendo il verso agli ospiti illustri del museo newyorkese, addobbarsi a festa con abiti da sera e sedendo a tavola dove saranno serviti aragoste e champagne? E i colpi bassi contro il Metropolitan? Niente paura, sono in arrivo proprio su questo blog. Quando i “nemici” sono cattivi e arroganti, oltreché ladri, David si sente un leone e Golia non fa più paura.
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19 commenti to “Attacco al Metropolitan: secondo round per la biga rapita”
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le persone che non anno diritto a portare via i nostri beni debbono essere puniti con la restituzione.
(la biga di monteleone è la nostra e la devono restituire combatteremo fino all’ultimo sangue per riaverla quì a monteleone insieme a nostro sindaco Nando e al nostro concittadini Tito)
rivogliamo la nostra biga che ci è stata portata via inllecitamente combatteremo fino all’ultimo sangue appoggiando il nostro Sindaco Nando e ancor di più il nostro concittadino Avv. Mazzetta
(sono convinto che se il nostro governo ci appoggia la faremo rientrare a M;onteleone)
Grazie a La Ferla per l’accurato e prezioso lavoro sulla nostra biga! Chi conosce Monteleone e la sua più che millenaria storia, sa anche, che i suoi abitanti sono un popolo di tenaci, caparbi e perseveranti montanari faremo il possibile e anche di più per riavere indietro uno tra i reperti più importanti della storia italiana del VI sec a.c.
il commento di Angelo è pieno di calore e di livore.Di calore per il reperto archeologico della biga che non c’è dubbio alcuno appartiene all’italia,appartiene al cuore dei monteleonesi;di livore per il senso di deprivazione che si subisce da 100 anni da parte di un grande paese qual’è l’America.
Eppure una nazione che spende giovani vite per portare democrazia nel mondo non può essere sorda ed insensibile alla richiesta di restituzione di un bene così importante per l’italia ,per l’umbria,per il comune di monteleone di spoleto.
La Biga deve ritornare in italia ,filippe de montebello deve provare l’onesta intellettuale del suo museo a tutto il mondo con un gesto di riconoscimento del diritto di proprietà della Biga allo Stato italiano,al popolo italiano,alla gente di monteleone.
È una lodevole iniziativa, la “biga” è un patrimonio culturale da conservare. Un plauso all’assessora Marisa Angelini.
Voglio ringraziare Fausto,giornalista di grande spessore per il suo commento,e voglio lasciare,qui,oggi,un altro pensiero.
La politica italiana è sempre più mediatizzata,l’agenda politica segue l’onda del consenso ,non c’è più la voglia o la forza di seguire i progetti d’azione,forse,oggi non ci sono più i progetti. Mi interrogo sull’azione del ministro Rutelli,sappiamo ,per averlo letto sul blog che ha dato assicurazione di “non problem” a filippe de montebello direttore del metropolitan.Ma un Ministro che dirige politicamente un ministero di cultura ,perchè affida al vento dei Media una tale importante dichiarazione? perchè la politica è così svuotata di senso? Perchè Rutelli non comunica alla Regione dell’umbria e al Comune di Monteleone di Spoleto la sua decisione,se è una sua decisione?
esiste una pratica chiamata governace,anche nella cultura , esiste un territorio ed un popolo sovrano in questo territorio italiano. esiste una comunità che ha richiesto un bene di primaria importanza per la storia del popolo italiano. Tutto questo il ministro Rutelli lo deve tenere in debito conto. il popolo è sovrano ,la dissaffezione alla politica è dovuta ad un vuoto della politica,al fatto che esistono solo spettacolarizzazioni amplificate dal gioco dei Media. Chiediamo al ministro di esaminare l’ampia documentazione inviata al ministero e giacente negli uffici,già al tempo del ministro Urbani. Un monito al ministro: lo Stato dia credito e seguito alle istanze del Territorio se si vuole sentire legittimato,non limiti solo a strillare issue d’effetto,deputate a riempire spazi mediatici e autoreferenziali!!Se Rutelli non si sente di portare avanti una problematica con il Metropolitan,dia mandato alla Regione dell’umbria o direttamente al Comune di Monteleone di Spoleto. La Giunta ed il Sindaco,la Gente di monteleone credono fermamente che La Biga sia bene inestimabile per la Storia del centro italia,e la storia non può essere liquidata con un “Non Problem” il problema c’è ,eccome se c’è!
Ma ci voleva un assessore (la Dott.ssa Marisa Angelini) per “urlare” allo Stato italiano che la biga deve tornare a casa? Le basi militari lasciamogliele pure agli amici americani ma se vogliono proprio vederla, la biga, vengano da noi. Se proprio hanno bisogno di cultura vengano da noi, culla e patria della storia del mondo e del bello. Approfitto dell’occasione per manifestare tutto il mio disappunto per veder andare in Giappone l’Annunciazione di Leonardo. Un’opera di questa importanza e potenza storica ed artistica mai dovrebbe lasciare il suo sito. Mi piange il cuore a vedere nei servitori dello Stato tanta leggerezza nel prestare ma non richiedere indietro opere così importanti ed uniche!!!Comunque la biga torni in Italia.E quanto prima!
IL TRAFUGAMENTO DELLA BIGA E’ STATO INDEGNO. UN PLAUSO A QUALSIASI INIZIATIVA CHE POSSA AIUTARE IL SUO RIENTRO. E UN DOPPIO PLAUSO PER IL CORAGGIO DI COMBATTERE. E’ VERO SI LOTTA CONTRO UN COLOSSO MA MOLTO SPESSO LA STORIA CI HA INSEGNATO CHE TANTE PICCOLE UNITA’ RIESCONO A SCONFIGGERE IL GRANDE MOSTRO.
Fa piacere leggere i commenti sui propositi di dare battaglia al Metropolian Museum di New York per riportare in Italia la Biga di Monteleone.E’ incoraggiante notare che molte persone abbiano finalmente capito che la battaglia per riavere la biga é sacrosanta. Però, per sconfiggere il “grande mostro”, come dice Daniela, le parole e la buona volontà non bastano. Ptima di arrivare a insidiare la direzione del Metropolitan a New York, é necessario intraprendere una battaglia, coraggiosa e decisa, in Italia, presso le nostre istituzioni. Perchè senza il sostegno del governo di Roma, qualsiasi iniziativa del Comune di Monteleone insieme con la Regiona Umbria sarà sterile.Prima di tutto bisogna capire com’è la situazione. Il Comune di Monteleone e la Regione Umbria, insieme, e con la solidarietà dei 32 comuni umbri,devono rivolgersi al ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli, per convincerlo a iniziare serie trattative con la direzione del Metropolitan allo scopo di arrivare ad un accordo per il ritorno in Italia della Biga.Ma sappiamo che il ministro ha già preso posizione su questa vicenda: non vuol saperne di disturbare Philippe de Montebello, prestigioso direttore da trent’anni del Metropolitan,a proposito della Biga. Ma Monteleone e l’Umbria non devono fermarsi di fronte a questa posizione di soggezione nei confronti del grande museo di New York. Anzi proprio ora devono subissare di richieste il ministro e il suo primo assistente, il professor Salvatore Settis,per far loro capire che l’iniziativa non muore qui, davanti al prestigio, indiscusso, di de Montebello.Perchè bisogna ricordarsi che il prestigioso direttore difende una causa persa, dal momento che non può dimostrare la legalità dell’acquisto della biga. Il reperto etrusco è stato trafugato dall’Italia e portato a New York nel 1903. Sono passati tanti anni, qualcuno dice che sono troppi. Ma che vuol dire? Qui si tratta di onestà, lealtà, trasparenza e rispetto per un Paese che è stato depredato di moltissime opere d’arte.Valgono o no i principi fondamentali del diritto e della probità? Se anche al Metropolitan pensano che questi principi siano ancora in vigore, allora bisogna puntare su questo tema: in America le istituzioni, soprattutto certe istituzioni private, sono molto sensibili alle accuse di furto e detenzione illecita di opere d’arte. Quindi la vostra rabbia e la vostra indignazione devono arrivare prima di tutto a Roma, nella sede del ministero dei Beni Culturali, nella stanza di Francesco Rutelli. Il ministro, qualche mese fa, aveva riempito pagine intere dei giornali italiani annunciando una robusta campagna per il ritorno delle opere d’arte italiane illegalmente possedute dai grandi musei americani.Tutto faceva sperare che le intenzioni espresse dal ministro con tanto entusiamo e tanta veemenza avessero un seguito. Invece, più nulla. Anzi c’è stato uno sconcertante dietro-front. A questo punto il comune di Monteleone e la regione Umbria devono insistere nella battaglia e convincere il ministro a un ripensamento che gli farebbe onore.
mario la ferla
Noto con piacere che l’atmosfera si sta finalmente surriscaldando grazie anche all’impegno e alla detrminazione di Marisa e di La Ferla del quale condivido interamente l’ultimo contributo al blog.Credo che sia tempo di rendere noto che l’Associazione Pro Ponte Etrusca Onlus che organizza la manifestazione “Velimna -gli Etruschi del Fiume”, ora giunta alla quinta edizione, ha costituito in collaborazione con il Comune di Monteleone nel maggio del 2006 un Comitato per il recupero della “Biga”. Al Comitato hanno poi aderito, con apposite delibere,la Regione Umbria e la Provincia di Perugia. In verità il Comitato non é stato ufficializzato e non ha fatto molto dalla sua costituzione perché erano stati progettati degli incontri con il Ministero di Rutelli per capire come procedere e concertare assieme un’azione condivisa. Purtroppo, come ha ben detto La Ferla, il percorso politico programmato con cura assieme alla Regione che ci doveva portare ad un incontro operativo con il Ministero ha perso gradualmente tutta la sua consistenza come se ci fosse dietro una velata volontà politica e una regia occulta volta a bloccare il nostro progetto. Evidentemente il Ministro Rutelli che all’inizio si é erto a paladino e strenuo difensore dei cimeli italici trafugati, ha dovuto fare marcia indietro come del resto fece anche Buttiglione che nella lista dei cimeli da far rientrare non incluse la Biga. Anche le Istituzioni Umbre sembrano ora molto fredde e non più disponibili a sostenereci.Basti pensare che anche la Soprintendenza dell’Umbria invitata a entrare nel Comitato, rispose con una lettera ufficiale affermando che l’oggetto del Comitato non era di loro competenza. Sembra proprio che ci troveremo a lottare senza il sostegno delle Istituzioni ma non senza gli italiani che certamente ci sosterranno in questa battaglia se sapremo mobilitarli. Oggi le guerre sono mediatiche e come tali vanno combattute. prima Per cui visto che la strada maestra ci viene chiusa,suggerirei un atto di forza organizzando una manifestazione o sit-in davanti all’Ambasciata Americana a Roma proprio il 20 aprile,tale azione verrebbe ripresa dalle televisioni e trasmessa anche in America. Sarebbe una grande vittoria mediatica che forse costringerebbe anche Rutelli a riconsiderare la propria posizione.Tuttavia, prima potremmo anche tentare di riunire attorno ad un tavolo la Regione e la Provincia per convincerli ad intraprendere un’azione comune verso Roma.L’occasione ci potrebbe essere data dalla prossima presentazione del libro di La Ferla che, d’accordo con Marisa la “passionaria” organizzeremo presto nella “Libreria Grande” a Perugia odve inviteremo gli assessori alla cultura della Regione Rometti e della Provincia Neri. L’evento, in presenza della stampa e delle televisioni locali, sarà un’ulteriore occasione per diffondere il nostro messaggio alla gente e coinvolgerla in questa nostra mission che per molti é impossible.Chiudo con un detto cinese che recita:”Tra il possibile e l’impossibile sta la misura della volontà umana”.
Alvaro Azeglio Mancioli
Questo caso emblematico illustra in maniera fin troppo chiara la situazione e la gestione dei beni culturali italiani. Un caso di interesse collettivo e nazionale viene sdegnato dal Ministero competente, dall’organo deputato al controllo (Soprintendenza competente), e finanche dalle associazioni culturali come Italia Nostra, Legambiente, FAI, ecc, come se si trattasse di una trascurabile bega di paese. Poichè si tratta invece proprio di una di quelle vicende esemplari per le quali sono stati creati e vengono foraggiati tutti i citati organismi ( con denaro pubblico e privato, quindi comunque dalla collettività), essa dimostra quanto siano diventate dannose (arroganti con i deboli, deboli con gli arroganti) le istituzioni culturali italiane e quanto siano responsabili della devastazione del nostro territorio e della distruzione del nostro patrimonio e incapaci di costruire una politica culturale. Esse sono indegne di rappresentare la nostra storia. La vicenda della biga e i suoi retroscena “storicizzati” e meno, dovrebbero costituire la base di una nuova Carta per la Cultura italiana, promossa da chi veramente la ama e la difende, contro chi - pagato per tutelarla - ne fa una ennesima “Cosa Sua”.
E’ finito il tempo delle attese e dei ripensamenti. I commenti arrivati finora dimostrano che la gente non tollera la gestione della cosa pubblica come una cosa personale. Il ritorno della “biga rapita” in Italia è un problema che riguarda prima di tutto il comune di Monteleone, i monteleonesi, la Regione Umbria, la Provincia di Perugia e tutti gli umbri. Non solo: questa battaglia che riguarda un prezioso reperto archeologico etrusco coinvolge l’intero Paese. Quindi il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli,non può gestire questa vicenda come fosse un fatto del tutto personale. Deve rendere conto della sua condotta ai cittadini e ai media. Prima di tutto, quindi,ha il dovere di spiegare due cose. Prima:cosa intende fare e come intende agire per iniziare un’azione seria e forte per convincere la direzione del Metropolitan Museum a prendere in considerazione la riconsegna della biga di Monteleone all’Italia. Seconda:quali argomenti aveva affrontato con il direttore del Met, Philippe de Montebello,durante il colloquio riservato avuto a New York nel dicembre scorso.Il ministro ha parlato cordialmente con chi si vanta di detenere illegalmente un reperto che appartiene all’Italia.Ma di questo colloquio non ha riferito nè ai giornali nè alle autorità umbre. Come se si trattase di un affaire privato, da discutere davanti a una tazza di the, amabilmente, tra due amici che si rispettano e non vogliono farsi dei dispetti. Ma i commenti, in particolare quello di Vittoria Alliata, dimostrano che questi atteggiamenti non sono accettabili.Prima o poi il ministro dovrà spiegare come stanno veramente le cose a proposito della “biga rapita”.
Occorre la maggior risonanza possibile a livello nazionale. Si potrebbe pensare di far intervenire le Iene di Italia 1. Non si sa mai.
Manca soltanto un mese alla presentazione in pompa magna della “biga rapita” (da dieci anni in restauro) nei nuovi padiglioni del Metropolitan Museum di New York.Sarà un mese con i fuochi d’artificio per il direttore del museo, Philippe de Montebello, e per il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli.Tutti e due non hanno degnato di una risposta le invocazioni, le lamentele, le richieste legittime delle autorità che chiedono ormai da cinque anni il ritorno della biga di Monteleone in Italia. Il sindaco di Monteleone, Nando Durastanti, è appena ritornato da un viaggio negli Stati Uniti.L’esito della sua missione é per il momento é top secret, ma presto ci saranno grosse novità.L’avvocato Tito Mazzetta, che annuncia una iniziativa rivoluzionaria per la battaglia della “biga rapita”, arriverà in Italia subito dopo la metà di aprile. Racconterà molte cose interessanti e parteciperà alla presentazione del libro “La biga rapita” a Perugia. Sarà un evento eccezionale, al quale prenderanno parte esponenti della Regione, della Provincia di Perugia e del comune di Monteleone. Ci saranno anche molti giornalisti e inviati di reti televisive.Suggerisce Luigi Caprio: “Si potrebbe pensare di far intervenire le Iene”. L’idea è bellissima ed è anche praticabile, così come è praticabile quella che porta a “Striscia la notizia”.Ci sarà la contro-inaugurazione di New York, con la copia della biga che sfilerà a Monteleone, e si diffonde l’idea di alcuni sit-in in posizioni molto calde. Per esempio, davanti alla sede del ministero dei Beni culturali e all’Ambasciata americana a Roma, in via Veneto. Cartelli, striscioni e fischietti. Sarebbe poi formidabile una coraggiosa presenza davanti all’ingresso degli ospiti del Metropolitan, al 1000 di Fifth Avenue, a New York, la sera dell’inaugurazione.Per mettere in moto questa macchina a favore della “biga rapita” è indispensabile l’iniziativa e la determinazione del comune di Monteleone.Un primo squillo potrebbe arrivare sabato 24 marzo, quando a Monteleone arriverà dagli Stati Uniti una delegazione di emigranti monteleonesi che da molti anni hanno costituito una compatta colonia a Trenton, nel New Jersey.Sono stati invitati proprio per informarli sulle iniziative che saranno prese per sensibilizzare l’opinione pubblica,in Italia e a New York,sulla questione della “biga rapita”.
E’ finalmente un piacere vedere tanto interesse intorno al nostro reperto archeologico ancorasconosciuto a molti.
Grazie di cuore a tutta l’amministrazione comunale,ora possiamo sperare che il nostro sogno diventi realtà.
Siamo appena agli inizi della battaglia contro il Metropolitan, cara Piera. Intanto dobbiamo dare conto dell’iniziativa del comune di Monteleone in programma sabato 24 marzo. Ha avuto successo la spedizione dei monteleonesi del New Jersey nel loro paese natale.Il comune aveva organizzato un viaggio in Italia di una delegazione di monteleonesi da molto tempo emigrati negli Stati Uniti, dove una colonia molto numerosa e compatta vive a Trenton e ad Hamilton.Scopo del viaggio a Monteleone era di informare i monteleonesi d’America sui programmi delle manifestazioni che sono state organizzate dal piccolo comune umbro per protestare contro l’atteggiamento intransigente della direzione del Metropolitan Museum di New York che respinge le richieste di restituzione del prezioso reperto e che il prossimo 20 aprile presenterà al pubblico la “biga rapita”, dopo dieci anni di restauro. Della delegazione faceva parte anche il sindaco di Hamilton, di origine islandese, che ha preso a cuore la battaglia per il ritorno della biga in Italia. Al sindaco di Monteleone, Nando Durastanti, ha promesso che della questione parlerà al senatore di riferimento, il quale si è già impegnato a portare l’argomento al Congresso. Ma la battaglia va combattuta anche in Italia. Se c’è un “nemico ” a New York, ce n’è un altro a Roma, al ministero dei Beni culturali.Il ministro Francesco Rutelli non vuole sentir parlare della biga di Monteleone, perchè ormai considera la questione del suo ritorno in Italia una faccenda chiusa per sempre. E invece dobbiamo fargli capire che si sbaglia, perchè una questione così importante e così delicata non si può chiudere a comando, quando piace al ministro. Se ha fatto una promessa al direttore del Metropolitan, Philippe de Montebello, sarebbe opportuno un suo ripensamento. Perchè la biga appartiene all’Italia e non al Metropolitan: dall’Italia, ricordiamola per la centesima volta, è stata trafugata. Ma, dice il ministro: questo è avvenuto tanti anni fa.E che vuol dire: un furto di un’opera d’arte è un reato gravissimo e il tempo non può cancellarlo. Soprattutto se ci richiamiamo, come sembra giusto e onesto, ai principi della legalità e dell’etica.
La storia della Biga Rapita sul New Yorker, che intervista La Ferla. Il flash dell’Ansa è al link http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_2135974398.html
Scusa se mi permetto di rubarti un pò del tuo spazio scrivendoti questo mio appello, mai avrei pansato di arrivare a questa assurdità, ma la disperazione a volte può farti fare qualsiasi cosa, anche questa. Una parola di conforto un consiglio, nello stato in cui mi trovo, può essermi di estremo aiuto, spero non ti dia fastidio e se hai un pò di pazienza ti prego di leggerlo, cerco solo in qualche modo di fare rispettare i miei diritti di padre, e divulgare in ogni spazio che mi capita, la mia situazione drammatica, essendo l’unica arma che mi rimane per poter esporre in modo globale questo gravissimo problema. Voglio solamente sensibilizzare l’opinione pubblica, ma soprattutto la magistratura, che ormai è sempre più assente, a farsi carico delle proprie responsabilità, il mio è solo un caso su migliaia, padri che vengono emarginati e bistrattati dalle istituzioni, che nella maggioranza dei casi, per facilitare un’eventuale conclusione della vicenda, cercano di far arrendere uno dei coniugi, in questo caso è sempre Il padre che è costretto a gettare la spugna, ed è proprio quello che sta succedendo anche a me, dopo 5 anni di dure lotte, tra avvocati, assistenti sociali, psicologi e cause varie, non sono riuscito a risolvere niente di tutto questo, essendo arrivato anch’io come tanti all’estremo delle forze, fisiche, mentali, ed economiche. Ti prego soltanto di leggere qualche rigo.
Fatemi rivedere la mia bambina 15/06/07
Appello di un papà:«Fatemi rivedere la mia bambina»
È un’attesa che sembra protrarsi all’infinito, sono un papà che non vede da più di 8 mesi la sua bambina di sette anni, questa mia non voluta assenza era già avvenuta in passato, precisamente nel luglio 2005 fino a Luglio 2006. Lo stabile dove risiedevo è così composto: al piano terra abitano i miei ex suoceri, al 1° piano la mia ex moglie, al 2° piano l’ex cognato, è proprio questa l’assurdità, pur abitando nello stesso condominio non sono riuscito a vedere mia figlia per 1 anno intero. Non è bastata la forza pubblica e nemmeno l’intervento degli assistenti sociali, per non parlare del parroco del paese che, l’unica parola di conforto che mi ha saputo dire è stata “Purtroppo non posso fare niente, perchè contro il male non ci sono rimedi” questo è tutto quello che mi sono sentito dire come conforto da un rappresentante della chiesa. La situazione tra me e la mia ex moglie giorno dopo giorno si è fatta sempre più intricata, coinvolgendo anche la scuola, i medici, le rispettive famiglie oltre al tribunale dei minori. «Non so più a che santo rivolgermi sono sconsolato, mia figlia è sottoposta a subire una serie di plagi, causati in primis dalla madre, e poi da tutta la famiglia materna, che non le consentono di riallacciare alcuna relazione affettiva con me. Questo mi preoccupa ancora maggiormente. Ho tutti i diritti di sapere e di poter intervenire per il suo bene». I regali di Natale che mi aveva chiesto mia figlia tramite la letterina scritta di suo pugno, sono ancora incartati: il tempo per me si è fermato al 4 dicembre. Da allora una sensazione di tristezza aleggia tra le vecchie mura della casa della mia anziana madre, dove ora risiedo, un’antica dimora ubicata nel centro storico di un piccolo paese del Salernitano, ( Penta di Fisciano ) dopo essere stato letteralmente minacciato, denunciato e calunniato da tutta la famiglia della mia ex moglie, alla fine ho preferito per salvaguardare la salute psichica della bambina, che era costretta a vedere scene e minacce orribili rivoltemi, di lasciare il lavoro e la piccola casa, assegnatami dal giudice. È ora, lancio l’ennesimo appello alla madre: «Chiedo solamente e concludo che si rispetti la decisione del tribunale dei minori di Potenza e che le determinazioni dei giudici vengano accettate con serenità e con distensione. I figli hanno bisogno di entrambi i genitori e i genitori hanno l’obbligo morale, giuridico, civile e non soltanto affettivo di comportarsi nell’interesse esclusivo dei figli, soprattutto quando c’è di mezzo la disgregazione del nucleo familiare». La mia separazione è avvenuta in modo consensuale all’inizio del 2003, trasformandosi in giudiziale poco dopo, ma, affermo, «bisogna voltare pagina e ognuno si prenda le proprie responsabilità e chiudere con i conflitti personali e ricreare per il bene della bambina un clima collaborativo e protetto al fine di ripristinare una corretta relazione educativa».¬
ti sarei grato se potessi divulgare questo mio msg ai tuoi amici, basta anche 1, mi daresti una grande mano. Grazie ancora Matteo
La mia rincresciosa e umiliante vicenda a veramente dell’inverosimile, sarei felice di raccontarti una parte della mia storia, ma so che potrei essere noioso, non capisco perché ho deciso di inviare questi msg, all’inizio è stato solo uno sfogo, un piccolo segno di protesta, oggi stò riscontrando un notevole interesse dell’opinione pubblica, ed è proprio quello che mi sono prefisso, non so dove arriverò, posso solo dire che sono appena 3 giorni che ho divulgato questo msg di dolore e di ingiustizia, e già ci sono decine e decine di persone, che vogliono essere messi al corrente, molti mi sono vicini, dandomi un sostegno soprattutto morale,
credo che questa guerra alla fine, forse tra anni, la vincerò, soprattutto per dare un senso a questa mia vita, che presto credo mi abbandonerà.
Devo vincerla questa guerra, anch’io ho bisogno di trasmettere un pò di amore a mia figlia, anche se ormai sto perdendo tutta la sua adolescenza spero che il tempo mi dia ragione.
Vorrei tanto poter raccontarti la mia storia, sarei molto felice di poter avere un tuo punto di vista, un tuo suggerimento Ma soprattutto sarei felice di gridare il mio dolore a tutti. Spero che questa mia storia possa servire a qualcosa, forse a niente, ma sicuramente potrà far riflettere qualcuno a non commettere gli stessi errori o a subire gli stessi abusi quelli che ho subito io, pur di avere la possibilità di fare il padre.
il compito che mi sono preposto potrebbe essere banale, ma e quello di entrare nel cuore delle donne, le madri di domani, a non commettere gli stessi errori della maggior parte delle mamme di oggi, che strumentalizzano i propri figli, pur di arrivare ai propri scopi.
Questo e chiedere soltanto giustizia e uguaglianza.
indirizzo msn mattel62@hotmail.it
Se mi volessi dare qualsiasi consiglio per cercare di risolvere questo mio drammatico problema ti prego mandami un email mattel62@yahoo.it purtroppo contro la mia volontà non riesco a rispondere velocemente. Ho capito con questa mia esperienza che esistono ancora tante persone buone e sensibili, che ti possono stare vicino anche essendo distanti km e km. non ho mai frequentato le chat, ma devo dire che l’esperienza che sto facendo, nel portare avanti il mio dolore e forte. grazie grazie di cuore a tutti, che anche soltanto con le parole, siete riusciti a ridarmi il senso della vita, che ormai avevo perso da tempo. Mi avete ridato la forza di combattere, contro qualcosa che era diventato un macigno troppo pesante per me, vi sarò sempre riconoscente. Matteo