Giappone: la mafia aiuta la popolazione colpita?
Incredibile! La Yakuza, la mafia del Sol Levante, starebbe operando nelle zone colpite dallo tsunami e dalle radiazioni della centrale di Fukushima per far affluire gli aiuti ed alleviare così la sofferenza delle popolazioni.
Una vera e propria gara di solidarietà sarebbe in corso fra le più temute “famiglie” della Yakuza. Questa la notizia degli ultimi giorni che filtra da Tokio. In particolare, l’Inagawa-kai (terza organizzazione mafiosa giapponese, fondata nel 1948) avrebbe inviato nelle zone disastrate della provincia Tohoku camion zeppi di generi alimentari, di medicine e di altri strumenti utili. Stessa operazione starebbero compiendo sia la Yamaguchi-Gumi (prima famiglia), sia la Sumiyoshi-Kai (seconda famiglia).
Continua
Uno sguardo sull’Africa che dal passato ci riporta al presente
![]()
Oggi, l’Africa è emersa da questo cammino oscuro. Il nostro Armageddon è passato. L’Africa si è innalzata come un continente libero e gli Africani sono rinati come uomini liberi. Il sangue che è stato sparso e le sofferenze che sono state sopportate, sono oggi in Africa i pilastri della libertà e dell’unità. Quegli uomini che hanno rifiutato di accettare la sentenza inflitta su di loro dai colonizzatori, che hanno retto incrollabilmente attraverso le ore più buie, per la visione di un’Africa emancipata dal dominio politico, economico e spirituale, saranno ricordati e venerati ovunque si incontrano gli Africani. Ciò che si può pronunciare oggi, può aggiungere poco all’eroica lotta di coloro che grazie al loro esempio, ci hanno mostrato quanto preziose siano la libertà e la dignità umana, e di quanto poco valore sia la vita senza di esse. Le loro gesta sono scritte nella storia.
Eppure la vittoria dell’Africa, anche se proclamata, non è ancora totale, e le aree di riluttanza persistono. Oggi definiamo come nostro primo compito la grande liberazione definitiva di quegli Africani ancora dominati dallo sfruttamento e dal controllo straniero. Con l’obiettivo in vista, e un trionfo incondizionato alla nostra portata, non dobbiamo ora vacillare né rallentare né rilassarci. Dobbiamo fare un ultimo sforzo supremo; ora che la lotta si sviluppa, seppure affaticati, abbiamo conquistato tanto che l’esaltante senso di realizzazione ci ha portato quasi alla sazietà. Ma la nostra libertà non ha senso se tutti gli Africani non sono liberi. I nostri fratelli in Rhodesia, in Mozambico, in Angola, in Sudafrica, gridano con angoscia per il nostro sostegno e assistenza. Dobbiamo sollecitare a loro nome il loro pacifico accesso all’indipendenza. Dobbiamo schierarci ed identificarci con tutti gli aspetti della loro lotta. Sarebbe un tradimento se noi servissimo soltanto a parole la causa della loro liberazione e fallissimo nel sostenere i nostri discorsi con l’azione. A loro diciamo: il vostro appello non sarà ignorato. Le risorse dell’Africa e di tutte le nazioni amanti della libertà sono radunate al vostro servizio. Rincuoratevi, perché la vostra liberazione è vicina.”
Continua









