I dieci anni che forgiarono il Cocco

Il giorno di CoccobillQualunque lettore ‘forte’ conosce per esperienza quella specie di regola letteraria non scritta che il celebre fumettista Hugo Pratt mette in bocca al suo altrettanto celebre personaggio Corto Maltese nel l’episodio intitolato …E di altri Romei e di altre Giu
liette: «Niente è scritto, Shamaël, niente che non si debba riscrivere un’altra volta». Un concetto ribadito peraltro dallo stesso Pratt, che a un altro episodio della medesima serie diede il titolo… E riparleremo di gentiluomini di fortuna. Sembra che, su certe cose, non si possa sfuggire al ‘fare il bis’. È il caso, almeno in parte, del presente volume, il quale fa seguito all’altro da noi proposto nel 2007 con il titolo Coccobill mezzo secolo di risate western, contenente una significativa antologia del celebre personaggio creato da Benito Jacovitti. Vale dunque, anche per noi, un «…e torneremo a parlare di quel bizzarro cowboy che è Cocco Bill».

coccobill2009_03.jpgCome sanno bene i lettori appassionati di fumetti, in oltre mezzo secolo dacché è sulla breccia, Cocco Bill ha ‘vissuto’ una quantità di vicende. Ecco allora un secondo volume, nel quale vengono riproposti altri suoi episodi. Dovremo pertanto tornare a parlare di lui, non fosse altro che per esporre i criteri seguiti in quest’occasione. Cosa che, contestualmente, ci indurrà a prendere in considerazione gli elementi che caratterizzano il personaggio, le storie, lo stile grafico e narrativo di Jacovitti: argomenti già analizzati in precedenza, ma che qui saremo indotti a rivedere secondo una prospettiva diversa.

In via del tutto preliminare, chiarire il criterio di scelta delle storie è assai semplice, in quanto deriva in maniera quasi obbligata dalla precedente raccolta. La quale era sostanziata da una rappresentanza di racconti ‘pescati’ fra le successive ‘vite’ di Cocco Bill. Che a sua volta – come lì era ampiamente evidenziato – è stato un personaggio di una vitalità tale da consentirgli di sopravvivere alla scomparsa di più testate giornalistiche (e perfino alla morte del suo autore, avvenuta nel 1997; la prosecuzione è dovuta alla perizia del suo valido ex collaboratore Luca Salvagno). Cocco Bill nacque dunque nel 1957 sul settimanale “Il Giorno dei ragazzi”, ma alla sospensione delle sue pubblicazioni, nel 1967, passò al “Corriere dei Piccoli”, trasformatosi presto a sua volta nel “Corriere dei Ragazzi”, dove Cocco Bill ‘abitò’ dal 1968 al 1976.

E quando anche quest’ultimo giornale fu sospeso (in pratica cambiò totalmente impostazione), Cocco Bill – dopo un… anno sabbatico – si lasciò ‘assumere’ dal settimanale “Il Giornalino”. Ed è qui che, a partire dal 1978 fino a oggi, sia pure con qualche intermittenza, è stabilmente di casa.

Il giorno di Coccobill – Nuova antologia di Benito Jacovitti
Fuori collana
360 pagine
ISBN: 978-88-6222-098-9

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