Pagine passate di mano in mano: letteratura e omosessualità / 1

Pagine passate di mano in mano a cura di Mark Mitchell e David LeavittNel 1902, Edward Carpenter pubblicò qualcosa di molto simile ad una prima antologia in lingua inglese a tematica omosessuale: “Ioläus: An Anthology of Friendship” che citava – tra le altre – opere di Lord Byron, Pindaro, Platone, Plutarco, Sant’Agostino e August von Platen. Nella prefazione, Carpenter scrisse:

All’inizio della storia del mondo, l’amicizia è stata considerata un’istituzione e le è stata attribuita una dignità difficilmente comprensibile ai giorni nostri. E un esame molto superficiale dell’argomento mostra quanto il sentimento dell’amicizia sia stato importante. Nel realizzare la raccolta che segue, sono stato colpito dal modo sorprendente in cui le consuetudini delle varie etnie ed epoche si giustifichino le une con le altre e dal modo in cui queste si orientino verso una solida e duratura omogeneità del sentimento umano verso un determinato argomento.

Con il termine “Amicizia”, Carpenter faceva riferimento precisamente ad un legame tra due uomini (o due donne) e menzionava l’epigrafe di un libro di Plutarco:

Per quanto concerne gli amori di Ercole è difficile ricordarli tutti a causa del loro numero. Ma coloro che credono che Iolao sia stato uno di questi, rendano lode a questo giorno e onore a lui; e facciano giurare fedeltà ai loro amati sulla sua tomba.

Come Damone e Pizia, Achille e Patroclo e le Dame di Llangollen, Ercole e Iolao rappresentarono per Carpenter un ideale nobile e perfino elevato di amore tra persone dello stesso sesso, qualcosa che i suoi contemporanei avrebbero potuto emulare e che lui stesso cercò di incarnare nell’utopia rurale che condivise con George Merrill. E al fine di trovare modelli positivi, Carpenter dovette rovistare nella letteratura mondiale; per costruire una versione della storia in cui “amicizia”, e non matrimonio, era il termine giusto. Ioläus, in altre parole, non è una raccolta di scritti a tematica omosessuale, ma piuttosto una raccolta di letture a tematica omosessuale.

A partire dal diciottesimo secolo, gli uomini attratti sessualmente dagli altri uomini – sodomiti, pederasti, uranici, Uraniani, omosessuali, froci – hanno costituito una classe particolare e numerosa di lettori. In realtà, ben prima che molte librerie nei Paesi di lingua inglese dedicassero intere sezioni alla letteratura lesbica e omosessuale, tali lettori mostrarono una sorprendente tenacia nell’individuare poesie, racconti, romanzi, saggi e perfino singole frasi in cui potevano essere rintracciati riferimenti alla pratica omosessuale.

Così, sia Oscar Wilde che Marcel Proust riuscirono a riconoscere le tracce dell’omosessualità di Vautrin in “Illusioni Perdute” e “Splendori e miserie delle cortigiane” di Honoré de Balzac. (La morte di Lucien de Rubempré, dice Vivian ne “La decadenza della menzogna” è “Una delle peggiori tragedie della mia vita”, mentre André Maurois, nella sua biografia di Proust, cita da uno degli appunti dello scrittore: “Vautrin si ferma per visitare la casa di Rastignac; tristesse d’Olympio della pederastia”).

La semplice allusione potrebbe essere sufficiente per dare la chiave d’interpretazione al lettore: per Adriano e Antinoo, re David e Jonathan (“Il tuo amore per me è stato meraviglioso, superiore all’amore che possono dare le donne”). Questi lettori si sono passati l’un l’altro le opere dove giaceva questo contenuto nascente, ancora non sbocciato. Propagazione del passaparola: leggetelo.

Nel suo racconto del 1913, “Out of the Sun”, Edward Irenaeus Prime-Stevenson descrive una biblioteca molto particolare:

Ah, i suoi libri! La biblioteca di quasi tutti gli uomini di tale formazione, la cui vita è stata principalmente solitaria… si accompagna sin dalla gioventù alle interiori affinità letterarie della loro indole. Dayneford stava ora in piedi davanti ai suoi scaffali, leggendo meccanicamente i titoli di un gruppo particolare di volumi, principalmente quelli piccoli. Erano ammassati in pochi ripiani più in basso, come se avessero cercato di evitare la compagnia dell’altro gruppo letterario, per stare tra di loro, per sottrarsi a tutti i commenti sgradevoli. Tibullo, Properzio e gli Antologisti Greci (sic) ammucchiati contro Al Nafsewah, Chakani e Hafiz. Un poco più avanti i sonetti di Shakespeare e quelli di Buonarroti; più avanti “In Memoriam” di Tennyson, “The North-Shore Watch” di Woodberry e Walt Whitman. Le sue poesie erano dietro al voluminoso “Tagebuch” di Platen. Dopo di loro veniva “Fridolins Heimliche Ehe” di Wilbrandt, accanto “Le Hors Nature” di Rachilde; quindi “Die Infamen” di Pernauhm e “Humbug” di Emil Vacano e un gruppo di opere di psicologia di Krafft-Ebbing, Ellis e Moll. C’era un volume sottile in cui erano raccolti, con una copertina riccamente arabescata, sei o sette racconti delle “Mille e una Notte”, nella traduzione francese di Mardrus, separati in modo crudele dai loro compagni originari. Su un ripiano più in basso, “Val Strange” di David Christie Murray e uno o due altri romanzi; con “David Copperfield” di Dickens, l’anonimo “Tim” e “The Hill” di Vachell insieme a “The Intersexes”, “Imre” e “Sebastian au Plus Bel Age” di Mayne.


Pagine passate di mano in mano a cura di Mark Mitchell e David Leavitt
Collana Eretica Speciale
248 pagine
ISBN: 978-88-6222-091-0

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>