Avanzi popolo: l’arte di riciclare tutto quello che resta in cucina
Penso in cucina… perché da sempre intorno a questo tavolo si articola la nostra vita domestica, dalle colazioni assonnate al caffè con l’amica del cuore tra parole fitte di consigli e liberatorie confessioni, dai pranzi veloci nelle giornate di lavoro ai compiti dei bambini, dai pantaloni nuovi da scorciare alle cene allegre di chiacchiere e vino con ospiti graditi, alle camomille per le insonnie e i pensieri notturni.
Rifletto sull’opportunità di continuare a parlare di dosi, ricette e tempi di cottura con apparente serenità e leggerezza mentre il mondo intorno vive momenti di grande e innegabile sconvolgimento economico, sociale e ambientale. Vedo però le mie mani muoversi nelle operazioni quotidiane con la sicurezza dei gesti istintivi, riscoprendo ancora una volta quanto, anche in semplici ma non scontate azioni, possano nascondersi delle risposte e delle possibili soluzioni a problemi più grandi.
Molte di queste manualità, imparate per gioco in un’infanzia tanto diversa da quella dei miei figli, portano in sé la risorsa inesauribile della fantasia e del senso pratico, la capacità di conservare e riutilizzare, di trasformare e rinnovare con dignitoso senso dell’economia e profondo rispetto di ogni bene. Descrivono un rapporto con il tempo, gli affetti e le cose di cui varrebbe la pena riconquistare senso e valore, per tornare ad affezionarsi a qualcosa che duri.
Già nel mio primo libro, L’antichef, un po’ manuale e un po’ diario, avevo intrecciato il ricordo di giochi all’aperto con la riscoperta di prodotti di qualità, le vicende dei personaggi di paese tra saggezza e folclore con la descrizione di ricette storiche, gli aneddoti vissuti nel nostro antico bar di famiglia con indicazioni pratiche di cucina.
Molti dei lettori della mia generazione mi hanno comunicato, con diverse modalità, la tenerezza di emozioni condivise e la conferma dell’utilità reale delle semplici ma provate strategie che ho cercato di descrivere con chiarezza. Come pure tanti giovani, di solito poco inclini alla pratica dei fornelli, mi hanno confermato la scoperta, o la riscoperta, del gusto della cucina propiziata dalla facilità delle preparazioni e dalla disponibilità immediata degli ingredienti suggeriti. Addirittura un paio di mamme mi hanno riferito il gusto di leggere ai loro bambini, al posto delle favole, le brevi storie disseminate tra le ricette.
Tutte queste affettuose conferme di gradimento mi hanno dato il coraggio e la voglia di continuare a raccontare di fatti e persone, di cibo e ambiente, di uso e riuso delle cose.
Nell’L’antichef avevo insistito sull’importanza di non sprecare i prodotti alimentari, fossero anche non più freschissimi o ridotti in piccole quantità. Questa volta ho voluto più che mai fare del riutilizzo la chiave di ogni ricetta, per sottolineare come ognuna di queste, anche molto gradevole e a volte ricercata, possa nascere dal fantasioso assemblaggio di rimanenze di frigo e dispensa, prodotti ancora validi ma degradati a un primo sguardo al ruolo riduttivo e conclusivo di avanzi.
Ho cercato di riassumere qui l’esperienza della mia appassionata pratica domestica quotidiana, amplificata e resa più varia e collaudata dai 15 anni trascorsi nella cucina del “Cornacchino” – il nostro agriturismo – preparando nel tempo, per centinaia di bambini e di adulti, pasti sempre diversi e attenti che descrivessero nel gusto e nell’aspetto il mio modo di pensare e interpretare la cucina.
In tutti questi anni ho infatti avuto la conferma che l’abbinamento dei prodotti di base con le piccole attenzioni e la cura affettuosa della preparazione, riescono a produrre la vera differenza. Diventano strumento di comunicazione e rispondono a necessità più ampie di quella primaria del nutrimento e del piacere non trascurabile per il palato.
Avanzi popolo - L’arte di riciclare tutto quello che avanza in cucina – Storie, ricette e consigli di Letizia Nucciotti
Collana Fuori collana
336 pagine
ISBN: 978-88-6222-100-9
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