La provincia di Perugia: la biga torni in Italia
È piuttosto fluida la situazione intorno alla “biga rapita” di cui parla Mario La Ferla nel suo libro. L’Ansa annuncia infatti che le istituzioni si stanno muovendo per far tornare indietro il reperto trafugato e finito al Metropolitan Museum di New York. Nel lancio dell’agenzia, infatti, si legge che:
Scende in campo anche la Provincia di Perugia […]. Un documento unanime del consiglio provinciale chiede che il ministro dei beni culturali inserisca il cosiddetto «Carro d’oro» nell’elenco dei beni da restituire all’Italia. Nel documento (presentato dal consigliere del gruppo misto Lorenzo Delle Grotti) si ricorda che la biga, del VI secolo avanti Cristo, va considerata «un reperto di grande ed insostituibile importanza storico-culturale per l’intera nazione italiana. È altresì provato che la biga è stata esportata illegalmente, tanto che lo stesso museo non è in grado di esibire alcun titolo di acquisto, e che già nel 1904 il parlamentare italiano Barnabei ne fece l’oggetto di un’interrogazione parlamentare pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale».
Tutto ciò «è comunque ampiamente documentato nella corrispondenza inviata al Metropolitan Museum dal legale patrocinante l’ iniziativa l’avvocato Tito Mazzetta, di origini monteleonesi ma residente ad Atlanta, negli Stati Uniti. Per il consiglio provinciale di Perugia «non è tollerabile che si possa chiudere un negoziato con il Metropolitan lasciando fuori dalla trattativa un reperto così importante come la Biga». Da qui la richiesta al ministro dei beni culturali di impegnarsi a favore di questo caso.
Vedremo se, malgrado i ripetuti tentativi di scantonare, il titolare del dicastero deciderà di prendere la situazione in mano e rivendicare la restituzione del carro.
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