Droga no, alcol sì? La via a zig zag del ministro Zaia

Vino e bufale di Enrico Baraldi e Alessandro SbarbadaDroga no, alcol sì. Ecco lo Zaia pensiero. Il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali è stato uno dei primi a sottoporsi al test antidroga in voga in questi giorni tra parlamentari e ministri. L’esito naturalmente è stato negativo anche perché come ha dichiarato lui stesso durante la diretta di Studio Aperto che lo ha ospitato per il narco-test del capello: “Sono tranquillo, perché non ho mai assunto droghe dalla nascita”.

E noi non abbiamo nessun motivo per non credergli. Anche perché una persona che ricopre un ruolo politico importante come il suo è normale che sia “pulito”. Come dire? Questa dovrebbe essere “la banalità del bene”.

Ma sull’alcol no

L’anomalia, semmai, sono le posizioni che il ministro Luca Zaia ha preso riguardo all’alcol, come riportano Enrico Araldi e Alessandro Sbarbada nel loro libro Vino e Bufale, (Stampa Alternativa, 137 pagine, 12 euro). Nel simpatico volumetto a proposito di etica etilica si legge:

La soluzione viene dallo stesso ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, che il 6 ottobre 2008 a Conegliano Veneto, in margine a una manifestazione promozionale sulla grappa, ha dichiarato: “Chi guida l’auto deve avere bevuto solo analcolici. Chi vuole ubriacarsi si sieda al suo fianco o dietro. È inutile che continuiamo con lo 0,5, lo 0,2 o lo 0,4: lo ribadisco, tasso zero per chi guida, tutti gli altri facciano quello che vogliono’”.

Un’immagine sbagliata dell’Italia

Però la tesi del tasso zero per chi guida non lo deve aver convinto troppo. Sul Corriere del Veneto, infatti, sempre riportato dal volumetto citato, a proposito della riduzione del tasso di alcolemia consentito alla guida da 0,5 a 0,2, ha detto smentendosi:

Irrigidire ulteriormente questa misura significa creare un danno non indifferente a un settore che produce 70 milioni di ettolitri all’anno e dare un’immagine sbagliata dell’Italia, delle sue tradizioni, dei nostri modelli di vita.

Due bicchieri di vino? Mica ubriacano

Infine, al Vinitaly 2009 è chiarificatrice un’agenzia Asca del 2 aprile:

Non è tollerabile che chi beve due bicchieri di vino sia considerato un ubriaco al volante. Non possiamo pensare che la sicurezza stradale sia liquidabile dicendo che chi beve due bicchieri, pari a 0,5 milligrammi per litro di alcol nel sangue sia ubriaco.

Meno alcol per tutti?

Se, come propone il ministro Zaia, il test antidroga dovrebbe essere fatto anche dagli insegnanti (e magari dai direttori dei giornali, come sembra suggerire) perchè non usare una stessa misura quando si parla di alcol, magari considerando che si tratta della prima causa di morte nei giovani europei (fonte Oms) e causa il 20% degli incidenti sul lavoro e il 10% dei ricoveri ospedalieri nel nostro paese?

(Questa recensione è stata pubblicata su Il Salvagente)


Vino e bufale - Tutto quello che vi hanno sempre dato da bere a proposito delle bevande alcoliche di Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada
Collana Eretica
144 pagine
ISBN: 978-88-6222-090-3

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