La fine del copyright: mercato, cultura e profitti. Esiste un equilibrio?

La fine del copyright di Joost Smiers e Marieke van SchijndelIl tema principale di questo libro è il diritto d’autore. Perché? Si tratta di una questione alquanto delicata, su cui grava il preconcetto che esso rappresenti l’espressione della nostra civiltà: ci prendiamo cura dei nostri artisti garantendone il rispetto delle opere. Si potrebbe dire parecchio sul perché il diritto d’autore non soddisfi tali aspettative, mentre minori spiegazioni necessita l’idea per cui il mercato potrebbe essere strutturato diversamente grazie all’applicazione del diritto in materia di concorrenza.

Gli strumenti per farlo sono già a nostra disposizione, tuttavia realizzare la profonda ristrutturazione dei mercati culturali sarà un compito estremamente arduo. D’altro canto, però, il diritto d’autore si muove già su un terreno minato. Ci si chiederà il motivo di questo nostro studio, in controtendenza rispetto alla corrente del neoliberalismo. La prima ragione è di ordine culturale, sociale e politico. Il pubblico dominio della creatività e della conoscenza artistica dev’essere salvato e un gran numero di artisti, i loro produttori e committenti devono poter comunicare con un pubblico eterogeneo e, di conseguenza, vendere le proprie opere con una certa facilità.

Il secondo motivo per cui non abbiamo la sensazione che la nostra analisi e le nostre proposte siano lontane dalla realtà è rappresentato dalla storia stessa. La storia ci insegna che le strutture di potere e le configurazioni del mercato cambiano costantemente. Perché non potrebbe accadere lo stesso per l’argomento di questo studio? Il terzo motivo alla base della nostra analisi è il cauto ottimismo ispirato dai possibili effetti della crisi finanziaria ed economica esplosa nel 2008. È stato questo l’anno in cui il fallimento del neoliberalismo si è mostrato in tutta la sua crudezza.

Se ciò ha avuto una funzione, è stata proprio quella di chiarire come i mercati (compresi quelli culturali) debbano essere regolati ex novo, tenendo conto di una serie ben più vasta di interessi sociali, ecologici, culturali, socio-economici e macro-economici. L’ultimo motivo è semplicemente la necessità di agire, e a spingerci è il nostro dovere di studiosi. Il vecchio paradigma del diritto d’autore sta subendo un lento processo di erosione; la nostra sfida è pertanto la ricerca di un meccanismo che sostituisca il copyright e, di conseguenza, la condizione di predominio sui mercati culturali.
Qual è il sistema più efficace per servire gli interessi di un vasto numero di artisti e di un pubblico dominio ricco di creatività e conoscenza? Di fronte a un compito di tale portata, è implicito l’invito ai colleghi di tutto il mondo a collaborare e riflettere su quale potrebbe rivelarsi la strada giusta da intraprendere nel XXI secolo. C’è ancora parecchio lavoro da fare, ad esempio il calcolo dei modelli che presentiamo nel quarto capitolo, e speriamo che future ricerche possano contare su mezzi più cospicui di quelli a nostra disposizione. In fin dei conti si tratta di strutturare in modo completamente diverso i vari segmenti del mercato culturale che caratterizza la nostra società, e che a livello mondiale rappresentano un giro d’affari miliardario.

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Il testo è rilasciato sotto licenza Creative Commons e liberamente scaricabile su Libera Cultura.
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La fine del copyright – Come creare un mercato culturale aperto a tutti di Joost Smiers e Marieke van Schijndel
Collana Eretica
168 pagine
ISBN: 978-88-6222-108-5

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