Una categoria in crescita problematica: gli anziani

img_dg_newphp.jpegQualche tempo fa ha condotto un’indagine molto interessante “Altroconsumo”, basata su un sondaggio a campione nazionale. Un’inchiesta per verificare in che situazione si trova una persona che ha bisogno di un posto per un parente anziano, magari non autosufficiente in una struttura sanitaria residenziale, con particolare attenzione ai costi e ai tempi d’attesa.
Da questa inchiesta si sono evinti molti problemi in cui si imbattono i familiari per la ricerca di una struttura del genere. In particolare emerge la difficoltà a trovare strutture con rette compatibili con le possibilità finanziarie delle famiglie. Le residenze più accessibili generalmente hanno liste d’attesa lunghissime e offrono posti sia privati sia in convenzione.
L’inchiesta fin qui tenuta, è utile per comprendere i problemi di accesso in cui ci si imbatte all’inizio ma anche per introdurre le problematiche in cui l’anziano e chi gli sta vicino, vanno incontro una volta che si è dentro la struttura. I problemi non sono finiti, casomai ne possono iniziare di altri, anche se non mancano le buone eccezioni. Continua

Vento di censura. Céline ancora fa paura.

Maledetto CélineÈ del gennaio di quest’anno la decisione del Ministro della Cultura francese Frédréric Mitterrand, sollecitato dal cacciatore di criminali nazisti Serge Klarsfeld e dal sindaco di Parigi Bertrand Delanoë, di mandare al macero un volume che, tra altre celebrate personalità nazionali, includeva anche Louis-Ferdinand Céline… “Céline ha alimentato l’odio antiebraico” accusa Klarsfeld; “La letteratura non si censura: questo caso è assurdo” ribatte Philippe Sollers.
Distinguendo la letteratura da ogni ideologia, si può comunque contestualizzare lo scrittore in frangenti storici caratterizzati da un diffuso antisemitismo che affonda le proprie radici nelle tesi della sinistra ottocentesca anticapitalistica sostenute soprattutto dai Fourier, Proudhon o dall’ebreo Marx.
Alfine non si tratta di valutare il profilo etico di Céline, ma d’inquadrarlo nella sua epoca (seppure non debba sfuggire come nessun autore primonovecentesco risulti più di lui attuale o ‘profetico’ rispetto a questo nostro tempo attraversato da conflitti e venti di guerra).
A cinquanta anni dalla morte, lo scrittore, ritenuto collaborazionista soprattutto a causa del suo libello Bagattelle per un massacro (specie di prosastico metapoema contro un presunto, planetario complotto semita-capitalistico), condannato a un anno di carcere e poi amnistiato, continua a rimanere ostaggio di schieramenti contrapposti, tra convinti ‘estimatori di destra’ e problematici ‘sdoganatori di sinistra’.
Continua