Voglio vivere così: il terrorismo come protagonista

Voglio vivere così di Ansoino AndreassiQuesto bel romanzo di Ansoino Andreassi, Voglio vivere così ha molti protagonisti, uomini e donne le cui storie variamente si intrecciano fra loro. Il principale protagonista è, però, il terrorismo degli anni ‘70/80, che origina, condiziona o accompagna le storie narrate.

Il terrorismo di sinistra non è un fenomeno esclusivamente italiano. Alla fine degli anni Sessanta, gruppi simili alle Brigate rosse (Br) e Prima linea (Pl) compaiono in altre democrazie industriali: la Rote Armee Fraktion tedesca, l’Esercito rosso giapponese, i Weather Underground statunitensi, la Nouvelle resistence populaire in Francia. Tutti questi gruppi nascono come “costole” di movimenti collettivi e ne riprendono alcune forme d’azione estremizzandole, per stabilire gli obiettivi da colpire. Ma il percorso imboccato con la scelta della lotta armata li porterà a un progressivo allontanamento da tali movimenti: con un graduale e definitivo abbandono della logica di intervento politico, cui si sostituiscono forme anche estreme di militarizzazione del conflitto.

Caratteristica esclusiva del nostro Paese, peraltro, è l’aver dovuto registrare un terrorismo di sinistra che ha raggiunto capacità offensive di entità decisamente maggiore rispetto a ogni altra situazione e assai più persistenti nel tempo (le “prime” Br durano per circa 15 anni), per di più con tendenza alla riemersione ciclica, quasi che la violenza terroristica sia un fiume carsico che non cessa mai di scorrere, neppure quando la storia sembra chiusa. Ben si comprende, allora, perché la letteratura sul terrorismo italiano di sinistra, dopo i primi anni di silenzio imbarazzato o negligente, vada sempre più arricchendosi, con saggi, inchieste giornalistiche, interviste, biografie, documentari… Opere nelle quali la riflessione etico-politica (quando c’è) si intreccia con la ricostruzione delle vicende delle principali organizzazioni clandestine e dei loro militanti.

Gli ex terroristi (non si può non ricordarlo anche in questa sede) dimostrano uno scarso senso del pudore tutte le volte che tentano di giustificare quella stagione come un fatto generazionale o – peggio – come una fase in cui metodi e momenti sbagliati compromisero giusti obiettivi. È vero: ci sono sempre diversi punti di vista attraverso cui raccontare ogni cosa, e talora ci sono anche più verità. Ma ci sono verità prevalenti che non possono in alcun modo essere taciute. E la storia del terrorismo ha una e una sola verità prevalente: il dolore causato. Il dolore dei “gambizzati” storpiati, che a trent’anni di distanza camminano a fatica o sono costretti all’ennesima operazione chirurgica.

E soprattutto il dolore delle famiglie, che ancora oggi (e il tormento non avrà fine) pagano il terribile prezzo di lutti insensati. Questa ineliminabile verità prevalente impone – certo non il silenzio – ma sicuramente prudenza e onestà intellettuale.


Voglio vivere così - Esistenze negli anni di piombo di Ansoino Andreassi
Prefazione di Gian Carlo Caselli
Collana Senza Finzione
270 pagine
ISBN: 978-88-6222-115-3

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