L’esperienza di un percorso e di un’esistenza

La quinta felicità di Eugenio AzzolaHo cominciato a pensare, non senza vergogna per la psichiatria, alle relazioni, ai rapporti, agli scritti “scientifici”: mai questa condizione, lo sporco, i corpi, le secrezioni, avevano trovato posto. Intendo dire: mai avevano potuto assumere un significato di vitalità, di tensione, di relazione. Nel lessico della psichiatria tutto è pulito, igienico, asettico. La medicina non può riconoscere lo sporco, il corpo in sé con le sue storture e limitazioni. Può solo definirlo come malattia, corpo malato. La digestione, la masticazione, la continenza sono, all’occhio del medico, fisiologia o patologia. Nel racconto di Eugenio, che psichiatra non è, i corpi e le loro secrezioni rientrano a fare parte trionfalmente dell’esistenza.

Di qui comincio ad aver chiaro quanto ha significato la presenza di giovani volontari, cooperativisti, obiettori, cittadini nel processo di cambiamento così radicale e irreversibile che abbiamo vissuto e stiamo vivendo nel nostro Paese. Un cambiamento che abbiamo potuto misurare con la presenza di sguardi che si incontrano, di mani che si toccano, di corpi che si riconoscono. Questi giovani hanno invaso i luoghi freddi e geometrici della psichiatria col calore e il disordine del loro desiderio, del loro bisogno di stare nella vita. Hanno reso visibili e trasparenti luoghi da sempre separati, vietati alla vista, dimenticati. L’incontro di Eugenio e dei suoi compagni non poteva prescindere dal mettere in gioco il proprio corpo.

Sembrano drammatici e violenti i “corpo a corpo” che accadono nella casetta. Sembra insostenibile la confusione che alimenta la vita sconnessa e improbabile di quelle cinque persone, intollerabile il mescolamento e la convivenza. Ma è proprio da qui che si produce il senso di un’esperienza, di un percorso, di un’esistenza. Ancora una volta corpi e sguardi che restituiscono significato e possibilità di comprensione a gesti, emozioni, parole che sembrano formarsi in mondi lontani, misteriosi, inaccessibili. Parole, emozioni, gesti che si costruiscono mentre gli operatori, i “sani”, riconoscono che le loro emozioni, i loro gesti, le loro parole non sono alla fine così lontani e diversi.

Della scrittura, che trovo straordinaria, so dire poco. Una scrittura che restituisce per dare spazio alle libere associazioni, per scandagliare la memoria, ripescare relitti dal fondo di acque melmose e impenetrabili. Una scrittura che dà corpo alla delicata e rispettosa sensibilità di Eugenio. Una scrittura che, nonostante tutto, racconta con leggerezza e, spesso, con gioiosa ironia.

Ho sempre cercato e trovo i sentimenti, le emozioni, nella vita delle persone che ho incontrato in questi anni di lavoro. Anche nelle persone che si collocano lontane, lontanissime da me. Quasi non più nel mio campo visivo. Alla periferia estrema delle mie possibilità di sentire. Eugenio con rigore laico, giorno dopo giorno, ovvero pagina dopo pagina, riesce a riportare all’attenzione, al nostro sguardo, un patrimonio poetico che è straordinario perché diventa strumento per sostenere il significato della vita di quelle persone.

Qualche anno fa, all’aeroporto di Ronchi, aspettavo di imbarcarmi. Ero in partenza per Roma. L’aeroporto si è bloccato per più di un’ora. Mi accorgo che Esa, con due accompagnatori, era in partenza per Santo Domingo. All’ultimo momento, di fronte al cancello d’imbarco, si era impuntato. Urlava la sua paura. Era impossibile spostarlo da quel cancello. La sua indecisione gli impediva di andare indietro ma anche di superare quella soglia. Alla fine, come miracolosamente sanno fare gli inesperti accompagnatori che non conoscono di psichiatrie, di pazzi e di diagnosi, con la pazienza e le parole semplici, hanno rassicurato Esa e l’aeroporto si è rimesso a funzionare.

La quinta felicità – Un anno coi matti della Casetta di Eugenio Azzola
Collana Eretica
128 pagine
ISBN 978-88-6222-062-0

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>