Nuove storie naturali: il libro di un cuore “puro” ed entusiasta
“In principio c’era il cane” esordisce Alessandro Paronuzzi, dedicando a questa insostituibile e ammirata figura – cui la letteratura ha riservato i ritratti più ardenti – pagine di distesa rappresentazione. La creatura più plasmata dalla frequentazione con l’uomo, è in realtà quella che ha contribuito più di altre al suo sviluppo culturale e forse per questo quella che più di altre bestie lo “riflette, lo sdoppia, lo relativizza, lo rinsalda. Compagno di specie” che, come riferisce Asor Rosa “porta all’uomo la zona d’ombra in cui non c’è né umano né animale, bensì le due cose insieme”.
Di diversa modulazione appare lo spazio riservato al gatto, creatura da sempre intrigante e misteriosa, in grado di sedurre perfino lo stesso scrittore. Veri e propri ispiratori di questa parte sono, in realtà, i suoi coinquilini: marmorei e monumentali felini che stazionano enigmatici agli angoli del soggiorno, e curiosi e impavidi predatori che adunghiano divani, scatolette, palline, passeri veri e immaginari.
Nel capitolo dedicato alla bioetica, non a caso capitolo cerniera tra le due parti, questo veterinario narratore entra nel nucleo dell’argomentazione fin dall’inizio sottesa, quella di una rivoluzione animalista. Sono queste, infatti, le righe con i più dolenti interrogativi, laddove si intravvede e si sottolinea la responsabilità della nostra cultura nei confronti del benessere animale. E quasi a tacitare emblematicamente il senso di colpa e il debito di sopraffazione che pesa sull’uomo, l’autore sceglie subito dopo, tra i ritratti animali che la narrativa ci ha regalato, l’immagine amichevole della piccola volpe in “Il piccolo principe”.
Nel dialogo tra questi due viventi Paronuzzi ripercorre, come in un esame di coscienza, il processo di domesticazione degli animali da parte dell’uomo, la sofferenza causata a questi esseri che ora più che mai hanno bisogno della nostra protezione perché, come dice Giardina “il percorso che conduce l’uomo all’animale non è a senso unico. Ciò che diamo, in qualche modo ritorna indietro. È come se l’animale aggiungesse qualcosa di sé all’uomo”. A chiudere infine questo percorso c’è la parte dedicata ai bambini con le loro storie, con la speranza che siano le future generazioni a cambiare prospettiva e atteggiamento verso tutte le creature più deboli e indifese, e in particolare verso il mondo animale.
Libro di narrativa? Testo di divulgazione scientifica? Saggio di zooantropologia didattica, questa scrittura di Alessandro Paronuzzi? Mi sembra soprattutto il libro di un cuore ‘puro’ ed entusiasta, che vede ancora “il colore del grano” e invita tutti a scorgerlo tra le erbacce.
Nuove storie naturali - Come sviluppare una relazione con i nostri animali di Alessandro Paronuzzi
Collana Ecoalfabeto
160 pagine
ISBN: 978-88-6222-119-1
Commenti
Lascia un commento









