Elettroshock: parole per Alda

Elettroshock di Alda MeriniIl destino corre dentro rivoli meravigliosi;
luce delle luci, abisso degli abissi, regina dei sussurri,
professionista della libertà e delle prigioni,
voce del profondo,
incantevole e atroce “grande montagna su un precipizio”.
Così era Alda Merini. Nietzsche consigliava
di “costruire la casa sotto il vulcano”.
Alda abitava in un vulcano: costruiva paradisi e inferni
con grande facilità, come un camaleonte cambia
continuamente colore,
con la facilità dell’istinto e della naturalezza.
Cercava sempre di mettere alla prova gli amici;
alle sette del mattino mi chiedeva se c’erano novità
della notte.
Sentite uno degli ultimi frammenti che mi ha dettato:
“Quando non ho parole, vado a prendere la legna nel bosco
e accendo le mie speranze”, oppure:
“So che il mare è pieno di cavalli, ma io preferisco
l’illusione della mia superficie di poeta”.
Qualche aforisma:
“L’uomo è nato per correre verso l’infinito”.
“La pistola che ho puntato alla tempia si chiama Poesia”.
“Il più bel teatro da guardare è il proprio destino”.
“La morte è il grande giocattolo di Dio”.
E per finire vi dico:
“Chi va con lo zoppo impara a zoppicare,
ma zoppicare come Alda Merini è difficilissimo”.



Elettroshock - Porole, poesie, racconti, aforismi, foto di Alda Merini
Collana Fiabesca
96 pagine
ISBN: 978-88-6222-118-4

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