Piccoli rebus: l’enigmistica scritta nei geni o nel futuro
Il 15 novembre 2008, nel corso del 29° Convegno dell’Ari (Associazione Rebussistica Italiana), una qualificata giuria di esperti enigmisti ha proceduto all’assegnazione del prestigioso Trofeo Ari 2008, leggendo la seguente motivazione:
Con il Trofeo Ari 2008, vogliamo colmare una pluriennale lacuna destinandolo a un benemerito della nostra Arte, nella duplice immagine di autore e divulgatore. Sotto quest’ultima veste, egli è da annoverare fra i più attivi di ogni tempo. Ci riferiamo ad articoli e giochi presentati su riviste e giornali a tiratura nazionale […] e attraverso i canali radiotelevisivi ed informatici […] La sua principale opera resta sicuramente il meraviglioso libro Rebus, che ancor oggi si può definire tra i più completi e affascinanti veicoli per la divulgazione della nostra disciplina. Fresco nella veste grafica e agile nella consultazione, già da solo il testo sarebbe sufficiente per l’assegnazione del Trofeo all’autore, ma vogliamo in questa sede ricordare anche la sua attività di creatore di originali rebus, spesso supportati dagli impeccabili disegni della moglie Susanna. […] Con la speranza di vedere questo poliedrico amico più spesso ai nostri convegni, il Trofeo Ari 2008 viene assegnato a Ennio Peres, per tutti noi Mister Aster.
Il libro Rebus (Stampa Alternativa), che a distanza di quasi 20 anni dalla sua pubblicazione (avvenuta nel novembre del 1989) desta ancora un vivo interesse tra i cultori della materia, è stato uno dei primi che nostro figlio Marco ha cominciato a sfogliare, quando (molto piccolo) cominciò a imparare a leggere. Non glielo proponemmo noi, ma lo trovò in casa, appoggiato su qualche ripiano e ne fu subito attratto, per le numerose illustrazioni che conteneva.
Nonostante questa iniziazione piuttosto precoce, per molti anni Marco ha avuto nei confronti del rebus solo un rapporto discontinuo, da solutore dilettante, senza sentire mai l’esigenza di cimentarsi anche come autore. La passione per l’ideazione dei rebus, lo travolse in maniera improvvisa nel maggio del 2003, quando si trovava con noi all’incontro di enigmistica Tiberino-Vesuviano, nei pressi di Caserta. In quell’occasione (folgorato da chissà quale spunto ammaliante), cominciò a comporre una serie di rebus, disegnandoli su ogni tipo di supporto cartaceo reperibile (foglietti, fazzolettini e tovagliolini), lasciando stupiti non solo gli enigmisti partecipanti al convegno, ma anche noi genitori. E proseguì con analoga intensità a sfornare rebus, per un paio di altri mesi; poi, ridimensionò lentamente la propria produzione.
L’anno successivo, però, la rivista di enigmistica classica Il Labirinto volle dedicare due puntate all’attività rebussistica di Marco. Per l’occasione l’enigmista Nicola Aurilio (Ilion) scrisse queste lusinghiere note di commento:
[…] Va sottolineato che Marco ha appena dodici anni, e alcuni dei lavori pubblicati sono stati composti almeno un anno fa, quando il nostro amico era più… giovane! Se ci soffermiamo un poco sui lavori di Marco, risulta evidente la sua padronanza di una tecnica più che valida, con ricerca di originalità (quanti grandi si sforzano in tal senso?) che lo portano a impiegare chiavi, in alcuni casi, addirittura inedite o, almeno, rare. […]. Meccanismi questi […] che pensavamo raggiungibili solo in un’età molto più avanzata e dopo un faticoso tirocinio. Marco, invece, figlio di campioni, deve aver ereditato geneticamente le qualità di Mister Aster e di Susanna Serafini: non troviamo altra spiegazione! A corroborare la bontà di questa tesi è anche la spiccata attitudine di Marco per il disegno, sempre preciso, ancorché ingenuo […]. Qualità quest’ultima ricevuta dalla madre, che ricordiamo per l’eccezionale lindore della matita e per la grande originalità dei suoi disegni.
Non sappiamo se, effettivamente, l’interesse di Marco per i rebus (e l’enigmistica, in generale) è scritto nei geni che ha ereditato da noi. Sicuramente una traccia di ciò è presente nelle lettere del nome che abbiamo scelto per lui. Infatti, al momento della sua nascita, abbiamo deciso di chiamarlo Marco, perché ci siamo accorti che «Marco Peres» è un anagramma di «Sempre caro», una locuzione beneaugurante che coincide anche con le prime due parole dell’Infinito di Leopardi. In questo modo, quindi, abbiamo voluto simbolicamente iniziarlo verso l’infinito potenziale del suo domani. Un infinito costituito da una successione continua di tanti piccoli momenti e di tanti… piccoli rebus.
Piccoli Rebus di Marco Peres
Collana Euro
46 pagine
ISBN 978-88-6222-066-8
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Per gli amanti dei giochi di parole…
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