Nefertiti: cancellata e censurata, sarà ovunque e in nessun posto
La gente si interrogherà per secoli, millenni, vagherà nei deserti di Amarna cercando invano le tracce di una bellezza persa: Nefertiti è vissuta qui, Nefertiti è vissuta lì, Nefertiti è vissuta ovunque. La sua tomba ignota, il suo corpo sconosciuto saranno inventati, reinventati, falsificati e creati ovunque in tutto il mondo, la gente combatterà e morirà per un semplice indizio della sua vita, per un capello del suo capo. Le reliquie appariranno perché succede sempre così, come giocattoli di un bambino morto, accarezzati più dai familiari del defunto che dal bambino che una volta li possedeva.
Sapeva del busto scolpito di Nefertiti e ne era orgogliosa. Ma contava anche sulla sopravvivenza di molti preziosi possedimenti reali: scrigni, gioielli, papiri, pettini, graziose suppellettili provenienti dalle sue stanze di donna. Contava sulle tracce longeve di suo marito e della sua prepotente famiglia, da lungo tempo al potere. Aveva imparato a contare anche sulla sua stessa interminabile assenza: una lacuna misteriosa, un’immagine rimossa con dolore dallo spazio pubblico.
Cancellata e censurata, sarà ovunque e in nessun posto. Qualcuno dovrà pur avere dato vita al Regno del Sole e a sei figlie, tutti penseranno. Chi era lei? Qual era il suo nome semi dimenticato, Nofretete? Di chi era figlia, da dove veniva, che ne era stato di lei?
Sul greto del fiume Nilo: una giovane contadina bagnava le lunghe, splendide gambe e abbronzava le braccia. La sua testa minuta e le sue labbra carnose si muovevano al sole spietato d’Egitto, una presenza opprimente, che solo pochi potevano tollerare ad agosto.
Era il 17 agosto 1963: la ragazza badava a una bambina bianca, grassa e viziata, che parlava una lingua straniera. La ragazza egiziana lavorava per vivere; non era una schiava, ma la bambina straniera era una conquistatrice per via di oscure ragioni storiche.
Si alzò. In fretta e con destrezza protesse la piccola straniera troppo cresciuta con le sue braccia. La riparò dal sole crudele che faceva avvampare la sua pelle candida. La bambina troppo nutrita scalciava e urlava colpendo il corpo magro e bello di questa ragazza determinata che lottava teneramente con la bambina. La ragazza egiziana, piena di lividi ma sorridente, alla fine domò la bambina viziata.
La bambina abbandonò il suo corpo pallido e goffo nell’abbraccio generoso della bellissima ragazza che, piegata su di lei, le sorrideva. I passanti non si rendevano conto della bellezza di questa ragazza. Anche i genitori della bambina, che pure l’avevano assunta, rimanevano indifferenti.
Anche lei si chiamava Nefertiti. E assomigliava davvero molto al busto di Nefertiti, largamente riprodotto in ogni libro e manuale sull’antica regina egiziana. La scultura era ben conosciuta, ma poco altro era sopravvissuto. Questa Nefertiti non aveva mai sentito parlare della regina Nefertiti.
Nefertiti - L’amore di una regina eretica nell’antico Egitto di Jasmina Tesanovic
Collana Fiabesca
128 pagine
ISBN: 978-88-6222-084-2
(Booktrailer realizzato da Luigi Milani)
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