La New Italian Glamour e i critici distratti

Frans Masereel - Foto di Carl Guderian“È nata la New Italian Epic”. La cosa venne annunciata da Wu Ming nelle pagine culturali de La Repubblica il 23 aprile 2008. Aspetta un attimo, ho pensato, ho preso carta e penna e nel mio modo un po’ impulsivo e poco razionale di fare, mi sono appuntato due o tre cose, che corrispondevano comunque a quello che pensavo della nuova epica italiana; ho mandato il pezzo allo stesso giornale. Naturalmente non ho ricevuto risposta. Il pezzo l’ho spedito poi al blog di Stampa Alternativa, che è anche il mio editore, ed è uscito il 12 maggio 2008, con il titolo Cosa succede veramente nella narrativa italiana?. Dopo ci sono stati i commenti da parte di alcuni individui, con i nomi da cartone animato, che difendevano a spada tratta Wu Ming e il suo proclama. Il perchè non lo capivo (qualcuno non molto acuto scrisse: rode il culo eh? :-), forse sì.

Lo stesso Wu Ming, tra l’altro, si lamentava su Lipperatura, il blog di Loredana Lipperini, che in un paese come il nostro non è possibile fare niente, osteggiato pure da “quei libertari di Stampa Alternativa…”. Il tono lamentoso di Wu Ming ricordava quello di Silvio Berlusconi, costretto a subire gli attacchi da parte di quelli dell’opposizione. A quasi a un anno di distanza l’autorevole critico letterario Filippo La Porta dice più o meno le stesse cose sulla terza pagina del Corriere della Sera (sabato 7 Febbraio 2009), forse le dice meglio, ma il succo è lo stesso. Macchè New Italian Epic. Questo è solo Glamour…. Osservazione condivisa anche da Luca Mastrantonio sul Riformista. Wu Ming e i suoi affiliati sono le “bombe intelligenti” dell’editoria italiana. Lo strapotere di certi editori che ci dicono quali sono i libri che dobbiamo leggere, a suon di marketing aggressivo e recensioni pilotate.

Tutti sanno che c’è del marcio nell’editoria. È venuto il momento che qualcuno le canti chiare. Perché il critico non lo fa? Non gli conviene? Spetta agli autori relegati nel ghetto dei piccoli editori sollevare la questione? Quale sarà la prossima moda? O l’ultimo autore seriale da lanciare e da avere assolutamente nella nostra libreria? Qui non si tratta di attaccare la Nuova Epica Italiana, questo o quel critico distratto che ha famiglia e deve mangiare. Qui si tratta di far cambiare una mentalità radicata nel panorama della cultura italiana; basta aprire le pagine dedicate ai libri; le rubriche, le recensioni in cinque righe, in venticinque parole, le terze pagine, per capire il modo di dare informazioni degli addetti ai lavori, che operano per circoli chiusi, per generi letterari, per gruppi di scrittori o per questa o quella casa editrice.

Queste cose capitano dappertutto, non c’è da meravigliarsi. Per anni siamo stati costretti a leggere Il commissario Maigret, che pur piacevole, é scritto in modo ripetitivo e frettoloso. Qualcuno, poco attento, ma onesto, si era presa la responsabilità di dirlo. Ma solo oggi viene rivalutato il genio di Simenon per quei capolavori che sono i suoi romans durs. Ma quanti Maigret dobbiamo leggere prima di accorgerci dell’autore?

8 thoughts on “La New Italian Glamour e i critici distratti

  1. Mi date il link di dove Wu Ming si è lamentato di essere osteggiato da “quei libertari di Stampa Alternativa”? Non mi sembra il suo linguaggio ma se lo ha detto davvero mi è molto utile per una tesina che sto scrivendo. Sto seguendo tutte le discussioni sulla NIE per quanto possibile ma questa frase mi giunge nuova e anche cercando col motore di ricerca del blog della Lipperini non si trova, se mi potete aiutare, grazie.

  2. Alberto, semplicemente è una frase che Wu Ming non ha mai detto, come del resto non ha mai detto “E’ nata la New Italian Epic”, dato che ha chiamato con quel nome libri scritti a partire dal ’93, nati da un bel pezzo insomma… Questo modo di fare bassa polemica a colpi di balle a cosa serve?

  3. In effetti suona molto piu “a la berlusconi” il tono di chi attacca senza mai entrare nei contenuti, anzi distorcendoli allegramente..
    Puzza tutto molto di marcio narcisista

  4. E a me sembra patetico per non dire altro scrivere un commento e due minuti dopo rispondersi cambiando nickname, e ribadire due giorni dopo cambiando di nuovo nickname.
    Non entro nella polemica che non conosco ma mi piaceva far notare questa cosa ridicola.

  5. avalon, hai le prove di quello che dici? Hai visto IP uguali o cose del genere? Perché guarda che non c’è niente di strano in questi commenti, fai una ricerca su google e vedrai che di questo argomento si parla in tutta la rete proprio in questi giorni. Invece di fare le polemiche sull’anonimato, sarebbe meglio porsi il problema di fare post meno approssimativi, no?
    Ovviamente puoi dire che anche questo è un commento lasciato da chissà chi etc.
    Questo è il mio nome e cognome, e alla mail lasciata nel form rispondo io. Scrivimi se vuoi.

  6. Sono Avalon, come vedi mi firmo con nome e cognome come del resto faccio sempre, ho usato questo nick per imitare i commentatori sopra. preciso che era una sensazione quella che ho avuto, non ho nessuna intenzione di entrare nella polemica, tra l’altro ho molta simpatia per wu-ming e sono iscritto anche a iquindici, saluti

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>