Vino e bufale: conflitti d’interesse

Vino e bufale di Enrico Baraldi e Alessandro SbarbadaEsiste un’“Associazione Luigi Veronelli per la tutela e promozione del vino italiano” composta da un centinaio di parlamentari d’ogni schieramento politico. Poco importa che Veronelli, in vita, abbia preso ripetutamente posizioni contro le leggi del parlamento che favoriscono le grandi imprese del vino a discapito dei piccoli produttori e fosse più avvezzo a frequentare il Leoncavallo invece dei palazzi del potere. Evidentemente su queste cose i politici vanno d’accordo, come orgogliosamente puntualizza la presidentessa dell’intergruppo parlamentare onorevole Bianconi:

Quando ci riuniamo e sediamo a tavola siamo un unico grande partito!

Esiste poi un legame molto stretto tra diversi importanti giornalisti italiani e il mondo del vino. Come sottolinea Milena Gabanelli nella citata trasmissione di Report, “il vino gode di una protezione mediatica difficilmente paragonabile ad altri prodotti. Tanti bei nomi dell’imprenditoria e dello spettacolo producono vino, e siccome sono spesso sui giornali e in televisione, ovviamente ne parlano”.

“Brunello” Vespa

Il 2 giugno 2004, la RAI, diretta da Flavio Cattaneo (già premiato da produttori di vino: conflitto di interessi?), sulla rete RAIUNO di Fabrizio del Noce (già premiato da produttori di vino: conflitto di interessi?), nella trasmissione Porta a porta condotta da Bruno Vespa (già premiato da produttori di vino: conflitto di interessi?) discuteva degli effetti del vino sulla salute. In studio “gli esperti” erano sommelier e produttori di vino (conflitto di interessi?). Unico rappresentante della scienza, per parlare degli effetti del vino sulla salute, il professor Giorgio Calabrese (pure lui premiato da produttori di vino: conflitto di interessi?).

Erano presenti, tra gli altri, esperti quali Al Bano ed Antonella Clerici, con Lino Toffolo in collegamento da Venezia e Marisa Laurito da un supermercato. Secondo voi avranno detto che il vino fa bene o fa male? Hanno detto che fa bene, esattamente quello che il telespettatore desiderava sentirsi dire. Questa informazione non ha niente a che vedere con le notizie corrette sugli effetti delle bevande alcoliche, e invece ha molto a che fare in senso negativo con la salute. Poi ciascuno è libero di decidere cosa bere o non bere, fatto salvo il diritto d’essere informati da esperti che non siano Al Bano e Lino Toffolo.

Verità e audience

Riassumendo, c’è una cultura millenaria, ci sono interessi economici, c’è una lobby di potere. Proprio per questi interessi, se è scontato assistere a trasmissioni televisive o leggere inchieste giornalistiche che informano, più o meno correttamente, sulle droghe, è raro che ne venga proposta qualcuna sui reali effetti della droga-alcol contenuta in vino, birra, aperitivi e altre bevande alcoliche. Persino l’autorevole rivista medica “British Medical Journal” segnala (8 settembre
2001) la difficoltà dei giornalisti ad ammettere che l’alcol, anche in quantità moderate, sia una droga psicoattiva.

Questo, perché l’alcol ha una presenza importante nello stile di vita e nell’alimentazione della maggioranza della popolazione; e perciò non fa audience parlarne correttamente. Ma succede anche (citiamo Colin Brewer, Direttore Medico della rivista) “per le vagonate di denaro che fluiscono nelle casse dei giornali dalla pubblicità delle bevande alcoliche”.


Vino e bufale - Tutto quello che vi hanno sempre dato da bere a proposito delle bevande alcoliche di Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada
Collana Eretica
144 pagine
ISBN: 978-88-6222-090-3

Commenti

2 commenti to “Vino e bufale: conflitti d’interesse”

  1. Samantha Fioravanti on Settembre 12th, 2010 14:55

    Grazie per questo breve ma intenso scritto, pieno purtroppo di tante amare verita’. L’alcol distrugge, annienta la dignita’ delle persone. Spero che saremo sempre di più a capirlo, e a batterci per aiutare chi ne ha bisogno, anche se sarà durissima lottare contro il pregiudizio e lo scherno. Grazie ancora!

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