Intercettazioni e cattiva informazione di Antonio Ingroia

img_dg_newphp.jpeg Il recente intervento del Capo dello Stato sul tema delle intercettazioni e sullo stato del dibattito parlamentare sulla riforma della normativa in materia ha richiamato nuovamente l’attenzione su questo controverso disegno di legge dal travagliatissimo iter, che sembra ora su un “binario morto”, come dice il Presidente Napolitano.
Le intercettazioni sono una grave minaccia alla privacy dei cittadini o uno strumento irrinunciabile per difendersi dalla criminalità? Attorno a questa domanda centrale, da almeno due anni divampano violente polemiche politiche, accompagnate da una campagna mediatica che sembra avere disorientato l’opinione pubblica, anziché informarla. Fino ad oscurare una verità elementare, e cioè che nella storia giudiziaria del nostro Paese, in tante indagini e processi, le intercettazioni hanno avuto un ruolo decisivo. Quanti criminali sono stati arrestati, quanti omicidi, stragi, sequestri di persona, e delitti di tutti i tipi sono stati evitati grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine in virtù del buon esito di intercettazioni! Quante armi recuperate, partite di droga sequestrate, corruzioni scoperte! Quanti reati sarebbero rimasti altrimenti impuniti, tanto da poter affermare che l’Italia sarebbe oggi un Paese ben peggiore se non avessimo avuto a disposizione uno strumento investigativo così prezioso!
Tutto ciò misura la distanza che separa certe verità ufficiali dalla realtà delle cose. Dimostra come certe opinioni, spesso interessate, abbiano finito per prevalere sui fatti. Infondato, ad esempio, è il luogo comune che tende a diffondere la paura sociale dell’intercettazione, come se tutti gli italiani fossero controllati, visto che gli intercettati ogni anno ammontano solo a 20.000 all’incirca, e che in Italia, al contrario che in altri Paesi comunemente ritenuti di civiltà giuridica più avanzata, le intercettazioni devono essere autorizzate comunque da un giudice estraneo alle indagini.
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Esplode la letteratura sociale al Festival di Mantova

jpg_2359499.jpg Prima di tutto va detto che il Festival della Letteratura di Mantova è un miraggio per chi ama i libri. Un piccolo miracolo, che per qualche giorno ha come sfondo il centro storico, che si vede letteralmente invaso da decine di migliaia di persone affamate di incontri, letture, dibattiti e che sono disposte a fare lunghe file e pagare il biglietto, pur di accaparrarsi un posto anche in piedi.
In secondo luogo, va anche evidenziato che quest’anno, come mai prima, il pubblico ha mostrato maggior interesse per tutti quei temi a sfondo sociale. E’ come se esistesse un Paese reale, stanco dell’informazione col burka, come dice D’Agostino, e assetata, in questo deserto della comunicazione ufficiale del nulla, di apprendere e comprendere cosa veramente accade.
Infine ma non ultimo, va riconosciuta una mole di lavoro enorme che rendono reali e possibili questi straordinari quattro giorni; un lavoro che si distribuisce, oltre che tra le singole case editrici, tra centinaia di persone dell’organizzazione del Festival, dal suo onnipresente presidente Luca Nicolini, fino agli inesauribili ragazzi della logistica.
Su tale sfondo, quest’anno Stampa Alternativa ha presentato Onda pazza 2 di Peppino Impastato, col fratello Giovanni e i due giornalisti Lirio Abbate e Pino Casamassima.
Lo stato emotivo probabilmente era anche contagiato dall’omicidio, due giorni prima dell’inizio del Festival, del sindaco a Pollica in provincia di Salerno, per mano della camorra; fatto sta che 1000 persone avevano già acquistato il biglietto per ascoltare in presa diretta un’altra storia di mafia, anche se di trent’anni fa. Fatto sta, che alle otto del mattino c’erano già in fila altre mille persone senza biglietto, speranzose di essere comunque presenti all’evento.
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“RADIO AUT. La radio di Peppino Impastato” al Festivaletteratura

ONDA PAZZA 2Nell’ambito della quattordicesima edizione del Festival della Letteratura di Mantova, domenica 12 settembre alle ore 10.30 Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri presenta, nella splendida Corte della Cavallerizza, Onda pazza 2 - Sette nuove trasmissioni satirico-schizofreniche su Terrasini di Peppino Impastato e la redazione di Radio Aut.
Nella suggestiva città dei Gonzaga, ne parlano assieme a Giovanni Impastato, fratello di Peppino e curatore del libro, il giornalista dell’”Espresso” Lirio Abbate e Pino Casamassima, giornalista, scrittore e autore del fresco di stampa Armi in pugno. La storia del Nord Est tra politica, terrorismo e criminalità. Porterà il suo contributo anche il procuratore aggiunto antimafia a Palermo Antonio Ingroia, autore inoltre, sempre per Stampa Alternativa, dell’attualissimo C’era una volta l’intercettazione. La giustizia e le bufale della politica.
La raccolta di Onda pazza 2 va alle stampe, dopo la pubblicazione delle prime “non-trasmissioni” di Cinisi – meglio detta Mafiopoli – ex capitale della mafia, mettendo in luce soprattutto le denunce e la satira ribelle di Peppino e compagni che partono da Terrasini, colonia del malaffare affacciata su uno dei porti fino a qualche anno fa più redditizi della Sicilia. Proprio a Terrasini aveva sede Radio Aut, dai cui microfoni si diffondono voci libere e anticonvenzionali, smontando il potere politico-mafioso. Anche pescatori e agricoltori, i cosiddetti “poveri cristi”, normalmente esclusi dai mezzi di comunicazione di regime, attraverso la frequenza 98.800 avevano la possibilità di farsi finalmente ascoltare.
L’aspirazione a un’alternativa al regime di potere e mafioso non ha mai lasciato Peppino e i suoi compagni e, tuttora, anima un popolo di migliaia di “resistenti”.
Radio Aut è stata la dimostrazione di come l’utilizzo onesto dei mezzi di comunicazione possa incidere e risvegliare le coscienze.

Peppino Impastato nella primavera del 1977 con i suoi compagni fonda Radio Aut; un mezzo di comunicazione alternativo che aprirà nuove prospettive e possibilità di lotta. Peppino, appartenente a una famiglia mafiosa, fin da giovanissimo, con l’avvicinamento al PSIUP e il passaggio ai movimenti della sinistra extraparlamentare, si ribella agli schemi familiari, sociali e politici, soggetti alle influenze mafiose.
Il 9 maggio 1978 viene assassinato con una carica di esplosivo sulla linea ferrata Palermo-Trapani, per simulare un attentato terroristico.

ONDA PAZZA 2 Sette nuove trasmissioni satirico-schizofreniche su Terrasini di Peppino Impastato e la redazione di Radio Aut, prefazione di Luigi Ciotti; nota introduttiva di Paolo Rossi (120 pagine con cd audio allegato; 15.00 euro)