Marija Gimbutas: una nuova visione del passato remoto

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Il lavoro di un’intera vita, svolto da Marija Gimbutas, ha cambiato e cambierà drasticamente la visione della storia che, prima di lei, ristagnava nella cultura occidentale: oggi non si può più affermare che la religione e la civiltà patriarcali sono le più antiche; gli scavi e le pubblicazioni della Gimbutas ci hanno rivelato che alle origini delle prime forme di civiltà, nell’Antica Europa del neolitico, fu prevalentemente diffuso il culto di una Grande Dea, patrona del ciclo nascita-vita-morte-rinascita.
Questa civiltà primordiale è stata definita dall’autrice “matrifocale”, ovvero incentrata su una visione della vita dove il principio femminile e i suoi valori erano il punto di riferimento per tutta la società… Il nuovo paradigma storico della Gimbutas non si basa solo sui dati archeologici, sempre documentati, illustrati e commentati. Ne La Civiltà della Dea il ricchissimo repertorio di immagini è affrontato con l’ottica di un’esperta antropologa, di storica dell’arte e storica delle religioni. La visione storica è di ampie vedute, multidisciplinare, ispirata da intuizioni sapienti. Chi è interessato al “mistero delle origini” dell’uomo, della civiltà, della spiritualità e della cultura, può trovare ne La Civiltà della Dea risposte chiare e complete. Da qui emerge una nuova visione del nostro passato remoto, uno scenario imprevisto e illuminante sulle autentiche origini della civiltà europea.

Giovanni Feo

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