Il poeta e il Cavaliere: non più “Leonardo il Magnifico”, ma “Leonardo Furioso”

Il poeta e il Cavaliere - Di Mario La FerlaEra davvero un grosso problema? Il sindaco non ci aveva pensato molto. Confortato dal parere favorevole della maggior parte degli assessori, aveva annunciato che il comune avrebbe fatto di tutto per vincere la partita. E perché i fiorentini intendessero che stavolta la giunta faceva sul serio, annunciò con un’ordinanza che avrebbe richiesto l’arresto per gli abusivi trovati al lavoro ai semafori della città. L’ala sinistra della maggioranza, alla quale si erano aggiunti due assessori, protestò contro l’ordinanza firmata dall’assessore alla sicurezza, Graziano Cioni. E come risposta il sindaco minacciò le elezioni anticipate al 2008. Comunisti italiani, Verdi e Sinistra democratica, che facevano parte della maggioranza, uniti all’opposizione di sinistra rappresentata da Rifondazione e la lista “Ultracittà”, scesero in piazza al grido “Siamo tutti lavavetri!”.

La situazione a Palazzo Vecchio era peggiorata quando anche gli assessori Paolo Coggiola e Daniela Lastri avevano preso le distanze dalla discussa ordinanza. Ormai la storia dei lavavetri era diventata un caso nazionale e sciaguratamente cominciarono a parlarne anche i tabloid inglesi. E fu fatale che il sindaco cambiasse nome: non più “Leonardo il Magnifico”, ma piuttosto “Leonardo Furioso”. L’ordinanza è rimasta inascoltata e mai applicata, però ha lasciato il segno dentro e fuori Palazzo Vecchio.

Poi è arrivato il momento del progetto della tranvia cittadina. Alla fine del 2007 la giunta aveva annunciato di avviare il piano dei trasporti che prevedeva, fra l’altro, il passaggio della tranvia in centro, a ridosso del Battistero. Forte dell’ampia maggioranza di cui godeva, il sindaco aveva pensato che la decisione non avrebbe incontrato seri ostacoli. Invece c’è stata la rivoluzione. Nessun cittadino di Firenze, intervistato da televisioni e giornali, s’è dichiarato d’accordo col progetto. Paolo Bonaiuti, fiorentino doc e portavoce di Silvio Berlusconi, ha subito dichiarato guerra a quel “mostro di lamiera lungo 32 metri” che avrebbe attraversato la strada tra Battistero e Duomo. Le critiche più feroci sono arrivate da sinistra. Non c’era scampo per la tranvia. Così s’è deciso che sarebbero stati i cittadini a decidere. Il referendum di febbraio 2007 ha travolto la giunta comunale. Poi, nell’autunno 2009, il nuovo sindaco, Matteo Renzi, deciderà di abbandonare definitivamente il progetto.

Un mese dopo, Domenici è salito di nuovo alla ribalta, insieme con l’assessore Graziano Cioni, quello dell’ordinanza contro i lavavetri. I giornali hanno pubblicato la notizia che il sindaco e l’assessore avevano querelato Wikipedia per diffamazione e calunnia. Era successo che l’enciclopedia libera, che appare su internet grazie anche alla collaborazione diretta dei lettori, aveva pubblicato la biografia di Domenici. Alla voce “critiche”, Wikipedia aveva scritto, fra l’altro:

Alcuni provvedimenti e decisioni della giunta comunale presieduta da Domenici hanno suscitato critiche da parte dell’opposizione e di parte della cittadinanza… l’affidamento dei parcheggi cittadini alla società ‘Firenze parcheggi’ del cui consiglio di amministrazione fanno parte le mogli di Domenici e dell’assessore Cioni.

La querela annunciata ha convinto Wikipedia a cancellare la frase incriminata. Le polemiche, però, sono continuate.


Il poeta e il Cavaliere – Storia di donne, soldi e malapolitica di Mario La Ferla
Collana Eretica Speciale
216 pagine
ISBN: 978-88-6222-126-9

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