I giganti del prog-rock, prologo: Simon Dupree & The Big Sound 2/3
«Ci dissero di cambiare nome alla band, e di chiamarla Simon Dupree & The Big Sound. Noi accettammo, anche se quel nome suonava alquanto falso5». È il 1966: inizia così l’avventura. La formazione è composta da Simon Dupree, alias Derek Shulman alla voce, Phil Shulman ai fiati, Ray Shulman alla chitarra, Eric Hine alle tastiere, Pete O’Flaherty al basso e Tony Ransley alla batteria.
Da tutte le dichiarazioni degli Shulman su questo periodo della loro vita artistica – che va dal 1966 al 1969 – trapela un certo imbarazzo e una profonda insoddisfazione per una produzione musicale che non corrispose minimamente alle loro aspettative iniziali. Volevano essere una rock band con forti influenze rhythm’n’blues, ma la loro musica non andò mai oltre un linguaggio pop piuttosto convenzionale: basti pensare che il loro primo 45giri, I See The Light, una cover dei Five Americans in stile beat, vide la luce nello stesso anno in cui i Beatles pubblicavano il rivoluzionario REVOLVER.
Fu proprio il demo di questo brano, però, a procurargli un’audizione presso la potente EMI, la stessa casa discografica che lanciò i Beatles. «Suonammo circa un’ora, davanti a tre produttori», rammenta Derek, «fu ridicolo e imbarazzante, ma ci offrirono un ottimo contratto». Il repertorio della band era in gran parte composto da cover e brani di autori proposti dallo stesso John King, ma non mancavano le prime composizioni dei fratelli Shulman. Per la EMI, tra il 1966 e il 1969, il gruppo incise un LP, WITHOUT RESERVATION (1967), e una serie di singoli, tra cui Kites (1967).
Ecco come si espresse Derek, quando John King propose al gruppo di incidere il brano: «gli dicemmo che era una cacata pazzesca e che non volevamo inciderlo perché ci consideravamo una rock band». Ma il pezzo fu inciso lo stesso, e con grande incredulità degli Shulman raggiunse un insperato ventunesimo posto nelle classifiche inglesi dei singoli più venduti.
WITHOUT RESERVATION fu registrato negli studi di Abbey Road, nello stesso periodo di SGT. PEPPER’S LONELY HEARTS CLUB BAND, con Simon Dupree & The Big Sound impegnati durante il giorno e i Beatles di notte, utilizzando la stessa strumentazione. La band ebbe un altro involontario incontro ravvicinato con i Fab Four, nel 1968, quando incise sotto falso nome We Are The Moles, un 45giri prodotto da George Martin. Grazie a una trovata pubblicitaria della EMI, venne fuori la notizia che sotto il falso nome di Moles si sarebbero potuti nascondere proprio i Beatles. Ci pensò Syd Barrett, l’anima artistica dei primi Pink Floyd, a svelare il mistero; Derek invece ricorda ancora con un certo imbarazzo l’intera vicenda.
Nel 1968, Eric Hine fu sostituito per un breve lasso di tempo da un certo Reginald Dwight, futuro Elton John, il quale registrò con il gruppo soltanto tre brani, pubblicati dopo lo scioglimento della formazione. Tra questi spicca I’m Going Home, una delle prime canzoni firmate da una coppia destinata a diventare celebre: Elton John e Bernie Taupin.
All’interno di Simon Dupree & The Big Sound, gli Shulman ebbero comunque modo di acquisire una buona esperienza concertistica; registrarono anche diversi programmi televisivi, tra cui un documentario di trenta minuti per la serie Man Alive della BBC. Ma questo non riuscì a tamponare la crisi d’identità artistica che gli Shulman attraversavano. Derek, in particolare, era sempre più insofferente, completamente a disagio nei panni di un personaggio inesistente cui era stato dato il nome di Simon Dupree.
Gentle Giant - I giganti del prog-rock di Antonio Apuzzo
Collana Rock People
152 pagine + CD musicale
ISBN: 978-88-6222-120-7
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