“Il Diario di Adamo ed Eva”. La prima volta che dall’Odio nacque l’Amore

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Una donna curiosa e chiacchierona; un uomo pigro, amante della sua libertà e, diciamolo, delle volte anche un po’ ottuso. Due stereotipi quelli di Adamo ed Eva, che Mark Twain racconta con la sua abituale ironia e con il suo solito senso dell’umorismo che fa diventare divertenti anche questi due personaggi, usciti da un testo tutt’altro che allegro, quello della “Genesi”.
Lo scrittore descrive i due protagonisti biblici rappresentandoli come gli stereotipi delle due facce del genere umano, quella maschile e quella femminile: la prima non si pone molte domande, all’uomo basta vivere e occupare il suo territorio, mentre per la seconda sembra che la riflessione su tutti gli elementi che la circondano rivesta un’importanza decisiva. Lo si sa, infatti, che, escluse le rarità, gli uomini riescono a vivere la vita in modo più superficiale della donna, in grado di andare nel profondo di ogni cosa, di ogni situazione, di ogni dettaglio, di ogni sfumatura della vita.
Si dice che alla fine l’uomo si trova sempre costretto a soccombere alla donna, in effetti, anche in questo Diario, Twain ci dimostra di come, nonostante inizialmente Adamo non sia molto tollerante nei confronti di Eva, alla fine, non solo l’accetta, ma se ne innamora! Sembra che l’autore voglia dirci: “Finché la donna non giunse sulla terra, l’uomo se ne stava tranquillo e libero, poi il suo arrivo, la sua presenza, le “armi” da lei in possesso per soggiogarlo, l’hanno messo prima nelle condizioni di disprezzarla, poi di porsi ai suoi piedi”. D’altra parte lo scrittore sembra attribuire a Eva il merito dello sviluppo culturale e scientifico del mondo, proprio perché è lei a porsi i perché esistenziali e pratici sulla vita; è lei che, nonostante poi sia rea del “Peccato”, può trovare le segrete chiavi dell’universo.
Twain delinea due cliché: quello dell’uomo e quello della donna, due cliché decisamente validi e motivati fino a pochi anni fa, ma lo sono davvero ancora tutt’oggi?
Da che parte sta andando la nostra società? I media, la forza delle immagini, le informazioni bombardanti con cui dobbiamo fare i conti tutti i giorni ci dimostrano una società in cambiamento, e non solo questo cambiamento ce lo mostrano, ma vogliono addirittura obbligarci ad accettarlo. Quando parlo di “cambiamento” parlo d’incertezza d’identità: dove sono finiti l’Uomo e la Donna, con le rispettive iniziali maiuscole? Oggi è spesso la donna che in una coppia svolge il ruolo dell’uomo ed è l’uomo che fa il ruolo della donna. Ormai gran parte degli uomini tengono alla loro apparenza in un modo talmente puntiglioso da sembrare, appunto, “effeminati” – delle volte ricorrono anche alla chirurgia estetica! – e, viceversa, si trovano donne dal fare e dagli atteggiamenti decisamente mascolini.
A parte questo, Twain ci dà un saggio “religioso”, artistico e “fantasiosamente antropologico” della storia dell’Uomo e della Donna, esseri che, nella loro diversità, mantengono naturalmente e socialmente paritaria importanza – non “uguaglianza”, ma condizione “paritaria”, dove ciascuno dei due riveste un ruolo, conserva una particolare identità voluta dal nostro Creatore. l’uomo è colui che, insomma, anche se alle volte può sembrare rozzo e poco avvezzo alla curiosità, è indispensabile alla donna, e completa il carattere troppo pignolo e attento di lei, offrendole semplicità e leggerezza, offrendole anche quel senso ludico e distensivo del saper prendere l’esistenza nel suo lato più superficiale, caratteristica che manca all’Eva di Twain come a molte altre donne, più inclini a una comprensione riflessiva e profonda della realtà.
La donna invece chi è? È la bellezza, è l’intelligenza, la comprensione, l’emotività. La donna è colei che completa quella mascolinità dell’uomo, che non sempre sa avere una visione completa del mondo, essendo quest’ultimo delle volte un po’ pigro e reazionario, poco attento alle novità e alla riflessione.
Sono due esempi perfetti quelli dello scrittore, due personificazioni esemplari dei due sessi. L’autore descrive quelle caratteristiche che fanno dell’uomo un uomo e della donna una donna. E tutto sommato, ci piacciono così.

Stefano Duranti Poccetti

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