Storie straordinarie sull’ambiente, ambientiamoci.

img_dg_newphp.jpeg L’ecologia è un’austera disciplina scientifica che studia i rapporti fra gli esseri viventi e l’ambiente circostante, l’economia della natura; come tale è un’avventura ricca di persone, piante e animali, di campi coltivati e fabbriche che producono beni utili o rifiuti inquinanti, di invenzioni e inventori, di successi e sconfitte.
Giorgio Nebbia, studioso della produzione delle merci e dell’energia, dell’ambiente e dei movimenti per un mondo migliore, sostiene che negli oltre 40 anni in cui ha insegnato questi argomenti all’Università, preparava le sue lezioni in forma di racconti e storie. A 85 anni, professore emerito, ha voluto raccogliere alcuni di questi racconti in questo libretto Ambientiamoci con l’obiettivo di stimolare fantasia e passione nei lettori, immaginari ascoltatori di lezioni che non tiene più.
Fra i protagonisti di queste storie si trovano giganti come la fragile chimica polacca Marie Curie che ha scoperto le origini della radioattività ottenendo due premi Nobel, e l’economista quacquero americano Kenneth Boulding che ha ironizzato sul ”prodotto interno lordo”, la divinità adorata dai suoi colleghi come (falso) indicatore del benessere; si trova un altro chimico Linus Pauling, pacifista che ha contestato le bombe nucleari, anche lui due premi Nobel, e ha marciato per protesta davanti alla Casa Bianca, prima di entrarci invitato a cena da Kennedy (che ordinò la cessazione dei test nucleari nell’atmosfera). Anzi, il primo a insegnare ecologia in Italia nel 1923, è stato dimenticato nel suo Paese benché fosse noto e apprezzato nell’Unione Sovietica e nell’America Latina.
Nei racconti di ecologia si trovano anche persone che hanno conosciuto il successo in vita, come il chimico tedesco Justus von Liebig che ha gettato le basi delle leggi nella nutrizione vegetale (e ha anche inventato l’”estratto di carne liebig”), grande divulgatore delle novità scientifiche nei quotidiani tedeschi del suo tempo, o l’altro chimico Fritz Haber che ha sconfitto il monopolio cileno dei concimi azotati, ma ha anche fornito i nitrati per gli esplosivi che hanno distrutto milioni di vite. Ma si trovano anche gli sconosciuti operai che sono morti nelle miniere di carbone, nelle cave di amianto, nelle fabbriche del radio, negli incidenti industriali e anche il povero Francesco Bossi, il primo industriale chimico che nella Milano napoleonica, nel 1800, “si abbruciò” versandosi addosso un grande vaso pieno di acidi caldi.
Fra i personaggi ci sono anche piante come la robinia e la ginestra, umili ma utilissime per la difesa del suolo contro l’erosione e anche altri giganti come l’acqua, amica e nemica, che col suo gigantesco ciclo naturale rende fertili i campi e le foreste, disseta le città, ma disgrega anche le rocce dei continenti provocando frane e alluvioni, per finire poi il suo cammino nel mare, “grande e immenso”, ricco di sali, esseri viventi, capace di disegnare, col suo moto ondoso, spiagge e coste, ma anche triste ricettacolo di rifiuti che gli sprovveduti umani versano dovunque e che vanno a finire nelle acque e infine nel mare.
E al centro dei racconti di ecologia si trova l’energia del Sole che tiene in moto il ciclo dell’acqua, scalda e raffredda l’aria e genera i venti e le onde, che fa crescere le piante, e tiene in moto gli elettroni che producono elettricità commerciale, e anche qui si erge un altro chimico, Giacomo Ciamician, che oltre un secolo fa aveva immaginato che grandi macchine alimentate dal Sole avrebbero portato sviluppo economico e sconfitto la miseria dei Paesi poveri del mondo. Tutto il potere all’ecologia.

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