L’erba di casa è sempre più verde: la tirannia della maggioranza

L'erba di casa è sempre più verde di Luther CannabisPer capire di che cosa stiamo parlando, vediamo un esempio. L’uguaglianza gioca brutti scherzi anche quando vuole fare il bene. È il caso degli extracomunitari, che si vorrebbe rendere “uguali” a noi. L’idea del multiculturalismo e della società multietnica affonda proprio qui le sue radici, e non si rende conto di perpetuare in questo modo una forma di razzismo, seppur egualitario.

Non c’è una “cultura islamica” da contrapporre, affiancare o equiparare a una “cultura cristiana” o “cattolica”, per la buona ragione che fra l’ingegnere musulmano trapiantato in Italia che manda la figlia a studiare in America e l’avventizio che invece la richiude in casa a chiave non c’è più relazione di quanta ve ne sia fra la Caritas e il cristianissimo Ku Klux Klan.

Esistono soltanto gli individui: buoni, meno buoni, pessimi. E il loro grado di “bontà” si misura sul rispetto delle leggi, non sulle opinioni o sullo stile di vita: il burqa non è peggio dell’ombelico mostrato in prime time, fare voto di castità non è meglio che essere omosessuale. Quando si pensa per categorie, gruppi, classi, razze, si è già persa per strada la libertà, che si basa soltanto ed esclusivamente sulla centralità e sull’unicità di ogni individuo. E la libertà muore quando le regole e i divieti (quali che siano, e per qualsiasi ragione siano decisi) varcano la soglia di casa e pretendono di decidere come dobbiamo comportarci.

Sono questi i due pericoli mortali dell’uguaglianza democratica: pensare per categorie anziché per persone; e far prevalere in ogni campo, anche nella sfera privata, intima, personale, l’opinione della maggioranza. La differenza fondamentale fra la libertà e l’uguaglianza consiste in ciò: l’uguaglianza, nel considerarci tutti uguali di fronte alla società e allo Stato, non ci considera come individui ma come molecole di un unico organismo, funzioni dell’insieme, parti di un tutto; tende a indebolire e a spezzare vincoli e comunità, perché isola il singolo come “uguale” proprio mentre lo rende programmaticamente indistinguibile dagli altri; paradossalmente, nel cancellare l’individuo sviluppa l’individualismo e l’autarchia (morale, sentimentale, psicologica) perché atomizza i rapporti sociali; è costretta a ricorrere al principio di maggioranza perché non conosce altro criterio che la quantità.

La libertà invece si occupa della qualità: e la qualità di un’opinione, per il fatto stesso di esistere, basta a renderla irrinunciabile; la libertà, al contrario dell’uguaglianza, è immediatamente sociale, perché non esiste la libertà dell’individuo se non nel rapporto dinamico con gli altri, con ciascuno di loro e con l’insieme della società (non si è liberi se non rispettando la libertà altrui, sola garanzia che la mia sia ugualmente rispettata). La libertà rispetta l’individuo, e anzi ne è l’anima profonda e il sigillo più prezioso, e ne difende l’unicità di fronte al chiassoso tribunale dell’opinione pubblica; si preoccupa delle persone e non delle categorie o delle classi o dei gruppi, della differenza e non dell’unità, della complessità e non della maggioranza.

La libertà è per dir così la natura dell’uomo, perché è al contempo la radice dell’unicità di ciascuno di noi e il motore del vincolo sociale valido per tutti. Fra le tante definizioni, ce n’è una di John Stuart Mill che vale la pena rileggere. Dopo aver indicato le tre «direzioni fondamentali» della libertà umana (la libertà di coscienza, di pensiero, di espressione; la libertà di «progettare la nostra vita secondo la nostra indole»; la libertà di associazione), Mill scrive che nessuna società in cui queste libertà non siano nel loro insieme rispettate può dirsi libera, quale che sia la sua forma di governo; e nessuna è completamente libera se tali libertà non siano assolute e incondizionate. La sola libertà degna di questo nome è quella di perseguire il nostro bene a modo nostro, fino a quando non tentiamo di privare gli altri del loro o di impedire che i loro sforzi lo raggiungano. Ogni individuo è il vero custode della propria salute, sia corporea sia mentale e spirituale. L’umanità ottiene maggiori vantaggi tollerando che ciascuno viva come gli sembra meglio, anziché obbligandolo a vivere come sembra meglio ad altri.


L’erba di casa è sempre più verde – Ecomanuale di coltivazione indoor di Luther Cannabis
Prefazione di Fabrizio Rondolino
Fuori collana
128 pagine
ISBN: 978-88-6222-129-0

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