Assiotea, la donna che sfidò Platone e l’accademia
Credo che sia utile, per i lettori poco avvezzi a districarsi nei meandri della storia raccontata come un romanzo, ricordare che – tranne i personaggi minori – i protagonisti di Assiotea appartengono tutti alla storia conosciuta, comprese – naturalmente – Assiotea e Lastenia, le prime due donne ammesse all’Accademia platonica. Le fonti che ho consultato, si possono trovare nelle principali biblioteche del mondo.
Quando Platone parla, mia è solo la scena teatrale (peraltro elaborata sulla base di una rigorosa ricostruzione storica), ma le parole, i concetti, sono tutti suoi. L’assemblea della Pnice in cui Iperide presentò la supplica per offrire la libertà a tutti gli schiavi, avvenne in quel modo e si concluse proprio così, con un ennesimo sogno infranto. Eudosso di Cnido, Diogene, il pugno ricevuto da Midia e restituito, Assiotea che frequentò l’Accademia platonica travestita da uomo, Lastenia etera di Speusippo, la mappa sferica delle miniere d’oro con al centro l’isola di Tera… e Coridemo, Focione, Demostene e così via: personaggi, eventi e situazioni li ho tratti da fonti storiche. Come le triremi religiose Ammono e Paralo e la libreria che si trovava proprio lì, nell’Agorà.
Mia è La casa del cielo, la sua ubicazione… ma non il simbolo che racchiudeva: questo è STORIA. Per quarantamila anni, fino a quando la donna ebbe il ruolo di guida nella società primitiva, fu un mondo in pace. Poi i faraoni egiziani ed i re semiti, sumeri e assiro-babilonesi crearono i primi eserciti di aggressione, impadronendosi anche del potere religioso, proclamandosi rappresentanti degli dèi, re delle quattro parti del mondo, re della totalità. E così due eserciti che si scontravano, a capo avevano due dèi, o due vicari in terra degli dèi, e per loro conto potevano massacrare e predare.
Costruii un tumulo davanti alla porta della città, scorticai tutti i capi dei ribelli, ricoprii il tumulo con la loro pelle. Alcuni li murai dentro al tumulo, altri li impalai. Molti che erano all’interno della mia terra io li scorticai e stesi la loro pelle sulle mura. Ai funzionari regi ribellatisi tagliai le membra… 600 guerrieri li passai a fil di spada, 3000 prigionieri li bruciai col fuoco, non ne feci sopravvivere nessuno perché servisse d’ostaggio. Catturai vivo Khulai, loro governatore… lo scorticai e la sua pelle stesi sul muro della città. Ammucchiai i loro cadaveri, bruciai col fuoco i loro figli e le loro figlie. Molti prigionieri li presi vivi: ad alcuni tagliai le mani e le dita, ad altri tagliai il naso e le orecchie, a molti cavai gli occhi. Feci un mucchio dei vivi e un mucchio delle teste; legai le teste a pali intorno alla città. Distrussi, devastai la città, la bruciai col fuoco e la consumai completamente”.
(Dagli annali di un re assiro).
Assiotea - La donna che sfidò Platone e l’accademia di Adriano Petta
Collana Eretica speciale
344 pagine
ISBN: 978-88-6222-105-4
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