Le donne di Peter Pan, “un anziano ancora giovane”

Peter PanI commenti psicologici a Peter Pan si sono incentrati soprattutto sull’opera successiva alla nostra, Peter Pan e Wendy. Io desidero qui esaminare alcune pagine di questo primo Peter Pan per mettere in luce le dinamiche che attua nella relazione con il femminile. Cominciamo dalla madre. La madre di Peter è una “madre buona”, che lo ama quando c’è e lo piange quando lo perde. Dopo che è volato via lo aspetta lasciando la finestra aperta. Peter nel suo ritorno a casa vede tutto questo, gioisce e si rassicura constatando di non aver perduto con il suo comportamento l’affetto materno ma, invece di restare con lei diventando un bambino vero, sceglie di volarsene via ancora per un po’.

Vorrebbe essere atteso e amato eternamente, senza peraltro concedersi mai. La madre invece, concluso il lutto per Peter volato via, giustamente partorisce un altro bambino e chiude la finestra. È la legge della vita e solo Peter non la capisce, perché ha il cervello di un neonato. È tragico e patetico che Peter si senta trattato male e abbandonato quando invece è stato lui a trattar male e abbandonare. Purtroppo nella sua immaturità affettiva Peter non sa far di meglio: volendo solo ricevere senza mai dare, finisce per restare sempre solo.

Esaminiamo la relazione con la piccola Maimie. Già il nome della bambina è uno storpiamento del nome ‘mamma’ e Peter fallisce con lei come era fallito nella relazione con sua madre. Inizia premuroso, chiedendole se ha dormito bene e dichiarandosi un bambino ignorante, ma qui finisce la sua capacità di abbandonarsi all’affetto. Quando Maimie si siede e lo invita dicendo: “Stringiti più vicino” lui non sa che significhi.

Maimie gli spiega sinceramente che i suoi modi di giocare sono “sbagliati”, diversi da come giocano i bambini veri, e Peter piange, “dopo che non piangeva da non so quanto”: è stato ferito nella sua pretesa di essere migliore degli altri ed è capace di ammetterlo e piangerne. Allora Maimie per consolarlo gli offre un bacio, ma lui non sa cosa sia e si aspetta un oggetto concreto, così la bambina per non metterlo in imbarazzo gli dà un ditale. La scena è così perfetta che Barrie la riprende in Peter Pan e Wendy.

E anche dopo i baci Peter continua a fare disastri sentimentali. Quando la bambina lo chiama “romantico” lui, non conoscendo la parola, china il capo credendosi disprezzato. Poi la positiva Maimie riesce a riportare la serenità tanto che Peter le chiede: “Maimie, mi vorresti sposare?”. La bambina accetta con entusiasmo ma ecco che Peter, ancora una volta, rovina tutto. Invece di offrirle o almeno di prometterle qualcosa di bello, il tragico bambino le fa presenti mille difficoltà: non ci sarà posto per due nel nido, gli uccelli le porteranno via i vestiti, sua madre non la vorrà più.

La piccola però non può credere che sua madre possa rifiutarla. Allora, per convincerla della malvagità di tutte le madri, Peter le racconta la storia del suo ritorno a casa, esponendo i fatti in modo tale che la ragione sembra essere tutta dalla sua parte. “Tu non le conosci bene come le conosco io” dice Peter per convincere definitivamente Maimie e lei, bambina più sana e più furba della futura Wendy, giustamente se ne torna da sua madre. La conversazione le ha fatto intuire che Peter nel profondo non la vuole, sta solo facendo in modo che sia lei a compiere il passo dell’addio.

C’è qualcosa di patetico e senile nel comportamento di Peter. Ha meno di una settimana di età ed è un miracolo che si regga in piedi, eppure, essendo già vissuto molto a lungo, è totalmente deluso dalle femmine e dalla vita. A differenza del saggio Salomone, che è “un anziano ancora giovane”, Peter, pur con tutto il suo fervore di attività, è irrimediabilmente vecchio dentro.

È forte nel lettore (e soprattutto nella lettrice) il desiderio di stigmatizzare l’immaturità affettiva di Peter. Non va però dimenticato che si tratta di un personaggio letterario, non di un uomo vero, e per di più di un neonato, che ha bisogno di aiuto per imparare ad amare. Essendo volato via così giovane da casa Peter non riceve questo aiuto, proprio come il povero Barrie, che crescendo con una madre depressa deve essersi trovato nella stessa difficoltà. È un gran peccato che Freud si sia stabilito a Londra troppo tardi per potergli dare una mano.


Peter Pan – Nei Giardini di Kensington di James Matthew Barrie
Illustrato da Arthur Rackham
Collana Fiabesca
192 pagine
ISBN: 978-88-6222-099-6

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